xx

La Toscana è n.2 tra le regioni più popolari

Castelnuovo dell'AbateLa Toscana è la seconda regione più popolare tra i turisti enogastronomici del Belpaese: il 21% afferma di esservi recato nel corso dei suoi viaggi per vivere esperienze food & wine. Un appeal che si conferma anche guardando all’immaginario collettivo, con il 30% degli italiani (ed il 29% dei viaggiatori enogastronomici) che la indicano come migliore meta enogastronomica, posizionandola nella top5 (al 5° posto). A fare da traino le specialità toscane, celebri in tutto il mondo: 7 italiani su 10 ne sanno indicare almeno una, e fra queste spiccano la bistecca alla fiorentina (18%), la ribollita (7%) ed il vino (6%). È quanto emerge dall’edizione n.6 del “Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano”, curata da Roberta Garibaldi con il supporto di Unicredit, Visit Emilia, Valdichiana Living e Smartbox, il patrocinio di Cultura Italiae, Federturismo, Fondazione Qualivita, Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), Iter Vitis Les Chemins de la vigne en Europe e Touring Club Italiano, e la collaborazione di TheFork e Tripadvisor, presentata in anteprima per la stampa presso il Palazzo del Touring Club Italiano di Milano. Il nuovo lavoro evidenzia i cambiamenti della domanda e le opportunità che si aprono per operatori e destinazioni, chiamate ad intercettare le nuove tendenze in atto.

“La Toscana negli anni ha saputo sfruttare sapientemente questa riconoscibilità attraverso le proprie tipicità, posizionandosi tra le più popolari mete enogastronomiche italiane” afferma Roberta Garibaldi, professore di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e vicepresidente della Commissione Turismo dell’Ocse-Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. “Questa eccellenza deve essere uno stimolo per innovare ulteriormente le experience, cogliendo e sfruttando la crescente voglia di novità che caratterizza il turista”.

Continua la crescita dei viaggiatori italiani che hanno compiuto almeno un viaggio con principale motivazione legata all’enogastronomia: sono il 58% nel 2023, un valore superiore di 37 punti percentuali rispetto al 2016. In termini assoluti, si stima siano circa 9,6 milioni. Ma la ricerca di esperienze a tema cibo, vino e birra non è una peculiarità di questi turisti, perché interessa ormai tutti i viaggiatori del Belpaese: 7 su 10 ne hanno svolto almeno cinque nel corso dei viaggi più recenti (+25% sul 2021). Un dato in linea con quanto emerge dallo studio della European Travel Commission, secondo cui le proposte a tema cibo, vino, birra, sono le più ricercate dai viaggiatori del Vecchio Continente nei viaggi della prossima estate insieme a quelle legate ai paesaggi naturali dove spesso sono vissute (il 17,3% e il 17,8%, in termini assoluti circa 21,2 e 21,8 milioni di turisti hanno intenzione di viverle quest’estate). E saranno il 4,5%, ossia circa 5,5 milioni gli europei che hanno dichiarato di voler fare un viaggio con motivazione primaria enogastronomia.

Alta è la partecipazione a tutte le tipologie di attività, esperienze culinarie nei ristoranti (svolte dal 94% dei viaggiatori), visite ai luoghi di produzione (74%), eventi (60%), proposte attive (54%) ed itinerari tematici (48%). Le prospettive per quest’anno sono positive. Nonostante la crisi, circa 1 turista italiano su 3 dichiara di avere un budget superiore al 2022 da dedicare all’acquisto delle proposte enogastronomiche.

Varietà, esperienze a 360 gradi. I turisti italiani vogliono scoprire mete nuove (63%) e diversificare l'esperienza, ricercando proposte autentiche e sperimentando attività sempre diverse a contatto con la natura. Tra le più gettonate compaiono le degustazioni in vigna e negli uliveti, eventi che abbinano gusto-arte-musica, workation nelle aree rurali sino ad arrivare a nuove proposte quali foraging (indicato da 1 italiano su 2), corsi di sopravvivenza e attività ludiche come escape room e caccia al tesoro.  Cresce l'attenzione verso le esperienze in tutti i luoghi di produzione: non solo cantine, con i caseifici in prima linea.

Frictionless. Accessibili e facilmente acquistabili: così devono essere le esperienze per il turista. Il gap tra interesse ed effettiva fruizione è ancora elevato: il viaggiatore oggi deve essere messo nelle condizioni di poter reperire facilmente le informazioni, scegliere e prenotare le proposte disponibili.  Non è quindi un caso che se il 63% degli intervistati dichiara di voler prenotare le visite alle aziende di produzione online, solo il 23% le ha acquistate dal sito e il 20% tramite intermediari online. Nella scelta sono numerose le fonti di informazioni che il turista utilizza, ma tende a fidarsi soprattutto di parenti ed amici (indicati dal 54% dei viaggiatori italiani). I social media sono importanti soprattutto per i più giovani (Facebook per i Millennials e Instagram per la Generazione Z). Effetto “The White Lotus”: nella scelta della destinazione, cresce l’influenza di film e serie tv ambientate in uno specifico territorio.

