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La Toscana del vino insieme per l’Ucraina

La Toscana del vino insieme per l’UcrainaLa Toscana del vino insieme per i rifugiati ucraini. In occasione di Vinitaly il Consorzio del Brunello, insieme al Consorzio del Chianti Classico e il Consorzio Tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, organizzerà #Viniperlapace, un’asta benefica speciale il cui ricavato andrà alla Caritas della diocesi di Siena-Colle val d’Elsa-Montalcino, a favore delle famiglie rifugiate dall’Ucraina. L’asta si svolgerà l’11 aprile, dalle ore 16 nell’Auditorium Verdi del PalaExpo di Veronafiere, in collaborazione con Sotheby's, e comprenderà circa 30 importanti lotti di grandi bottiglie ed annate, offerte dai produttori soci dei tre Consorzi.

“Da tre marchi di eccellenza del settore vinicolo italiano arriva un segno di grande misericordia e solidarietà nei confronti della popolazione ucraina segnata profondamente duramente da una guerra che da oltre un mese sta devastando il paese”, spiega don Renato Rotellini, segretario generale della Diocesi senese.

Sarà possibile partecipare all’asta sia di persona che inviando offerte attraverso la piattaforma Bidinside (viniperlapace.bidinside.com), partner tecnico della iniziativa.

Vinitaly slitta al 2022, confermato Opera Wine

VinitalyCome già nel 2020, anche il 2021 sarà senza Vinitaly. L’edizione n. 54, inizialmente fissata in calendario ad aprile e poi a giugno, è stata definitivamente posticipata al 2022, precisamente dal 10 al 13 aprile, mentre è confermata al momento la decima edizione di OperaWine (19-20 giugno). A pesare, spiega il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, sono “le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti. Si tratta di una scelta di responsabilità, ancorché dolorosa; un ulteriore arresto forzato che priva il vino italiano della sua manifestazione di riferimento per la promozione nazionale e internazionale. In attesa che lo scenario ritorni favorevole Vinitaly continua a lavorare congiuntamente con tutti i protagonisti anche istituzionali del settore, a partire dal ministero delle Politiche agricole e Ice-Agenzia oltre a tutte le associazioni e le categorie, per continuare a supportare la competitività del vino made in Italy sia sul mercato interno che sui Paesi già proiettati alla ripresa, Usa, Cina e Russia in primis”.

“Confermiamo OperaWine con la presenza di Wine Spectator e delle top aziende del settore individuate dalla rivista americana per il 10° anniversario dell’iniziativa che rimane in programma il 19 e 20 giugno prossimo a Verona – sottolinea il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani - l’evento, tutto declinato alla ripartenza del settore, grazie alla partecipazione di stampa e operatori nazionali e internazionali, farà anche da collettore e traino a tutte le aziende del vino che vorranno partecipare a un calendario b2b che Veronafiere sta già approntando”.

Operawine sarà preceduta, sempre a giugno, dal Vinitaly Design international packaging competition (11 giugno) e da Vinitaly 5 Stars Wine The book (16-18 giugno), mentre la Vinitaly international Academy (21-24 giugno) chiuderà gli eventi estivi in presenza. Tra le novità anche un evento eccezionale di promozione a forte spinta istituzionale a ottobre prossimo e che traghetterà il settore alla 54ª edizione di Vinitaly nel 2022. “Si tratta di Vinitaly-edizione speciale - prosegue Giovanni Mantovani - una manifestazione rigorosamente b2b che segnerà la ripresa delle relazioni commerciali nazionali e internazionali in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre”.

“Vogliamo mantenere viva l'attenzione del mondo sul vino italiano, uno degli ambasciatori più significativi del Made in Italy – afferma il presidente di ICE Agenzia, Carlo Ferro –. Le iniziative messe in campo da Veronafiere per mantenere il file rouge tra Vinitaly 2019 e 2022, con l’edizione di Vinitaly-edizione speciale e le altre manifestazioni che faremo insieme hanno questo obiettivo. Senza soluzione di continuità, nonostante la pandemia mondiale e grazie all’impiego di nuovi strumenti in chiave di commercio digitale. Faccio i miei auguri a tutto il team di Veronafiere e ai produttori vinicoli con la convinzione che gli eventi in programma per il 2021 contribuiranno a sostenere l'eccellenza del nostro Paese”.

