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Brunello di Montalcino, al via una vendemmia “all’antica”

VendemmiaUna vendemmia “all’antica”, come non si vedeva da tempo, più tardiva rispetto agli ultimi anni, con un rallentamento della maturazione e un probabile abbassamento delle gradazioni alcoliche, accolto con favore dai vignaioli, e più impegnativa, con maggiori attenzioni richieste anche per via di un clima incerto, che inciderà pure in questi ultimi, decisivi, giorni, nonostante ci sia la consapevolezza di essere davanti a un’ottima annata, sia per qualità che per quantità, anche se, chiaramente, solo quando l’uva sarà tutta in cantina si potrà trarre un bilancio definitivo. È questo il “sentiment”, a MontalcinoNews.com, dei produttori di Montalcino, che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con le dovute eccezioni, inizieranno la raccolta del Brunello.

“Tra due giorni faremo il punto della situazione meteo, ma dalla prossima settimana cominceremo - commenta Gianni Savelli, agronomo di Banfi - siamo in ritardo di una settimana. Il grande caldo di luglio e agosto che ha portato al blocco delle piante e le piogge di settembre, con l’abbassamento delle temperature e poca luce e quindi meno attività fotosintetica, hanno annullato il grande anticipo che avevamo registrato a inizio luglio. Le gradazioni alcoliche ad ora sono leggermente più basse, le uve sono sane. Abbiamo lavorato parecchio in vigna per essere pronti all’umidità e alla pioggia”.

“Abbiamo iniziato dieci giorni fa, ma la settimana scorsa ci siamo fermati per motivi meteorologici e per un rallentamento nelle maturazioni delle uve - dice Giampiero Bertolini, amministratore delegato di Biondi Santi -abbiamo ricominciato ieri dalle vigne più giovani e procediamo adesso molto lentamente. Ce la siamo presa con calma, stiamo tenendo sulla pianta tutte le parcelle più importanti perché ancora siamo con un grado alcolico abbastanza basso. Il valore medio nelle vigne è di 12,5 gradi. Questo però non intacca il profilo dei vini, anzi. La vendemmia si prospetta buona sia di qualità che, finalmente, di quantità, ma al momento è complicato per via di questo rallentamento nelle maturazioni. Tutto dipenderà dal meteo nei prossimi venti giorni. Stiamo facendo molte più analisi degli ultimi anni per avere tutto sotto controllo, ma siamo sereni”.

“Per il momento sono molto, molto contento - spiega Bernardino Sani, amministratore delegato ed enologo di Argiano - perché riscontro una grande qualità, un’ottima quantità e un’uva con profilo dei vecchi tempi: saporita, molto matura dal punto di vista della buccia e dei tannini e con gradazioni alcoliche molto più basse rispetto agli ultimi tempi. Per ora abbiamo vendemmiato una piccolissima parte della Vigna del Suolo, che rispetto alle altre era più matura; qui la gradazione alcolica potenziale è di 13 gradi, perfetta dal punto di vista gustativo, nell’ottica di fare vini bilanciati e freschi. Per quanto riguarda il resto dei vigneti abbiamo deciso di aspettare ancora un po’ per dar tempo al Sangiovese di effettuare una piena maturazione, penso che inizieremo a raccogliere giovedì o venerdì della prossima settimana. La particolarità di questo anno è che la maturità fenolica è arrivata prima della maturità tecnologia, e questo è un bene”.

“Ci siamo, stiamo affilando le forbici - sottolinea Giacomo Neri, titolare di Casanova di Neri - aspettiamo un po’ di sole, probabilmente sabato partiamo con Tenuta Nuova. Nel versante nord attendiamo ancora un paio di settimane. Sembrava una vendemmia anticipata e invece rispettiamo i tempi canonici. Le uve sono molto belle. La maturità fenolica è molto avanti, mentre quella tecnologica è ancora un po’ indietro. Incrociamo le dita, ma si prospetta un’annata con molto colore, profumi, tannini e gradazione alcolica più bassa. Sarebbe una fortuna”.

