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Turismo 25 aprile, il sentiment di agriturismi e hotel

Enoturismo credit foto Franco PacentiDopo una Pasqua “tiepida”, dovuta alla posizione anticipata nel calendario e al maltempo che ha caratterizzato soprattutto il giorno di Pasquetta, si avvicina un altro banco di prova per il turismo a Montalcino, nel territorio senese e in Toscana in generale. “Il 25 aprile sarà il primo grande ponte della stagione e siamo molto fiduciosi - sostiene Daniela Maccaferri, presidente di Agriturist Toscana - circa l’80% delle nostre strutture sarà piena. Lo trovo un risultato più che ottimo date le ultime vicende, che hanno sicuramente disincentivato le prenotazioni su tutto il territorio regionale e non. L’inflazione e i conflitti interazionali gravano irrimediabilmente sulle partenze perché ormai si è istaurato un clima di paura. Per non parlare della variabile meteo che tiene in sospeso le conferme da parte degli italiani”. “Le aree interne, Chianti, senese e Val d’Orcia non sono ancora al completo - dice Fabiola Materozzi, Confagricoltura Toscana e coordinatrice di Agriturist Toscana - la costa, invece, è in attesa delle previsioni meteorologiche per confermare le prenotazioni. In generale, l’andamento è stabile rispetto al 2023 e come sempre si prediligono le strutture che offrono la somministrazione dei pasti. Un buon risultato per gli agriturismi toscani”.

“Abbiamo avvisaglie positive, soprattutto per il turismo di lunga distanza. Molte più incognite invece per quello di corto raggio”. Così Filippo Grassi, presidente provinciale Assoturismo Confesercenti, sintetizza la percezione del comparto ricettivo e dei pubblici esercizi senesi, in vista del periodo 25 aprile-1 maggio. Uno snodo centrale per la prima parte della stagione turistica 2024, considerando anche l’assenza di ponte in concomitanza del 2 giugno (domenica). “Quest’anno siamo partiti con una Pasqua bassa, che peraltro è stata soddisfacente fatta eccezione per il lunedì di Pasquetta, complicato dalla pioggia - osserva Grassi - il tenore delle richieste verso hotel e ristoranti si è mostrato comunque da subito alto, e così sembra proseguire. C’è un’incognita-maltempo che può però ridimensionare una primavera ottima in qualcosa di molto più risicato, inferiore a quanto registrato un anno fa”. In bilico sembrano essere soprattutto gli operatori più esposti verso il turismo domestico, ovvero verso chi può spostarsi a Siena e provincia nel giro di poche ore, e deciderà se farlo o meno la sera prima se non il giorno stesso. “Abbiamo visto anche nel recente passato come il segmento italiano resti in sofferenza, rispetto ai flussi esteri - osserva ancora Grassi - e su questo fronte il bello o il cattivo tempo fa la differenza. A soffrire potrebbe essere soprattutto chi ha investito sull’accoglienza negli spazi aperti, che siano dehors, parchi o giardini: dobbiamo sperare che nel vivo del prossimo ponte le cose si mettano per il meglio”.

Fortezza e Museo Civico, 50.000 visitatori nel 2021

La Fortezza di Montalcino dopo il restylingQuasi 50.000 visitatori in un anno. Sono i numeri di tre dei gioielli del territorio di Montalcino, la Fortezza, il Museo Civico e Diocesano e il Museo del Tartufo a San Giovanni d’Asso, che nel 2021 hanno registrato numeri incredibili, se paragonati a quelli del 2020, condizionati pesantemente dalla pandemia. Lo rivela il Rapporto Musei annuale della Regione Toscana.

A spingere i flussi di presenza è la Fortezza, tra i simboli della città, testimone di secoli di storia e cultura sin dall’inizio della sua costruzione (1361) e recentemente restaurata. Lo scorso anno ha accolto 40.000 visitatori, registrando una crescita del 122,2% sul 2020, quando gli ingressi furono 18.000. 10.026 gli accessi nel 2019, 10.759 nel 2018, 43.269 nel 2017 e 34.726 nel 2016.