In attesa della ripresa degli eventi fisici nel nostro Paese, Vinitaly prosegue in presenza sui mercati internazionali, a partire dalla Russia con le tappe a Mosca e a San Pietroburgo in programma dal 23 al 25 marzo. Dal 3 al 6 aprile sarà la volta di Vinitaly Chengdu e poi a giugno di Wine to Asia (Shenzhen, 8-10 giugno). E sarà ancora la Cina ad aprire con il road show il calendario estero autunnale di Vinitaly (13-17 settembre) prima di trasferirsi in Brasile per la Wine South America (22-24 settembre). Veronafiere, inoltre, mette a disposizione il proprio know how per realizzare ulteriori eventi di promozione in altri mercati obiettivo per il settore.

La decisone dello spostamento di Vinitaly è stata condivisa con le organizzazioni e associazioni della filiera vitivinicola e agricola. Di seguito, in ordine alfabetico, le dichiarazioni di: Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentare, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv).

“Prendiamo atto della decisione di posticipare la 54ª edizione di Vinitaly al 2022 – afferma il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative agroalimentari, Luca Rigotti –. Una scelta certamente non facile ma che, alla luce dell’attuale situazione sanitaria, è in linea con quanto auspicato dall’Alleanza delle Cooperative Italiane-Agroalimentare. Accogliamo con favore, inoltre, le altre iniziative di promozione proposte da Veronafiere per i prossimi mesi: l’aspettativa è poter entrare finalmente in una fase caratterizzata da un maggiore livello di sicurezza e da minori incertezze per il comparto vitivinicolo, condizioni necessarie anche per poter rilanciare, grazie all’esperienza ed alla competenza di Veronafiere, il settore vitivinicolo a livello internazionale”.

Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, “la decisione assunta da Veronafiere di posticipare al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly va nella direzione suggerita dalla filiera del vino, ma soprattutto tiene conto del perdurare di una situazione di grave difficoltà generata dall'emergenza pandemica, che non ha ancora trovato una risposta risolutiva nella vaccinazione. Una scelta di responsabilità che condividiamo ampiamente, così come siamo pronti a sostenere le altre iniziative, annunciate da Veronafiere e messe in calendario sia per il prossimo giugno, che per l'ottobre. È necessario da parte del mondo del vino farsi trovare pronto al giorno della ripartenza dei mercati e quindi è molto importante tenere alta l'attenzione anche con manifestazioni capaci di creare relazioni nazionali e internazionali e interesse verso il nostro settore. Ma ancora più importante sarà il sostegno che il governo italiano e l'Europa sapranno mettere in campo a favore dell'intero agroalimentare che, dopo oltre un anno di pandemia, sta accusando il peso della crisi al pari degli altri settori dell'economia nazionale”.

“Siamo a fianco di Veronafiere per continuare a sostenere il settore, tutte le aziende e i produttori che ogni giorno contribuiscono a rendere il vino una delle eccellenze del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo – dice presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino –. La pandemia ancora morde e costringe a un ulteriore rinvio degli eventi in presenza, ma siamo pronti a lavorare insieme al Vinitaly per supportare, in questa fase difficile, un comparto prezioso per l’agroalimentare con una produzione del valore di circa 12 miliardi di euro e una reputazione imbattibile”.

“Lo spostamento del Vinitaly è un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del prodotto agroalimentare made in Italy più esportato nel mondo dove, nonostante la pandemia, il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020”, afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.

“La decisione di Veronafiere, benché dolorosa, va nella giusta direzione – commenta presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. Apprezziamo in particolare la capacità di resilienza e di proposta variegata in un momento molto difficile per il comparto vino. Confagricoltura dà pieno appoggio a Veronafiere e all’intero settore fieristico agroalimentare nazionale. Siamo convinti che occorra sostenere la validità del sistema italiano ed evitare pericolose aperture ad altre realtà internazionali. Riteniamo inoltre che la Fiera di Verona, con le sue attività e il Vinitaly, sia un validissimo strumento di promozione e di immagine per tutto il comparto vitivinicolo italiano. Auspichiamo pertanto di ripartire a pieno ritmo nel 2022, dando ampio risalto alle iniziative in programma da oggi fino alla prossima edizione del Vinitaly, insieme alle nostre imprese che fanno grande nel mondo l’Italia del vino”.