“Le premesse per un’ottima annata ci sono, ma dipende dal meteo - sostiene Donatella Cinelli Colombini, che produce Brunello al Casato Prime Donne - abbiamo scaricate le vigne perché c’era tanta uva. Che è sanissima, con acini di calibro normale. I grappoli sono spargoli, abbastanza piccoli, ce la dovrebbero fare a resistere alla pioggia. Quando iniziamo a raccogliere? Dipende dalle previsioni del tempo, da come si sviluppa la perturbazione. Stiamo sfogliando i vigneti per cercare di resistere il più possibile. Se arriva il sole aspettiamo ancora un po’, metà della prossima settimana o anche la settimana successiva”.

“Cominceremo a fine settembre-inizio ottobre, in ritardo rispetto agli ultimi anni ma in linea con le grandissime annate - fa sapere Elisa Fanti, alla guida dell’omonima azienda - l’ultima volta fu nel 2019, e come stile trovo delle somiglianze. C’è tanta uva, la maturazione va molto lenta. Se la vendemmia tardiva sarà un’eccezione? Non lo so, spero di no. In realtà questo è dovuto ad un blocco della vegetazione con il caldo prolungato che c’è stato d’estate, non è il risultato di una stagione omogenea, con un caldo mite come era prima. Si torna quindi all’antica ma in maniera diversa. Le viti adesso sono belle, questo abbassamento di temperatura e il freddo di notte fanno bene perché mantengono i profumi. Sono abbastanza positiva. Non è stata un’annata facile, per niente, ma per ora sono molto contenta”.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo sempre iniziato intorno al 20 settembre, quest’anno invece siamo molto, molto indietro - dichiara Gianni Maccari, responsabile di Ridolfi - la maturazione è più lenta, nella zona nord est si arriva ai primi di ottobre. Sono molto soddisfatto perché torniamo indietro alle vendemmie di 30 anni fa. Per me è un bene, la maturazione dei polifenoli più lenta porta freschezza, eleganza e profumo nei bicchieri. L’uva è perfetta, siamo molto contenti, anche se possiamo cantar vittoria solo una volta messa in cantina. Cosa servirebbe? Un po’ di sole il giorno e temperature fresco la notte. La tramontana aiuta sempre nelle grandi vendemmie”.

“Stiamo valutando le previsioni meteo, ma probabilmente iniziamo questo fine settimana con i vigneti più giovani - dice Gianni Pignattai, proprietario di Pietroso - è una vendemmia vecchio stile, tendenzialmente le uve sono leggermente meno mature degli ultimi anni. Siamo indietro rispetto agli ultimi anni ma in linea con 20 anni fa. La stagione è stata un po’ strana, irregolare: molto piovosa fino a fine giugno, poi due mesi torridi. Ma i produttori sono molto più preparati rispetto al passato anche a gestire situazioni più complesse. Le uve sono molto belle al momento. Conta molto la situazione meteorologica di questi ultimi giorni, però sono soddisfatto. Le gradazioni sembrano meno importanti ed è un vantaggio. Ultimamente arrivavamo a vini di 15 gradi”.

“Tempo permettendo, dovremmo iniziare la prossima settimana - ci dice Riccardo Campinoti, de Le Ragnaie, che ha vigneti ad altezze che variano dai 200 ai 621 metri - la situazione è un po’ a macchia di leopardo. Le parti alte, come Le Ragnaie e Pietroso, sono bellissime, non hanno patito per niente il caldo. Nelle zone basse invece la pianta si è fermata per diverso tempo. L’uva comunque è bella, la qualità buona, la quantità c’è, quindi siamo abbastanza contenti. Anche se il tempo ci fa girare un po’ le scatole dal punto di vista logistico”.