Green & social. Il turista italiano si mostra sempre più attento alla sostenibilità, adottando comportamenti consoni in viaggio: evita di sprecare cibo al ristorante (indicato dal 65%) e in vacanza ha comportamenti più rispettosi dell'ambiente rispetto a quando è a casa (54%). Mostra, inoltre, un forte desiderio di stare a contatto con la comunità locale e di contribuire al benessere sociale attraverso il suo viaggio. Aumenta la destagionalizzazione dell'esperienza, considerata non solo come modalità di risparmio e per vivere i luoghi quando meno affollati, ma anche come una scelta responsabile per assicurare turismo tutto l'anno alle destinazioni scelte.

Longevity. Il viaggio enogastronomico diventa occasione per dedicarsi al proprio benessere e imparare a adottare stili di vita più salutari: il 71% dei turisti italiani vorrebbe trovare menù con ricette che fanno bene alla salute. Ecco che la Dieta Mediterrana diventa un asset da valorizzare e attraverso cui connotare l’offerta turistica. L’ambito rurale costituisce il luogo ideale dove staccare dalla routine giornaliera, dalla tecnologia (con il 62% degli intervistati che desidera fare viaggi enogastronomici in cui ci sia la possibilità di un digital detox), dalla confusione delle città stando con parenti ed amici (quasi 6 turisti su 10 vorrebbe trovare proposte di viaggio in ambito rurale per stare con i propri cari).

Toscana, la Dop economy vale 1.151 milioni

Infografica Toscana (da Qualivita.it)In Toscana la Dop economy vale 1.151 milioni di euro e la nostra è una delle cinque regioni italiane a superare la cifra di un miliardo come impatto economico dei prodotti Dop e Igp. A dirlo è il rapporto Ismea-Qualivita 2021 sulla Dop economy italiana, un ambito che vale ben 16,6 miliardi. La Toscana nel 2020, anno del Covid, ha retto bene con un valore della produzione calato del 3,3% sul 2019.

Importanti i dati sul vino (58 Dop e Igp) dove il Brunello di Montalcino è un protagonista assoluto: il comparto in Toscana è dominante, vale 1 miliardo (-3,7% sul 2019), siamo la terza regione come impatto e in grado di assorbire 6.908 operatori. La provincia di Siena, quinta provincia italiana per impatto riguardo al vino, genera quasi la metà del valore complessivo a livello regionale con 540 milioni. Il Brunello di Montalcino è tra i principali prodotti per valore alla produzione ("valore alla produzione sfuso", 69 milioni).

Riguardo al settore alimentare le 31 filiere presenti sommano un valore alla produzione pari a 151 milioni nel 2020 (-1,0% ). La qualità agroalimentare, dunque, vale un tesoro. E l'agricoltura è il motore economico di Montalcino dove quasi la metà delle aziende presenti (411 su 833) sono del settore.

Toscana alle urne, è duello tra Giani e Ceccardi

Il Coronavirus fa slittare referendum e elezioni regionaliQuasi 3 milioni di toscani sono chiamati alle urne nel weekend per eleggere presidente e consiglieri regionali. Si voterà domenica 20 settembre (ore 7-23) e lunedì 21 (ore 7-15) e comunque andrà ci sarà un nuovo presidente (Enrico Rossi non si può ricandidare per limite di mandati). Cinque anni fa Rossi, alla guida di una coalizione Pd-riformisti, vinse col 48% (il secondo, il leghista Claudio Borghi, si fermò al 20%) e il successo fu ancora più eloquente a Montalcino, dove ottenne il 60% (poi Borghi col 16% e Giacomo Giannarelli del M5S con l’11,4%). Questa volta, invece, stando ai sondaggi, sarà un testa a testa tra il candidato del centrosinistra Eugenio Giani, già presidente del Consiglio regionale, e la candidata della Lega Susanna Ceccardi, europarlamentare ed ex sindaca di Cascina (qui tutti i candidati). In cinquant’anni di amministrazioni di centrosinistra, è la prima volta che la Toscana si ritrova contendibile. A incidere sarà anche l’astensionismo: la prima volta, nel 1970, l’affluenza fu del 95,9%. Nel 2015 votò meno della metà dell’elettorato (48,28%), percentuale leggermente superiore a Montalcino (49,91%, nel 2010 era il 64,25%).

Focus: come votare

Serviranno la mascherina, un documento di identità e la tessera elettorale (se smarrita, un duplicato può essere richiesto in Comune, gli uffici elettorali saranno aperti anche domenica). Ci sarà una sola scheda (qui il facsimile del collegio di provincia di Siena), di colore arancione, ma due sono i voti: uno per il presidente, l’altro per una delle liste e dunque per la composizione della futura assemblea regionale. Il voto ad una lista automaticamente si trasferisce al candidato presidente. Se invece un elettore indica solo il candidato presidente, il voto non andrà a nessuno dei partiti o dei movimenti che lo sostengono. È possibile anche votare il candidato presidente di uno schieramento e un partito di una diversa coalizione (il cosiddetto “voto disgiunto”).

Sulla scheda i simboli sono incolonnati sulla sinistra e, a fianco, è indicato il candidato presidente collegato, il cui nome, in caso di coalizione, si trova all’interno di un rettangolo ampio corrispondente alle liste che lo sostengono. Accanto ad ogni simbolo si trova sulla scheda l’elenco dei candidati consiglieri della circoscrizione con una casella a fianco da contrassegnare per indicare la preferenza.  Di circoscrizioni ce ne sono tredici in tutta la Toscana: quattro per la città metropolitana fiorentina e una per ciascuna altra provincia.

Si può votare per uno o due candidati consiglieri di una stessa lista (basterà spuntare la casella accanto). Nel caso un elettore esprima due preferenze, una dovrà riguardare un candidato uomo e l’altra una candidata donna (o viceversa). Nel caso di assenza di alternanza di genere la seconda preferenza in ordina di lista sarà annullata. Con tre o più nomi indicati tutti i voti di preferenza saranno annullati.

Se nessun candidato presidente supererà il 40% si andrà al ballottaggio tra i due candidati più votati, da svolgersi a distanza di due settimane.

Focus: la composizione del consiglio regionale

Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante). Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

Potranno sperare di avere un rappresentante in consiglio regionale solo le liste che raccolgono più del 5% dei consensi in tutta la regione o, se parte di una coalizione e la stessa ha superato il 10 per cento, se hanno raccolto più del 3 per cento del consenso elettorale.

C’è un ulteriore paletto. Ognuna delle tredici circoscrizioni ha diritto a vedere eletto nel futuro Consiglio regionale almeno un consigliere, in modo da essere rappresentata.

Una casa online per la Val d’Orcia e i siti Unesco toscani

Valdorcia. Foto: www.toscanapatrimoniomondiale.itDa oggi la Val d’Orcia e gli altri sei siti Unesco della Toscana – i centri storici di Siena e Firenze, Piazza dei Miracoli a Pisa, Pienza, San Gimignano e le Ville e i Giardini Medicei – hanno una loro casa online (www.toscanapatrimoniomondiale.it), una piattaforma che li custodisce, ne descrive le peculiarità grazie alle schede di approfondimento (troviamo per esempio l’Abbazia di Sant’Antimo, la Fortezza di Montalcino e il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso), le gallery fotografiche e le proposte di itinerari insoliti come il tour in 7 giorni che tocca tutti e 7 i siti Unesco dal titolo “La Toscana da fotografare: punti di vista per scatti mozzafiato”. Un lavoro portato avanti dall’assessorato alla cultura della Regione Toscana insieme a Fondazione Sistema Toscana in un percorso partecipativo condiviso passo dopo passo con i referenti dei siti Unesco.

Nessuna regione italiana si è mai dotata di uno strumento così innovativo, un visitor center virtuale completo e coinvolgente, che racchiude in un’unica piattaforma web il patrimonio Unesco della Toscana. Il sito offre anche suggerimenti su dove mangiare o dove dormire, mostra il calendario degli eventi, un blog con curiosità e suggerimenti di visita oltre al social wall che visualizza in un’unica schermata gli ultimi post pubblicati dagli utenti che hanno taggato uno dei 7 siti. Non ultima, la sezione con il decalogo del viaggiatore consapevole: 10 consigli che suggeriscono al turista come predisporsi al meglio per godere appieno della bellezza di luoghi che hanno ispirato l’Umanesimo e il Rinascimento dell’uomo.

Il primo punto raccomanda: “I Patrimoni Mondiali non sono stati costruiti in un giorno. Non avere fretta, dedica loro il tempo che meritano! Goditi la bellezza unica di questi territori”. Parte integrante dell’operazione è rappresentata da “Dante's Journey”, l'app-game dedicata ai più giovani e basata su una strategia di gaming integrata tra ambiente virtuale e spazi reali da visitare, anche con il supporto di appositi contenuti in realtà virtuale e aumentata. Nella app Dante Alighieri accompagna i ragazzi (divisi per fasce d'età) in un viaggio all'interno dei sette siti Unesco della Toscana. L'app anticipa con il suo tema il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri (2021), che costituirà un’ulteriore occasione di promozione. La piattaforma web e l’App di gamification sono state realizzate dall’azienda toscana Space S.p.A. e da ETT S.p.A. di Genova.