Per il presidente di Copagri, Franco Verrascina, “la scelta di Veronafiere, seppure dolorosa, conferma la serietà dell’ente fieristico e la volontà di sostenere i viticoltori al meglio in questo momento critico. Ci mettiamo a disposizione per collaborare ed essere al fianco di Veronafiere nel programmare sia la 54ª edizione di Vinitaly che per l’evento speciale di ottobre, dando un segnale al mondo vitivinicolo per la promozione e valorizzazione dei grandi vini italiani”.

“È un grande dispiacere l’annuncio del rinvio, ma la realtà della pandemia non lascia spazio ad ipotesi alternative: abbiamo difficoltà a programmare viaggi e contatti, avremmo difficoltà nell’accogliere gli ospiti negli stand – afferma Sandro Boscaini, presidente di Federvini – ma il secondo rinvio amplia il vuoto che Vinitaly lascia. Abbiamo necessità di contatti internazionali, abbiamo necessità di presentare i nostri prodotti e restare in contatto con il grandissimo numero di operatori nazionali ed internazionali che affluivano a Verona. Siamo certi che l’esperienza e la professionalità di Vinitaly, con l’aiuto di ICE Agenzia, possano essere di grandissimo aiuto per le nostre Imprese, con formule e proposte da studiare rapidamente insieme”.

“Comprendiamo e condividiamo le ragioni che hanno portato Veronafiere al rinvio della manifestazione di riferimento per il vino italiano – spiega il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona –. Riteniamo però che sia fondamentale in questo difficile momento tenere acceso il motore della promozione e perciò appoggiamo l’intenzione di Vinitaly di sostenere il settore anche nel corso di quest’anno attraverso l’organizzazione di eventi mirati in favore del business e dell’immagine internazionale del vino tricolore”.

“Non posso che rimarcare il dispiacere di dover rinunciare anche quest’anno al Vinitaly, la principale manifestazione di riferimento del settore vinicolo italiano – commenta il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro –. Una manifestazione ricca di eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all'incontro degli espositori con gli operatori del settore nazionali ed internazionali, che ha contribuito al successo del vino italiano nel mondo ricordando che il settore enologico è uno dei pilastri del successo del made in Italy nel mondo. Chiediamo al Governo di considerare il grande danno economico che questa decisione comporta e di prevedere aiuti concreti per mantenere alta la competitività internazionale del nostro settore fieristico”.

Vinitaly non si farà. Evento rinviato ad aprile 2021

Vinitaly non si farà. Evento rinviato ad aprile 2021Prima il rinvio da aprile a giugno, adesso la resa. Vinitaly nel 2020 non si farà. Per la prima volta nella sua storia la grande manifestazione del vino è costretta a saltare un anno, con l’edizione n. 54 che è già stata riprogrammata dal 18 al 21 aprile 2021. Lo comunica dopo un Cda straordinario l’ente organizzatore, Veronafiere, in accordo con i rappresentanti delle associazioni di settore. 

“Il perdurare dell’emergenza Coronavirus ha reso improcrastinabile la decisione - sottolinea il presidente di Veronafiere Maurizio Danese - ad oggi sono oltre 200 le manifestazioni sottoposte a revisione di calendario, con una perdita complessiva che sfiora i 6 miliardi di euro e 51.400 posti di lavoro a rischio, senza considerare l’indotto e la perdita di 39 miliardi di euro di export generati dalle rassegne internazionali per le PMI europee”.

“Il post emergenza per noi si chiama rinascita, che fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare potesse avvenire a giugno - spiega il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani - ma la crisi sanitaria si è decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech si spostano quindi al prossimo anno. Per questo, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende”.

Il Consorzio del Brunello con Vinitaly a giugno

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello“Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è convinto che il Vinitaly a giugno andrà fatto e partecipato. Siamo una bandiera del Made in Italy nel mondo e a maggior ragione ci sentiamo di ribadirlo in un momento difficile come questo, a sostegno della fiera veronese”. A dirlo il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci. “È chiaro - aggiunge Bindocci - come la crisi abbia determinato una forzatura nel calendario, ma è altrettanto evidente che allo stato attuale Vinitaly non potesse realisticamente garantire ad aprile standard di business adeguati. Tuttavia, al di là delle visioni pragmatiche, riteniamo fondamentale esserci per dare un segnale al mondo di ripartenza del nostro Paese e delle nostre produzioni. Un senso di responsabilità che, ne siamo certi, è condiviso anche dalle nostre aziende, abituate a superare le fasi critiche della storia”.

