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Atti vandalici in Via Mazzini

Insegna distrutta della Galleria La Linea Atti vandalici in Via Mazzini. Lo segnala Fulvia Soda, vicepresidente della Proloco di Montalcino, che sulla pagina Facebook “La bacheca di Montalcino” parla di “insegne fracassate, vasi divelti dal muro e rotti per terra, lumi di vetro spaccati con vetri infranti lasciati in terra, e dulcis in fundo le bambole del giardino della Tita tutte buttate nella vasca dei pesci”. “Visto la solerzia che ho notato nel criticare, come attentato al decoro urbano, due tavolini messi su strada da un ristorante, con regolare autorizzazione dei vigili – scrive Soda, che in Via Mazzini gestisce un negozio – mi aspettavo stamani una sollevazione generale per tale disastro”. Il suo post sta comunque ricevendo diverse interazioni, con commenti che criticano l’atto vandalico e mostrano vicinanza a chi lo ha subìto.

Via Mazzini, “perdiamo un pezzo di paese”

Via Mazzini, Montalcino“Stiamo perdendo una pezzo di paese”. Il sasso nello stagno lo lancia Fabio Borghi, responsabile della sede di Montalcino della Confcommercio. “Via Mazzini sta diventando un ramo secco - spiega Borghi alla MontalcinoNews - arrivi in Piazza del Popolo e poi trovi fondi sfitti, attività che non so se avranno un ricambio generazionale. La gente oltre non si spinge. È un peccato non solo per l’aspetto economico ma anche sociale: è come se ci fosse una parte di Montalcino non frequentata”. La preoccupazione di Borghi è condivisa dagli esercenti della zona. “Il flusso dalla piazza fino a qualche anno fa scendeva, perché Via Mazzini era piena di negozi. Poi con la pandemia in tanti hanno chiuso”, sottolinea Chiara Franceschetti, de La luna Nuova. “Il problema non è nuovo - aggiunge Matteo Scuffiotti, titolare della galleria d’arte La Linea - tutto è concentrato nell’area della Fortezza, è sempre stato così. Solo che prima c’erano tante presenze e i turisti, anche se a imbuto, arrivavano. Ora non c’è più quell’afflusso e, con gli affitti che ci sono, le attività chiudono. Un peccato, perché qui ci sono negozi particolari che parecchie persone non vedono”.

Un locale chiuso in Via Mazzini“È sempre stato così, lo sanno tutti. Anche il sindaco ne è a conoscenza - dice, pessimista, Graziella Giannetti della cartoleria adesso passata in gestione a sua figlia - ci farebbe un gran piacere risolvere questa cosa ma è dura. E meno male che da qualche anno ci sono i pullman che si fermano in Piazza Cavour. Qualche persona così passa, prima non c’era neanche quella”. I bus, in realtà, a sentire le voci dei commercianti, non è che abbiano portato a un miglioramento qualitativo. “Scendono grandi gruppi che vanno dritti in piazza a fare le foto”, aggiunge Franceschetti. “Non si fermano nemmeno per un caffè”, sintetizza Scuffiotti.

Un locale chiuso in Via Mazzini“È una zona che è sempre stata un po’ emarginata - dice Claudia Leonini, di Officina Metropolitana - da quando hanno chiuso i negozi è anche peggio. Servirebbe dare un senso di continuità da Piazza del Popolo, un qualcosa che faccia dire al turista: guarda, c’è qualcosa anche laggiù”. Federico Lozzi, titolare di due ristoranti nella zona, aveva provato a mettere due tavoli all’esterno de Il Grifo (“Non per arricchirmi - spiega - ma per richiamare i visitatori”) ma gli è stato vietato. La strada non ha marciapiede e “appena metti fuori qualcosa, come una pianta, rischi una multa”, aggiunge Franceschetti

Un locale chiuso in Via MazziniE allora quali possono essere delle soluzioni? Magari un’illuminazione diversa, un arredo urbano particolare, un itinerario che faccia arrivare i turisti anche nella parte bassa della città, dove peraltro è presente la sede del Comune con un paesaggio bellissimo, per poi risalire verso la Madonna del Soccorso? Chiara Franceschetti suggerisce di organizzare un percorso della città attraverso le botteghe artigiane, come successo di recente a Pienza, Federico Lozzi propone di mettere un bagno pubblico nei giardini di Piazza Cavour. “Nel mese di novembre - conclude Borghi - il consiglio della Confcommercio farà una riunione per presentare qualche soluzione all’amministrazione comunale”.

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