“Tutto questo lavoro – ha dichiarato Monica Barni, vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Toscana – nasce da una stretta collaborazione tra i 7 siti Unesco della Toscana e l'assessorato alla cultura proprio per progettare una comunicazione coordinata e condivisa. Si tratta di un’operazione molto importante nata a dicembre 2015 e supportata nel 2016 da un finanziamento a valere sulla legge 77 del 2006 dedicata alla valorizzazione e promozione dei siti Unesco. Abbiamo realizzato questo bellissimo sito web con l'obiettivo di far conoscere e far comprendere l'unicità di questi luoghi, di fornire informazioni pratiche ai visitatori e un ambiente di supporto a tutti gli operatori. A ciò si aggiunge una app su Dante che anticipa le celebrazioni dei 2021 in particolare per i più giovani, per invogliare alla visita soprattutto dopo questi mesi di chiusura”.

Date le restrizioni ai viaggi da e per l’estero che ancora permangono, in questa prima fase il sito e la app puntano principalmente al turismo di prossimità, ossia ad un pubblico prevalentemente italiano. Inoltre, la visita di un sito Unesco offre l’opportunità di effettuare gite all’aria aperta, elemento che rappresenta sicuramente un valore aggiunto in questa fase di ripartenza post Covid. La visita dei luoghi Unesco coincide con una tipologia di turismo lento che permette al viaggiatore di riappropriarsi dei propri spazi, immerso nella natura e nella bellezza di luoghi unici, città antiche dove sono conservate opere d'arte e architettura uniche al mondo, ma anche piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato, tra dolci colline e filari di cipressi.

Foto: www.toscanapatrimoniomondiale.it.

 

“Dobbiamo far innamorare di nuova della Toscana”

Montenero d’OrciaRilanciare l’immagine della Toscana e dell’Italia per ripartire. Come? Con tanto lavoro e strategie coordinate perché per il turismo si apre una nuova pagina. “Dobbiamo far innamorare di nuova della Toscana, riconquistare la fiducia dei nostri ospiti. Tanti gli argomenti trattati ieri nel seminario dedicato alle imprese che lavorano nel settore turistico, con proposte e progetti lanciati nel webinar “Turismo: come cambia l’ospitalità. Il modello Toscana nella fase post-Covid” di Primavera d’Impresa, l’iniziativa regionale dedicata alle piccole e medie imprese toscane che innovano, promossa e organizzata dalla cooperativa Crisis. “Per anni è stato quasi tutto scontato, li abbiamo accolti nel giusto modo, ma non offrendo sempre esperienze e personalizzazione”. Vito Mollica, chef del Four Seasons Firenze, vede così la ripartenza. “Ora dobbiamo formare il nostro personale per diventare più bravi di prima, abbiamo tutte le capacità per accogliere bene ed essere unici”. Sono intervenuti: il consigliere regionale e presidente della Commissione Costa, Antonio Mazzeo; il direttore di Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo; la direttrice Destination Florence Convention & Visitors Bureau, Carlotta Ferrari; Vito Mollica, chef Four Seasons Firenze e Camilla Carrega Bertolini, consulente in strategie di sviluppo per l’enoturismo. Ha moderato Cristina Nati, presidente Crisis. In queste settimane molte imprese hanno lavorato su più fronti per diversificare le offerte. “Puntare sulla fidelizzazione dei clienti - spiega Carrega Bertolini - diventa fondamentale nelle situazioni di emergenza. Abbiamo costruito piattaforme online per nuove esperienze di consumo, ma siamo consapevoli che il virtuale non potrà mai sostituire il reale. In questa fase piena di incertezze se lavoriamo bene a livello virtuale, domani potremmo offrire esperienze con un valore aggiunto maggiore. E’ necessario però rilanciare l’immagine del Paese che in questi mesi è stata danneggiata”.