Bel segnale di ripresa anche per il Museo Civico e Diocesano, che piazza un +33% passando da 6.058 a 8.058 visitatori, avvicinandosi alla media del periodo pre-Covid (741 nel 2019, 8.440 nel 2018 quando conobbe alcuni mesi di chiusura, 11.680 nel 2017, 11.660 nel 2016). Un balzo in avanti lo fa anche il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso, che passa da 8 (già, otto!) a 1.103 visitatori riallineandosi ai numeri passati (903 nel 2019, 1.534 nel 2018).

Nel complesso il Rapporto Musei mette in evidenza un sistema culturale e museale toscano in ottima salute, con un passaggio dal -73% di visite nel 2020 al +38% del 2022. Una performance che pone la Toscana al di sopra della media nazionale. Un risultato che non deve sorprendere, considerando la storica attrattiva culturale della regione (dove è presente un museo ogni 4.677 abitanti), ma che può quanto meno far guardare al presente sotto una luce diversa e incentivare nuovi investimenti per il futuro.

“Un Rapporto all’insegna della ripresa e della resilienza che suggerisce un recupero e una vitalità estremamente promettenti”, commenta Eugenio Giani, presidente della giunta regionale e assessore alla cultura. Restano ancora alcuni segnali di difficoltà, ad esempio il proseguimento del pur lieve calo del numero dei musei aperti al pubblico, ma nel complesso i segni positivi fanno ben sperare. “Anche se la cultura ha pagato più di altri settori la crisi – prosegue Giani – resta confermato il suo ruolo economico centrale: la filiera culturale italiana ha una capacità moltiplicativa pari a 1,8 (per 1 euro prodotto se ne generano 1,8 nel resto dell’economia), che sale a 2,0 per il patrimonio storico-artistico e a 2,2 per le industrie creative. Il rapporto della fondazione Symbola rivela infatti che la trasformazione sociale e culturale in un contesto post-pandemico è trainata dal segmento dell’interattivo. Dunque il settore culturale è tra i più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana”.

È di interesse la constatazione che il pubblico, nel 2022, ha privilegiato più di quanto fosse tradizionale i musei d’arte, a formare un 73,9% dei visitatori diversamente dal 2021, quando in tale categoria di musei i visitatori erano stati solo il 67,9% del totale; la tendenza opposta si registra per i musei del comparto archeologico, dove si è recato il 5,5% dei visitatori del 2022 rispetto al 9% del 2021; appaiono sostanzialmente stabili i musei di storia (6,6% nel 2022 rispetto al 6,8% del 2021), di storia e scienze naturali (4,7% rispetto al 4,5% del 2021) e di arte contemporanea (1%).

Turismo, come è andato il 2022 a Montalcino

Una turista guarda le mappe a MontalcinoDopo due anni di blocchi e limitazioni Montalcino nel 2022 è tornata pienamente ad accogliere i visitatori in quella che è stata una lunga stagione turistica, iniziata a primavera, con il picco nei mesi estivi, e tutt’ora in corso. Nonostante le difficoltà e un po’ di apprensione iniziale, imprenditori del turismo del territorio si dicono soddisfatti della qualità del turismo e dei numeri tornati ai livelli pre-Covid. “Siamo ripartiti e ce l’abbiamo fatta – spiega il ristoratore Fabio Tassi – l’annata non era partita benissimo, ma l’estate è stata molto buona e l’autunno è tornato sui livelli pre-Covid. Stanno tornando gli americani, che sono affezionatissimi a Montalcino. L’anno scorso qualcuno era comunque riuscito a venire, segno del forte attaccamento al nostro territorio”. “La stagione è andata bene, Montalcino funziona e accoglie ormai un turismo eterogeneo”, aggiunge Simone Muggianu, titolare di un wine bar in piazza. “Abbiamo avuto molti italiani, stranieri non si sono visti inizialmente. Sono arrivati più nella tarda estate ma abbiamo lavorato bene”, interviene Roberta Generali, che gestisce alcuni B&B (oltre al bar di Piazza Cavour). “Quest’estate siamo ripartiti alla grande con numeri del 2019 se non qualcosina in più – dice l’albergatrice Elisa Bianchi – bene già da aprile, prevedo un ottobre buono con tanta clientela straniera, tornata all’80% come era già nel pre-Covid, e con gli americani che la fanno da padroni”.

Dal settore dell’accoglienza arriva un coro unanime: è sos personale, manca la manodopera, un problema ormai cronico e diffuso a livello nazionale. “L’abbiamo sofferto molto – interviene Fabio Tassi – il Covid, nel bene e nel male, ha cambiato la mentalità delle persone”. “Non si trova nessuno, né per le pulizie né per accoglienza”, commenta Generali. “Ho sentito clienti americani e anche loro hanno la stessa criticità – sottolinea Bianchi – si cerca di fare da noi fino a dove si può”. Muggianu, invece, fa autocritica: “Noi ristoratori o gestori di locali di accoglienza dovremmo fare un po’ di mea culpa. Negli anni abbiamo perso l’occasione per fare formazione e lottare con le istituzioni per aumentare i salari di chi lavora in questo mondo”.

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Aspettando i turisti torna la Ztl a Montalcino

Torna la Ztl nel Centro storico di Montalcino. Foto di Francesco Belvisocentro storico di Montalcino. L’avanzare della campagna di vaccinazione, la riduzione dei contagi, l’estate alle porte e l’auspicabile ritorno dei turisti stranieri hanno spinto l’amministrazione comunale ad anticipare l’ordinanza di un paio di settimane. Da domani 15 maggio fino al 3 novembre nei giorni feriali la Ztl sarà attiva dalle 10.30 alle 11 e dalle 14 alle 17.30, mentre l’area pedonale sarà attiva dalle 10 alle 14 e dalle 17.30 alle 24 e, nei giorni festivi, dalle 9 alle 14. Una notizia che farà certamente piacere alla ristorazione, che fino al 1° giugno può aprire solo all’aperto, a chi frequenta a piedi il corso di Montalcino (soprattutto gli anziani), che aveva storto il naso data la frequenza delle vetture che entravano in Via Matteotti, non di rado a una velocità che poteva mettere in pericolo i pedoni, e anche ai turisti che visiteranno Montalcino in alta stagione. Dal 16 maggio ricordiamo che i turisti europei non dovranno osservare la quarantena per visitare l’Italia se in possesso di un pass speciale (per chi è guarito dal Covid, vaccinato o negativo al tampone).

Nel 2019 cala il turismo a Montalcino

Foto: Francesco BelvisoUn calo generale del turismo dovuto soprattutto agli stranieri e al comparto alberghiero (mentre si salva il settore extralberghiero). È quanto emerge da un’analisi di Montalcinonews sui dati provvisori della Direzione Turismo e Commercio del Comune di Siena relativi ai flussi turistici a Montalcino nel 2019. Sono oltre 70.000 i turisti che hanno soggiornato negli esercizi ricettivi del Comune di Montalcino (-6,4% rispetto al 2018). 182.000 le presenze, cioè il numero di notti trascorse (-7,3%), e una permanenza media che scende da 2,60 a 2,58 notti. L’alta stagione va da aprile ad ottobre, con il picco ad agosto e settembre (circa 9.500 turisti). Marzo (-22,5%) e luglio (-14,3%) i mesi che registrano cali più forti, in positivo solo febbraio (+3,6%), ottobre (+0,3%) e soprattutto gennaio (21,4%), che resta comunque il fanalino di coda con circa 1.300 arrivi.