Vendemmia e peronospora, la situazione a Montalcino

Panorama di MontalcinoA pesare sui vigneti della Toscana quest’anno è stata l’esplosione, a macchia di leopardo e con differenze sostanziali tra le varie zone e tra biologico e convenzionale, della peronospora, malattia che ha costretto i viticoltori ad uno sforzo eccezionale per salvare la produzione. E anche se fare delle stime realistiche è sempre complicato, le associazioni di categoria, da Coldiretti a Confagricoltura, sono state concordi nel prevedere un calo medio del 20% di raccolta di uva, senza però intaccarne la qualità. A Montalcino, che neanche un mese fa ha visto abbattersi pure la grandine, il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci, a fine luglio e primi di agosto, forse con un eccesso di ottimismo, aveva parlato di cali produttivi intorno al 5%. “La Peronospora non rappresenta più un problema - le sue parole - qualche strascico c’è ma non si parla di danni gravi, probabilmente intorno ad un 5%, ma su un’annata molto bella e produttiva”. Nelle settimane seguenti, però, si è passati ad una valutazione più attenta e prudente di un problema che evidentemente è presente, tanto che, nei giorni scorsi, nel primo incontro del nuovo direttivo di Confagricoltura Siena, nella tenuta dell’azienda di Brunello Tenute Silvio Nardi, il presidente Fabrizio Bindocci, assieme alla vicepresidente e assessora regionale all’agricoltura Stefania Saccardi, ha convenuto “sulla necessità di creare un tavolo tecnico per i gravi danni creati dalla peronospora”. E, mentre il Governo ha stanziato 1 milione di euro per dare un primo aiuto alle imprese viticole colpite dalla peronospora, risorse definite “insufficienti” dalla stessa Saccardi, nella terra del Brunello si preferisce aspettare l’esito della raccolta, prima di esporsi. Il Consorzio del Brunello fa sapere alla MontalcinoNews che “riferirà in maniera trasparente sull’annata oggetto della prossima vendemmia solo a conclusione della stessa. Ricordiamo che Valoritalia è ancora impegnata nelle rilevazioni nei vigneti. Ne consegue che solo a vendemmia conclusa il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino avrà evidenza della situazione, anche in termini di quantità e di resa”.

Montalcino, il punto sulla vendemmia

Vendemmia Casanova di NeriLe piogge toccasana di agosto, la grande resilienza del Sangiovese, una raccolta che nonostante i tempi anomali soddisfa i produttori. A Montalcino la vendemmia sta per concludersi, tra chi ha già portato tutta l’uva in cantina e chi si appresta a cogliere gli ultimi grappoli di quella che è considerata l’annata più anticipata di sempre. A Tenuta Greppo, dove è nato il Brunello, la vendemmia è iniziata il 31 agosto, cosa mai successa nella storia. Stessa cosa da Conti Costanti, dove mai prima d’ora si era partiti a raccogliere il 12 settembre. “E per fortuna che si sono anticipate a Ferragosto le piogge temporalesche, altrimenti avrei dovuto iniziare a fine agosto”, spiega Andrea Costanti, che ha festeggiato la sua 40° vendemmia. “L’acqua ha fatto benissimo all’uva, che era molto disidratata, e ha raffrescato la temperatura di notte – prosegue Costanti – tutto sommato sono contento. La produzione, intorno ai 50-55 quintali per ettaro, non si discosta molto dalla media”.

Giovanni Neri, di Casanova di Neri, parla di “gradazioni alcoliche nella norma e grande acidità. Sarà un’annata probabilmente sorprendente. I primi sette mesi dell’anno sono stati complicati perché non ha mai piovuto, poi un agosto piovoso ha riequilibrato la situazione. La quantità? Qualcosa meno rispetto agli scorsi anni ma è buona. Difficile fare dei paragoni. Vorrei dire la 2016 ma non so se sarà così grande. Aspettiamo un po’ e vediamo”.

Il cambiamento climatico è un altro tema principale. “L’uva ha vinto la battaglia contro il clima. Al di là di un’annata difficile per una siccità estrema, la quantità si conferma nella media e la qualità molto alta”, fanno sapere da Carpineto, che produce vino in tutte le più prestigiose denominazioni toscane, Montalcino in primis, e dalla prossima primavera sarà del tutto autosufficiente a livello energetico.

“La prima vendemmia che ha risentito del global warming è la 2003, iniziai il 18 settembre – aggiunge Andrea Costanti – mi sto rendendo sempre più conto che la vite è una pianta eccezionale, con grandi capacità di adattamento. Ci possiamo permettere procedure come la sfogliatura anticipata, che sembrerebbe un’eresia quando fa caldo. Le annate più problematiche sono quelle che sembrano normali e poi ti arriva una botta di caldo all’improvviso, come a fine agosto 2011, che coglie la vite impreparata. Se invece quest’ultima si abitua fin dall’inizio a un’annata siccitosa, è in grado di difendersi e adattarsi. Molto meglio dell’ulivo, che sta soffrendo di più”.

