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Agriturismi in Toscana, visitatori in crescita

Una veduta panoramica di MontalcinoStagione ai livelli pre-covid nella campagna e nella montagna toscana dove sono tornati anche i turisti stranieri. Nelle strutture agrituristiche la loro presenza varia tra il 70% ed il 90% in questi mesi estivi. A dirlo sono Coldiretti Toscana e Terranostra che stimano insieme a presenze in crescita, rispetto alla scorsa stagione quando gli arrivi erano stati complessivamente tra luglio, agosto e settembre circa 260mila, un andamento molto incoraggiante. “Le aspettative della vigilia sono state ampiamente rispettate fino a qui – analizza Luca Serafini, Presidente Terranostra Toscana -. Gli ospiti stranieri, che erano mancati alle nostre strutture, ai nostri borghi e alle nostre città, sono tornati. Così come sono una bella conferma i nostri connazionali”. Risultati che premiano la leadership nazionale per l’accoglienza rurale: la Toscana è la regione con il maggior numero di agriturismi con 5.406 strutture, numeri posti letto (85mila) e piazzole (1.942) e la regione con il maggior numero di strutture condotte da donne con una quota del 20% sul totale pari a 1.734 attività. Ricordiamo che Montalcino fa parte dei 9 Comuni in Italia ad avere almeno 100 agriturismi. Un dato è emerso dal report “Le aziende agrituristiche in Italia”, firmato dall’Istat, dove viene fatto il punto sull’andamento del settore nel 2020.

Secondo l’indagine Coldiretti-Noto Sondaggi, dal quale si evidenzia che spesso l’agriturismo è scelto in abbinamento alla vacanza al mare o in montagna, durante l’estate oltre sette italiani su 10 (72%) andranno in agriturismo, per trascorrere le proprie vacanze o anche semplicemente per una gita nella giornata o per sedersi al tavolo e guastare specialità locali del territorio a chilometri zero. In testa alle motivazioni che spingono gli italiani in agriturismo, c’è la voglia di contatto con la natura, mentre al secondo posto, secondo Coldiretti Toscana e Terranostra, c’è l’enogastronomia con la possibilità di gustare ricette trasmesse da generazioni nelle campagne a base dei prodotti genuini del territorio. Molti agriturismi - precisano Coldiretti Toscana e Terranostra - si sono attrezzati per la giornata con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze d’indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di Campagna Amica. Al terzo posto tra le motivazioni c’è la voglia di relax nel verde lontano dalle mete più affollate, ma c’è anche qualcuno che ha paura del Covid e trova sicurezza nello stare in campagna e chi vuole fare attività sportiva.

“I nostri agriturismi sono campioni di accoglienza e servizi ma anche di cultura ed intrattenimento contadino con tantissime attività collaterali che spaziano dai corsi di cucina al trekking, dalla visita in cantina alle degustazioni fino alla presentazione di libri - spiega ancora Serafini -. Grazie alla legge sulla multifunzionalità sostenuta da Coldiretti oggi una struttura su due organizza e propone attività collaterali tra le più diverse che rappresentano un nuovo valore aggiunto nella scelta della vacanza da parte dei turisti. La dinamicità ha fatto la differenza in pandemia e la farà sempre di più in futuro. Le attività negli agriturismi avvengono all’aria aperta, in mezzo alla natura e questo è stato, ed è tutt’oggi, un enorme vantaggio. Le nostre campagne sono diventate teatri naturali per tante iniziative culturali, dove sono fiorite attività che fanno scoprire le strutture, il territorio, la buona cucina e le tradizioni ponendo sempre al centro il ruolo dell’uomo per la salvaguardia della natura e della biodiversità. Gli agriturismi sono scuole di vita contadina ma anche di cultura civile”.

