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La Val d’Orcia nell’articolo di Internazionale

MontalcinoNon ha certamente lasciato indifferenti e probabilmente se ne continuerà a parlare per molto tempo. Il riferimento è all'articolo pubblicato su Internazionale (si può leggere qui (https://www.internazionale.it/essenziale/notizie/alessandro-calvi/2023/06/23/val-d-orcia-turismo-di-massa ) dal titolo "La Val d'Orcia si sta trasformando in un villaggio turistico" a firma di Alessandro Calvi, giornalista con una lunga esperienza e collaborazioni con diversi giornali italiani. Nell'articolo ci sono interviste, tanti spunti e riflessioni. Ma anche alcuni allarmi lanciati, ad iniziare da quanto si legge nel sottotitolo riassuntivo: "insieme al turismo di massa nella valle toscana sono arrivati i grandi investitori, che non hanno legami con le tradizioni e l’agricoltura del posto. Se i residenti se ne andranno, il paesaggio di queste campagne è destinato a scomparire". Nel lungo articolo si parla di Valdorcia, anche di Montalcino, e di un territorio che cambia. Aspetti approfonditi anche da noi in passato, argomenti che a volte ci sembrano persino essere recepiti come un po' scomodi quando si fanno le interviste che, ricordiamo, fanno parte di questo mestiere. Allo stesso tempo va comunque ricordata l'importanza, economica ed a livelli occupazionali, del turismo che oltre a portare dei cambiamenti ha generato anche benessere in una zona dove i collegamenti sono lontani (pensate alla distanza che c'è per prendere l'autostrada o un treno ad alta velocità) e con non molte prospettive per i giovani.

Ma torniamo all'articolo di Calvi, ne riportiamo qui alcuni estratti ma vi consigliamo di leggere comunque il pezzo integrale al link che abbiamo pubblicato sopra. "Il nuovo turismo post pandemia sembra infatti avere un rapporto distratto e, per così dire, molto rapido col territorio. Che mostra adesso evidenti segni di logoramento. Lo schema pare ricalcare quello ormai noto: i servizi per i turisti sostituiscono le attività necessarie per la vita dei residenti, e i centri abitati finiscono per trasfigurarsi in prodotti da vendere, anche favorendo la diffusione di un’immagine di sé decisamente stereotipata". Così scrive Calvi che aggiunge "basta vedere i ristoranti che da queste parti stanno prendendo il posto delle vecchie osterie, o quelli che modificano aspetto e menu per corrispondere alle aspettative dei turisti, più che alle esigenze dei residenti. Finendo però per trasformarsi in una specie di caricatura della toscanità". Le attività commerciali per i residenti si contano sulle dita di una mano, Calvi cita Pienza dove "nel centro ormai ci sono soprattutto botteghe che vendono il noto pecorino locale, qualche negozio di souvenir e di antiquariato, e poi ancora e ovunque formaggio. E naturalmente ristoranti. Solo la farmacia e il bar tabacchi sembrano destinati a chi a Pienza ci vive". Calvi dice che "qualcosa di simile è accaduto anche a Montalcino. Qui il protagonista è il Brunello, tra i vini italiani più importanti, e che da solo muove l’economia di una parte pregiata della valle. Pienza e Montalcino però fino alla pandemia erano l’eccezione, mentre il resto della Val d’Orcia non era stato granché toccato dal fenomeno che ora invece comincia a dilagare perfino nelle campagne, oltre che nei paesi. Per esempio a San Quirico, che è sempre stato un paese vivo, abitato e non messo in scena, e che adesso mostra molte avvisaglie di pientizzazione. Non senza conseguenze". Nell'articolo si legge che "ogni cosa diventa intrattenimento, con la Val d’Orcia costretta a farsi scena e luogo comune, consumando così - nella speranza di un arricchimento economico - la propria identità culturale, il paesaggio e la sua stessa storia".