Dopo ProWein rinviato anche Vinitaly

Il padiglione della Toscana a VinitalyNiente da fare. Vinitaly, esattamente come ProWein, è stato rinviato. Ma se per l’evento di Düsseldorf ancora non si conosce la nuova data, per la fiera dedicata al vino tra le più importanti al mondo, che si tiene ogni anno a Verona, dovrebbero essere già fissati i giorni in cui verrà recuperata: dal 14 al 17 giugno con OperaWine che si terrà invece il 13. Negli ultimi giorni le voci di uno slittamento si erano fatte sempre più insistenti e a breve dovrebbe arrivare il comunicato ufficiale. L’evolversi della situazione legata al Coronavirus, con i collegamenti aerei sempre più difficili per l’Italia, hanno reso il quadro della situazione sempre più complicato. E nonostante la fiducia dei giorni precedenti, il finale, ora dopo ora, sembrava sempre più orientato a un posticipo delle date.

Coronavirus, confermate le date di Vinitaly 2020

Il Coronavirus non ferma e non sposta Vinitaly 2017Vinitaly 2020. “Veronafiere conferma le date dell’edizione n. 54 di Vinitaly, che sarà regolarmente in calendario nella terza decade, e precisamente da domenica 19 a mercoledì 22 aprile”, si legge in una nota della Fiera di Verona, che ha appena chiuso il cda decisivo. Una decisione “frutto anche di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder e del mercato, incluse le principali organizzazioni di settore. Si tratta di una decisione concertata, inoltre, con il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia e con il sindaco di Verona, Federico Sboarina”. Tutto confermato, dunque, per il più importante appuntamento del mondo dedicato al vino italiano, dove il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, che ha appena chiuso con successo l’edizione n. 28 di Benvenuto Brunello, sarà protagonista con uno spazio all’interno del padiglione della Toscana.

“Il mondo del vino italiano già in passato ha dato un segnale positivo di svolta - sottolinea il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani - siamo convinti che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia ed a rilanciare un clima di fiducia nel Paese. Siamo consapevoli delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo”.

Conferma anche per Opera Wine 2020, la ormai tradizionale anteprima di Vinitaly, di scena il 18 aprile 2020, con i 103 produttori migliori d’Italia (dei quali ben 15 di Brunello) selezionati da Wine Spectator, ed unica degustazione firmata dalla celebre rivista americana fuori dagli States.

OperaWine 2020, c’è tanto Brunello di Montalcino

Le vigne della tenuta di Casanova di NeriSono 103 le eccellenze del vino italiano selezionate da “Wine Spectator” per “OperaWine” 2020, il tradizionale appuntamento (di scena il 18 aprile 2020) che precede l’apertura di Vinitaly ed unica degustazione firmata dalla celebre rivista americana fuori dagli States. I nomi sono stati annunciati a “Wine2Wine”, la piattaforma di Vinitaly per il business, l’aggiornamento e la formazione professionale della community internazionale del vino di scena fino a domani a Verona. Per quanto riguarda il Brunello, nell’elenco figurano cantine di Montalcino oltre alle aziende che producono (anche) il Brunello. Ciò in attesa di scoprire tutte le etichette che rappresenteranno le aziende per OperaWine: Allegrini, Antinori (Guado al Tasso & Castello della Sala), Altesino, Biondi-Santi, Canalicchio di Sopra, Carpineto (con Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010), Casanova di Neri, Castello Banfi, Eredi Fuligni, Famiglia Cotarella, Il Poggione, Lisini, Marchesi de’ Frescobaldi, San Filippo, Valdicava.