Turismo, Montalcino in estate ha fatto il pienone

MontalcinoMeno statunitensi, inglesi, brasiliani, canadesi, australiani; più europei – tedeschi, belgi, olandesi - e soprattutto più italiani. Cambiano i fattori ma non il prodotto: il turismo a Montalcino torna dopo solo un anno agli stessi livelli pre-covid, un pieno regime nel borgo medievale e tra le aziende di vino della Val d’Orcia (patrimonio Unesco) da oltre 100mila presenze nei 4 mesi estivi e una ripresa sulle presenze 2020 che sfiora il +60%. Lo rileva – il primo giorno del trentesimo Benvenuto Brunello - il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che ha elaborato i dati provvisori del Servizio regionale di statistica sulle presenze giugno-settembre (escluse le locazioni) da cui emerge una autentica riscoperta della campagna toscana montalcinese da parte degli italiani. Un risultato, nel feudo del vino più conosciuto in Italia (fonte: sondaggio Wine Intelligence), in controtendenza rispetto alle presenze turistiche italiane dell’ultima estate, che accusano ancora, secondo Enit/Isnart, un gap importante rispetto ai numeri registrati nel 2019.

Nel complesso, in un’area enoturistica storicamente dominata dagli habitué statunitensi (in media rappresentavano il 20% delle presenze) oltre a tedeschi, inglesi e brasiliani le presenze italiane sono cresciute di circa l’80% rispetto al 2019. Diminuisce la babele di lingue nella mecca enoturistica che fino a due anni fa contava prenotazioni da oltre 60 nazioni - più o meno le stesse destinazioni principali dell’export di Brunello nel mondo – ma i numeri restano gli stessi. “Registriamo – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – un effetto sostituzione che ci ha riportato esattamente in linea con il 2019. Oggi – ha aggiunto Bindocci - siamo riusciti a farci riscoprire dai turisti italiani e dagli europei più vicini, quelli che spesso danno per scontate le ricchezze che abbiamo nei territori rurali italiani; domani, quando torneranno anche dal resto del mondo, dovremo organizzarci per far posto a tutti, come è già successo prima della pandemia con i wine lover raddoppiati negli ultimi 10 anni”.

Un effetto sostituzione che questa estate ha visto i veneti prendere il posto dei brasiliani, i lombardi (+135%) degli statunitensi, i piemontesi – ma anche i romani, i marchigiani, i campani, i pugliesi - al posto di canadesi, australiani e danesi. Bene, nel complesso, anche gli arrivi dalla vecchia Europa, con la Germania che cresce del 10% e spodesta in testa alla classifica degli arrivi gli Stati Uniti, dimezzati dalle restrizioni ma non del tutto annullati, con circa 9mila presenze. Importante anche la crescita di Belgio e Paesi Bassi (attorno a +30%), come della Svizzera, dell’Austria e dell’emergente Polonia, tutte con incrementi attorno al 60%. Segno positivo anche per la Francia (+13%), ma nel piccolo eno-comune (6mila abitanti) tra i più conosciuti al mondo e con una densità di 1 struttura ricettiva ogni 35 abitanti le facce nuove si riconoscono soprattutto in quelle arrivate dalla Lombardia, che ha quasi triplicato le presenze (circa 14mila), in quelle del Veneto, raddoppiate, ma anche da Lazio (+31%), Emilia-Romagna (+75%), Piemonte (150%).

In generale, rispetto al 2019, a una crescita di quasi l’80% degli italiani fa da contraltare la decrescita del 30% nel numero degli stranieri, sebbene nel confronto con l’estate 2020 l’incremento sia stato di oltre il 150%.