Ormai chi viene in Valdorcia lo fa “per percorrere rapidamente una specie di circuito, consolidatosi con la condivisione di foto e notizie sui social network, e costruito su 4 o 5 luoghi diventati ormai delle vere star. È il caso del famoso boschetto di cipressi tra San Quirico d’Orcia e Montalcino (di cui vi abbiamo parlato spesso, tra disagi causate dalle macchine parcheggiate ovunque e turisti in mezzo alla strada, ndr), ma anche di Poggio Covili con il suo scenografico doppio filare di cipressi, o di un vecchio edificio utilizzato anch’esso nel film con Russell Crowe, e per questo ormai noto come la casa del gladiatore”. Ma “qualcosa di simile accade perfino con il cibo, massimo vanto di questo paese e qui rappresentato sempre più dal solito tagliere di salumi e formaggi, oramai piatto unico di una tradizione toscana immaginaria. Ma forse ai turisti non importa più davvero cosa mangiano. Ciò che conta è l’illusione dell’esserci, e aggiungere un’altra foto alla propria collezione. Così da poter dire: “Anch’io””.

Si parla nell’articolo, con le dichiarazioni degli operatori del settore, delle difficoltà del grano e della pastorizia, l'autore scrive che "cambiano i colori, cambia l’aspetto della campagna, cambiano i ritmi del lavoro, e forse sono cambiate anche le ragioni stesse per cui queste campagne si erano meritate la tutela dell’Unesco. Tuttavia c’è chi prova a resistere".

Val d’Orcia destinazione più ospitale d’Italia

La La Val d’Orcia nei luoghi da visitare di Wine EnthusiastVal d’Orcia è la destinazione più ospitale d’Italia. Il riconoscimento è arrivato al TTG Travel Experience di Rimini, la più importante fiera italiana del turismo B2B. “Un premio - commenta il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - che incorona la competenza e la passione di operatori che sanno offrire ai loro ospiti esperienze di gusto e di bellezza permettendo che riportino a casa emozioni uniche e indelebili: è così che si fa promozione”. “Per la Val d’Orcia, terra d’incanto e di prodotti di portata internazionale - aggiunge l’assessore regionale all’economia e al turismo Leonardo Marras - mi associo ai complimenti agli operatori turistici che hanno saputo esaltare al massimo l’accoglienza, il calore e l’eleganza semplice proprie dello stile toscano”.

“La Val d’Orcia in questi anni si è ritagliata il ruolo di vetrina della Toscana - sottolinea Claudio Galletti, sindaco di Castiglione d’Orcia che è il comune capofila dell’ambito turistico Val d’Orcia, di cui fa parte anche Montalcino - il grande sforzo che hanno fatto gli operatori nell’ultimo decennio, insieme al ruolo delle istituzioni, è stato ripagato dai numeri delle presenze, cresciuti molto più della media regionale, e dal riscontro internazionale che il territorio ha ottenuto. Questo riconoscimento è per noi motivo di grande soddisfazione e frutto anche dei progetti condivisi che abbiamo portato avanti grazie agli input della legge regionale sul turismo. Grazie a nome dell’ambito, da oggi abbiamo una motivazione in più per proseguire sulla strada tracciata”.

A conferire il premio alla Val d’Orcia è stata Italia Destinazione Digitale, riconoscimento ideato da The Data Appeal Company per restituire ai territori un risultato concreto del monitoraggio e dell’analisi dei big data. La Toscana riceve un’altra bella notizia, con Vetrina Toscana quale miglior progetto di marketing a livello nazionale.

S.Giovanni d'Asso nel cammino vie Etrusche

San Giovanni d'AssoUn progetto di turismo lento presentato dai Comuni alla Regione Toscana. Si chiama “Il cammino d’Etruria Centro”, collega Volterra a Chiusi attraversando quindici comuni che si sono uniti per proporre un percorso di eccellenza “in Etruria”. Tra i comuni che hanno aderito al progetto c'è anche Montalcino. Si tratta di un cammino di oltre 220 km che con l’itinerario gemello Pisa-Volterra andrà ad inserirsi fra i cammini più interessanti d’Europa. Grazie al bando regionale per la concessione di contributi a sostegno degli investimenti per l’infrastrutturazione degli itinerari etruschi in Toscana, di cui al progetto interregionale “in Etruria”, le terre di Toscana possono riscoprire le loro radici etrusche attraverso un nuovo modo di fruizione dei territori: i percorsi lenti a piedi. Con la finalità della valorizzazione delle aree interne, non sempre favorite dai flussi turistici, i Comuni si sono così uniti per presentare alla Regione Toscana un progetto che punta alla scoperta e riscoperta delle terre d’Etruria. Così è stato ideato “Il cammino d’Etruria”, due itinerari gemelli che insieme si snodano per più di 400 km: uno che va da Pisa a Volterra e l'altro (che interessa Montalcino) da Volterra a Chiusi. Il cammino, spiega una nota, punta a ribaltare il concetto di “turismo di massa” indirizzando il turista e il visitatore verso i borghi più piccoli, posti storici e dalla forte identità, dove, oggi più che mai, si trova la qualità della vita. La richiesta di contributo avanzata alla Regione Toscana, contestualmente alla presentazione del progetto, impegna tutti Comuni aderenti al cofinanziamento del progetto con stanziamenti di quote parti per la realizzazione dei vari interventi.