“La mia zona, a 450-500 metri di altitudine e quindi più fresca, è favorita per ora dal cambiamento climatico – conclude Costanti – l’altro giorno riflettevo sulle annate in cui faccio la Riserva. Negli anni Ottanta e Novanta eravamo su una media di 3-4 Riserve per decade. Adesso sono già a cinque Riserve (2010, 2012, 2015, 2016 e 2019) e ci sono altre annate in cui posso farla. Certo, ci sono fenomeni estremi. Si parla di mesi e mesi sopra i 30 gradi. Non è piovuto da fine aprile. In zone più basse e calde sta diventando un problema anche perché l’uva si concentra eccessivamente, determinando vini troppi alcolici”.

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Montalcino, il sentiment aspettando la vendemmia

Vivere l'esperienza della vendemmia a Castiglion del BoscoBuone impressioni - complici anche le piogge di questi ultimi giorni - un piccolo calo della quantità, buona qualità e un leggero anticipo dell’inizio della vendemmia, che però potrebbe “annullarsi” se il clima dovesse rimanere fresco in queste ultime settimane. È positivo il sentiment per la raccolta 2022 a Montalcino. Un’altra bella annata, quella che arriverà sul mercato nel 2027. “L’uva sta bene. Sono un po’ in sofferenza i vigneti più giovani mentre quelli più vecchi stanno rispondendo benissimo. E i 4 millimetri di pioggia caduti adesso sono perfetti – racconta Paolo Bianchini di Ciacci Piccolomini d’Aragona – se ci sarà un anticipo della vendemmia? Penso di sì, ma se continua a piovere potremo allungare l’inizio della raccolta e andrebbe tutto a nostro vantaggio. Faremo un controllo dei vitigni nazionali la settimana prossima e cominceremo a inizio settembre, mentre per il Sangiovese penso che si andrà a metà settembre. Sono abbastanza fiducioso e ottimista, credo che la 2022 ci regalerà sorprese positive”.

“La siccità c’è stata, ma non in maniera così tragica, anche perché abbiamo vigne tutte sopra i 25 anni - spiega Elia Loia dell’azienda agricola Palazzo - l’invaiatura ha avuto un processo ottimale, grazie anche ai 20 minuti di pioggia di 3-4 settimane fa, in tarda serata, con l’acqua interamente assorbita dal terreno. Di certo anticiperemo la vendemmia, perché l’andamento climatico ha velocizzato tutto il ciclo della vite. Di solito decade a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre, quest’anno cominceremo intorno al 15-20 settembre. A meno che il clima di questi giorni permanga e le temperature più basse rallentino il ciclo della pianta. La quantità? Abbiamo avuto una fioritura ottima, senza stress idrico. I grappoli sono un po’ spargoli. O facciamo pari, sui 70-75 quintali ad ettaro, o un 5% in meno”.

“Si sta iniziando adesso con la vendemmia di uve bianche, la situazione è buona perché le piogge nelle ultime due settimane hanno un po’ mitigato gli effetti della siccità estiva”, ci dice Enrico Viglierchio di Banfi. “Al momento attuale tra le uve si prospettano molto sane, con una produzione equilibrata. Se il tempo ci dà una mano ci sono tuti i presupposti per un’ottima vendemia. Dagli ultimi giri i grappoli si presentano spargoli, ben distribuiti. Incrociamo le dita e guardiamo la testa per aria. A Montalcino siamo stati fortunati perché non si sono verificati fenomeni come la grandine. Il Sangiovese? Prevedo di iniziare tra la seconda e la terza settimana di settembre per poi continuare fino ai primi di ottobre. È un po’ anticipata, ma non di così tanto. Dipenderà molto anche dall’evoluzione del tempo nelle prossime settimane”.

“Le piogge di questi giorni ci stanno aiutando, il clima si sta rinfrescando e non sarà una cattiva annata – sottolinea Gianni Maccari di Ridolfi - noi nella zona nord/nord-est abbiamo sofferto un po’ la siccità, ci sarà meno uva ma avremo una bella vendemmia. I tempi? Inizieremo non più di una settimana prima del solito, ma se permarrà questo clima arriveremo alle solite date, ovvero intorno al 20 settembre”.

