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Un bel traguardo "social" per la Montalcinonews

La redazione della Montalcinonews si trova nel cuore di MontalcinoSuperati gli 8.000 “Mi Piace”. La pagina Facebook della Montalcinonews, a cui va aggiunto il numero riferito alle oltre 8.300 persone che seguono la pagina, continua a crescere di giorno in giorno. Un flusso quotidiano di notizie che non si ferma (e che toccano temi come territorio, vino, curiosità, segnalazioni, cultura, sport, attualità, Quartieri, enogastronomia, spettacolo, vita di tutti i giorni) e che la redazione aggiorna costantemente per tenere informati i cittadini del territorio e coloro che vivono lontano dal nostro comune ma che con il cuore sono sempre qui con noi. Grazie a tutti i nostri lettori e.. continuate a seguirci!

Dal Brasile il Brunello è nel cuore di Felipe Melo

Felipe MeloDal Brasile un messaggio allItalia e a Montalcino oltre che un omaggio ad una delle sue eccellenze, il Brunello. Lo ha fatto Felipe Melo, centrocampista brasiliano attualmente in forza al Palmeiras (gloriosa squadra fondata da immigrati italiani) ma con un recente passato con le maglie di tre importanti club italiani: Fiorentina, Juventus ed Inter. Il mediano carioca non dimentica l’Italia, il Paese dove si è consacrato nel grande calcio internazionale conquistando, con le sue prestazioni in Serie A, la maglia verdeoro della Nazionale brasiliana penta campione del mondo. Felipe Melo, in un momento di relax, ha postato una foto su Instagram dove lo vediamo seduto a tavola in compagnia e con in bella mostra una bottiglia di Brunello di Montalcino di Castello Banfi. Il “re del Sangiovese”, d’altronde, è sempre una sicurezza quando c’è da accompagnare un piatto speciale.

“Bella scelta!” ha fatto notare al calciatore un fan italiano su Instagram e il mediano brasiliano, proprio come fa quando è in campo, è intervenuto prontamente rispondendo “sempre”.

Melo è senza alcun dubbio rimasto affezionato all’Italia, ha ancora una casa nel Belpaese e ha detto che vuole ritornare presto a farci visita. Intanto ha iniziato a farlo “distanza”, omaggiando Montalcino e il suo prodotto simbolo, il Brunello. Melo è una star anche sui social dove tanti ragazzi e sportivi di tutto il mondo lo seguono. Il legame tra Montalcino e il Brasile è solido e in grande ascesa: le presenze turistiche sono aumentate del 70% e i brasiliani amano particolarmente il Brunello. Non fanno eccezione i campioni dello sport: qualche anno fa Felipe Massa, pilota che ha guidato la Ferrari in F1 per ben 8 stagioni, venne a Montalcino e a precisa domanda su quale fosse il suo vino preferito la risposta fu senza esitazioni, come una partenza in un Gran Premio: “il Brunello”.

 

Indumenti a terra e un contenitore da svuotare

Il punto di raccolta della Croce Rossa a MontalcinoRaccolta permanente abiti usati, scarpe, borse. Così si legge nel contenitore bianco con il simbolo della Croce Rossa Italiana. Ma, a quanto pare, secondo le segnalazioni che ci sono arrivate, di permanente c’è spesso il fatto che non venga svuotato. Parliamo del punto di raccolta della Croce Rossa che si trova nel parcheggio di Montalcino sotto la Fortezza. La foto parla da sola, con piumoni, abiti, sacchi di indumenti lasciati nell’asfalto bollente. Non una visione piacevole per la vista, ma in questo caso, più che il decoro, quello che dispiace è che tutto quel materiale che non entra dentro al contenitore, perché colmo, rischia di non arrivare a destinazione. Una lettrice ci ha detto che piuttosto che lasciarli in terra ha preferito riportarsi a casa i vestiti che aveva preparato. E non ha tutti i torti... Poi se nell’insieme dei sacchetti, quelli chiusi depositati a terra, ci fossero anche dei rifiuti (vicino c'è un bidone) e non solo indumenti, beh, qui si tratterebbe di un altro problema...

Segnalazioni da fare? Scriveteci a info@montalcinonews.com o contattateci sulla nostra pagina Facebook!