“Il cammino d’Etruria Centro”, di cui il Comune di Chianciano Terme è capofila, è nato a seguito dell’incontro avuto nel mese di febbraio a Chianciano con i Comuni interessati dall’idea di Gianfranco Bracci, guida ambientale, già ideatore di viaggi lenti a piedi e corrispondente della rivista “Camminare”. “La nostra missione, una volta approvato il progetto a livello regionale, sarà far conoscere i territori dei Comuni che hanno aderito - afferma il mentore Gianfranco Bracci -.Tutti gli indicatori, dopo questo periodo difficile sotto vari profili, sanitario ed economico, prevedono che si ripartirà proprio così: camminando lentamente”.

Il percorso da Volterra a Chiusi (220 km) tra le terre degli antichi Etruschi, è stato realizzato per valorizzare il patrimonio storico e naturalistico, attraverso il turismo lento a piedi o in mountain bike. Sono 12 le tappe individuate per ammirare una serie di paesaggi toscani tra i più famosi nel mondo: dalle colline del Volterrano e la foresta di Berignone-Tatti, alla Riserva di Pietraporciana al sito di interesse comunitario come la Montagnola Senese, fino alle magnifiche Val d’Orcia, Val di Merse, le Crete Senesi e la Val di Chiana. “C'è anche Montalcino - spiega l'assessore Christian Bovini - il nostro territorio è uno snodo fondamentale per le antiche vie etrusche. Siamo in una fase preliminare adesso, noi siamo interessati con la parte nord-ovest quindi con la zona di San Giovanni d'Asso”.

I "cipressini" e il turismo selvaggio: ma le sanzioni?

Macchine parcheggiate lungo la stradaFa sicuramente piacere vedere che tanti turisti vengono in Valdorcia e la scelgono per il suo splendore e la sua ospitalità. Dopo i duri mesi di lockdown la ripresa degli arrivi è senza alcun dubbio un toccasana per le strutture ricettive e gli esercizi commerciali. E, come abbiamo scritto proprio pochi giorni fa, Montalcino è uno dei posti dove i flussi turistici sono ripartiti in modo importante. Ci fa anche allo stesso modo piacere che tutte le bellezze della Valdorcia siano fotografate con passione e costanza, rappresentano infatti uno “spot”, al ritorno a casa o nell'immediato sui social, perché in grado di attirare nuovi visitatori. Quello che però non ci piace, e non è una novità, lo abbiamo riportato anche in passato, è certi tipi di comportamenti. Non si può vedere sulla Cassia (strada dove già generalmente gli automobilisti non vanno “pianissimo”) persone a bordo strada che fotografano tranquillamente i famosi “cipressini” e il loro panorama (lungo il tratto che collega i territori di Montalcino e San Quirico d'Orcia) oppure imbattersi in una colonna di macchine parcheggiate ai lati, che poi si rimettono in moto generando un altro potenziale pericolo, come se uno dovesse scendere per prendere un caffè o una rivista in piazza.

La pericolosità di questi comportamenti è davvero molto elevata e sembra quasi un miracolo che ancora non sia successo nulla. Ma dove la gente non ci arriva con le proprie azioni, occorrerebbe che forse lo facessero, con maggiore energia, i controlli: perché si sa, quando scattano le multe salate con una certa costanza, la voce gira e magari c'è chi ci penserà due volte prima di parcheggiare dove non si dovrebbe, attraversare la carreggiata come se fosse una strada vicinale e stare lì per minuti e minuti vicino alla striscia bianca laterale a fare foto come se tutto fosse normale. E invece non lo è, niente di questo si può fare in quel punto. Risolvere questo problema, lo capiamo, non è semplice e non si fa in due minuti. Ma il problema esiste da tempo e ancora siamo lì. Al punto di partenza.