Guarda la video-intervista a Giacomo Neri (Casanova di Neri)

 

I Millenials degli Stati Uniti estimatori del Brunello

(foto Pixabay)Nell’evento promosso dalla cantina Casisano a Vinitaly dal titolo “Il mercato del vino italiano nel mondo, ottiche e prospettive sulle denominazioni di Montalcino”, moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Giorgio Dell’Orefice e in cui Denis Pantini di Nomisma ha presentato dei dati interessanti sul futuro del Brunello, si è parlato anche delle differenze tra i profili dei consumatori italiani e statunitensi di Brunello di Montalcino. Come sappiamo gli Usa sono un mercato di riferimento per il nostro vino e quindi è interessante conoscere “ai raggi x” il profilo del consumatore medio. Chi è costui? Possiamo dire che il Brunello ha un certo appeal nei giovani che possono vantare uno stipendio buono (75.000 dollari annui contro i 35.000 euro annui dei “colleghi” del Belpaese) e che amano informarsi e acquistare su internet. Visualizzando la slide, spicca in primis l’età: se in Italia il “re del Sangiovese” riesce ad attrarre maggiormente un pubblico compreso tra i 36 e i 51 anni (la cosiddetta “Generazione X”), negli States sono i “Millenials” (21-35 anni) a trainare gli acquisti. Il consumatore americano beve Brunello due o più volte a settimana e al ristorante. Quello italiano risponde con “una o più volte” e in wine bar ed enoteche. In comune tra i due target c’è la passione per i “brand noti”, il titolo di studio “alto” e l’abitudine ad acquistare online e a condividere informazioni sui social network. L’appassionato di Brunello italiano è un amante dell’enoturismo, quello americano negli ultimi tre anni ha fatto almeno un viaggio in Italia.

Brunello, il vino italiano più amato negli Usa

La foto di rito con i produttori invitati da Wine Spectator a Opera Wine 2019“What is your favorite type of wine from Italy?” La risposta è...Brunello di Montalcino! Questa mattina a Verona durante la conferenza stampa di presentazione di Opera Wine, la rivista specializzata Wine Spectator (una delle più prestigiose al mondo), ha pubblicato le slide di un sondaggio dove il Brunello si è dimostrato al vertice delle preferenze da parte dei consumatori statunitensi (su un campione di 1.400 persone). Da sottolineare anche che il 43% degli interessati ha dichiarato di essere disposto a spendere 50 o più dollari per l’acquisto di una bottiglia. Brunello re delle preferenze negli States (33%) seguito da Barolo (26%) e Chianti (11%). Opera Wine, che si svolge nella bella cornice di Palazzo della Gran Guardia, come da tradizione caratterizza la vigilia di Vinitaly: e il Grand Tasting a cui hanno partecipato 103 vini d’Italia selezionati dalla rivista Usa Wine Spectator, dei quali sei Brunello di Montalcino (delle griffe Baricci, Lisini, Livio Sassetti, San Filippo, Canalicchio di Sopra e Eredi Fuligni), ha avuto il solito bagno di folla. Domani si aprono le porte di Vinitaly e Montalcino sarà protagonista con 164 aziende (+20% rispetto al 2018), gran parte delle quali collocate all’interno dello spazio del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, nel padiglione 9, quello della Toscana. Oltre 800 mq suddivisi in cinque isole (B4, B5, B6, B7 e B8) all’interno delle quali si trovano lo spazio consortile (isola B6) e i substand di 62 aziende del territorio. Il Consorzio organizzerà degustazioni rivolte esclusivamente a selezionati operatori del settore, oltre a visite e appuntamenti con buyers e delegazioni estere provenienti da tutto il mondo, in collaborazione con Vinitaly International. Ci sarà “la galassia” del vino che conta e ci saremo anche noi della Montalcinonews pronti a raccontarvi i momenti più salienti dell’evento enoico italiano per eccellenza.

Focus - Le etichette di Brunello di Montalcino selezionate da Wine Spectator e presenti oggi ad Opera Wine

Brunello di Montalcino 2010 di Baricci

Brunello di Montalcino Riserva 2006 di Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino Riserva 2007 di Eredi Fuligni

Brunello di Montalcino Riserva 2011 di Lisini

Brunello di Montalcino Pertimali Riserva 2004 di Livio Sassetti

Brunello di Montalcino Le Lucére Riserva 2012 di San Filippo

Focus: le aziende presenti a Vinitaly negli spazi del Consorzio del Brunello

  1. Abbadia Ardenga
  2. Agostina Pieri
  3. