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Museo del Brunello, le novità profumano di storia

Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello“Questo Museo è stato creato nel 1999 ed era una cosa estremamente interessante e all'epoca innovativa, ovviamente il tempo passa e avanzando anche la ricerca della storia e avanzando il Brunello che ha fatto tantissimi progressi, abbiamo accumulato una massa di informazioni che dovevano essere riportate. E così da un anno a questa parte abbiamo lavorato per trasferire nel museo le novità. Le cose più importanti sono una completa ricostruzione della parte che riguarda il Brunello, soprattutto per dare evidenza di una profondità storica”. Stefano Cinelli Colombini, proprietario della storica Fattoria dei Barbi, illustra alla MontalcinoNews le novità del Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. In particolare, “gli ultimi due secoli di riconoscimenti in tutto il mondo che per tanti motivi tendiamo a dimenticare. Noi viviamo in un oggi perenne ma è un oggi che si è originato in un passato che nel caso del Brunello è estremamente importante”. Cinelli Colombini ha aggiunto che “quello che ho voluto fare è ricordare con documenti e testimonianze, tutta questa straordinaria storia e accompagnare i visitatori in questo, nell'unicità di Montalcino, qui abbiamo elaborato qualcosa di straordinario. Tanto è nato qua, questo straordinario insieme di storia, di presente, di passato, di fascino è qualcosa che vogliamo comunicare con questo museo”.

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Al Museo del Brunello si presenta "Terradivina"

Mercoledì 29 marzo appuntamento culturale al Museo della Comunità di Montalcino e del BrunelloMercoledì 29 marzo, al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello della Fattoria dei Barbi (loc. Podernovi 170, Montalcino), appuntamento con la presentazione di "Terradivina", la storia del ritorno di un critico enogastronomico alla dimensione della vigna e della cantina attraverso viaggi e incontri da nord a sud d’Italia. Nato dalla penna di Riccardo Corazza, vice-curatore della Guida Vini de l’Espresso ed edito da Les Flâneurs Edizioni, il volume trasporta il lettore in una sorta di tour “on the road” del mondo enoico e interiore, tra calici e vigneti, itinerari letterari e musicali.

L’appuntamento con l’autore – in dialogo con Stefano Cinelli Colombini, proprietario della Fattoria dei Barbi con la complicità del giornalista Stefano Tesi – inaugura la stagione primaverile del Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello, che riapre con nuove storie, documenti e un percorso rinnovato tra i personaggi e i landmark del più celebre Sangiovese al mondo.

“Inauguriamo la nuova veste del Museo con la presentazione di un libro, perché un museo non è un archivio, bensì un luogo di incontro da vivere e in cui rivivere la storia – afferma Stefano Cinelli Colombini, alla guida della Fattoria dei Barbi – Al di là di ogni retorica e leggenda del vino, la storia ci fornisce uno sguardo d’insieme che si rinnova a ogni scoperta. Qui raccolta, ci racconta i trionfi, le realtà e la magia di tutto il Brunello”.

Info e prenotazioni. La partecipazione alla presentazione è gratuita, ma è gradita la prenotazione (info@museodelbrunello.it, t. 0577 841111). Nell’occasione sarà possibile visitare – liberamente o con la guida di Stefano Cinelli Colombini – il Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello.

Il nuovo libro di Stefano Cinelli Colombini

Stefano Cinelli ColombiniNovità in libreria direttamente da Montalcino: è in arrivo il volume “Brunello di Montalcino, ritratti a memoria. Luoghi, persone e storia di un mito” scritto da Stefano Cinelli Colombini, vicepresidente del Consorzio del Brunello e proprietario della storica Fattoria dei Barbi, una delle aziende produttrici più longeve del territorio. Il libro, in uscita proprio per la neonata Fattoria dei Barbi edizioni, sarà disponibile anche nella versione inglese “Brunello di Montalcino, portraits from memory. The history, places, and people behind the legend” nella traduzione di Jeremy Parzen. L'ultima fatica editoriale di Stefano Cinelli Colombini è dedicata ai tanti personaggi che hanno fatto la storia del Brunello ed ai 1.000 anni di Montalcino e quindi alla sua vita, ai suoi successi e alle sue catastrofi. Parole, storia, memoria, aneddoti e curiosità di chi ha dato vita ad una leggenda enologica mondiale arricchite da immagini storiche provenienti dall'archivio privato di casa Cinelli Colombini. Il volume è suddiviso in varie sezioni: spazio alla storia di Montalcino ed ai suoi protagonisti con 33 “ritratti” degli artefici del successo del Brunello. Sfogliando le pagine si trovano anche i 20 landmark che costituiscono un itinerario dei punti geografici visitabili in cui, per vari motivi, è passata la storia dei Brunello. Infine i contatti di tutte le cantine e una bibliografia “essenziale” dedicata a Montalcino ed al Brunello.