(Fotogallery su Facebook).

 

La app che esplora i percorsi della Valdorcia

Una veduta panoramica di MontalcinoLo scorso weekend è stata presentata a Pienza “Virtual Destination Italy”, l'app che racconta la Val d'Orcia e i suoi cinque comuni (Montalcino, Pienza, Castiglione d'Orcia, San Quirico d'Orcia e Radicofani). La Valdorcia, patrimonio Unesco, è stata scelta come territorio-pilota per la sperimentazione di una nuova piattaforma digitale riguardante il settore del turismo culturale, enogastronomico e paesaggistico di qualità. Sono 12 i percorsi tematici che vanno alla scoperta del territorio attraverso realtà virtuale, realtà aumentata, foto a 360°, video e suggerimenti su esperienze e luoghi da conoscere. Si parla anche di antichi mestieri, di arte e cultura e ovviamente non potevano mancare gli approfondimenti legati al Brunello di Montalcino, al nostro museo e all'abbazia di Sant'Antimo. Un progetto interessante, la app è già disponibile tanto per i dispositivi iOS che Android. Avremmo, magari, dedicato anche dei “capitoli” a temi come la cultura enogastronomica al binomio sport e natura, oppure alla storia degli eventi principali dei paesi interessati (per Montalcino la Sagra del Tordo ma anche l'Eroica). Osservazione che non vuole ovviamente togliere nulla a un progetto (proposto anche in lingua inglese) che offre tanti spunti di interesse per il turista.

Una casa online per la Val d’Orcia e i siti Unesco toscani

Valdorcia. Foto: www.toscanapatrimoniomondiale.itDa oggi la Val d’Orcia e gli altri sei siti Unesco della Toscana – i centri storici di Siena e Firenze, Piazza dei Miracoli a Pisa, Pienza, San Gimignano e le Ville e i Giardini Medicei – hanno una loro casa online (www.toscanapatrimoniomondiale.it), una piattaforma che li custodisce, ne descrive le peculiarità grazie alle schede di approfondimento (troviamo per esempio l’Abbazia di Sant’Antimo, la Fortezza di Montalcino e il Museo del Tartufo di San Giovanni d’Asso), le gallery fotografiche e le proposte di itinerari insoliti come il tour in 7 giorni che tocca tutti e 7 i siti Unesco dal titolo “La Toscana da fotografare: punti di vista per scatti mozzafiato”. Un lavoro portato avanti dall’assessorato alla cultura della Regione Toscana insieme a Fondazione Sistema Toscana in un percorso partecipativo condiviso passo dopo passo con i referenti dei siti Unesco.

Nessuna regione italiana si è mai dotata di uno strumento così innovativo, un visitor center virtuale completo e coinvolgente, che racchiude in un’unica piattaforma web il patrimonio Unesco della Toscana. Il sito offre anche suggerimenti su dove mangiare o dove dormire, mostra il calendario degli eventi, un blog con curiosità e suggerimenti di visita oltre al social wall che visualizza in un’unica schermata gli ultimi post pubblicati dagli utenti che hanno taggato uno dei 7 siti. Non ultima, la sezione con il decalogo del viaggiatore consapevole: 10 consigli che suggeriscono al turista come predisporsi al meglio per godere appieno della bellezza di luoghi che hanno ispirato l’Umanesimo e il Rinascimento dell’uomo.

Il primo punto raccomanda: “I Patrimoni Mondiali non sono stati costruiti in un giorno. Non avere fretta, dedica loro il tempo che meritano! Goditi la bellezza unica di questi territori”. Parte integrante dell’operazione è rappresentata da “Dante's Journey”, l'app-game dedicata ai più giovani e basata su una strategia di gaming integrata tra ambiente virtuale e spazi reali da visitare, anche con il supporto di appositi contenuti in realtà virtuale e aumentata. Nella app Dante Alighieri accompagna i ragazzi (divisi per fasce d'età) in un viaggio all'interno dei sette siti Unesco della Toscana. L'app anticipa con il suo tema il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri (2021), che costituirà un’ulteriore occasione di promozione. La piattaforma web e l’App di gamification sono state realizzate dall’azienda toscana Space S.p.A. e da ETT S.p.A. di Genova.