Photo credit: Castiglion del Bosco

Vendemmia, in Toscana -25% di produzione

Vendemmia Per la vendemmia 2021 si stima, in Toscana, una produzione di vino pari a 1,65 milioni di ettolitri, in calo del 25% rispetto ai 2,29 milioni del 2020. Una diminuzione significativa rispetto alla media nazionale (-9%, che comunque garantisce all’Italia il primato per produzione) - e anche alla situazione del territorio di Montalcino, dove è stato stimato un -10% di uva rispetto allo scorso anno (e “questo influirà positivamente sulla qualità”, aveva sottolineato il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci). A dirlo sono le stime di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini, che hanno unito le rispettive forze e competenze per fornire alle imprese italiane e alle amministrazioni dati utili nel definire politiche e azioni da mettere in campo. I dati vengono elaborati mettendo a sistema le rilevazioni dei rispettivi osservatori territoriali (le sezioni regionali di Assoenologi, le imprese socie di Uiv e l’Ismea, che contribuisce con la propria rete e il confronto con l’Ufficio Vitivinicolo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali). Si tratta chiaramente di prime indicazioni: saranno cruciali le condizioni meteo delle prossime settimane per definire meglio il quadro produttivo.

Sarà, infatti, una vendemmia di grande apprensione a causa degli ormai persistenti mutamenti climatici e di un andamento meteorologico molto incerto, che può creare anche in territori limitrofi importanti differenze qualitative e quantitative, dopo una stagione caratterizzata dalle gelate primaverili, che hanno colpito molti areali soprattutto del Centro Nord, seguite da un’estate particolarmente calda e siccitosa dove non sono mancati forti temporali, accompagnati da importanti manifestazioni grandinigene. Le problematiche legate alle sempre più mutevoli e imprevedibili condizioni climatiche impongono un più attento monitoraggio da parte dei vignaioli e degli enologi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari anche per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori. A questo si affianca il grande entusiasmo con cui ogni anno si affronta questo periodo ai fini della migliore valorizzazione dei futuri vini, ormai primi ambasciatori dei nostri territori. Questa campagna produttiva, peraltro, arriva in un momento molto importante per il settore che, dopo le problematiche legate alla pandemia, può cominciare a guardare al futuro con più ottimismo, grazie alla riapertura dell'Horeca, alla ripresa del turismo e a un buon ritmo di consegne oltre i confini nazionali.

Focus: il report sulla vendemmia 2021 in Toscana

La stagione 2021 si è aperta lasciandosi alle spalle un inverno particolarmente piovoso, che ha garantito un’importante riserva idrica. Durante il mese di aprile si sono registrati bruschi abbassamenti di temperatura, che hanno portato a fenomeni di gelate nei fondivalle (che hanno creato problemi soprattutto alle uve rosse e dunque in primis al Sangiovese, che solo in parte ha poi reagito producendo nuove gemme) e ad una crescita moderata in debutto di stagione. Dal mese di maggio, con l’arrivo del caldo, la vite ha reagito con un bello sviluppo dei germogli ed un’ottima fioritura, in un clima tendenzialmente asciutto che ha aiutato a limitare le patologie fungine.

Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto si sono visti i primi accenni di invaiatura, accompagnati anche dai primi segnali di stress idrico. Dal 10 di agosto le temperature massime hanno fatto registrare picchi importanti che, uniti al lungo periodo di assenza di precipitazioni e a leggere brezze, hanno portato ad una diminuzione di umidità nel terreno e a diffusi fenomeni di stress idrico e colpi di calore. La siccità ha riguardato varie zone sia interne che costiere, e quest’ultime hanno anche dovuto combattere contro forti venti che hanno ulteriormente asciugato il terreno.

La vendemmia è comunque già iniziata per le basi spumante bianche quali Ortrugo, Moscato, Pinot grigio e Chardonnay. Proseguirà nella prima decade di settembre con Merlot e Albana, per continuare a metà settembre con i Trebbiani e terminare subito dopo con il Sangiovese.

In alcune denominazioni si nota una debole presenza di tignoletta in terza generazione e cominciano ad arrivare le prime segnalazioni di danni da ungulati.
Le condizioni attuali e le previsioni meteo dei giorni a venire ci fanno pensare a una vendemmia complessa e di difficile lettura. Ci saranno aree viticole con alcuni vitigni in particolare che riusciranno a portare a termine con velocità il processo di maturazione, mentre altre zone che, in virtù del ritardo causato dalla gelata o da possibili blocchi di maturazione dovuti alla siccità, potranno maturare più lentamente e dar luogo a una vendemmia posticipata.

Gli scarsi rendimenti ad ettaro, le temperature di inizio agosto ed i possibili fenomeni di disidratazione sulle uve fanno pensare ad una vendemmia di grande concentrazione, più vocata per la produzione di rossi rispetto a bianchi e rosati.

