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Cresce turismo a Montalcino e S.Giovanni

Cresce il turismo a Montalcino e San GiovanniCresce il turismo a Montalcino, con un aumento di turisti italiani, che prediligono i primi mesi dell’anno, in particolare aprile. Bene anche il comparto extralberghiero (affittacamere, B&B, case per ferie…), male gli alberghi, che comunque rappresentano appena il 7% delle strutture ricettive. È quanto emerge da un’indagine Montalcinonews sui dati del Centro Studi Turistici di Siena, relativi ai flussi turistici del 2017. Numeri che non tengono conto del cosiddetto “turismo nero”, visto che sono esclusi gli alloggi turistici (su tutti AirB&B, ma ancora per poco. La legge del 2016 sarà sottoposta a variazione e anche questa tipologia sarà equiparata alle strutture ricettive e dovrà passare dal Suap). Inoltre, non tutti comunicano arrivi e presenze. Sarebbe obbligatorio, ma dal 2014 è stata tolta la sanzione. A Montalcino il 14% è inadempiente (non invia la movimentazione) e il 9% segnala movimenti nulli, cioè dichiara di non aver ricevuto clienti. Due attività su tre comunque adempiono, ed è su questi numeri che possiamo basare la nostra indagine.

Nel 2017 sono 54.140 i turisti che hanno soggiornato a Montalcino almeno una notte (+4,7% rispetto al 2016). 124.046 le presenze (+3%), mentre la permanenza media è di 2,29 notti (era di 2,33 nel 2016). Il periodo “caldo” è quello estivo, che inizia ad aprile (6.300 turisti), continua a salire a maggio, giugno, luglio e agosto e trova il picco a settembre, quando sfonda quota 7.000. Il mese più fermo è gennaio, con 1.222 arrivi, ma rispetto al 2016 si registra un +42%. Bene anche aprile (+48%), febbraio, maggio e giugno, mentre c’è un leggero calo a marzo, agosto e ottobre e un -18% a novembre, dove i turisti passano da 2.709 a 2.220.

Inserendo come variabile la nazionalità, notiamo come l’aumento maggiore riguarda gli italiani, che rappresentano il 38,5% del totale. Sono 20.812 gli arrivi dal Belpaese (+8,7%). Il picco è ad agosto, ma si registra una crescita nei primi mesi dell’anno col boom ad aprile, dove le presenze addirittura raddoppiano, passando da 2.820 a 5.667. Per quanto riguarda gli stranieri, in leggero aumento gli arrivi (+2,3%) e in lieve calo le presenze (-0,6%). Il mese più gettonato è settembre, il peggiore dicembre (-35% di arrivi).

In calo gli arrivi negli alberghi (-7,7%) che però sono solamente 10 su 114 strutture ricettive complessive. Migliora comunque leggermente la permanenza media. Triplicano le presenze nel mese di gennaio (da una a due notti) mentre sono in calo tutto il secondo semestre, da luglio a dicembre. La negatività dei dati è dovuta per lo più agli stranieri, mentre arrivano sì meno italiani, ma sostano per più tempo (+7,5%).

Più interessanti i dati degli esercizi extralberghieri, che vedono un +18% di arrivi col picco ad agosto-settembre e il boom ad aprile (+75,30%). Per quanto riguarda la provenienza, gli italiani preferiscono aprile e soprattutto dicembre (+34% di arrivi), mese in cui invece calano gli stranieri, che dimostrano di gradire settembre e aprile.

I posti letto di cui l’ex Comune di Montalcino dispone sono 1891, ma variano in realtà di mese in mese, a seconda delle chiusure stagionali. Da aprile ad ottobre le strutture restano aperte quasi tutte (con una media di circa il 4% di chiusure). A febbraio un terzo chiude (-31% di posti letto), seguono poi gennaio, marzo, dicembre e novembre (-13,5%).

Vediamo ora il caso di San Giovanni d’Asso, i cui flussi, per il 2017, sono separati da Montalcino. Aumentano anche qui gli arrivi (9.553, +4,93%) e pure la permanenza media, 4,14 notti, ma c’è ancora troppa dipendenza dal periodo estivo. In inverno la patria del Tartufo chiude. A febbraio il 62% dei 792 posti letto non è disponibile, a dicembre la cifra scende al 50,8%, a gennaio 45,8%. Stupisce il 44,3% di chiusure stagionali a novembre, mese della Mostra Mercato del Tartufo Bianco. Da aprile a settembre invece c’è una grande disponibilità di posti letto. Gli inadempimenti sono al 18%, i movimenti nulli all’8%. Alla fine, tra chiusure, movimenti nulli e inadempienze, solo la metà dei posti letto (51,5%) è disponibile e soggetta ad analisi.

A San Giovanni d’Asso il 42% di turisti è italiano e ha una permanenza media di 2,7 notti. Gli stranieri invece si fermano per almeno cinque notti a godersi le Crete Senesi. Come a Montalcino, anche qui il settore alberghiero è in difficoltà (-14,7% di arrivi) ma su 42 strutture ricettive solamente 4 sono alberghi. Per l’extralberghiero (27 agriturismi, 7 case vacanze, 2 alloggi turistici, un campeggio e una residenza d’epoca) si registra un +30,6%. Tra i tanti dati, salta all’occhio quello del mese di febbraio 2017. Dove sono arrivati solo 13 turisti, ma sono rimasti per 21 notti!

Montalcino, turismo ok. Bene San Giovanni e Montisi

Il flusso turistico nel Comune di Montalcino è in costante aumentoPer i numeri effettivi è ancora presto e bisognerà pazientare ancora un po’, ma le sensazioni sono più che positive. La stagione estiva a Montalcino si sta per concludere ed è già tempo di prime valutazioni. “Non è facile parlare di dati in questo periodo perché, come è noto, le comunicazioni ufficiali che ci arrivano dalla Prefettura e dall’Osservatorio Turistico sono sempre in leggero ritardo”, ha spiegato l’assessore al turismo Christian Bovini in un’intervista al Corriere di Siena. “E poi la stagione turistica è nel pieno del suo sviluppo e per Montalcino settembre è il mese più gettonato. Nonostante questo, posso dire che la città sta vivendo oramai da diversi anni un incremento sulle presenze che si attesta stabilmente sulla doppia cifra. E che, rispetto agli ultimi anni, l’incremento più significativo si è registrato nei periodi di cosiddetta bassa stagione, e questo ci rende ancora più orgogliosi del lavoro di destagionalizzazione che stiamo portando avanti con tutti gli operatori del settore in maniera sinergica, dagli eventi culturali fino a quelli sportivi, passando per l’enogastronomia che con la mostra-mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso e il Brunello di Montalcino completa un’offerta al turista praticamente su 12 mesi l’anno”.

Incoraggianti anche le presenze ai musei, che “testimoniano - continua Bovini - la sete di cultura del turismo che arriva a Montalcino e l’importanza di organizzare eventi capaci di rappresentare una novità, un’attrattiva in più e di fare la differenza con il passato”. Ieri, intanto, è stato definito il calendario del Treno Natura 2018 con sei appuntamenti che vedranno interessato il Comune di Montalcino (oltre ai tre di quest’anno: la Sagra del Tordo del 29 ottobre e la mostra-mercato del Tartufo Bianco a San Giovanni il 12 e il 19 novembre). In programma anche i lavori di riqualificazione della Fortezza, degli impianti sportivi e dell’area della Giostra di Simone a Montisi, il rifacimento del centro storico di Castelnuovo dell’Abate e delle mura di San Giovanni d’Asso.

“Il nostro è un turismo che dura 365 giorni all’anno - commentano dalla Pro Loco di Montalcino - e in aumento rispetto agli altri anni. Basta vedere i nostri musei civici e diocesani e gli ingressi all’ufficio turistico. Novembre forse è il punto un po’ più basso, ma poi cominciano le iniziative natalizie fino a Benvenuto Brunello”.

Ottime le voci che arrivano da San Giovanni d’Asso e Montisi, che tra albergatori e ristoratori fanno registrare il tutto esaurito tra italiani e stranieri, come francesi, inglesi e olandesi. “Sta andando bene - fa sapere alla Montalcinonews la Pro Loco di San Giovanni - abbiamo visto un incremento notevole da luglio in poi, specialmente nel mese di settembre. Tutti i fine settimana siamo al completo. Se ha influito il nostro nome legato a Montalcino? Sicuramente sì, anche se per il momento è troppo presto per dirlo. Delle agenzie estere, per esempio, non sapevano ancora della fusione. Una volta venuti a conoscenza, erano contentissimi”.

“Il nostro territorio deve viaggiare ad una velocità doppia rispetto al mondo che ci circonda - conclude Bovini, sempre sulle pagine del giornale senese - e noi abbiamo raccolto questa sfida, lavorando d’intesa con le due associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) e con tutte le realtà associative e produttive del territorio che sono la vera forza del nostro Comune”.

 

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