Tra alberghi, agriturismi e strutture di accoglienza, sono 92 i complessi ricettivi a Montalcino cui giocano un ruolo fondamentale le aziende vinicole. A questi si aggiungono oltre 50 tra ristoranti e locali con attività di somministrazione e il nuovo Tempio del Brunello, un museo interattivo realizzato nel complesso di Sant’Agostino da Opera Laboratori in collaborazione con il Consorzio del vino. Benvenuto Brunello (19-29 novembre), che svelerà le nuove annate del principe dei vini toscani e del Rosso di Montalcino, festeggia quest’anno la 30ma edizione. Si inizia con la stampa nazionale e internazionale, l’anteprima proseguirà nei giorni successivi con i sommelier dell’alta ristorazione, i Master of wine, i blogger i winelover e altri. Complici le ultime 2 super-annate in commercio, Il mercato del Brunello vive uno dei migliori periodi della sua storia.

INFOGRAFICA ESTATE 2021: +80% TURISTI ITALIANI SU 2019OLTRE 100MILA LE PRESENZE 2019 E 2021

TOP CRESCITE ITALIA: LOMBARDIA +135%, VENETO +200% PIEMONTE +150% (’21 VS ’19)

TOP CRESCITE ESTERI: SVIZZERA E AUSTRIA (65%) POLONIA (55%) BELGIO E PAESI BASSI (+30) (’21 VS ’19)

TOP PROVENIENZE (2021): GERMANIA, LOMBARDIA, USA, LAZIO, VENETO

TOP PROVENIENZE (2019): USA, GERMANIA, LOMBARDIA, REGNO UNITO, BRASILE

Montalcino, su Booking fa il "pienone"

La torre del Palazzo Comunale di MontalcinoUn fine settimana, quello di Ferragosto, con il pienone a Montalcino. Se si vede a colpo d'occhio, basta fare un giro per notare tanta gente a passeggio e le auto nei parcheggi, ce lo ha confermato ieri anche Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Siena intervistata dalla Montalcinonews. Stamattina abbiamo fatto un "giro" su Booking dove cercando una camera per due adulti per due notti (sabato 14 e domenica 15 agosto) a Montalcino il risultato è che il 99% delle strutture sul sito della nota piattaforma non è disponibile. Un toccasana per agriturismi, alberghi, ristoranti, bar, enoteche e negozi che sicuramente fa piacere a tutti. Il turismo, dunque, è ripartito. E sarà un fine settimana "bollente" con temperature altissime. Abbiamo sentito gli esperti di Meteo Siena 24 per un aggiornamento: per Ferragosto le temperature minime a Montalcino saranno di 22-23 gradi mentre le massime toccheranno i 35-36. Ma domani, sabato 14 agosto, si potrebbe arrivare addirittura a 37 gradi. "Lucifero", dunque, si fa sentire e il consiglio, soprattutto per gli anziani, e di non uscire nelle ore più calde del giorno, bere acqua e non fare sforzi eccessivi. Buon Ferragosto a tutti!

Turismo, il mese di agosto sorride a Montalcino

MontalcinoL'estate arriva al proprio culmine con il weekend di Ferragosto. Le temperature bollenti la fanno da padrone anche a Montalcino dove si nota, e questo non può che far piacere, un bel flusso di turisti tanto nel centro storico che negli agriturismi in mezzo alla natura. Bar e ristoranti stanno lavorando così come le strutture ricettive. Risultati che ci volevano anche perché nei prossimi mesi tutto dipenderà dall'andamento della pandemia e in particolare delle varianti. Ne abbiamo parlato con Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Siena. “C'è un bel pieno a Montalcino come da tradizione nel mese di agosto. E questo è sicuramente positivo, è stato fatto un ottimo lavoro e i vari comparti ne hanno tratto beneficio, dall'accoglienza all'enogastronomia, settori dove le interazioni sono fondamentali. Cosa dobbiamo aspettarci per settembre? Previsioni non si possono fare, purtroppo ci sono delle variabili incontrollabili, parlo delle varianti Covid, che non permettono di ipotizzare lo scenario futuro. Ad oggi non ci sono timori, dopo si vedrà. Montalcino ha sempre avuto un grande feeling con il turista americano che questa estate è stato “sostituito” con i visitatori tedeschi e nord europei. Esorto i nostri associati a lavorare sugli italiani ed i francesi e, in generale, a puntare su un turismo di livello elevato come già comunque viene fatto. Sono state compiute operazioni importanti - conclude Lezzi - ed il Tempio del Brunello è sicuramente una di queste”. C'è un dato interessante da sottolineare sul turismo: una ricerca di Irpet sul mercato del lavoro in Toscana nel primo semestre 2021 ha aggregato i sistemi locali del lavoro per tipo di specializzazione prevalente. Montalcino è in quello agrituristico dove si legge che i dipendenti nel trimestre aprile-giugno 2021 sono 4.416, +4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Numeri lontani dal 2019 pre-pandemia (-5,6%) ma che mostrano una ripresa che lascia ben sperare come già si è notato in questa estate.