“Tutto questo lavoro – ha dichiarato Monica Barni, vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Toscana – nasce da una stretta collaborazione tra i 7 siti Unesco della Toscana e l'assessorato alla cultura proprio per progettare una comunicazione coordinata e condivisa. Si tratta di un’operazione molto importante nata a dicembre 2015 e supportata nel 2016 da un finanziamento a valere sulla legge 77 del 2006 dedicata alla valorizzazione e promozione dei siti Unesco. Abbiamo realizzato questo bellissimo sito web con l'obiettivo di far conoscere e far comprendere l'unicità di questi luoghi, di fornire informazioni pratiche ai visitatori e un ambiente di supporto a tutti gli operatori. A ciò si aggiunge una app su Dante che anticipa le celebrazioni dei 2021 in particolare per i più giovani, per invogliare alla visita soprattutto dopo questi mesi di chiusura”.

Date le restrizioni ai viaggi da e per l’estero che ancora permangono, in questa prima fase il sito e la app puntano principalmente al turismo di prossimità, ossia ad un pubblico prevalentemente italiano. Inoltre, la visita di un sito Unesco offre l’opportunità di effettuare gite all’aria aperta, elemento che rappresenta sicuramente un valore aggiunto in questa fase di ripartenza post Covid. La visita dei luoghi Unesco coincide con una tipologia di turismo lento che permette al viaggiatore di riappropriarsi dei propri spazi, immerso nella natura e nella bellezza di luoghi unici, città antiche dove sono conservate opere d'arte e architettura uniche al mondo, ma anche piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato, tra dolci colline e filari di cipressi.

Foto: www.toscanapatrimoniomondiale.it.

 

Gusto e paesaggio, l’Orcia Doc rilancia

Gusto e paesaggio, l’Orcia Doc rilancia

Nell’anno in cui l’enoturismo è stato messo a dura prova le cantine del Consorzio del Vino Orcia rilanciano le loro eccellenze e il loro territorio riscoprendo la magia di stare a contatto con la natura, attraverso trekking, visite guidate nelle vigne e degustazioni all’aria aperta. “Brindisi con vista” è il nome dell'iniziativa che abbraccia 10 realtà produttive che si uniscono in un progetto che coniuga l’armonia delle colline della Val d’Orcia con il piacere di degustare l’Orcia. Tra queste anche due cantine che hanno sede nel territorio comunale di Montalcino, “Sassodisole” e “I Loghi”.

“È il nostro modo per offrire benessere dopo il lockdown”, ha spiegato la presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini, facendo riferimento alla “terapia del paesaggio” come toccasana della mente. Il panorama si prende la rivincita tornando protagonista contrastando la paura di uscire e tornare alla socialità. L’epidemia ha azzerato l’attività di incoming enoturistico che proprio nel trimestre marzo-maggio ha la sua fase di rilancio annuale, ma i produttori della Orcia Doc notano che nel mese di luglio c’è stata una lieve ripresa positiva che loro vogliono incentivare regalando nuove esperienze ai visitatori facendo leva sul patrimonio paesaggistico ed eno-gastronomico. Ma i produttori dell’Orcia hanno pensato di rendere l’iniziativa ancora più interessante coinvolgendo i partecipanti ai “Brindisi con vista”. Verrà chiesto ai visitatori di pubblicare su Instagram un’immagine della loro esperienza di assaggio con l’hashtag #brindisiconvistaorcia. La foto verrà re-postata dal Consorzio del Vino Orcia sia come story che come post. Alla fine di settembre una giuria di fotografi - Paolo Naldi e Dominique Bollinger - sceglierà l’immagine più bella e il suo autore riceverà in premio una bellissima sorpresa.

Le telecamere non sono autovelox. Ma perché lì?

