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Montalcino da oggi in zona gialla (per 2 giorni)

Le “due torri” di Montalcino: quella di Palazzo Comunale e il campanile della chiesa di Sant’AgostinoDa oggi Montalcino, come tutta l’Italia, è in zona “gialla rafforzata”, una sfumatura nuova che prevede per 48 ore il divieto di spostamento tra regioni se non per motivi di lavoro, salute, necessità o per tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione. Oggi e domani si potrà circolare liberamente all’interno della Toscana, non occorre la certificazione, ma resta il coprifuoco dalle 22 alle 5. Riaprono bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e gelaterie ma fino alle 18, dopo sono consentiti soltanto la consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto. Aperti anche tutti i negozi, compresi i centri commerciali, ancora chiusi musei, teatri, cinema e palestre. Aprono le porte anche le scuole: materne, elementari e prima media rientrano dalle vacanze natalizie, mentre tornano in presenza anche seconda e terza media. Per le superiori, anche se la Toscana era già pronta da subito, ci sarà da aspettare l’11 gennaio, quando la metà degli studenti torneranno in classe e l’altra metà seguirà le lezioni a distanza.

Due giorni in zona gialla, quindi, poi di nuovo arancione nel weekend. Il 9 e il 10 gennaio ci si potrà muovere solo all’interno del proprio comune. Per chi ha trascorso in un’altra regione le festività natalizie sarà comunque possibile tornare a casa. Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai confini, vietato però spostarsi verso i capoluoghi di provincia (deroga che non interessa comunque Montalcino). È confermata la possibilità di un’uscita al giorno, ma non più di due persone (oltre agli under 14 o non autosufficienti) verso abitazioni private di parenti e amici. Chiudono nuovamente bar e ristoranti così come i negozi tranne alimentari e generi di prima necessità.

Che succede poi dall’11 gennaio? Detto delle superiori, che rientreranno a scuola al 50%, l’Italia tornerà alle tre fasce di colore che la contraddistinguevano prima di Natale. Lo stabilirà domani il ministro della salute Roberto Speranza dopo il monitoraggio dell’Iss, con i parametri che saranno ancor più restrittivi. Se l’Rt supererà l’1 (prima la soglia era 1,25) scatterà la zona arancione, se andrà oltre l’1,25 (era 1,5) arriverà la zona rossa. Nelle zone rosse la deroga agli spostamenti per due persone viene limitata al comune e non più alla regione. L’Rt della Toscana è di poco sotto l’1 ma è in risalita, probabile quindi che da lunedì si parta con la zona gialla per poi passare, il 17 gennaio, a quella arancione.

Toscana, torna il giallo. In arrivo nuova stretta

Il Premier italiano Giuseppe ConteDa una parte i rigoristi, che vorrebbero chiudere l’Italia per tutto il periodo natalizio, dall’altra i fautori della linea morbida: nel mezzo ci sono i cittadini italiani, confusi da decreti e giravolte. Un mal di testa ancor più forte in Toscana, regione che fra tre giorni, dopo due settimane di arancione, tornerà zona gialla. Riapriranno i bar e i ristoranti (fino alle 18) e si potrà tornare a circolare anche fuori comune e addirittura in ogni parte d’Italia (tranne l’Abruzzo che dovrebbe rimanere arancione), ma si potrà uscire dalla Toscana solo per un giorno. Già, perché dal 21 dicembre fino al 6 gennaio scatta il divieto previsto dall’ultimo Dpcm (che tra le altre cose vieta gli spostamenti tra comuni il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, consente l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio fino alle ore 21 e prolunga di due ore il coprifuoco a Capodanno). Quindi, domenica, chi abita in Toscana avrà 17 ore (dalle 5 di mattina alle 22) per andare a trovare i parenti fuori regione.

Fin qui le certezze, adesso entriamo nel campo delle ipotesi. Tra chi preme per una zona rossa generalizzata e chi invece vuole tenere aperti almeno i negozi, la soluzione finale potrebbe essere un compromesso, che porterebbe a istituire la zona rossa nei prefestivi e festivi, dal 24 al 27 dicembre e al 30 dicembre al 3 gennaio, con conseguenti chiusure di bar, ristoranti e negozi non essenziali e divieti di spostamento anche all’interno del proprio comune (ma il Governo sta valutando la possibilità di una deroga per i congiunti più stretti in occasione del cenone della vigilia e del pranzo di Natale, deroga che riguarderebbe non più di due persone). Gli altri giorni, dal 21 al 23 dicembre, dal 28 al 30 dicembre e dal 4 al 6 gennaio, di nuovo zona gialla ma con divieto di mobilità infraregionale. Domani si dovrebbe tenere il Consiglio dei ministri: la speranza è di avere delle regole chiare e precise a breve, perché il Natale è già alle porte.

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