“L’industria dell’incontro”, come l’ha definita Carlotta Ferrari, ha subito uno stop forzato in ogni comparto, anche nel congressuale. “Un duro colpo, anche perché il settore ha una lunga filiera, con un impatto forte sul territorio. Da settembre, con tutte le incognite del caso, gli eventi ripartiranno. Siamo fiduciosi e pronti, ma dobbiamo avere informazioni certe”. In generale, allargando il campo ad ogni comparto turistico “è indubbio che partendo da qui dobbiamo lavorare per una migliore gestione dei flussi e per una convivenza migliore tra residenti e turisti. L’offerta dovrà cambiare, essere più ampia e qualificata”

Gli strumenti per il rilancio sono stati messi in campo dalla Regione Toscana attraverso Toscana Promozione Turistica con la prossima campagna di promozione. Il messaggio da lanciare lo spiega il direttore Palumbo: “La Toscana si prende cura dei propri ospiti, è un luogo per rigenerarsi anche psicologicamente e risponde ai bisogni profondi delle persone. E’ nostro compito comunicare in maniera efficace questo messaggio di sicurezza, di cura, non solo dal punto di vista sanitario, ma come accoglienza”. Sono stati predisposti strumenti condivisi, come la campagna promozionale in open source, una call destinata a tutti gli operatori per presentare in maniera coordinata le offerte e strategie di co-marketing con le linee aeree.

“Tenere insieme salute e sviluppo è complicato - ha aggiunto il consigliere Mazzeo - ma è nostro compito creare le condizioni per ripartire e ricostruire la domanda. L'obiettivo deve essere fare della nostra regione un modello virtuoso delle '3s' che saranno alla base del turismo dei prossimi mesi: salute, sicurezza, spazi. Mi piacerebbe che la Toscana diventasse, sempre più, una vera e propria 'terra della salute' in grado di valorizzare e unire qualità della vita, ambiente, natura, bellezze paesaggistiche, storia, cultura e servizi” Il webinar è disponibile sulla pagina Facebook di Primavera d’Impresa.

Da oggi la Toscana riapre (quasi) tutto

Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede della Regione ToscanaDa oggi anche in Toscana riapre (quasi) tutto: dai bar ai ristoranti, dai negozi ai centri commerciali, dai parrucchieri ai centri estetici, dai musei alle biblioteche, dagli uffici pubblici agli stabilimenti balneari fino alle funzioni religiose. Il 25 maggio riapriranno palestre, piscine e centri sportivi, il 15 giugno toccherà a cinema, teatri e centri estivi e attività per bambini. Lo stabilisce l’ultima ordinanza regionale, che si adegua alle disposizioni del Decreto Legge del 16 maggio, del Dpcm del 17 maggio e dei protocolli di sicurezza ad esso allegati ed elimina le restrizioni alla circolazione delle persone in ambito regionale.

È possibile quindi rivedere gli amici e uscire di casa senza autocertificazione, mentre dal 3 giugno ci si potrà muovere in tutta Italia e da e verso i Paesi dell’Unione Europea senza l’obbligo dei 14 giorni in quarantena. È consentito inoltre il rientro presso il proprio domicilio, abitazione, residenza in Toscana solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia. Non è quindi permesso il rientro in Toscana verso le seconde case utilizzate per vacanze. Fino al 24 maggio è consentito lo svolgimento delle attività sportive in forma individuale, compresi il tennis e il golf, anche in impianti pubblici o privati e all’interno di strutture e circoli sportivi, se svolte in spazi all’aperto, che consentano nello svolgimento dell’attività il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 2 metri. Resta sospesa fino al 24 maggio ogni altra attività collegata all’utilizzo delle strutture, compreso l’utilizzo di spogliatoi, palestre, piscine, luoghi di socializzazione.

Dopo l’accordo tra Regioni e Governo le attività economiche, produttive e sociali potranno riaprire da oggi anche in Toscana, ma nel rispetto dei protocolli e delle linee guida predisposti nei vari settori per ridurre il rischio di contagio: la non osservanza comporterà “la sospensione dell’attività economica e produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza” e sanzioni che possono variare da un minimo di 400 euro fino a un massimo di 3.000 euro, come da disposizioni nazionali. Rimangono invece vietati fino al 2 giugno compreso gli spostamenti con mezzi di trasporto pubblici e privati verso altre regioni così come quelli da e per Paesi esteri, tranne che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Restano in vigore i seguenti obblighi:

  • continua a valere l’obbligo di isolamento domiciliare o in albergo sanitario per le persone risultate positive al Coronavirus o per i loro contatti stretti, se deciso dalle autorità sanitarie;
  • continuano a essere vietati gli assembramenti di persone in spazi chiusi e aperti, sia pubblici che privati aperti al pubblico; viene pertanto confermata la distanza interpersonale minima di almeno un metro, salvo che per lo svolgimento delle attività sportive, raccomandando tuttavia per una migliore tutela della salute propria e della collettività, in presenza di più persone, di adottare un distanziamento interpersonale di almeno 1,80 m;
  • uso della mascherina obbligatorio in spazi chiusi, pubblici e privati aperti al pubblico, oltre che nei mezzi di trasporto pubblico locale, nei servizi non di linea taxi e noleggio con conducente.
  • utilizzo obbligatorio della mascherina, in spazi aperti, pubblici o aperti al pubblico, nel caso non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale.
  • L'uso della mascherina non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni, per i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e per le persone conviventi;
  • i sindaci possono chiudere aree in cui non è possibile garantire il distanziamento sociale.