I "cipressini" e il turismo selvaggio: ma le sanzioni?

Macchine parcheggiate lungo la stradaFa sicuramente piacere vedere che tanti turisti vengono in Valdorcia e la scelgono per il suo splendore e la sua ospitalità. Dopo i duri mesi di lockdown la ripresa degli arrivi è senza alcun dubbio un toccasana per le strutture ricettive e gli esercizi commerciali. E, come abbiamo scritto proprio pochi giorni fa, Montalcino è uno dei posti dove i flussi turistici sono ripartiti in modo importante. Ci fa anche allo stesso modo piacere che tutte le bellezze della Valdorcia siano fotografate con passione e costanza, rappresentano infatti uno “spot”, al ritorno a casa o nell'immediato sui social, perché in grado di attirare nuovi visitatori. Quello che però non ci piace, e non è una novità, lo abbiamo riportato anche in passato, è certi tipi di comportamenti. Non si può vedere sulla Cassia (strada dove già generalmente gli automobilisti non vanno “pianissimo”) persone a bordo strada che fotografano tranquillamente i famosi “cipressini” e il loro panorama (lungo il tratto che collega i territori di Montalcino e San Quirico d'Orcia) oppure imbattersi in una colonna di macchine parcheggiate ai lati, che poi si rimettono in moto generando un altro potenziale pericolo, come se uno dovesse scendere per prendere un caffè o una rivista in piazza.

La pericolosità di questi comportamenti è davvero molto elevata e sembra quasi un miracolo che ancora non sia successo nulla. Ma dove la gente non ci arriva con le proprie azioni, occorrerebbe che forse lo facessero, con maggiore energia, i controlli: perché si sa, quando scattano le multe salate con una certa costanza, la voce gira e magari c'è chi ci penserà due volte prima di parcheggiare dove non si dovrebbe, attraversare la carreggiata come se fosse una strada vicinale e stare lì per minuti e minuti vicino alla striscia bianca laterale a fare foto come se tutto fosse normale. E invece non lo è, niente di questo si può fare in quel punto. Risolvere questo problema, lo capiamo, non è semplice e non si fa in due minuti. Ma il problema esiste da tempo e ancora siamo lì. Al punto di partenza.

(Fotogallery su Facebook).

 

