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Sanguis Jovis, boom di domande. “Guardiamo al futuro”

Attilio Scienza, presidente di Sanguis Jovis“Sono arrivate tantissime domande, oltre 80, in gran parte dal Piemonte e dal Veneto. Abbiamo appena concluso le selezioni ed è stato faticosissimo scegliere i 22 profili migliori”. A parlare è Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi, a pochi giorni dall’inizio dell’edizione n. 6 della Summer School di Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese, primo Centro Studi permanente sul Sangiovese, il vitigno più coltivato in Italia. Il tema di quest’anno è il “Sangiovese Phigital, l’impatto della tecnologia dalla vigna al Metaverso”. “Un tema che guarda molto avanti, che guarda al futuro”, sottolinea Maralli. A partecipare saranno 11 neolaureati e 11 professionisti, che lavorano in importanti aziende italiane del vino italiane. A loro si aggiungono le due vincitrici del Premio Buratti, la cui cerimonia si terrà il 10 luglio al Teatro degli Astrusi, e del Premio Lazzarino, dedicato al direttore enologo di Banfi Piemonte.

La Summer School si terrà dal 10 al 14 luglio nel Complesso di Sant’Agostino e vedrà la partecipazione di manager, consulenti di azienda, professori universitari e professionisti del mondo del vino. Tra gli interventi quello di Alessandro Regoli, direttore di WineNews, uno dei siti di riferimento del vino italiano, dal titolo “Il Sangiovese diventa grande anche sapendolo raccontare”, e quello di Gabriele Gorelli, che racconterà il percorso compiuto per diventare il primo Master of Wine italiano, oltre a guidare assieme a Gabriele Pazzaglia una degustazione dei cru di Brunello Banfi. E poi le lezioni di Attilio Scienza e Alberto Mattiacci, presidente e direttore di Sanguis Jovis, più la testimonianza di Jacopo Tabolli, coordinatore degli scavi di San Casciano dei Bagni che hanno portato alla più importante scoperta etrusca dopo i Bronzi di Riace, in mostra in questi giorni al Quirinale (Banfi tra l’altro ha donato 25.000 euro per il restauro dei bronzi di San Casciano). Ogni sera, al termine delle giornate, ci sarà una discussione dei temi della giornata degustando un Sangiovese: l’11 luglio sarà presente il produttore di Brunello Roberto Cipresso. Qui il programma completo.

Le attività della Fondazione Banfi nel 2020

Rodolfo Maralli e Attilio Scienza, rispettivamente presidente della Fondazione Banfi e presidente di Sanguis JovisSono già una quarantina le domande arrivate per partecipare all’edizione n. 2 della “Winter School Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese” della Fondazione Banfi, in programma dal 4 al 6 marzo 2020 a Montalcino. Il bando, aperto il 1 novembre, si chiuderà il 31 gennaio e il grosso delle richieste arriverà a ridosso della scadenza. A metà febbraio sarà pubblicata la griglia degli ammessi e come sempre non sarà semplice la scrematura, visto che i posti disponibili sono 20 (al massimo si può arrivare a 22-23) di cui ben 10 completamente gratuiti, grazie alle borse di studio offerte dagli sponsor (tra cui Montalcinonews). Il titolo di questa edizione della Winter School, che è biennale a differenza della Summer School, è “Fra prodotto e mercato: i valori della marca nel Sangiovese”. In attesa del programma definitivo, sono già pubblici i temi: brand building (4 marzo), brand communication (5 marzo) e brand value (6 marzo). “Apriremo con il direttore di Sanguis Jovis Alberto Matteacci e chiuderemo con la lectio magistralis del presidente Attilio Scienza - sottolinea il presidente della Fondazione Rodolfo Maralli - e nel corso della tre giorni saranno coinvolti docenti accademici e universitari e personaggi pubblici della comunicazione”.