La storia del Brunello nel libro di Cinelli Colombini

Nelle cantine della Fattoria dei Barbi, durante Cantine Aperte, sono stati istallati delle fotografie e dei pannelli che ispireranno il nuovo libro di Stefano Cinelli Colombini“Il Brunello è un fenomeno straordinario che ha reso Montalcino probabilmente la più ricca comunità agricola al mondo. Ma il vino non è tutto. Il mito Montalcino nasce da una cultura, da una storia, da un modo di essere, da persone che lo hanno interpretato e fatto crescere nei secoli. E in questa fase della nostra storia è utile recuperare il fascino di un mondo che è stato lontano dai riflettori”. A parlare è Stefano Cinelli Colombini, che in anteprima alla Montalcinonews illustra gli argomenti di cui tratterà il suo nuovo libro su Montalcino e i protagonisti che hanno reso grande il Brunello. Memorie, aneddoti, curiosità e scatti provenienti dall’archivio privato di Casa Colombini Cinelli.

Il libro in realtà ancora non c’è, è in attesa di pubblicazione (prevista anche una versione in inglese), ma nel frattempo Cinelli Colombini ha già messo nero su bianco diverse pagine, raccolte in diversi cartelli che ha poi distribuito lungo le cantine della sua Fattoria dei Barbi, durante i giorni di Cantine Aperte. Un viaggio itinerante che ripercorre 1.500 anni di storia di Montalcino. Una storia, spiega l’autore, “particolarissima, con una serie di catastrofi ricorrenti. Abbiamo vissuto cinque assedi terrificanti, crisi terribili, ma ci siamo sempre rialzati. La nostra è una terra poverissima dal punto di vista agricolo e minerario, è un luogo dove tutto va creato. Ed è questo che ha forgiato la cultura dei montalcinesi. La necessità di creare benessere e la necessità di rialzarsi e ricostruire dopo ogni catastrofe. Per esempio quella degli anni Sessanta-Settanta, con uno spopolamento del 70% della popolazione, o in tempi più recenti lo scandalo del Brunello e il crollo di Lehman Brothers. Ci siamo rialzati, rapidissimamente e meglio di prima. Non è un fatto casuale, è un fatto culturale”.

Nel viaggio di Cinelli Colombini ci sono anche delle sezioni biografiche riservate agli attori protagonisti, alcuni celebri e altri meno. Da Tancredi e Franco Biondi Santi a Silvio Nardi, da Ersilia Caetani Lovatelli a Bruno Ciatti, da Primo Pacenti a Giacomo Neri, da Nello Baricci a Livio Sassetti e Benito Cencioni. “Come sempre, la storia è fatta di tante persone. Alcune sono sotto la luce, altre non lo sono, ma non è detto che solo chi è sotto la luce ha fatto molto e non è detto che quello che ha fatto corrisponda a quello che dice. Montalcino è una grande costruzione dove tantissimi hanno portato e continuano a portare mattoni. Molti sono ben noti, altri non lo sono ma non per questo sono meno importanti. Nel grande mito del Brunello è importante recuperare i tanti piccoli miti che lo hanno composto”.

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La cultura del Brunello alla Fattoria dei Barbi

I personaggi che hanno fatto la storia del Brunello nel libro di Stefano Cinelli ColombiniI personaggi che hanno fatto la storia del Brunello e i 1500 anni di Montalcino, dalla sua vita ai suoi successi e alle sue catastrofi, riuniti per la prima volta in un libro, per dare un’immagine d’insieme alla più grande leggenda enologica mondiale. La firma è di Stefano Cinelli Colombini, autore del volume che racconta parole, storia, memoria, aneddoti, curiosità e scatti provenienti dall’archivio privato di Casa Colombini Cinelli per ritrarre una comunità unita, vitale e creativa, determinata nel far conoscere al mondo la propria unicità attraverso il re dei vini.

“Su Montalcino circolano infinite leggende, perlopiù frutto di una grossolana ignoranza della storia del territorio e del Brunello - racconta Cinelli Colombini alla Montalcinonews - il problema è che nessuno che fosse a conoscenza dei fatti ha scritto nulla se non parlando di se stesso. Ci sono tante testimonianze di persone che hanno visto il loro pezzettino di realtà, ma non sono state mai messe insieme. Mentre riscrivevo le biografie dei fondatori del Brunello per l’omonimo museo, mi sono accorto che c’è del materiale interessantissimo, la base del mito del Brunello. Noi non vendiamo il Brunello perché è buono ma perché è un mito, e la conoscenza di questo mito è affascinante, grandiosa, conviene a tutti. Allora ho pensato: mettiamolo per iscritto”.

