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Vinitaly, “risultato migliore del previsto”

Vinitaly 2022“Molti produttori erano andati al Vinitaly desiderosi di ripartire ma anche un po’ titubanti. Invece ho riscontrato tanta soddisfazione, il risultato è stato migliore del previsto. Veronafiere aveva detto che avrebbe orientato la manifestazione sempre più al business e il presidente, Maurizio Danese, mi ha spiegato che entro il 2024 le persone non del settore non entreranno più. In più c’è stato un miglioramento della viabilità, dei servizi. Abbiamo mandato un segnale al mondo, dimostrando che quando l’Italia si impegna riesce a fare bene e ripartire. E poi c’era bisogno di rivedersi, di rifrequentarsi, di esserci”. Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello, traccia un bilancio dell’edizione n. 54 di Vinitaly, che si è chiusa ieri a Verona registrando il record storico di incidenza di buyer stranieri in rapporto al totale ingressi: erano 25.000 (da 139 Paesi), il 28% del totale degli operatori arrivati in fiera (88.000). E ciò al netto della fortissima contrazione - legata alle limitazioni pandemiche agli spostamenti internazionali - degli arrivi da Cina e Giappone, oltre ovviamente ai buyer russi. Un contingente che pesa complessivamente per circa 5.000 mancati arrivi.

Significativa la presenza di Montalcino, con 132 cantine di cui 63 riunite nello stand del Consorzio. “E abbiamo chiesto all’ente organizzatore se in futuro possono darci altri spazi, perché abbiamo altri produttori di Brunello che vorrebbero partecipare nello stand sociale”, continua Bindocci, che non nega la gioia dell’esito dell’asta di beneficienza “Vini per la Pace”, promossa l’11 aprile nell’Auditorium Verdi del PalaExpo di Veronafiere assieme al Consorzio del Chianti Classico e al Consorzio Tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, in collaborazione con Sotheby’s, che ha raccolto il giorno stesso 22.500 euro (l’asta continua online su www.bidinside.com). “È stato un bel gesto – dice Bindocci – la Toscana che quando c’è bisogno fa squadra, gioca insieme nell’aiutare chi è in difficoltà, in questo caso donne e bambini ucraini accolti dalla Caritas di Siena. Sul palco durante l’asta è intervenuta una donna ucraina col figlio, è stato molto emozionante”.

Adesso l’attenzione del Consorzio del Brunello va a Prowein, la fiera del vino tedesca di scena a Düsseldorf dal 15 al 17 maggio.

132 cantine di Brunello prenderanno parte a Vinitaly

VinitalySono 132 le cantine di Montalcino che prenderanno parte alla 54° edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. 63 riunite nello spazio del Consorzio del Brunello (padiglione 9 - stand B6), le altre 70 con propri stand all’interno del Salone internazionale dei vini e dei distillati (qui l'elenco completo).

Diversi gli appuntamenti in calendario, a partire da OperaWine, il super tasting che come da tradizione fa da anteprima a Vinitaly, in programma sabato 9 aprile alle Ex Gallerie Mercatali. Tra le 130 etichette selezionate quest’anno per l’occasione da Wine Spectator, 13 sono Brunello di Montalcino.

Si prosegue lunedì 11 aprile con Vini per la pace, l’asta benefica organizzata in favore dei rifugiati ucraini dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino in collaborazione con il Consorzio del Vino Chianti Classico e Consorzio Tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia (ore 16.00 – Auditorium Verdi, PalaExpo). L’asta, realizzata con il supporto tecnico di Sotheby’s, sarà battuta dal direttore Italia di Sotheby’s Filippo Lotti e presenterà circa 30 lotti di grandi bottiglie e annate; il ricavato sarà devoluto alla Caritas Diocesana di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino che destinerà i proventi ad una serie di strutture di accoglienza per le famiglie di profughi ucraini.

Martedì 12 aprile il Consorzio sarà una delle voci del convegno “Federdoc e i Consorzi. Il ‘quarto’ pilastro della sostenibilità”, organizzato da Federdoc con la partecipazione dei Consorzi del vino Nobile di Montepulciano, Prosecco, Brunello di Montalcino, Morellino di Scansano, Bolgheri e Castel del Monte. Tra gli interventi anche il saluto del sottosegretario del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio (ore 11.00 – stand Mipaaf).

A seguire la conferenza stampa di presentazione dell’XI edizione del Premio Giulio Gambelli, alle 12.30 allo stand consortile, in collaborazione con ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana). Il riconoscimento, che premia il miglior enologo under 40, sarà consegnato a novembre a Montalcino nel corso di Benvenuto Brunello.

Allo stand, inoltre, per tutta la durata della manifestazione sono previste degustazioni su appuntamento.

Vinitaly slitta al 2022, confermato Opera Wine

VinitalyCome già nel 2020, anche il 2021 sarà senza Vinitaly. L’edizione n. 54, inizialmente fissata in calendario ad aprile e poi a giugno, è stata definitivamente posticipata al 2022, precisamente dal 10 al 13 aprile, mentre è confermata al momento la decima edizione di OperaWine (19-20 giugno). A pesare, spiega il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, sono “le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti. Si tratta di una scelta di responsabilità, ancorché dolorosa; un ulteriore arresto forzato che priva il vino italiano della sua manifestazione di riferimento per la promozione nazionale e internazionale. In attesa che lo scenario ritorni favorevole Vinitaly continua a lavorare congiuntamente con tutti i protagonisti anche istituzionali del settore, a partire dal ministero delle Politiche agricole e Ice-Agenzia oltre a tutte le associazioni e le categorie, per continuare a supportare la competitività del vino made in Italy sia sul mercato interno che sui Paesi già proiettati alla ripresa, Usa, Cina e Russia in primis”.

“Confermiamo OperaWine con la presenza di Wine Spectator e delle top aziende del settore individuate dalla rivista americana per il 10° anniversario dell’iniziativa che rimane in programma il 19 e 20 giugno prossimo a Verona – sottolinea il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani - l’evento, tutto declinato alla ripartenza del settore, grazie alla partecipazione di stampa e operatori nazionali e internazionali, farà anche da collettore e traino a tutte le aziende del vino che vorranno partecipare a un calendario b2b che Veronafiere sta già approntando”.

Operawine sarà preceduta, sempre a giugno, dal Vinitaly Design international packaging competition (11 giugno) e da Vinitaly 5 Stars Wine The book (16-18 giugno), mentre la Vinitaly international Academy (21-24 giugno) chiuderà gli eventi estivi in presenza. Tra le novità anche un evento eccezionale di promozione a forte spinta istituzionale a ottobre prossimo e che traghetterà il settore alla 54ª edizione di Vinitaly nel 2022. “Si tratta di Vinitaly-edizione speciale - prosegue Giovanni Mantovani - una manifestazione rigorosamente b2b che segnerà la ripresa delle relazioni commerciali nazionali e internazionali in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre”.

“Vogliamo mantenere viva l'attenzione del mondo sul vino italiano, uno degli ambasciatori più significativi del Made in Italy – afferma il presidente di ICE Agenzia, Carlo Ferro –. Le iniziative messe in campo da Veronafiere per mantenere il file rouge tra Vinitaly 2019 e 2022, con l’edizione di Vinitaly-edizione speciale e le altre manifestazioni che faremo insieme hanno questo obiettivo. Senza soluzione di continuità, nonostante la pandemia mondiale e grazie all’impiego di nuovi strumenti in chiave di commercio digitale. Faccio i miei auguri a tutto il team di Veronafiere e ai produttori vinicoli con la convinzione che gli eventi in programma per il 2021 contribuiranno a sostenere l'eccellenza del nostro Paese”.

In attesa della ripresa degli eventi fisici nel nostro Paese, Vinitaly prosegue in presenza sui mercati internazionali, a partire dalla Russia con le tappe a Mosca e a San Pietroburgo in programma dal 23 al 25 marzo. Dal 3 al 6 aprile sarà la volta di Vinitaly Chengdu e poi a giugno di Wine to Asia (Shenzhen, 8-10 giugno). E sarà ancora la Cina ad aprire con il road show il calendario estero autunnale di Vinitaly (13-17 settembre) prima di trasferirsi in Brasile per la Wine South America (22-24 settembre). Veronafiere, inoltre, mette a disposizione il proprio know how per realizzare ulteriori eventi di promozione in altri mercati obiettivo per il settore.

La decisone dello spostamento di Vinitaly è stata condivisa con le organizzazioni e associazioni della filiera vitivinicola e agricola. Di seguito, in ordine alfabetico, le dichiarazioni di: Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentare, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv).

“Prendiamo atto della decisione di posticipare la 54ª edizione di Vinitaly al 2022 – afferma il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative agroalimentari, Luca Rigotti –. Una scelta certamente non facile ma che, alla luce dell’attuale situazione sanitaria, è in linea con quanto auspicato dall’Alleanza delle Cooperative Italiane-Agroalimentare. Accogliamo con favore, inoltre, le altre iniziative di promozione proposte da Veronafiere per i prossimi mesi: l’aspettativa è poter entrare finalmente in una fase caratterizzata da un maggiore livello di sicurezza e da minori incertezze per il comparto vitivinicolo, condizioni necessarie anche per poter rilanciare, grazie all’esperienza ed alla competenza di Veronafiere, il settore vitivinicolo a livello internazionale”.

Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, “la decisione assunta da Veronafiere di posticipare al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly va nella direzione suggerita dalla filiera del vino, ma soprattutto tiene conto del perdurare di una situazione di grave difficoltà generata dall'emergenza pandemica, che non ha ancora trovato una risposta risolutiva nella vaccinazione. Una scelta di responsabilità che condividiamo ampiamente, così come siamo pronti a sostenere le altre iniziative, annunciate da Veronafiere e messe in calendario sia per il prossimo giugno, che per l'ottobre. È necessario da parte del mondo del vino farsi trovare pronto al giorno della ripartenza dei mercati e quindi è molto importante tenere alta l'attenzione anche con manifestazioni capaci di creare relazioni nazionali e internazionali e interesse verso il nostro settore. Ma ancora più importante sarà il sostegno che il governo italiano e l'Europa sapranno mettere in campo a favore dell'intero agroalimentare che, dopo oltre un anno di pandemia, sta accusando il peso della crisi al pari degli altri settori dell'economia nazionale”.

“Siamo a fianco di Veronafiere per continuare a sostenere il settore, tutte le aziende e i produttori che ogni giorno contribuiscono a rendere il vino una delle eccellenze del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo – dice presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino –. La pandemia ancora morde e costringe a un ulteriore rinvio degli eventi in presenza, ma siamo pronti a lavorare insieme al Vinitaly per supportare, in questa fase difficile, un comparto prezioso per l’agroalimentare con una produzione del valore di circa 12 miliardi di euro e una reputazione imbattibile”.

“Lo spostamento del Vinitaly è un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del prodotto agroalimentare made in Italy più esportato nel mondo dove, nonostante la pandemia, il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020”, afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.

“La decisione di Veronafiere, benché dolorosa, va nella giusta direzione – commenta presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. Apprezziamo in particolare la capacità di resilienza e di proposta variegata in un momento molto difficile per il comparto vino. Confagricoltura dà pieno appoggio a Veronafiere e all’intero settore fieristico agroalimentare nazionale. Siamo convinti che occorra sostenere la validità del sistema italiano ed evitare pericolose aperture ad altre realtà internazionali. Riteniamo inoltre che la Fiera di Verona, con le sue attività e il Vinitaly, sia un validissimo strumento di promozione e di immagine per tutto il comparto vitivinicolo italiano. Auspichiamo pertanto di ripartire a pieno ritmo nel 2022, dando ampio risalto alle iniziative in programma da oggi fino alla prossima edizione del Vinitaly, insieme alle nostre imprese che fanno grande nel mondo l’Italia del vino”.

Per il presidente di Copagri, Franco Verrascina, “la scelta di Veronafiere, seppure dolorosa, conferma la serietà dell’ente fieristico e la volontà di sostenere i viticoltori al meglio in questo momento critico. Ci mettiamo a disposizione per collaborare ed essere al fianco di Veronafiere nel programmare sia la 54ª edizione di Vinitaly che per l’evento speciale di ottobre, dando un segnale al mondo vitivinicolo per la promozione e valorizzazione dei grandi vini italiani”.

“È un grande dispiacere l’annuncio del rinvio, ma la realtà della pandemia non lascia spazio ad ipotesi alternative: abbiamo difficoltà a programmare viaggi e contatti, avremmo difficoltà nell’accogliere gli ospiti negli stand – afferma Sandro Boscaini, presidente di Federvini – ma il secondo rinvio amplia il vuoto che Vinitaly lascia. Abbiamo necessità di contatti internazionali, abbiamo necessità di presentare i nostri prodotti e restare in contatto con il grandissimo numero di operatori nazionali ed internazionali che affluivano a Verona. Siamo certi che l’esperienza e la professionalità di Vinitaly, con l’aiuto di ICE Agenzia, possano essere di grandissimo aiuto per le nostre Imprese, con formule e proposte da studiare rapidamente insieme”.

“Comprendiamo e condividiamo le ragioni che hanno portato Veronafiere al rinvio della manifestazione di riferimento per il vino italiano – spiega il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona –. Riteniamo però che sia fondamentale in questo difficile momento tenere acceso il motore della promozione e perciò appoggiamo l’intenzione di Vinitaly di sostenere il settore anche nel corso di quest’anno attraverso l’organizzazione di eventi mirati in favore del business e dell’immagine internazionale del vino tricolore”.

“Non posso che rimarcare il dispiacere di dover rinunciare anche quest’anno al Vinitaly, la principale manifestazione di riferimento del settore vinicolo italiano – commenta il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro –. Una manifestazione ricca di eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all'incontro degli espositori con gli operatori del settore nazionali ed internazionali, che ha contribuito al successo del vino italiano nel mondo ricordando che il settore enologico è uno dei pilastri del successo del made in Italy nel mondo. Chiediamo al Governo di considerare il grande danno economico che questa decisione comporta e di prevedere aiuti concreti per mantenere alta la competitività internazionale del nostro settore fieristico”.

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