Inserendo come variabile la nazionalità, non possiamo non citare il calo degli stranieri, che rappresentano il 60% del totale, con 43.000 arrivi (-10,7%), 124.000 presenze (-12%) e cali a doppia cifra nei mesi di febbraio, marzo, maggio, luglio, agosto e novembre. Resta stabile invece il numero dei turisti “domestici”: sono 27.000 (+1,1%), mentre le presenze sono 58.000 (+4,4%). Bene quasi tutti i mesi, in particolare gennaio (23%), febbraio (19,1%) e ottobre (19,3%), malissimo marzo (-24,8% di arrivi e -35,3% di presenze).

Venendo alla tipologia delle strutture ricettive, scopriamo come i dati negativi siano condizionati dal pessimo trend degli alberghi: 25.000 arrivi (-27,7%), 50.000 presenze (-34,4%) e permanenza media che passa da 2.23 a 2.02 notti. Anche qui aumento vistoso a gennaio (+63,3% di arrivi) e calo in tutti gli altri mesi. Ad incidere gli stranieri, il cui calo di arrivi (-32,2%) è quasi il doppio degli italiani (-17,7%).

I dati degli esercizi extralberghieri: 45.000 arrivi (+11,6%), 131.000 presenze (+10,1%) e permanenza media da 2.92 a 2.88. Se si escludono marzo (-15,3%), luglio (-2,1%) e dicembre (-5,6%) crescono gli arrivi in tutti i mesi, in particolare aprile (+25,7%), giugno (+23%) e ottobre (+29,91). Variabile nazionalità: cambia poco sugli arrivi, molto sulle presenze; la crescita di quelle italiane (+19,6%) triplica quelle straniere (+6%).

Foto: Francesco Belviso

Cicloturismo, dal “mondo Eroica” un assist per Montalcino

La presentazione di Eroica Montalcino 2019 nella sede del Consorzio del Brunello1.400 iscritti, 400 dei quali stranieri, arrivati da tutti i continenti del mondo. Sono i primi numeri di Eroica Montalcino 2019, la ciclostorica su strade bianche in arrivo nella città del Brunello il 28 maggio, in concomitanza con le elezioni europee. Il programma è stato svelato il 15 aprile nella sede del Consorzio del Brunello (che ha da subito sposato il progetto), alla presenza della Confcommercio e di alcune associazioni del territorio. Perché “il nostro intento è sentire le vostre opinioni, coinvolgere la città, condividere il progetto con gli abitanti di Montalcino”, ha spiegato il vicepresidente di Eroica Italia, Franco Rossi. Che ha snocciolato i dati della scorsa edizione - 7.000 presenze totali, 3.000 camere occupate, 19 associazioni del territorio, 30 piccoli sponsor e 120 volontari coinvolti - e ha illustrato il programma 2019, con tre giorni di festival che si chiuderanno con la competizione finale, cinque percorsi con distanza crescente: 27, 46, 70, 96 e 135 km, l’itinerario più lungo, che coincide con il percorso permanente, presentato a febbraio durante Benvenuto Brunello.

Eroica MontalcinoTantissime le attività: dai 40 mercatini eroici vicino alla Fortezza agli spettacoli circensi per bambini e adulti, dalla Cena Eroica organizzata dai Quartieri di Montalcino alla premiazione della Miglior Vetrina, che vede concorrere i negozi e gli esercizi del centro storico, fino alla cena del 24 maggio per raccontare la Tappa Eroica di Montalcino nel Giro d’Italia 2010, con l’ex sindaco di Montalcino Maurizio Buffi, il fondatore de L’Eroica Giancarlo Brocci, il direttore del Giro d’Italia Mario Vegni e l’ex campione Damiano Cunego, che in quella tappa arrivò secondo dietro Cadel Evans.