Montalcino, il turismo riparte con forza

Foto di Giuseppe SanfilippoGli italiani scelgono Montalcino e il turismo, nel mese di agosto, torna ad avere numeri addirittura superiori rispetto a quelli di un anno fa quando il Covid-19 era un fenomeno ancora sconosciuto. Un'estate che per il nostro territorio, che paga le assenze dei turisti stranieri, soprattutto gli americani, è stata all'insegna della rinascita e della ripartenza. Il messaggio vincente della bellezza dei borghi, di una qualità enogastronomica unica, dal Brunello all'olio extravergine di oliva, dallo zafferano al miele, dal tartufo ai formaggi; dei panorami mozzafiato, del relax e degli spazi aperti a contatto con la natura, si è rilevata vincente. L'impressione avuta nei mesi precedenti è diventata una certezza coi numeri pubblicati dal Comune di Siena relativi ai flussi turistici (da gennaio ad agosto, dati provvisori). Un inizio “sprint” per Montalcino che già nei primi due mesi dell'anno aveva superato gli arrivi e le presenze di un anno fa, e ciò tanto per i visitatori italiani che per quelli stranieri. Marzo è stato il mese del Covid-19 e quindi, inevitabilmente, del blocco del turismo che è proseguito fino (in parte) a giugno, mese che segna la fine della scuola. Da luglio, con le vacanze in calendario, è partita la “riscossa”: gli arrivi degli italiani hanno avuto un'impennata notevole rispetto a dodici mesi fa (+71,09% negli alberghi, +51,84% nelle strutture alberghiere) e addirittura ad agosto si è registrato un vero e proprio boom (+168,24% negli alberghi, + 52,99 nell'extralberghiero) tanto che, nonostante il calo in doppia cifra del turismo straniero, questo mese è stato addirittura (+0,03%) complessivamente migliore rispetto ad un anno fa. Un incremento che ha riguardato anche le presenze dove, sempre per quanto riguarda gli italiani, a luglio sono aumentate del 62,11%, ad agosto addirittura del 181,43% (negli alberghi). Un trend seguito anche dall'extralberghiero con un +51,84% a luglio e un +52,99% ad agosto.

Di certo la presenza particolarmente ridotta del turismo estero ha pesato molto nel bilancio complessivo, basti pensare che gli arrivi internazionali hanno registrato nei primi otto mesi del 2020 un calo dell'84,38% mentre le presenze sono scese dell'80,96%. Una statistica che ha un certo peso anche nelle entrate dell'imposta di soggiorno. Il dato complessivo di Montalcino è migliore della media provinciale e ad agosto in Valdorcia è il Comune con la performance più brillante come si nota incrociando i numeri di alberghiero ed extralberghiero, per un totale addirittura migliore rispetto ad un anno fa. Un segnale che dimostra come il territorio abbia lavorato bene e che fa pensare come al momento di informarsi per pianificare un viaggio, il turista abbia trovato in Montalcino quello che cercava per la vacanza dei propri desideri. L'Italia riscopre Montalcino e questa è una bella notizia in attesa che gli amici stranieri possano tornare di nuovo a godersi i nostri borghi nel cuore della Valdorcia patrimonio Unesco. Ma è anche la dimostrazione come il turismo del vino abbia avuto un impatto decisivo nelle preferenze del turista. “Ne eravamo consapevoli - dichiara Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - è l'enoturismo che ha trascinato il turismo domestico insieme alla bontà del nostro paesaggio, della Valdorcia e di un territorio carbon free che il visitatore ha riscoperto. Il turismo di vicinanza è una risorsa, abbiamo intorno a noi una bellezza che tutti ci invidiano. Ci auguriamo, ma ne siamo convinti, che presto chi è venuto qui questa estate in vacanza tornerà a trovarci”.

“Ci risultano un 20-25% in più di pernottamenti ad agosto - commenta il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli - in prevalenza italiani, europei e tantissimi giovani. Sicuramente questo è un segnale positivo, la campagna lanciata per attrarre un turismo di qualità ha funzionato grazie anche ad un territorio che fa della biodiversità e della sicurezza sanitaria due punti di forza”.

(Foto di Giuseppe Sanfilippo)