“Per agriturismi toscani un danno da 25 milioni”

.Persa la primavera, con le prenotazioni per la Pasqua e i ponti già cancellate, per gli agriturismi toscani inizia a traballare anche la stagione estiva: ad oggi le strutture toscane hanno registrato l annullamento di tutte le prenotazioni già fino alla fine del mese di maggio e il timore è che nei prossimi giorni si dovrà cominciare a cancellare anche le poche presenti per il mese di giugno.

Agriturist - Confagricoltura Toscana stima che i danni già sofferti dalle strutture agrituristiche della regione siano pari ad almeno 25 milioni di euro, con una media di 8-9 mila euro andati in fumo per ciascuna azienda agricola che vede nella ricettività una importante integrazione di reddito. Alle perdite dovute ai pernottamenti cancellati, si somma il mancato introito per tutte le attività collaterali che restano bloccate: degustazioni, pasti, matrimoni, cooking class, visite, attività nelle fattorie didattiche.

Il colpo per la Toscana è particolarmente forte: è la Regione con il più alto numero di agriturismi con 4.600 aziende e circa 64mila posti letto; conta una media di quasi 900mila arrivi allanno, pari a 4 milioni di presenze, oltre il 31% del totale delle presenze in regione. Del fatturato nazionale pari a 550 milioni lanno, 140 vengono generati negli agriturismi toscani. Le perdite subite ad oggi ammontano già al 40% e il timore è che aumenteranno ulteriormente nei prossimi mesi: secondo Agriturist Confagricoltura Toscana, “le misure di sostegno al reddito e i rinvii previsti dagli attuali provvedimenti del Governo sono del tutto insufficienti per fronteggiare la situazione”.

Toscana plastic free per diventare “la regione più sostenibile d’Europa”

Scuole, comunità locali e turisti. La sfida della Toscana in nome della sostenibilità ambientale si rafforza grazie a un protocollo d’intesa, siglato questa mattina tra Consiglio regionale e Toscana Promozione Turistica, che punta a una sempre maggiore sensibilizzazione, informazione e consapevolezza sia dei cittadini toscani sia di chi sceglie la nostra regione per le vacanze.

“Abbiamo voluto assecondare un indirizzo che con la Giunta ci siamo dati, quello per l’eliminazione della plastica e per l’educazione ad uno stile di vita che ne faccia a meno - ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - l’obiettivo è creare una cultura di base deplastificata per lanciare un messaggio alle nuove generazioni e sostenere quei comuni che portano avanti iniziative plastic free”. Il protocollo, finanziato con un contributo di 300mila euro che il Consiglio Regionale ha reperito dall’avanzo di amministrazione, prevede una serie di azioni articolate su tre diverse linee di intervento con il coinvolgimento dei soggetti interessati. Da una mostra fotografica itinerante con installazioni (da usare anche nelle scuole) al “kit di sostenibilità” da distribuire negli istituti; dai concorsi di idee e progetti a una campagna di comunicazione massiva mirata a promuovere la “Toscana sostenibile”: l’obiettivo di questo protocollo è creare una sorta di “effetto moltiplicatore” tra tutti i partecipanti su un tema fondamentale come l’ambiente.

All’inizio del prossimo anno saranno organizzati due grandi eventi di lancio, uno a Firenze e uno sulla costa per presentare il materiale pensato e realizzato sia per gli studenti sia per le scuole. Il tutto nel solco della campagna “Toscana plastic free” lanciata dalla Giunta regionale prevedendo anche l’utilizzo delle immagini della fotografa Laura Lezza di Getty Images che ha immortalato coi suoi scatti i ‘mostri' ripescati in mare, plastiche con abbarbicati piante e animali dei fondali che riemergono ed assomigliano a vere e proprie nuove creature.

“Una scelta che abbiamo voluto con forza - ha detto il consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza Antonio Mazzeo - con gli avanzi di amministrazione, 300mila euro, abbiamo voluto dare un segnale deciso, quello di un’inversione di tendenza, per fare della Toscana entro il 2030 la regione più sostenibile d’Europa. Si tratta di una sfida generazionale, di cambio culturale e di civiltà”.