Oltre al vino, insomma, un volano per l’economia del territorio si può trovare anche nello sport, in questo caso le due ruote. Il cicloturismo, tra l’altro, è uno dei progetti su cui punterà forte nei prossimi anni la Regione Toscana, visto che si sposa perfettamente con il turismo lento e la salvaguardia dell’ambiente. Toscana che ha istituito recentemente il distretto turistico della Val d’Orcia, composto da cinque Comuni, Castiglione d’Orcia (capofila), Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia, che accoglierà il 9 maggio un incontro dove saranno avviate le strategie riguardo l’organizzazione turistica del territorio. Il convegno si terrà a Palazzo Chigi (ore 15).

Interverranno il direttore di Confcommercio Siena Daniele Pracchia, il sindaco del Comune di Castiglione d’Orcia Claudio Galletti, il direttore legislativo, turismo e statistica della Regione Toscana Stefano Romagnoli, il direttore di Toscana Promozione Francesco Palumbo, il direttore scientifico del Centro Studi Turistici Alessandro Tortelli, la responsabile del turismo Confcommercio Luisella Bartali, il coordinatore dell’ambito Val d’Orcia di Terre di Siena Lab Valentina de Pamphilis e, infine, Franco Rossi (Eroica) e Nicoletta Innocenti (VerdeIdea), che esporranno due prodotti turistici di successo, il cicloturismo e il wedding.

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Cresce turismo a Montalcino e S.Giovanni

Cresce il turismo a Montalcino e San GiovanniCresce il turismo a Montalcino, con un aumento di turisti italiani, che prediligono i primi mesi dell’anno, in particolare aprile. Bene anche il comparto extralberghiero (affittacamere, B&B, case per ferie…), male gli alberghi, che comunque rappresentano appena il 7% delle strutture ricettive. È quanto emerge da un’indagine Montalcinonews sui dati del Centro Studi Turistici di Siena, relativi ai flussi turistici del 2017. Numeri che non tengono conto del cosiddetto “turismo nero”, visto che sono esclusi gli alloggi turistici (su tutti AirB&B, ma ancora per poco. La legge del 2016 sarà sottoposta a variazione e anche questa tipologia sarà equiparata alle strutture ricettive e dovrà passare dal Suap). Inoltre, non tutti comunicano arrivi e presenze. Sarebbe obbligatorio, ma dal 2014 è stata tolta la sanzione. A Montalcino il 14% è inadempiente (non invia la movimentazione) e il 9% segnala movimenti nulli, cioè dichiara di non aver ricevuto clienti. Due attività su tre comunque adempiono, ed è su questi numeri che possiamo basare la nostra indagine.

Nel 2017 sono 54.140 i turisti che hanno soggiornato a Montalcino almeno una notte (+4,7% rispetto al 2016). 124.046 le presenze (+3%), mentre la permanenza media è di 2,29 notti (era di 2,33 nel 2016). Il periodo “caldo” è quello estivo, che inizia ad aprile (6.300 turisti), continua a salire a maggio, giugno, luglio e agosto e trova il picco a settembre, quando sfonda quota 7.000. Il mese più fermo è gennaio, con 1.222 arrivi, ma rispetto al 2016 si registra un +42%. Bene anche aprile (+48%), febbraio, maggio e giugno, mentre c’è un leggero calo a marzo, agosto e ottobre e un -18% a novembre, dove i turisti passano da 2.709 a 2.220.

Inserendo come variabile la nazionalità, notiamo come l’aumento maggiore riguarda gli italiani, che rappresentano il 38,5% del totale. Sono 20.812 gli arrivi dal Belpaese (+8,7%). Il picco è ad agosto, ma si registra una crescita nei primi mesi dell’anno col boom ad aprile, dove le presenze addirittura raddoppiano, passando da 2.820 a 5.667. Per quanto riguarda gli stranieri, in leggero aumento gli arrivi (+2,3%) e in lieve calo le presenze (-0,6%). Il mese più gettonato è settembre, il peggiore dicembre (-35% di arrivi).