Le telecamere sulla CassiaMa è un autovelox? No, non lo è. Ci sono arrivate segnalazioni da parte dei nostri lettori su quelle telecamere spuntate a pochi passi dai famosi “cipressini” di San Quirico e molto vicino a Torrenieri, sulla Cassia, strada molto transitata dai montalcinesi. Le telecamere servono per rilevare il traffico. A darne notizia il Comune di San Quirico, dopo aver chiesto un chiarimento ad Anas, rispondendo ai dubbi e quesiti dei cittadini dopo l’installazione, da parte di Anas stessa, precisa una nota comunale, della struttura su un plinto di cemento: “si tratta di telecamere per il controllo del traffico veicolare, e non di un autovelox per il controllo della velocità, l’installazione posizionata dall’Anas al km 188.1 della Cassia”. Installazioni che sono apparse anche in altre zone del Sud della provincia di Siena. Il sistema automatico di rilevamento statistico del traffico, costituito da circa 1.200 sezioni di conteggio, è distribuito sull’intera rete Anas: tutti i sensori inviano i propri dati ad un sistema di monitoraggio centralizzato denominato Panama (Piattaforma Anas per il Monitoraggio e l'Analisi), che provvede alla verifica ed elaborazione dei trend dell’Indice di Mobilità Rilevata. Rimane però un'altra domanda che forse merita una risposta: era proprio necessario metterle così vicini ai “cipressini” in una delle zone più belle della Valdorcia patrimonio Unesco? Non si poteva trovare un'altra collocazione magari in un'area meno pregiata dal punto di vista paesaggistico?

Brunello, Moscadello e tartufo nel patto Toscana-Langhe

Il Tartufo Bianco di San Giovanni d'AssoVal d’Orcia, Valdichiana e Langhe unite per promuovere i loro prodotti di eccellenza, dal Brunello al Barolo, dal Tartufo Bianco al Moscadello, dalla chianina alla fassona, ma anche l’arte e la cultura di due territori patrimonio Unesco. Si chiama “Discover the Differences” il patto siglato ieri tra due agenzie turistiche di natura pubblica, Toscana Promozione Turistica e Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, e dieci operatori privati specializzati in incoming (7 toscani e 3 piemontesi), per presentarsi come un prodotto unico e completo sui mercati internazionali attraverso tour congiunti di alto livello, incentrati su arte e cultura, outdoor (bike e trekking), voli in elicottero per gli spostamenti e ovviamente l’enogastronomia, a cominciare dal fungo più pregiato al mondo, il Tuber Magnatum Pico, definito “un miracolo della terra, che cresce senza radici e che non si può seminare” nella Naturalis Historia di Plinio. Nella brochure della convenzione figura la visita al Museo del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso, mentre non potevano mancare le degustazioni di Brunello. Sorprende in positivo l’inserimento, tra i vini, dell’antico Moscadello di Montalcino.

Il patto favorisce anche l’incontro tra due cucine povere, quella toscana e quella piemontese, dalle radici contadine, che hanno saputo dar vita a grandi piatti (dai pici agli agnolotti al plin, dal peposo al brasato) e a prodotti straordinari: dai salumi di cinta senese Dop alla salsiccia di Bra, dal ‘cacio’ di Pienza alla Robiola di Roccaverano Dop, per chiudere con le carni pregiate regine della tavola: la chianina (vitellone dell’Italia centrale Igp) e la fassona.

Il progetto ha fatto la sua prima apparizione lo scorso 30 ottobre all’Italian Luxury Workshop di New York ed è stato presentato ieri al mercato italiano, durante la Borsa Internazionale del Turismo. “Vogliamo celebrare l’Italia del patrimonio agroalimentare e paesaggistico, aprendo prospettive ad un turismo di qualità che può trovare, in questo crocevia di eccellenze, una opportunità unica ed irripetibile”, spiega il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Palumbo. “Un’esperienza di marketing innovativa e intelligente”, aggiunge il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Luigi Barbero. “La Toscana - afferma l’assessore regionale Stefano Ciuoffo - è l’archetipo del buon vivere, fatto di tradizione enogastronomica e tutela e valorizzazione dell’ambiente. Azioni e sinergie nuove come questa hanno lo scopo di esaltare determinate caratteristiche o territori e siamo molto fiduciosi sulla ricaduta proficua che potrà esserci”.