L'estate nera del turismo in Toscana

Mare e relax (Pixabay)Il mercato turistico alberghiero, secondo il centro studi di Federalberghi, ha fatto registrare nel mese di giugno 2020 un calo di presenze dell’ 80,6% rispetto all’anno precedente. I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (- 67,2%). Le prospettive annuali non sono rassicuranti: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (-68,7% rispetto al 2018) con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69%). Da non sottovalutare le ripercussioni sul mercato del lavoro: a giugno sono andati persi 110.000 posti di lavoro stagionali e temporanei (-58,4%) e per i mesi estivi si teme, si legge sempre in una nota di Federalberghi Toscana, una perdita di ulteriori 140.000 posti di lavoro. Sono questi gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sul settore turistico, che rischia di pagare il conto più caro della crisi economica. Anche in Toscana a giugno è stato registrato un crollo generalizzato, in linea con le analisi nazionali. Per il mese di luglio, le previsioni sono ugualmente negative soprattutto per le città d’arte come Firenze, con un calo del 70% con valori riferibili a neppure la metà delle strutture riaperte, e Siena, che registra mancate riaperture dell’80% delle strutture alberghiere. Il 24 giugno il Centro Studi Turistici ha pubblicato delle previsioni ricavate da un campione di 560 questionari (ad operatori del settore ricettivo) analizzate per Confesercenti Toscana,. Nella nostra regione è previsto un calo della domanda del 26,3%: -8,4% per gli italiani e -43,8% per gli stranieri. In valori assoluti, si tratta di 1,4 milioni di turisti in meno e di ben 6,2 milioni di pernottamenti persi. Un trend negativo che riguarderebbe tanto la campagna (-40,9%) le terme (-40,5%), le città d’arte (-35,9%), la montagna (-24,3%) e il balneare (-15,4%). In netto ribasso anche l’offerta turistica toscana: l’11,3% delle attività ha detto che non riaprirà in estate, lo 0,7% ha intenzione di cessare l’attività (1.600 strutture per 180.000 posti letto in meno). Secondo le stime di Cst Firenze nei primi cinque mesi dell’anno le strutture ricettive hanno perso circa 1,5 milioni di turisti per oltre 8 milioni di pernottamenti, il 17% delle presenze totali rilevate lo scorso anno.

“Dobbiamo far innamorare di nuova della Toscana”

Montenero d’OrciaRilanciare l’immagine della Toscana e dell’Italia per ripartire. Come? Con tanto lavoro e strategie coordinate perché per il turismo si apre una nuova pagina. “Dobbiamo far innamorare di nuova della Toscana, riconquistare la fiducia dei nostri ospiti. Tanti gli argomenti trattati ieri nel seminario dedicato alle imprese che lavorano nel settore turistico, con proposte e progetti lanciati nel webinar “Turismo: come cambia l’ospitalità. Il modello Toscana nella fase post-Covid” di Primavera d’Impresa, l’iniziativa regionale dedicata alle piccole e medie imprese toscane che innovano, promossa e organizzata dalla cooperativa Crisis. “Per anni è stato quasi tutto scontato, li abbiamo accolti nel giusto modo, ma non offrendo sempre esperienze e personalizzazione”. Vito Mollica, chef del Four Seasons Firenze, vede così la ripartenza. “Ora dobbiamo formare il nostro personale per diventare più bravi di prima, abbiamo tutte le capacità per accogliere bene ed essere unici”. Sono intervenuti: il consigliere regionale e presidente della Commissione Costa, Antonio Mazzeo; il direttore di Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo; la direttrice Destination Florence Convention & Visitors Bureau, Carlotta Ferrari; Vito Mollica, chef Four Seasons Firenze e Camilla Carrega Bertolini, consulente in strategie di sviluppo per l’enoturismo. Ha moderato Cristina Nati, presidente Crisis. In queste settimane molte imprese hanno lavorato su più fronti per diversificare le offerte. “Puntare sulla fidelizzazione dei clienti - spiega Carrega Bertolini - diventa fondamentale nelle situazioni di emergenza. Abbiamo costruito piattaforme online per nuove esperienze di consumo, ma siamo consapevoli che il virtuale non potrà mai sostituire il reale. In questa fase piena di incertezze se lavoriamo bene a livello virtuale, domani potremmo offrire esperienze con un valore aggiunto maggiore. E’ necessario però rilanciare l’immagine del Paese che in questi mesi è stata danneggiata”.

