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Vandali allo stadio nella notte. “Tanta amarezza”

Dei vandali sono entrati negli spogliatoi dello stadio di Montalcino e hanno divelto quattro porte e un lucchettoQuando il custode, stamattina, si è recato a sistemare gli spogliatoi dello stadio di Montalcino, utilizzati ieri per la Brunello Crossing, la sorpresa, in negativo, è stata enorme. Un lucchetto divelto, un armadietto rotto e quattro porte, degli spogliatoio, della segreteria e della sala massaggi, stroncate. Un gesto insensato, senza nessuna logica, anche perché non è stato portato via nulla. “I computer della segreteria e il materiale sportivo sono sempre lì, è un atto vandalico vero e proprio”, sottolinea alla Montalcinonews, con amarezza, il direttore sportivo dell’Asd Montalcino Luca Maura. In giornata sarà esposta una denuncia ai Carabinieri, il sindaco Silvio Franceschelli è già al corrente e ha effettuato un breve sopralluogo. Tra l’altro il danno economico colpisce proprio l’amministrazione comunale, gestrice della struttura. E i vandali, a quanto sembra, sono passati dalla proprietà di Franceschelli, per poi entrare dal campo di calcetto e negli spogliatoi, visto che il cancello principale non è stato toccato. “Rattrista che in un paese come Montalcino possa accadere una cosa del genere - commenta il presidente Bernardo Losappio - nella storia del Montalcino Calcio non è mai successo. È una cosa insensata, inconcepibile. Non è stato rubato niente, hanno solo fatto dei danni senza motivazione”.

“Soccorso Saloni”, l’idea del Montalcino Calcio

Lo stadio Soccorso Saloni di MontalcinoSituazione “Soccorso Saloni”, qualcosa si muove. Il Comune di Montalcino, con una determina del 31 dicembre 2018, ha individuato una figura incaricata di compiere un sopralluogo e una relazione tecnica del campo sportivo (costo di circa 15.000 euro) finalizzati a futuri lavori che riguarderanno gli spogliatoi, la tribuna, i sostegni delle torri faro e l’impianto di illuminazione, che al momento non consente di ottenere l’omologazione per una partita in notturna. Sulle critiche condizioni del manto, invece, il Montalcino Calcio è pronto a portarsi avanti con un intervento di manutenzione, che non sarebbe risolutivo ma aiuterebbe a “tamponare” il problema. “Presto avremo un incontro con l’amministrazione comunale - spiega alla Montalcinonews il direttore sportivo, Luca Maura - siamo pronti anche a dare un nostro contributo fattivo per individuare una soluzione che possa migliorare la situazione”.

I lavori comincerebbero a maggio, quando si chiudono i campionati, e l’idea è cercare soluzioni provvisorie per non stressare troppo il “Soccorso Saloni”. Concordando le modalità con la Proloco di Sant’Angelo, ente gestore, si potrebbe utilizzare l’altro impianto comunale, spostando con il pulmino dell’associazione una parte del settore giovanile al campo di Sant’Angelo Scalo, al momento frequentato due volte a settimana dagli amatori, mentre la prima squadra, che può spostarsi con meno difficoltà, andrebbe ad allenarsi in provincia. Contatti sono stati avviati con la società che gestisce il campo comunale di Uopini a Siena, oppure a Rosia o San Rocco a Pilli, i cui impianti sono gestiti dalla Policras.

 

Il “Soccorso Saloni” e quel pessimo manto da rifare

Il pessimo stato del campo sportivo di MontalcinoIn soccorso del “Soccorso”. Il prestigioso stadio di Montalcino, luogo di tante battaglie sportive della società calcistica locale e teatro delle gare di tiro con l’arco delle Feste Identitarie, si trova in pessime condizioni. “Una situazione non più sostenibile”, per usare le parole del presidente del Montalcino Calcio, Bernardo Losappio. Il “Soccorso Saloni”, incastonato sotto la trecentesca Fortezza a due passi dal centro storico, ha ricevuto un intervento di manutenzione del fondo ormai circa vent’anni fa. “Ma adesso il drenaggio è andato, l’avvallamento non avviene più a schiena d’asino ma al contrario e l’acqua si ferma a metà campo”, spiega alla Montalcinonews Luca Maura, direttore sportivo del Montalcino.