Winter School e Summer School (alla quarta edizione, dal 6 al 10 luglio) rappresentano uno dei tre pilastri della Fondazione Banfi, la formazione. Ci sono poi la ricerca scientifica, che promuoverà altre borse di studio (una sui lavori di restauro della balena Brunella), e la comunicazione, attraverso la pubblicazione de “I Quaderni di Sanguis Jovis” e un magazine semestrale in doppia lingua, la cui edizione zero è prevista alla fine del 2020, che riunirà le iniziative della Fondazione ma anche le attività culturali legate al Sangiovese, alla Toscana e a Montalcino. Senza dimenticare poi il celebre Jazz&Wine e il premio dedicato a Rudy Buratti, il 6 luglio al Teatro degli Astrusi di Montalcino. Per quanto riguarda i progetti all’estero, la Fondazione Banfi preferisce al momento consolidare le attività italiane. La Summer School 2020, comunque, sarà aperta anche a studenti stranieri, grazie a traduttori o lezioni in inglese.

 

L’Alta Scuola del Sangiovese si fa internazionale

Il SangioveseDa vitigno poco conosciuto, nei suoi aspetti tecnici e scientifici, a protagonista della ricerca e della divulgazione in un pubblico di non soli addetti ai lavori. Il salto culturale del Sangiovese si deve alla Fondazione Banfi, emanazione culturale della cantina leader del Brunello di Montalcino, che, dal 2017, ha istituito a Montalcino la “Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese”, il primo Centro Studi permanente sul Sangiovese che, ora, si prepara ad andare nel mondo. “Formazione, ricerca scientifica e comunicazione sono i tre punti chiave del nostro progetto culturale sul Sangiovese” ha sottolineato, nei giorni scorsi, a Roma, il presidente di Fondazione Banfi Rodolfo Maralli affiancato dal presidente di Sanguis Jovis Attilio Scienza e dal direttore Alberto Mattiacci. “La formazione si realizza ogni anno attraverso la Summer School, ne abbiamo già svolte tre, e la Winter School che, invece, è a cadenza biennale. La prima del 2018 ha avuto un grande successo. Il nostro progetto formativo in generale sta crescendo e riscuote grande interesse, a ogni edizione arrivano oltre 100 richieste per 20-25 posti a disposizione”. Ma l’idea, anticipa Maralli a WineNews, è “di portare il format della Scuola all’estero, oppure di far accedere studenti stranieri adeguandosi con docenti multilingue”.

Sul secondo pilastro che caratterizza l’Alta Scuola del Sangiovese, la ricerca scientifica, Maralli ha osservato che la Fondazione Banfi finanzia ricerche “di altissimo livello, due-tre all’anno, in ambito non solo agronomico ma anche manageriale e di marketing”.

Sul terzo aspetto qualificante della Scuola, quello della comunicazione, Maralli ha detto che la Fondazione intensificherà anche il suo ruolo di “casa editrice” avviato che ha già portato alla pubblicazione de “I Quaderni di Sanguis Jovis”, di cui è appena uscito il secondo, intitolato “Il Sangiovese del futuro - Cambiamenti tra clima, vitigno, mercato”, che raduna le conclusioni delle Summer School 2017 e 2018. Il prossimo progetto editoriale, che, a breve, vedrà la luce, sarà un magazine destinato a promuovere ulteriormente la cultura e la valorizzazione del Sangiovese.

Sono state, intanto, fissate per il 4-6 marzo 2020 e per il 6-10 luglio 2020 le date delle prossime Winter School e Summer School. “Come ogni anno ci aspettiamo - ha sottolineato ancora Maralli - adesioni superiori ai posti a disposizione, evidenziando che la metà degli ammessi ai Corsi, tra le domande prescelte che riguardino studenti non occupati, usufruiranno di borse di studio per la frequenza gratuita. L’unico costo per loro sarà arrivare a Montalcino, poi vitto e alloggio saranno offerti dalla Fondazione Banfi”.