In calo gli arrivi negli alberghi (-7,7%) che però sono solamente 10 su 114 strutture ricettive complessive. Migliora comunque leggermente la permanenza media. Triplicano le presenze nel mese di gennaio (da una a due notti) mentre sono in calo tutto il secondo semestre, da luglio a dicembre. La negatività dei dati è dovuta per lo più agli stranieri, mentre arrivano sì meno italiani, ma sostano per più tempo (+7,5%).

Più interessanti i dati degli esercizi extralberghieri, che vedono un +18% di arrivi col picco ad agosto-settembre e il boom ad aprile (+75,30%). Per quanto riguarda la provenienza, gli italiani preferiscono aprile e soprattutto dicembre (+34% di arrivi), mese in cui invece calano gli stranieri, che dimostrano di gradire settembre e aprile.

I posti letto di cui l’ex Comune di Montalcino dispone sono 1891, ma variano in realtà di mese in mese, a seconda delle chiusure stagionali. Da aprile ad ottobre le strutture restano aperte quasi tutte (con una media di circa il 4% di chiusure). A febbraio un terzo chiude (-31% di posti letto), seguono poi gennaio, marzo, dicembre e novembre (-13,5%).

Vediamo ora il caso di San Giovanni d’Asso, i cui flussi, per il 2017, sono separati da Montalcino. Aumentano anche qui gli arrivi (9.553, +4,93%) e pure la permanenza media, 4,14 notti, ma c’è ancora troppa dipendenza dal periodo estivo. In inverno la patria del Tartufo chiude. A febbraio il 62% dei 792 posti letto non è disponibile, a dicembre la cifra scende al 50,8%, a gennaio 45,8%. Stupisce il 44,3% di chiusure stagionali a novembre, mese della Mostra Mercato del Tartufo Bianco. Da aprile a settembre invece c’è una grande disponibilità di posti letto. Gli inadempimenti sono al 18%, i movimenti nulli all’8%. Alla fine, tra chiusure, movimenti nulli e inadempienze, solo la metà dei posti letto (51,5%) è disponibile e soggetta ad analisi.

A San Giovanni d’Asso il 42% di turisti è italiano e ha una permanenza media di 2,7 notti. Gli stranieri invece si fermano per almeno cinque notti a godersi le Crete Senesi. Come a Montalcino, anche qui il settore alberghiero è in difficoltà (-14,7% di arrivi) ma su 42 strutture ricettive solamente 4 sono alberghi. Per l’extralberghiero (27 agriturismi, 7 case vacanze, 2 alloggi turistici, un campeggio e una residenza d’epoca) si registra un +30,6%. Tra i tanti dati, salta all’occhio quello del mese di febbraio 2017. Dove sono arrivati solo 13 turisti, ma sono rimasti per 21 notti!

Montalcino, turismo ok. Bene San Giovanni e Montisi

Il flusso turistico nel Comune di Montalcino è in costante aumentoPer i numeri effettivi è ancora presto e bisognerà pazientare ancora un po’, ma le sensazioni sono più che positive. La stagione estiva a Montalcino si sta per concludere ed è già tempo di prime valutazioni. “Non è facile parlare di dati in questo periodo perché, come è noto, le comunicazioni ufficiali che ci arrivano dalla Prefettura e dall’Osservatorio Turistico sono sempre in leggero ritardo”, ha spiegato l’assessore al turismo Christian Bovini in un’intervista al Corriere di Siena. “E poi la stagione turistica è nel pieno del suo sviluppo e per Montalcino settembre è il mese più gettonato. Nonostante questo, posso dire che la città sta vivendo oramai da diversi anni un incremento sulle presenze che si attesta stabilmente sulla doppia cifra. E che, rispetto agli ultimi anni, l’incremento più significativo si è registrato nei periodi di cosiddetta bassa stagione, e questo ci rende ancora più orgogliosi del lavoro di destagionalizzazione che stiamo portando avanti con tutti gli operatori del settore in maniera sinergica, dagli eventi culturali fino a quelli sportivi, passando per l’enogastronomia che con la mostra-mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso e il Brunello di Montalcino completa un’offerta al turista praticamente su 12 mesi l’anno”.