Il pessimo stato del manto del campo sportivo di MontalcinoOltre alla prima squadra, attualmente nel campionato di Promozione, il Saloni ospita anche tutti i bambini e ragazzi del settore giovanile. C’è quindi un problema sicurezza, più un evidente danno d’immagine. “È un biglietto da visita per niente piacevole - aggiunge Maura - mi fanno rabbia le smorfie degli avversari quando arrivano a Montalcino e vedono il campo. A noi spetta la manutenzione ordinaria e cretedemi, ce la mettiamo tutta, ma di più non possiamo fare. Serve un intervento straordinario”. Che spetterebbe al Comune, proprietario dell’impianto.

Il pessimo stato del manto del campo sportivo di MontalcinoAd inizio stagione il Saloni è stato sottoposto ad un sopralluogo da parte della ditta che ha svolto la manutenzione del campo sportivo di Torrenieri. “Il sindaco - sottolinea Maura - ha spiegato come la priorità fosse mettere a norma l’impianto di illuminazione, visto che uno dei quattro pali, quello che dà sulla strada, è pendente. L’idea era quella di spogliarlo del ferro più pesante e stabilizzarlo, e provvedere al rifacimento dell’impianto di illuminazione. Al momento, peraltro, non si potrebbe ottenere l’omologazione per una partita in notturna. Ma anche questo problema finora non ha avuto esiti”.

La soluzione, comunque, potrebbe essere a portata di mano. “Stanno uscendo annualmente dei bandi su sport e periferie - aggiunge il ds del Montalcino - il più recente scade il 17 dicembre. Ci hanno attinto in tanti, anche centri più piccoli di Montalcino. L’idea è di mettersi a tavolino con l’amministrazione comunale e pianificare un’operazione congiunta da realizzare intorno a maggio 2019. Si tratterebbe di smuovere la terra per trovare drenaggio, ricoprirla e dare la semina”.

Il pessimo stato del manto del campo sportivo di Montalcino“Ringrazio il Comune perché ha sempre mostrato un atteggiamento propositivo e collaborativo nei nostri confronti e comprendo le difficoltà che spesso incontra nel risolvere certe problematiche - interviene il presidente del Montalcino, Bernardo Lo Sappio -  quello che è certo è che la situazione attuale non è una bella immagine per le squadre che arrivano da tutta la Toscana e vanifica i nostri sforzi agonistici. Stiamo spendendo grandi energie per riportare il calcio ad alti livelli. Inoltre il campo è pericoloso, non si sta in piedi, ed è utilizzato anche per la Scuola Calcio, per il vivaio. Lo sport è importante per una comunità perché permette ai ragazzi di socializzare, e di attività sportive qui non ce ne sono così tante. Per questo ritengo necessaria una ristrutturazione del manto erboso e delle luci”.

100 anni fa morì Soccorso Saloni

100 anni fa morì Soccorso SaloniC’è una via a ricordarlo, c’è uno stadio ad omaggiarlo. Soccorso Saloni è un pezzo di storia a Montalcino. Nacque nel 1895 a Lecce perché suo padre Giuseppe, carabiniere, era stato trasferito in Salento per motivi di lavoro.  “Soccorso”, fu chiamato, perché l’attaccamento alla città natale era così forte da scegliere come riferimento la Patrona di Montalcino, la Madonna del Soccorso. Saloni da ragazzo iniziò a lavorare come tipografo, per poi arruolarsi nel 1915 nel Settimo Reggimento Bersaglieri col quale partì per il fronte, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria. Ottenne il grado di caporale, poi di sergente. Decorato con medaglia di bronzo, poi d’argento ed infine d’oro al valor militare, fu ferito ad un braccio nel giugno 1918 ma nonostante ciò continuò a combattere fino alla morte, provocata da una raffica di mitragliatrice. Adesso, a cent’anni dalla sua morte, Montalcino ha voluto ricordare Soccorso Saloni con una pubblicazione edita da Vanzi e curata dall’Associazione Nazionale Bersaglieri - Sezione Val d’Arbia.