“Il tema del plastic free da un punto di vista turistico è fondamentale - commenta il direttore di Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo- abbiamo circa 50milioni di presenze di turisti in Toscana e far sì che questi flussi in alcuni ambiti siano anche sostenibili diventa obbligatorio. Lavorare con le scuole, gli enti locali e gli operatori della filiera diventa un meccanismo necessario per abituare tutti a comportamenti che mantengano al meglio i contesti della Toscana così attraenti nel mondo”. Palumbo ha ricordato che quella sul plastic free è un’iniziativa coerente con la strategia turistica regionale. “Un modello di sviluppo turistico sostenibile è infatti la ‘vision di Toscana 2020’ a cui stiamo lavorando, con iniziative e progettualità”.

Focus - Le iniziative previste dal protocollo

Scuole - Saranno realizzati “Laboratori nelle scuole toscane” per educare alla sostenibilità ambientale, con particolare attenzione al “non uso” dei materiali plastici e a sensibilizzare i giovanissimi al riciclo e all’utilizzo di materiali “corretti” dal punto di vista ambientale. Nei mesi dell’anno scolastico, poi, il programma mirerà anche a incoraggiare “comportamenti a tutela dell’ambiente” da adottare non solo a scuola ma anche fuori, come in gita o nelle trasferte turistico-educative ed ancora in veste di potenziali futuri turisti. La sostenibilità ambientale diventerà inoltre per i giovani uno strumento di promozione individuale e collettiva, attraverso la previsione di concorsi di idee on line rivolti agli studenti, con la possibilità di aggiudicarsi viaggi premio in Italia e all’estero per chi si sia distinto per progetti di particolarmente innovativi. Infine, la realizzazione e la distribuzione di un “kit ambientale” agli istituti all'interno del quale si troverà un vademecum di “buone pratiche” per un turismo sostenibile in ambienti e territori regionali.

Comunità locali - La seconda linea di azione guarda ai territori e a un dialogo con gli enti locali. Tra marzo e ottobre del prossimo anno saranno infatti previsti una serie di incontri e un concorso rivolto alle amministrazioni per elaborare “progetti virtuosi di dismissione e riciclo della plastica” che vadano a connotare sempre di più la Toscana quale destinazione turistica sostenibile. Vi sarà inoltre una specifica azione che si svilupperà attraverso gli stabilimenti balneari, ai quali sono rivolte apposite “attività di animazione” (in continuità col protocollo firmato con 900 stabilimenti la scorsa estate).

Turisti - previsto un piano di animazione e ingaggio dei turisti con una “mostra itinerante video fotografica-multimediale sul tema Plastic Free” realizzata grazie alla documentazione già messa a disposizione dalla Giunta regionale e tramite ulteriori acquisizioni di materiale. In ponte, infine, anche la creazione e diffusione di contenuti per campagne promozionali on-line.

Abitudini e stili di vita dei ragazzi toscani: lo studio Hbsc

Quali sono le abitudini dei ragazzi toscani? Una fotografia emerge dai risultati del programma Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children), che dal 1983 coinvolge 49 nazioni in Europa e Nord America, L'indagine, condotta ogni 4 anni, viene realizzata in collaborazione con l’Ufficio regionale dell’Oms per l'Europa, utilizzando un protocollo comune che consente di confrontare i dati raccolti nei diversi Paesi, e anche di valutare l’impatto delle azioni messe in campo.

Ieri l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e Giacomo Lazzeri, professore aggregato del Dipartimento di medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena, hanno presentato i risultati relativi al 2018. La raccolta dei dati, promossa e finanziata dal Ministero della salute, ha coinvolto tutte le Regioni ed è stata svolta in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. L'Istituto Superiore di Sanità è stato l'ente coordinatore, affiancato dalle Università di Torino, Padova e Siena, che sono storicamente coinvolte nel coordinamento di questa indagine. “Questo studo va avanti da oltre trent’anni, e ogni Regione ha il suo campione - spiega il professor Lazzeri - La Toscana è al di sotto delle medie nazionali e non emergono grandi problematiche. I fenomeni si sono stabilizzati nel tempo. L'aspetto importante è che tutte le scuole contattate hanno aderito, c'è stata una partecipazione del 100%”.

La rilevazione HBSC 2018 in Toscana

Il campione toscano è composto da 3.083 studenti (58.976 in Italia); le classi campione sono 186 (4.183 in Italia). Si tratta di un campione rappresentativo di ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni, che frequentano la scuola secondaria di I e II grado.

Le informazioni sono state raccolte attraverso due questionari anonimi e autocompilati: uno rivolto ai ragazzi e uno ai dirigenti scolastici. Il primo indaga aspetti sulla salute nella sua accezione più ampia: benessere fisico, psicologico, relazionale-sociale; il secondo raccoglie informazioni sul contesto scolastico in termini di infrastrutture e programmi di promozione della salute.