Smartphone in classe, no del Liceo Lambruschini

Favorevoli o contrari allo smartphone in classe?Domani scatta il primo giorno di scuola anche a Montalcino. Ne abbiamo parlato, anche su queste pagine, soffermandoci in particolar modo sulle ultime novità che i ragazzi si troveranno ad affrontare: didattiche, ma non solo, perché la scuola significa anche spazi e aule (e a Montalcino il problema è annoso), sicurezza delle strutture e, da quest’anno, anche obbligo di vaccinazione. Quando si inizia non si sa mai come si inizia, senza trascurare il fatto che bisogna sempre più spesso fare i conti con l’invasione delle nuove tecnologie. Un problema per molti ma non per tutti, considerato che proprio il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha aperto le porte all’utilizzo dello smartphone in classe motivandolo come “uno strumento che facilita l’apprendimento”. Questa presa di posizione ha sollevato numerose reazioni da parte del mondo scolastico.

Lo smartphone in classe è un’opportunità oppure semplicemente un oggetto da evitare? Lo abbiamo chiesto al vicepreside del Liceo Linguistico di Montalcino, Michelangelo Lorenzoni. Il “Lambruschini” ha già attivato il progetto della Classe 2.0 che prevede lezioni con l’utilizzo dei tablet. Insomma, la scuola digitale qui è già realtà, e chi meglio della dirigenza può dirci come i ragazzi si rapportano con i telefonini di ultima generazione? “Ne parlavamo giusto l’altro giorno - commenta Lorenzoni - noi vogliamo in realtà andare in controtendenza stabilendo un regolamento interno che preveda la consegna degli smartphone prima dell’inizio delle lezioni per essere poi restituiti alla fine. Adesso con l’indicazione del Ministro valuteremo il da farsi e se mantenere la linea del “cellulare zero”. Ovviamente noi non siamo contrari, lo dimostra il nostro progetto della didattica con l’utilizzo di tablet e lavagne interattive, però bisogna fare una riflessione sul fatto che gli studenti siano veramente consapevoli dell’utilizzo che fanno di questi apparecchi. I quali, spesso e volentieri, come abbiamo visto, non si limitano ad essere sfruttati per aspetti esclusivamente didattici ma che finiscono invece per collegarsi ai social network a scapito dell’apprendimento”.

Ma allora, lo scorso anno, le lezioni con i tablet come sono andate? “Bene - continua Lorenzoni - lo strumento è certamente utile per avvicinarsi alle nuove tecnologie ma consente di risparmiare anche sull’acquisto dei libri. Avevamo proposto delle restrizioni per quanto riguarda la navigazione ma alcuni genitori non sono stati d’accordo. Quest’anno proveremo a vedere se sarà possibile mettere dei filtri per impedire magari l’accesso sui social. D’altronde un tablet per le lezioni non deve avere nulla di diverso dal libro cartaceo. Che succede se dietro alle pagine uno studente gioca, ad esempio, con un mazzo di carte?”. Una volta, almeno, quando si veniva scoperti si consegnavano all’insegnante con la speranza di rivederli... Ma i social hanno rivoluzionato anche concetti e convinzioni che prima non venivano messi in discussione, in particolare dai genitori. Vedremo nei prossimi mesi quello che succederà, intanto buon anno scolastico a tutti!

Librerie o cinema? La tua idea per Montalcino

Scaffali di una libreriaQualche tempo fa avevamo lanciato un messaggio agli abitanti di Montalcino, ovvero di interagire e proporre con idee ed opinioni, in merito alla mancanza di determinate tipologie di negozi in città. Tra le tante risposte che ci sono arrivate si parlava anche di cultura (oltre naturalmente a beni di largo consumo). Già, perché di librerie, ad esempio, non ce ne sono. Stesso discorso potremmo farlo per i cinema. Eppure l’appuntamento estivo in Fortezza, conclusosi recentemente, ha riscosso successo, a dimostrazione che le proiezioni di pellicole italiane ed internazionali incontrano il gradimento del pubblico. Lo ha confermato anche il “Festival del cinema più piccolo del mondo”, brillante idea del regista Massimo Martelli e diventata realtà a Castelnuovo dell’Abate. Ci sono possibilità di poter assistere a qualche buon film anche in inverno? Chissà, sarebbe, forse, un esperimento da provare. E per le librerie? Abbiamo parlato con qualche ragazzo di Montalcino e c’è chi desidererebbe avere dei negozi dove acquistare un bel volume di narrativa senza fare i chilometri. Anche perché è vero che c’è sempre internet, ma andare in una libreria è un’esperienza diversa: il libro si può toccare, sfogliare, ci si può consigliare con il titolare. Non è proprio la stessa cosa, o almeno per tutti non lo è. Montalcino non ha un luogo dove i diciottenni possono spendere il loro bonus cultura. C’è pure chi ha proposto un locale che possa diventare un centro di aggregazione giovanile, una sala concerti magari polifunzionale che sia un punto di riferimento per tutta la comunità anche per happening culturali, presentazioni ed eventi. Noi abbiamo raccolto solo alcune voci, voi cosa ne pensate? Si accettano, ovviamente, suggerimenti!