“L’industria dell’incontro”, come l’ha definita Carlotta Ferrari, ha subito uno stop forzato in ogni comparto, anche nel congressuale. “Un duro colpo, anche perché il settore ha una lunga filiera, con un impatto forte sul territorio. Da settembre, con tutte le incognite del caso, gli eventi ripartiranno. Siamo fiduciosi e pronti, ma dobbiamo avere informazioni certe”. In generale, allargando il campo ad ogni comparto turistico “è indubbio che partendo da qui dobbiamo lavorare per una migliore gestione dei flussi e per una convivenza migliore tra residenti e turisti. L’offerta dovrà cambiare, essere più ampia e qualificata”

Gli strumenti per il rilancio sono stati messi in campo dalla Regione Toscana attraverso Toscana Promozione Turistica con la prossima campagna di promozione. Il messaggio da lanciare lo spiega il direttore Palumbo: “La Toscana si prende cura dei propri ospiti, è un luogo per rigenerarsi anche psicologicamente e risponde ai bisogni profondi delle persone. E’ nostro compito comunicare in maniera efficace questo messaggio di sicurezza, di cura, non solo dal punto di vista sanitario, ma come accoglienza”. Sono stati predisposti strumenti condivisi, come la campagna promozionale in open source, una call destinata a tutti gli operatori per presentare in maniera coordinata le offerte e strategie di co-marketing con le linee aeree.

“Tenere insieme salute e sviluppo è complicato - ha aggiunto il consigliere Mazzeo - ma è nostro compito creare le condizioni per ripartire e ricostruire la domanda. L'obiettivo deve essere fare della nostra regione un modello virtuoso delle '3s' che saranno alla base del turismo dei prossimi mesi: salute, sicurezza, spazi. Mi piacerebbe che la Toscana diventasse, sempre più, una vera e propria 'terra della salute' in grado di valorizzare e unire qualità della vita, ambiente, natura, bellezze paesaggistiche, storia, cultura e servizi” Il webinar è disponibile sulla pagina Facebook di Primavera d’Impresa.

Imu, Cosap, Tari, Imposta di soggiorno: le novità

Montalcino, Piazza del PopoloUn pacchetto di interventi a sostegno del tessuto economico con particolare riferimento alle imprese e attività del turismo e più in generale delle attività che sono state chiuse o che ancora non possono riaprire a causa dell’emergenza del virus Covid-19; con uno sguardo già proiettato alla programmazione turistica dei prossimi mesi e anni. E’ quanto deciso all’unanimità dai sindaci dei comuni del Parco artistico naturale e culturale della Val d’Orcia (Claudio Galletti Castiglione d’Orcia, Silvio Franceschelli Montalcino, Manolo Garosi Pienza, Danilo Maramai San Quirico d’Orcia, Francesco Fabbrizzi Radicofani) per quanto riguarda l’applicazione di alcune imposte di competenza comunale. “Esprimiamo forte preoccupazione rispetto al drammatico momento che stanno vivendo le nostre aziende con forti perdite sui redditi dell'anno in corso e con il rischio che molte potrebbero addirittura non riaprire - spiegano i sindaci - Vogliamo con convinzione, trovando anche forme di confronto con gli imprenditori del settore, provare ad adeguare l'offerta turistica alla nuova realtà, al fatto che il turismo internazionale sarà difficile che possa ripartire nei prossimi mesi, per puntare ad un turismo più di prossimità. Siamo disponibili a riorganizzare l’offerta turistica con l’obiettivo di aiutare le nostre attività. Sarà ancora importante puntare sulle nostre bellezze del territorio, sugli aspetti ambientali, culturali delle nostre città d'arte e i nostri borghi carichi di storia. Punteremo su eventi anche piccoli ma diffusi su tutti comuni e con una promozione, attraverso il supporto di Regione Toscana e Toscana Promozione, per rilanciare una visione di insieme dei comuni del Parco della Val d'Orcia. Occorrerà essere pronti non appena il turismo darà i primi segnali di ripresa affinché gli operatori del settore possano trovare nelle istituzioni delle proposte di promozione nuove e già pronte per il 2021”.

