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Slow Wine 2023, 13 cantine di Brunello presenti

Giancarlo Gariglio, curatore guida Slow WineSono 13 le cantine di Brunello rappresentate nell’edizione 2023 di “Slow Wine”, la guida enoica di Slow Food curata da Giancarlo Gariglio. Quattro aziende di Montalcino – Baricci, Fornacina, Il Paradiso di Manfredi, Le Chiuse – ottengono il massimo riconoscimento, la “Chiocciola”, assegnato per il modo in cui i vignaioli interpretano valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Otto i produttori di Montalcino che si aggiudicano la “Bottiglia”, assegnata a chi esprime un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione: Biondi Santi, Il Colle, Salvioni - La Cerbaiola, Le Ragnaie, Poggio di Sotto, Sesti, Stella di Campalto e Tiezzi. Infine, nell’elenco delle “Monete” (buon rapporto qualità-prezzo in tutte le bottiglie prodotte) figura Pian delle Querci.

Slow Wine, i vini di Montalcino al top

Slow Wine, i vini di Montalcino Top WinesContinuano ad arrivare i riconoscimenti delle guide enoiche per i vini di Montalcino, dal Brunello al Rosso. Slow Wine 2021, la guida ai vini firmata Slow Food e curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, ha eletto “Top Wines”, ovvero il meglio della produzione, ben 15 Brunello e 4 Rosso di Montalcino (su 111 vini della Toscana). Troviamo il Brunello di Montalcino 2015 di Agostina Pieri, il Brunello di Montalcino 2014 de Il Paradiso di Manfredi, il Brunello di Montalcino 2015 de La Cerbaiola – Salvioni, il Brunello di Montalcino 2015 de Le Ragnaie, il Brunello di Montalcino 2015 di Pietroso, il Brunello di Montalcino 2015 di Collemattoni, il Brunello di Montalcino Riserva 2012 dedicato a Franco di Biondi Santi, il Brunello di Montalcino Diecianni Riserva 2010 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2013 di Col d’Orcia, il Brunello di Montalcino 2015 di Poggio di Sotto, il Brunello di Montalcino Santa Maria 2015 di Podere Sante Marie – Colleoni, il Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2015 di Mastrojanni, il Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2015 di Tiezzi, il Brunello di Montalcino Vigneti del Versante 2015 di Pian dell’Orino, il Rosso di Montalcino 2018 di Fornacina, il Rosso di Montalcino 2018 di Ridolfi, il Rosso di Montalcino 2018 di Baricci e ilRosso di Montalcino Alberello 2018 di Fonterenza.

Un’edizione, quella di Slow Wine, in cui ci sono stati dei cambiamenti sostanziali nella scheda di descrizione dei vini e nei criteri di selezione delle migliori etichette da segnalare al pubblico. All’interno della lista “Top Wines” si trova anche l’indicazione dei Vini Slow, ovvero quelli che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente, e dei Vini Quotidiani, quelle etichette che si possono acquistare in enoteca ad un prezzo massimo di 12 euro, nonché altri vini di altissima qualità che non rientrano in queste due ultime categorie. È stata abolita la definizione di Grande Vino, che era attribuita alle bottiglie eccellenti sotto il profilo organolettico. La guida uscirà in libreria il 14 ottobre.

Slow Wine, i vini di Montalcino premiati

Vigneti di BrunelloC’è tanto Brunello dentro Slow Wine 2020, la guida di vini di Slow Food. Baricci, Le Chiuse e Il Paradiso di Manfredi (già assegnatario del premio alla viticoltura sostenibile) hanno confermato la Chiocciola, massimo riconoscimento rivolto a quelle cantine che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali in sintonia con Slow Food, ma Montalcino è presente anche in due delle tre categorie che premiano i vini (Grande Vino, Vino Slow e Vino Quotidiano).

I Grandi Vini rappresentano l’assoluta eccellenza organolettica e rispondono a un unico “bisogno”: voglio bere un vino buonissimo, senza considerare il prezzo da pagare per acquistarlo. Nella lista figurano 9 etichette di Brunello e 3 di Rosso di Montalcino: il Brunello di Montalcino 2013 di Biondi Santi, il Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2012 di Col d’Orcia, il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di Gianni Brunelli - Le Chiuse di Sotto, il Brunello di Montalcino 2014 di Pietroso, il Brunello di Montalcino Lupi e Sirene Riserva 2013 di Podere Le Ripi, il Brunello di Montalcino Piaggione Riserva 2013 di Podere Salicutti, il Brunello di Montalcino Poggio di Sotto 2014 di Poggio di Sotto - Tenuta San Giorgio, il Brunello di Montalcino Pian di Conte Riserva 2013 di Talenti, il Brunello di Montalcino 2014 de Le Potazzine, il Rosso di Montalcino 2017 di La Cerbaiola - Salvioni, il Rosso di Montalcino Bassolino 2014 di Pian dell’Orino e il Rosso di Montalcino 2015 di Stella di Campalto.