“Questa occasione rappresenta benissimo la filosofia su cui pensiamo si debbano muovere le politiche del turismo del nostro Paese - interviene il sottosegretario di Stato del Ministero per i beni e le attività culturali con delega al turismo Lorenza Bonaccorsi - il turismo è una delle grandi industrie del Paese, abbiamo una grande competizione globale. Dobbiamo saper mettere a sistema tutte le bellezze e le eccellenze nel nostro territorio. E la partnership tra Langhe e Toscana rappresenta questo elemento che sarà sempre più essenziale nel futuro del nostro settore. Un turismo esperienziale e sostenibile che crea ricchezza e la lascia nel territorio dove la crea. Il nostro è un turismo che deve puntare sulla qualità, sempre più su quello e dobbiamo avere la capacità di alzare il livello di tutta l’offerta. È lì la sfida dei prossimi anni”.

Centrale in Val di Paglia, l’opinione di Franceschelli

Il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli

Continua a tenere banco la questione della Centrale geotermica in Val di Paglia con il dibattito che sta avendo una risonanza nazionale tanto che pure il noto fotografo Oliviero Toscani, contrario al progetto, ha avuto un “botta e risposta” col sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi su Radio Radicale. Tra l’altro sabato 14 dicembre a San Quirico, a partire dalla mattina, si svolgerà un’iniziativa pubblica denominata “Progetto Geotermico Le Cascinelle - Aspetti valutativi e propositivi del territorio Val d’Orcia”. Parteciperanno esperti e numerose associazioni (ma non è esclusa la presenza dello stesso Toscani e di Alberto Asor Rosa, anche lui contrario) oltre a quelle facenti parti del coordinamento Pyramid e Opera Val d’Orcia in prima linea per dire “no” al progetto presentato da Sorgenia che insiste nel territorio comunale di Abbadia San Salvatore ma che, sottolinea Opera Val d’Orcia, “interessa a livello di impatti anche il Comune di Radicofani risultando ubicato a qualche centinaio di metri dal perimetro del Comune di Radicofani, ossia area Unesco”. La contrarietà sta dilagando, in primis per una questione legata al paesaggio e all’ambiente, ma allo stesso tempo c’è anche chi è favorevole parlando di “impatto ridotto” e di “tecnologie di ultima generazione” oltre che di nuovi posti di lavoro (sarebbero circa 70). Ma come sempre sviluppo e ambiente non vanno a braccetto e quando si incontrano creano fratture insanabili. In questa sede al momento non ci interessa entrare nel merito della questione, esprimere pareri o giudizi a favore di una parte o dell’altra (non è il nostro ruolo), anche se continueremo in futuro ad interessarci dell’argomento.

Siamo strettamente legati al perimetro di Montalcino e quindi ci interessa sapere qual è la posizione delle nostre istituzioni sul tema visto che ci sono alcuni sindaci della Valdorcia che lo hanno fatto pubblicamente partecipando (e appoggiando) le iniziative dei comitati. Abbiamo perciò chiamato il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli per sapere la sua opinione: “C’è una delibera che dice che in tutti i comuni della Valdorcia non si possono fare le centrali. Punto. In questo caso parliamo della Val di Paglia, non della Valdorcia, che dista oltre 40 km da Montalcino. Noi siamo più vicini a Siena. Non voglio interferire sulle autonomie altrui, questa è una discussione di altri, altrimenti dovrei parlare anche di Siena e Grosseto? Fino a quando sarò sindaco a Montalcino qui non verranno costruite le centrali geotermiche. Per il resto dico - conclude Franceschelli - che la Valdorcia è delimitata da una cartografia e non va usata per fini strumentali”. Nei giorni scorsi c’è stata la presa di posizione de Il Gruppo di Lavoro del Comitato Montalcino Bio. “Il Comitato per Montalcino Bio appoggia i movimenti della Val d’Orcia contro le centrali geotermiche in corso di delibera a livello regionale e mobilita tutti i suoi soci in questa battaglia”. L’impianto previsto, scrive Amiata News, è “da 10MW, è a ciclo binario con tecnologia ORC (Organic Rankine Cycle) da fonti geotermiche a media entalpia, con totale reiniezione del fluido geotermico. In questi giorni il progetto è sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dalla Regione Toscana (entro il 12 gennaio la presentazione delle relative osservazioni)”. All’inizio del nuovo anno sono previste, dunque, novità.

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