Il volume ne ricorda la biografia, ma anche il contesto di guerra nel quale viveva l’Italia negli anni 1915-1918. E lo fa attraverso una serie di immagini a colori che riproducono le copertine originali del settimanale “La Domenica del Corriere”, le stesse che in quegli anni drammatici guardavano con stupore e curiosità i nostri nonni nei caffè e nelle osterie.

Questa l’introduzione del libro, a firma del sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli:

“Soccorso Saloni, montalcinese anche se nato a Lecce, con orgoglio fin da ragazzo iniziò a lavorare come tipografo, ed è proprio qui che ha iniziato a forgiare la sua tempra. Nei momenti di maggiore pressione di lavoro, per un giovane operaio fare mezzanotte è abbastanza normale. Sport e svaghi, quasi nulla. Lavorava presto su macchine poco prodotte e spesso sostituiva l’operaio che passava a cose più importanti. Dentro la bottega esisteva una gerarchia ferrea. L’apprendista, assetato dalla necessità di fare esperienza, stava appresso a lui ed osservava i suoi movimenti. Alla sera, quando tornava tardi dal lavoro, la madre era ad attenderlo per fargli trovare qualcosa di caldo da mangiare. Quelli erano i momenti di maggiore confidenza, ed alle sue lamentele la madre usava rispondere: “Eh bambino, il padrone è il padrone. Noi siamo nati con questo destino, cosa ci puoi fare…”. Ma a Soccorso Saloni questo destino non andava bene, si arruolò il 1 febbraio 1915 allievo Sergente nel Settimo Reggimento Bersaglieri col quale partì per il fronte, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, combattendo in Val di Ledro, ed ottenne i cannoni di Caporale nel luglio. Promosso Sergente nel gennaio 1916, durante la decima battaglia dell’Isonzo partecipò alle azioni svolte dal 23 al 27 maggio 1917 e fu decorato di medaglia di bronzo al valore per le superbe prove di coraggio dimostrate nel condurre all’attacco prima una squadra e poi un protone del nucleo Arditi reggimentali. Nel luglio dello stesso anno, a domanda, fu trasferito nella sezione lanciafiamme del XIX Battaglione d’assalto, con la quale, da ottobre, durante le tristi giornate di ripiegamento al Piave, dopo Caporetto, combattè valorosamente per contrastare i movimenti del nemico alla testa di ponte di Sagrato e proteggere le truppe della Terza Armata nell’ordinato passaggio del Tagliamento. Ferito all’inizio dell’offensiva austriaca del giugno 1918 lasciò volontariamente l’ospedaletto da campo ove era ricoverato e rientrò al reparto mentre ancora infuriava la lotta sul Montello, e alla testa della compagnia di Arditi, si lanciò decisamente all’assalto con la prima ondata e superò i reticolati. Ferito ad un braccio da pallottola di fucile non si fermò, ne rallentò la sua corsa, ma si scagliò ancora più avanti verso le seconde linee austriache, trascinando i suoi Arditi alla conquista delle posizioni raggiunte, e fu colpito da una raffica di mitragliatrice. Medaglia d’Oro al Valor militare concessa alla sua memoria con decreto del 23 maggio 1919 dettata dal comandante della Terza Armata il Duca d’Aosta, che così si espresse: allo squillo di battaglia ancora dolorante per una ferita, volontariamente usciva dall’ospedale e raggiungeva la prima linea. Alla testa della compagnia balzava all’attacco e, primo fra tutti, superava i reticolati avversari. Ferito ad un braccio si slanciava ancora avanti, finchè, colpito in pieno da una raffica cadeva, consacrando col suo purosangue d’eroe la posizione conquistata”.

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