Focus - una sintesi dei risultati del programma HBSC per quanto riguarda gli adolescenti toscani:

Il 14,2% dei ragazzi di 11-15 anni è in sovrappeso e il 2,1% obeso; solo un terzo consuma frutta e verdura “almeno una volta al giorno” e purtroppo l’abitudine a non consumare la colazione nei giorni di scuola ha una prevalenza che va dal 16,3% a 11 anni, al 20,5% a 13 anni fino al 26,6% a 15 anni, valori in lieve peggioramento rispetto al 2014. Per contro, il consumo “almeno una volta al giorno” di bibite zuccherate/gassate è in calo rispetto alle precedenti indagini (11 anni: 9,7%; 13 anni:10,4%; 15 anni: 9,4%). L'attività fisica quotidiana (almeno 60 minuti) è praticata solo dal 9,6% dei ragazzi e 1 ragazzo su 4 trascorre più di 2 ore al giorno in attività sedentarie. La quota totale dei ragazzi di 11-15 anni che riferiscono di non aver fumato mai fumato una sigaretta è dell’81,2%, erano il 90,3% nel 2014. Nella nostra regione le 15enni che riferiscono di non aver mai fumato una sigaretta, negli ultimi 30 giorni, sono il doppio dei coetanei (11% vs 5,1%) Il 21,1% (43% il dato italiano) dei maschi e il 15,2% (37% dato italiano) delle femmine ha sperimentato il binge drinking (assunzione di 5 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) almeno una volta nell'ultimo anno. Circa 4 studenti 15enni su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d'azzardo nella vita, più spesso tra i ragazzi (61,2%) rispetto alle coetanee (21%). Gioco d'azzardo a rischio/problematico al 7,6% (16%, con un +10% il dato italiano), in aumento rispetto al 2014. Il 10,1% dei 15enni e il 10,8% delle 15enni ha fatto uso di cannabis almeno un giorno nella vita. Oltre l’82,7% dei ragazzi giudica il proprio stato di salute soddisfacente, più del 60% ritiene i propri compagni di classe gentili e disponibili e il 63,3% dei ragazzi dichiara di avere fiducia negli insegnanti. L’8,2% (16,9% il dato italiano) degli undicenni, il 9,9% (13,7% dato italiano) dei tredicenni e il 5,4% (8,9% dato italiano) dei quindicenni dichiarano di essere stati vittima di atti di bullismo almeno una volta negli ultimi due mesi. Diminuisce con l’età la percentuale di coloro che dichiarano di aver subito azioni di cyberbullismo negli ultimi due mesi. I ragazzi che fanno uso problematico dei social media (Social Media Disorder Scale) sono il 9,8% delle ragazze e il 5% dei ragazzi.

Olio, nel centro Toscana previsto un calo del 20%

olioNon solo il miele perché a quanto pare anche l’olio non se la passa tanto bene. Ad eccezione della costa, la produzione di olio 2019 si preannuncia infatti in calo rispetto allo scorso anno. E adesso, quello che preoccupa gli agricoltori, è che il clima fresco e umido di questi giorni possa significare il proliferare della mosca dell’olivo: “Invitiamo i coltivatori a controllare e a difendere la propria produzione seguendo le indicazioni della Regione che non manca di monitorare la situazione - dicono da Fedagri Confcooperative - l’obiettivo è quello di tutelare la qualità del nostro olio”. Dalla prima indagine tra i produttori locali e da una prima stima emerge che nella Toscana centrale la produzione dell’olio registrerà un calo di circa il 20% rispetto allo scorso anno e se le alte temperature dell’estate avevano bloccato il proliferare della mosca, nelle ultime settimane le piogge e l’abbassamento delle temperature potrebbero causare attacchi da parte dell’insetto. “Senza creare allarmismi è importante controllare le olive e decidere eventuali trattamenti mirati solo in presenza di reali rischi”, spiega Ritano Baragli, vicepresidente Fedagri Confcooperative Toscana e presidente della Cantina Sociale Colli Fiorentini. “La situazione climatica è comunque molto disomogenea, ci sono zone che soffrono caldo e siccità e altre che hanno avuto temporali con grandine negli ultimi giorni, molto diverse sono anche le modalità di coltivazione: rispetto all’entroterra la costa toscana sembra andare incontro a una buona annata - spiega Baragli – Ma i numeri della produzione di olio, a livello nazionale, sono comunque poco significativi rispetto ad esempio alla situazione della Spagna dove produce dieci volte di più dell’Italia. Per questo ora più che mai dobbiamo assolutamente puntare sulla qualità del nostro prodotto”.

Back to top