Tra i Vini Slow, che oltre alla bontà rispondono anche ad altre caratteristiche come il rapporto tra la qualità e il prezzo, la tipicità e l’aderenza territoriale e l’agricoltura sostenibile, troviamo cinque Brunello e un Rosso: il Brunello di Montalcino 2013 de Il Paradiso di Manfredi, il Brunello di Montalcino 2014 di Baricci, il Brunello di Montalcino 2014 di Collemattoni, il Brunello di Montalcino 2014 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino Vigna Soccorso Riserva 2013 di Tiezzi e il Rosso di Montalcino 2016 di Podere Sante Marie - Colleoni.

Il premio Slow Wine al Paradiso di Manfredi

Il premio speciale Slow Wine al Paradiso di ManfrediVa al Paradiso di Manfredi, cantina di Brunello di Montalcino fondata da Manfredi Martini, tra i padri fondatori del Consorzio del Brunello, il premio alla viticoltura sostenibile firmato da Slow Wine (la guida di vini di Slow Food), assegnato con la seguente motivazione: “perchè tutto è armonia e attenzione per l’ecosistema e la natura nelle vigne-giardino di Florio Guerrini, armonia e attenzione che si sentono poi nei rossi di questa cantina, vibranti di vita”. “Abbiamo un suolo e un microclima che ci permettono di non dover intervenire né in vigna né in cantina e di continuare a produrre i nostri vini così come li abbiamo sempre fatti nella nostra famiglia”, raccontato Florio Guerrini e la figlia Gioia.

Slow Wine, che compie 10 anni, in attesa del grande appuntamento coi produttori del 12 ottobre a Montecatini terme ha svelato in anteprima a Milano, durante la Milano Wine Week, i tre premi speciali. Oltre alla viticoltura sostenibile, sono stati assegnati il premio alla carriera (a Edi Keber, portabandiera del Collio) e il premio al giovane vignaiolo (che va in realtà a un gruppo, SoloRoero: tre giovani vignaioli, delle aziende Valfaccenda, Cascina Fornace e Alberto Oggero).

Slow Wine, i premiati di Montalcino

La tradizionale degustazione di 1.000 etichette delle oltre 500 aziende premiate quest’anno da Slow Wine si terrà il 13 ottobre a Montecatini TermeUnica guida a visitare ogni anno le quasi 2.000 cantine recensite, grazie a un numero di collaboratori che ormai sfiora le 300 persone, Slow Wine è giunta all’edizione n. 9 e si connota sempre di più per il rigore nel segnalare e premiare esclusivamente vini e cantine che lavorano la vigna senza cercare scorciatoie. “Meno marketing e più viticoltura”, questo lo slogan scelto dai curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, che come sempre non giudicano i vini attraverso un punteggio ma assegnando Chiocciole (alle aziende che interpretano il territorio e fanno una bella agricoltura oltre a grandi vini), Bottiglie (ai produttori che sanno esprimere ottima qualità per ciascuna delle etichette presentate) e Monete (alle aziende in cui si è rilevato un eccellente rapporto tra qualità e prezzo).

La tradizionale degustazione di 1.000 etichette delle oltre 500 aziende premiate quest’anno si terrà il 13 ottobre a Montecatini Terme, nell’ambito di Food&Book. Tra i vincitori 11 cantine di Montalcino, tra chi ha conquistato le Chiocciole (Baricci, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse), le Bottiglie (Le Ragnaie, Pian dell’Orino, Poggio di Sotto-Tenuta San Giorgio, Sesti-Castello di Argiano e Stella di Campalto) e le Monete (Collemattoni, Fornacina e Pian delle Querci).

La Toscana in totale ha registrato 30 Chiocciole, 19 Bottiglie e 9 Monete. Per non parlare del primato di ben 53 Vini Slow, le bottiglie cioè che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente, inclusa l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. “Riassumere il complesso quadro enologico della Toscana non è sicuramente compito facile e dobbiamo partire dalla concretezza della vendemmia. Per la costa toscana è essenziale, data l’incerta meteorologia, una sempre maggiore attenzione all’equilibrio della vigna. Come sempre vi invitiamo a conoscere le nostre nuove aziende: mai come quest’anno i nostri “giri” in cantina sono stati così proficui di facce fresche che volentieri vi proponiamo. Un panorama in continua evoluzione come lo è, del resto, la nostra guida”, spiegano i curatori Gariglio e Giavedoni.

 

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