Incoraggianti anche le presenze ai musei, che “testimoniano - continua Bovini - la sete di cultura del turismo che arriva a Montalcino e l’importanza di organizzare eventi capaci di rappresentare una novità, un’attrattiva in più e di fare la differenza con il passato”. Ieri, intanto, è stato definito il calendario del Treno Natura 2018 con sei appuntamenti che vedranno interessato il Comune di Montalcino (oltre ai tre di quest’anno: la Sagra del Tordo del 29 ottobre e la mostra-mercato del Tartufo Bianco a San Giovanni il 12 e il 19 novembre). In programma anche i lavori di riqualificazione della Fortezza, degli impianti sportivi e dell’area della Giostra di Simone a Montisi, il rifacimento del centro storico di Castelnuovo dell’Abate e delle mura di San Giovanni d’Asso.

“Il nostro è un turismo che dura 365 giorni all’anno - commentano dalla Pro Loco di Montalcino - e in aumento rispetto agli altri anni. Basta vedere i nostri musei civici e diocesani e gli ingressi all’ufficio turistico. Novembre forse è il punto un po’ più basso, ma poi cominciano le iniziative natalizie fino a Benvenuto Brunello”.

Ottime le voci che arrivano da San Giovanni d’Asso e Montisi, che tra albergatori e ristoratori fanno registrare il tutto esaurito tra italiani e stranieri, come francesi, inglesi e olandesi. “Sta andando bene - fa sapere alla Montalcinonews la Pro Loco di San Giovanni - abbiamo visto un incremento notevole da luglio in poi, specialmente nel mese di settembre. Tutti i fine settimana siamo al completo. Se ha influito il nostro nome legato a Montalcino? Sicuramente sì, anche se per il momento è troppo presto per dirlo. Delle agenzie estere, per esempio, non sapevano ancora della fusione. Una volta venuti a conoscenza, erano contentissimi”.

“Il nostro territorio deve viaggiare ad una velocità doppia rispetto al mondo che ci circonda - conclude Bovini, sempre sulle pagine del giornale senese - e noi abbiamo raccolto questa sfida, lavorando d’intesa con le due associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) e con tutte le realtà associative e produttive del territorio che sono la vera forza del nostro Comune”.

 

Due viaggi a Montalcino nella lista di Decanter

Una veduta del resort Rosewood Castiglion del BoscoAgosto sta per salutare, le temperature si addolciscono e il rumoroso turismo di massa cede il passo alla quiete delle morbide colline toscane. Settembre, insomma, è il momento perfetto per una vacanza enogastronomica nel Belpaese. Per questo motivo Decanter, il portale inglese dedicato al vino, ha stilato una lista di destinazioni “per ispirare il vostro prossimo viaggio”. Delle otto migliori eno-vacanze, due riguardano la Toscana, “la regione più gastronomica d’Italia”, scrive Decander. Il primo viaggio è un pacchetto di sei giorni fra il Sassicaia di Tenuta San Guido e il Chianti di Volpaia, con tappe a Montalcino e Siena, accompagnati da Jane Hunt, esperta Master of Wine. Il secondo viaggio è invece un soggiorno nel lussuoso Resort a 5 stelle Rosewood Castiglion del Bosco, un borgo di 800 anni immerso in più di 2.000 ettari di bosco e vigne patrimonio dell’Unesco, che comprende due ristoranti, un orto biologico, una scuola di cucina, insieme ad una spa, un golf club privato e una cantina dove assaggiare il loro Brunello di Montalcino.

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