Quale negozio manca a Montalcino?

A Montalcino non esiste un negozio che ripara gli smartphoneA differenza di tanti centri storici nella provincia di Siena, a Montalcino le insegne e le vetrine dei negozi non sono sparite. Complice sicuramente la qualità del vino e dei prodotti tipici della nostra terra, lo “struscio” nel corso e nelle vie principali del paese rimane una delle attività preferite dai turisti. Non di rado, e per fortuna, vediamo uscire dai negozi persone con una busta griffata in mano. Segno che il commercio procede bene, perché risponde alle esigenze del visitatore, e si conferma una risorsa per il territorio. Quello che però scarseggia sono alcune determinate tipologie di punti vendita. Parliamo dei negozi “di tutti i giorni”, quelli che servono agli abitanti di Montalcino (ma anche delle frazioni) per soddisfare un problema o una richiesta particolare. Prodotti cercati ma raramente, per non dire mai, trovati. Facciamo qualche esempio? Pensiamo agli smartphone. Non si trova un negozio che possa procedere alla riparazione di un apparecchio. Eppure tutti, ormai, hanno un telefono di nuova generazione. E così, in caso di guasto o di acquisto dell'oggetto, non rimane che andare a Sinalunga, Siena, Buonconvento o Grosseto. Che poi tradotto significa fare chilometri, perdere tempo e benzina con il solo viaggio di andata e ritorno che probabilmente non sarà sufficiente. Abbiamo provato a chiedere a qualche residente nella città del Brunello e il tema è particolarmente sentito: non a tutti piace “fare il pendolare dello shopping” anche se con gli acquisti online il concetto di distanza è cambiato radicalmente. Tra le segnalazioni raccolte c'è chi lamenta la mancanza di un negozio di abbigliamento per bambini o per anziani. Ma risulta assente pure uno “store” dedicato alla tecnologia di largo consumo; idem un franchising di vestiti o un grande supermercato di riferimento per tutta l’area comunale. Sono arrivate tante proposte che ci hanno fatto pensare di aprire un piccolo dibattito con la collaborazione di voi lettori. Quale negozio manca o vorreste a Montalcino? Sono aperti i commenti, anche nella nostra pagina Facebook! E chissà che a qualcuno non venga lo spunto decisivo per aprire una nuova attività…

La bacheca di Montalcino approda su Facebook

Una fotografia panoramica di MontalcinoCambiano i tempi ma non le esigenze. Alzi la mano chi non ha mai attaccato un foglio bianco con le richieste tipiche del cerco/offro al circolo, dal negoziante di fiducia, nei muri della propria scuola. Magari si trattava soltanto di piccole esigenze, desideri, ma anche di una mossa nata dall'obiettivo e dalla voglia di tenere in vita un oggetto che a noi non serviva più ma che potrebbe comunque essere prezioso per altre persone. E poi ci sono quei lavoretti artigianali che nessuno ormai svolge più ma che continuano ad essere cercati. Una possibilità anche per “arrotondare” qualcosa in questi tempi non certo facili per tutti. Con i social network la vecchia bacheca di legno si è trasferita online. E anche Montalcino si è adeguata all’era 2.0 segnata dalla velocità e dall'interazione immediata. Pure per questo è stato ideato e realizzato un gruppo Facebook dal nome "la bacheca di Montalcino". L’intuizione è di Ilaria Gianoli e la risposta è stata immediata con oltre 200 membri iscritti in poco tempo. "L'idea mi è venuta - spiega Ilaria Gianoli - perchè ho notato che non esiste una grande comunicazione al di fuori del nostro solito giro di conoscenti. Mi capita di sentire persone che cercano qualcosa e altre che hanno appena buttato via oggetti che potevano servire ad altri. Come una bacheca all'università del cerco e offro: dai semplici lavoretti fino ai vestiti usati". Un luogo di ritrovo virtuale dove i cittadini si consigliano, propongono e cercano l’affare. Ma “la bacheca di Montalcino” vuole essere anche un luogo dove informare, ad esempio, sulla data di svolgimento di un mercatino di beneficenza. L’importante è che siano rispettati due semplici requisiti: "si chiede solo gentilezza e cortesia, come si farebbe tra amici".

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