Via a una vendemmia di “eccellente qualità”

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci inaugura la vendemmia 2020Forse il 2020, a Montalcino, sarà ricordato non solo come il periodo della pandemia che ha sconvolto l’intero pianeta ma anche come l’anno che ha regalato l’ennesima grande annata di Brunello. Almeno questo è il sentiment dei produttori, con la vendemmia iniziata in questi giorni e che durerà fino a metà ottobre. “Una raccolta meno abbondante del 2019, circa il 10% in meno, ma di eccellente qualità – spiega a MontalcinoNews il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – la pioggia e il clima ci hanno aiutato, ricordiamo che oltre alla bravura dell’uomo conta tanto anche l’andamento stagionale. Ho sentito diversi produttori e sono tutti contenti, la stagione sta andando per il verso giusto. I volumi più contenuti sono una scelta dei viticoltori, che come abitualmente avviene, in luglio hanno fatto la vendemmia verde alleggerendo il carico delle viti”.

I grappoli di Sangiovese si presentano sani e al giusto punto di maturazione, grazie anche alle regolari piogge delle ultime settimane. “Abbiamo cominciato ieri – commenta Alessia Salvioni dell’omonima azienda – mi sembra una grande annata, speriamo che in qualche altro modo ci ricorderemo di questo 2020. Ce lo auguriamo un po’ tutti”. “Stiamo raccogliendo il Sangiovese da tre giorni, la quantità è leggermente inferiore alla media – sottolinea Giacomo Neri di Casanova di Neri – sono molto contento della qualità delle uve, con un ottimo equilibrio e bellissimi colori e profumi. Ci sono le premesse per una grande annata e per “addolcire” questo 2020 unico e speriamo irripetibile”. Inizierà invece la settimana prossima Ridolfi “ma per adesso sono molto soddisfatto – interviene il direttore dell’azienda Gianni Maccari – maggio è stato molto piovoso e pensavo si andasse verso un’annata come la 2014, invece si è ripresa molto bene con caldo e sole in estate e delle belle giornate a settembre. Se dovessi fare un paragone direi l’annata 2016”.

La magia della vendemmia del Brunello

La magia della vendemmia del Brunello con Rosewood Castiglion del BoscoPer festeggiare la tradizione della vendemmia dal 21 settembre al 4 ottobre Rosewood Castiglion del Bosco propone un soggiorno esclusivo all’insegna del momento più atteso per i cultori del vino: un’esperienza di due notti in villa con visite in vigna accompagnati da professionisti del settore. Si potrà infatti partecipare alla raccolta dei grappoli maturi in vigneto e ai primi passaggi di vinificazione del Brunello di Montalcino di Castiglion del Bosco e godere di un pranzo picnic tra i filari di vite dai colori che virano verso i toni caldi del foliage autunnale.

Il prezzo di partenza è di 6.026 euro per una villa a tre camere. Per info e prenotazioni: 0577 1912001 –cdelbosco.reservations@rosewoodhotels.com.

Vendemmia, ottimi segnali per Confagricoltura

Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura ToscanaUn'altra annata buona, possiamo anche azzardare a dire ottima, anche se dipenderà dall’andamento climatico dei prossimi 40 giorni, con una produzione inferiore del 10% rispetto allo scorso anno. Per Confagricoltura Toscana le prime impressioni sono più che incoraggianti, la vendemmia è già iniziata per alcune varietà precoci e i primi segnali sono positivi. “La temperatura e le piogge sono state regolari e hanno favorito la buona maturazione delle uve. Non abbiamo riscontrato stress fisiologici, direi che le premesse sono più che positive”, spiega Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana. Se nelle vigne la situazione va avanti con ottimismo, la situazione economica delle aziende non è per tutti la stessa. “Il problema principale è la liquidità delle aziende - spiega Colpizzi - nel decreto Cura Italia è prevista una forma di finanziamento che mette a garanzia i vini presenti in cantina. Lo strumento ci sembrava finalmente snello e intelligente, ma fa rabbia che gli uffici ministeriali non abbiano emanato i decreti attuativi a distanza di mesi, rendendo di fatto la misura inutile. Una beffa che sta danneggiando tantissime aziende”. A subire i colpi del lockdown sono soprattutto le attività che non lavorano con la grande distribuzione, ma con ristoranti e locali che hanno azzerato le vendite nei periodi da marzo a maggio e che tuttora sono in difficoltà nelle città d’arte. Da giugno però si registrano segnali di ripresa con aumenti delle vendite vicine al 30% che non compensano le perdite sofferte, ma lasciano sperare positivamente. “Ma è un anno particolare, il cui andamento sarà valutabile solo alla fine considerato il clima di incertezza. Di certo - aggiunge Colpizzi - la decisione degli Usa di non introdurre i dazi per i vini italiani è stata più che positiva, considerando che la Toscana esporta circa il 30% dei suoi vini negli Stati Uniti”. Ciò che non cambia mai, sono i danni da ungulati. “Ormai non parliamo più di emergenza, ma di danno strutturale con cui gli agricoltori devono fare i conti ogni anno. Manca la volontà politica di risolvere il problema e questo vuoto colpevole costa ogni anno anche un decimo della produzione. E' necessario intervenire, non sappiamo più come dirlo all'amministrazione regionale”.