“La prossima edizione della Winter School - ha anticipato il direttore Alberto Mattiacci - verterà sui valori della marca, in quanto la marca è una variabile aziendale fondamentale, che richiede competenza, e invece, salvo pochi casi, nel mondo del vino su questo aspetto c’è molta approssimazione. Ai nostri studenti insegneremo - ha aggiunto Mattiacci - che la marca è un edificio complesso che deve essere costruito su basi solide e deve resistere nel tempo. Il primo giorno di Corso porteremo in cattedra accademici ma anche rappresentanti di aziende, il secondo faremo più lavoro sul campo e ci concentreremo su chi ha costruito un piano di comunicazione per la marca e il terzo giorno vedremo perché la marca è un valore economico patrimoniale”.

Dei temi della prossima Summer School ha, invece, parlato il presidente della Scuola Sanguis Jovis, Attilio Scienza, osservando che l’attenzione sarà puntata sul momento di maturazione del vigneto, “quel mese e mezzo in cui si decide tutta la storia del vino. Proveremo ad analizzare tutti quei fattori ambientali che portano a quel fatidico mese e mezzo. Quest’anno abbiamo, invece, lavorato sul tema del terroir - ha raccontato Scienza - puntando ad incrociare la teoria con la pratica. Proprio questo incrocio manca in genere alla cultura formativa italiana. Abbiamo portato gli studenti sui vari terreni facendo spiegare dai geologi le caratteristiche dei vari appezzamenti e facendo poi assaggiare in cantina i vari vini per capire le diversità dei prodotti dei vari terroir. In aula si può raccontare quello che si vuole, ma se lo studente non sa giudicare con i suoi sensi...”.

Montalcino omaggia Buratti. Consegnato il Premio di Banfi

La consegna del 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy BurattiIl 15 luglio, al Teatro degli Astrusi di Montalcino, si è svolta la consegna del 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy Buratti, direttore enologo di Banfi scomparso nel gennaio 2018. Un’iniziativa della Fondazione Banfi, come spiega il presidente della Summer School Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese Attilio Scienza. “L’idea è nata in modo corale tra chi ha lavorato con Rudy per arrivare ad avviare la Summer School - sottolinea alla Montalcinonews il professore dell’Università di Milano - che è il risultato di tanti soggetti e tra i più animati è stato proprio Rudy. Bisognava ricordarlo, bisognava dare la testimonianza di questa sua azione e quale modo migliore se non istituire un premio per un enologo di una scuola in cui Buratti si è laureato, la Scuola Enologica di San Michele all’Adige?”.

Stefano Delledonne ha vinto il 1° premio di laurea in Viticoltura ed Enologia dedicato a Rudy BurattiA vincere la prima edizione del premio “Rudy Buratti” è stato Stefano Delledonne, con uno studio innovativo legato alla conservazione del vino su uno scaffale di un supermercato. “L’obiettivo è di simulare le reali condizioni di un supermercato e vedere l’influenza che ha sulla luce e sulla conservazione del vino bianco”, commenta Delledonne, che si dice onorato di essere a Montalcino. “È una grande occasione per me, sono sempre stato affascinato dai vostri territori”.

Attilio Scienza, presidente della Summer School Sanguis JovisDelledonne ha vinto una borsa di studio di 1.500 euro e la possibilità di frequentare gratuitamente la terza edizione della Summer School, che si tiene dal 15 al 19 luglio nel Complesso di Sant’Agostino ed è dedicata ai terroir del Sangiovese in Toscana. “Si tratta di un aspetto pratico - aggiunge Scienza - vogliamo portare i ragazzi in campagna, nei vigneti, per far vedere le radici, il terreno e toccare con mano il ruolo e il significato del terroir. È una testimonianza importante, forse l’unico esempio che viene realizzato in Italia per mettere finalmente a contatto il significato spesso mitologico del terroir con una degustazione che concretizza lo stesso terroir in un vino con dei precisi descrittori sensoriali”.

Nel corso della serata sono intervenuti sul palco il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci, il presidente della Fondazione Banfi Rodolfo Maralli, il presidente di Banfi srl Enrico Viglierchio e la moglie di Rudy, Ursula Ciola, presente assieme a sua figlia Alexandra.

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