A fare da anteprima al libro un percorso inedito nelle cantine di invecchiamento della Fattoria dei Barbi, che sarà inaugurato questo weekend (resterà per una settimana ed è gratuito per i residenti del Comune di Montalcino) in occasione di Cantine Aperte, l’appuntamento più famoso del Movimento Turismo del Vino che muove ogni anno milioni di enoappassionati in ogni parte d’Italia.

La Fattoria dei Barbi aprirà le porte ai visitatori il 25 e il 26 maggio (dalle ore 11 alle ore 18, orario continuato con visite ogni ora) con visite guidate nelle antiche cantine di invecchiamento e degustazione finale di tre vini, olio e formaggio, visita al Museo del Brunello e poi pranzo o cena alla Taverna dei Barbi in cui verrà proposta una selezione speciale di piatti.

Il ticket di ingresso, al costo di 10 euro (5 euro per i tesserati Ais, Fisar e Onav), comprende tutte le attività tranne il pranzo o la cena. È gradita la prenotazione (info@fattoriadeibarbi.it o tel. +39 0577 841111, sabato e domenica 0577 841205).

Cinelli Colombini: “Ecco il distretto rurale di Montalcino"

Stefano Cinelli ColombiniCosa è il distretto rurale? A cosa serve? Quali vantaggi e opportunità possono arrivare per Montalcino? Ne abbiamo parlato con Stefano Cinelli Colombini. “Il distretto rurale è una nuova concezione dei rapporti tra cittadino ed ente pubblico, nasce con la Finanziaria del 2006 ed è una struttura ibrida che può servire a varie cose e ha una duplice funzione: da un lato può infatti servire per il finanziamento dei progetti di filiera del territorio e dall’altro, il distretto rurale, ha il diritto a gestire e utilizzare i marchi di territorio, nel caso nostro il marchio Montalcino che verrà registrato e sarà ovviamente di proprietà del Comune ma la cui gestione può passare attraverso il distretto rurale”. L’obiettivo è anche quello di valorizzare tutte quelle altre eccellenze di cui è ricco il nostro territorio che non è solo vino: dall’olio al tartufo passando per il farro al miele che possono beneficiare del “marchio Montalcino”. Ovviamente per far decollare il distretto rurale servirà il contributo di tutti. Vedremo quali saranno gli sviluppi. Nel video Stefano Cinelli Colombini spiega tutti i dettagli legati al distretto rurale, progetto che sarà centrale nelle azioni future della Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino.

Guarda la video-intervista a Stefano Cinelli Colombini!

Cinelli nuovo vicepresidente del Consorzio del Brunello

Stefano Cinelli Colombini, nuovo vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoArriva un’altra novità in casa del Consorzio del Brunello, nell’anno del cinquantesimo anniversario e dell’inaugurazione della nuova sede in Via Boldrini. Il Consiglio di Amministrazione, lo scorso 25 luglio, ha infatti nominato Stefano Cinelli Colombini nuovo vicepresidente, in sostituzione di Andrea Machetti, amministratore delegato di Mastrojanni, che ha rassegnato le dimissioni per impegni lavorativi.

60 anni, già consigliere del Consorzio e rappresentante di una delle famiglie storiche del Brunello (è leader della Fattoria dei Barbi), Stefano Cinelli affiancherà il presidente Patrizio Cencioni ed i vicepresidenti Tommaso Cortonesi e Riccardo Talenti, sarà il responsabile della commissione istituzionale e curerà i rapporti con i soci. Nella stessa seduta il primo dei consiglieri non eletti per la categoria imbottigliatori, Gualtiero Ghezzi (azienda Camigliano), è entrato in Consiglio in sostituzione sempre di Andrea Machetti.

“Il Brunello è un nostro patrimonio - commenta Cinelli Colombini alla Montalcinonews - ognuno deve darsi da fare, per quello che può, per valorizzarlo al meglio. Mi è stato chiesto se potevo dare una mano e ho accettato ben volentieri. È un buon momento, siamo ai massimi storici, la quotazione è forte. Dobbiamo impegnarci perché le cose continuino ad andare in questo modo”.

Il nuovo ruolo di Cinelli Colombini rappresenta un cambiamento all’insegna della tradizione, visto che Fattoria dei Barbi è stata tra le protagoniste della nascita del Consorzio e suo nonno Giovanni realizzò per primo un’enoteca pubblica in Italia, nella Fortezza di Montalcino, nel lontano 1938.

Foto: www.fattoriadeibarbi.it

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