Alla scoperta della vendemmia a “casa” Tornesi

Maurizio Tornesi, proprietario dell'omonima azienda di BrunelloUna piacevole giornata di sole e un pieno di valori genuini. Il nostro giro alla scoperta della vendemmia è coinciso con l'ultimo giorno di raccolta nell'azienda Tornesi, piccola e storica realtà produttiva a conduzione familiare nel cuore del verde di Montalcino. La soddisfazione per come sta andando l'annata è palese (nel video potete ascoltare tutte le dichiarazioni) e rispecchia quella del mondo produttivo del Brunello che era da un po' che non si ritrovava tutta questa qualità unità però alla quantità. Volevamo questa volta “scoprire” un'azienda piccola, un viaggio che continueremo a fare, proprio per dare visibilità a tutto il variegato universo del mondo del vino di Montalcino che può avere filosofie diverse ma che è accomunato da un unico valore: quello della passione. E da Tornesi abbiamo visto quanto attaccamento c'è alla terra che qui non è solo vino: Maurizio ha un feeling particolare con i frutteti tanto che una volta arrivati alla cantina l’occhio si sofferma sugli albicocchi, i ciliegi, i susini, gli olivi e altro ancora. E non a caso la marmellata realizzata in casa che abbiamo assaggiato, beh, ha pochi rivali! Ma non finirà qui perché presto arriveranno nuovi alberi e altrettanti frutti. Ed è una cosa positiva perché come giustamente sostiene Maurizio Tornesi “a Montalcino nasce tutto buono”. E, aggiungiamo noi, la diversificazione è un filone da seguire e da promuovere in un territorio che vede nel vino il suo prodotto re ma che non è certamente solo vino. Tra un mattarello sempre in azione per tirare la pasta rigorosamente fatta a mano, il sorriso che brilla in faccia e una famiglia tutta unita e in campo, pardon in vigna o in cantina, Maurizio, Elisa, Renata e la nonna Renata (anche lei!) continuano a portare avanti il lavoro iniziato da Gino Tornesi con rispetto ed energia. Sì, è proprio una bella storia “Made in Montalcino”.

Guarda il video:

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Nel pieno della vendemmia che ricorda la 2010

Vendemmia a MontalcinoMontalcino è nel pieno della vendemmia, le aziende sono concentrate nella raccolta che, per quanto riguarda il Sangiovese destinato a Brunello, andrà avanti fino alla prima decade di ottobre. E tra i filari dei vigneti c’è grande soddisfazione, perché la 2019 potrebbe somigliare ad alcune delle ultime grandi annate. “A livello analitico azzarderei un paragone con la 2006 o la 2010”, dichiara il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci. “Il vino è frutto della vite e del lavoro dell’uomo ma il fattore climatico fa la differenza. Ed è andato benissimo. La vite non è mai andata in stress, la maturazione è ben fatta. La quantità non è eccessiva ma quantitativamente corretta, l’uva c’è a differenza della 2017. In più si registra una grande qualità. Ho parlato con tanti produttori e sono tutti soddisfatti. Il Consorzio analizza quattro aziende ai quattro versanti e i parametri analitici sono eccellenti. Non ci sono stati attacchi parassitari, l’uva è sana, il bel tempo continuerà nei prossimi giorni. Non potevamo chiedere di meglio”.

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