Focus - I provvedimenti annunciati dai comuni del Parco della Val d'Orcia

Tari (tassa sui rifiuti) - "Ad oggi nessun comune della Val d'Orcia ha emesso ruoli di pagamento, ed è stato deciso di prorogare ad agosto-settembre 2020 la prima rata di pagamento, prevedendo, in base ai provvedimenti governativi e delle autorità preposte, le riduzioni della tassa stessa in attesa delle decisioni in merito dagli organi legislativi".

Cosap (Suolo pubblico) - "Tutte le imprese di pubblico esercizio sono esonerate dal pagamento fino al 31 ottobre 2020. Sulla base dell’andamento della situazione emergenziale, per l’anno 2020, è in previsione una sua riduzione".

Imu - "Esenzioni dal versamento della prima rata dell’Imu in scadenza il 16 giugno sono state previste dal decreto emanato dal Governo. Nel ricordare che le scadenze sono previste da legge nazionale e non è facoltà dei Comuni intervenire, auspichiamo e l’Anci lo ha già chiesto al Governo, che sia concessa la possibilità di riduzione per l’anno 2020 per i locali di proprietà e per l'esercizio dell'attività dell’azienda".

Imposta di soggiorno - "Per quanto attiene all'imposta di soggiorno che pagano i turisti sulla base dei pernottamenti, ad oggi, in questo secondo trimestre, nessuna attività deve pagare nulla per la situazione drammatica della pandemia in corso e quindi per la conseguente mancanza di turisti. E’ stato comunque deciso che il versamento del secondo trimestre sarà prorogato accorpandolo alla rata di ottobre 2020".

Turismo di prossimità, riscopriamo Montalcino

Foto di Andrea BruschettiniCome cambierà il turismo, perlomeno quello di questa estate? Previsioni a lunga scadenza non è facile farle ma in un breve raggio sì e allora ciò che si sta delineando è un turismo di prossimità. Sarà anche una occasione, per noi stessi, di riscoprire il territorio. Perché, vuoi il tempo che manca, vuoi la voglia di visitare posti nuovi, non tutti conoscono le nostre bellezze. E un assaggio lo abbiamo visto in questi giorni con le strade di campagna e secondarie che si sono ripopolate di ciclisti, podisti e amanti delle passeggiate. Un “aperitivo salutare” al tramonto che ci fa sta facendo ricordare, semmai ce ne fosse bisogno, di come siamo fortunati a vivere in un territorio così bello. Sarà un'estate anomala, lo sappiamo, ma allora perché non approfittarne per una bella passeggiata sulla Francigena, sui sentieri di Castelnuovo dell'Abate, una visita al museo o alle nostre chiese? Per gli sportivi poi le occasioni non mancano, basti pensare al percorso permanente de L’Eroica che tocca luoghi che il mondo intero invidia all’Italia in grado di regalare emozioni per ogni tipo di ciclista. Un esempio? Percorrendo Castiglion del Bosco, uno dei tratti di strada bianca più impegnativi divenuto celebre grazie alla mitica tappa del Giro d’Italia 2010, ecco mostrarsi le inconfondibili e panoramiche colline dove nasce il Brunello di Montalcino. Bellezze che possono dare una spinta anche a livello generale quando il turismo ripartirà. Fare squadra, sinergia, anche a livello di zona Valdorcia, potrebbe essere un modo interessante per ridare slancio ai nostri gioielli che sono paesaggistici, enogastronomici e culturali. Mai come adesso serve, sempre di più, un lavoro di unione e di progetto, idee chiare e programmazione immediata. Montalcino, per la sua storia e per ciò che propone, parte in vantaggio rispetto ad altri. Un “tesoretto” che non va disperso.

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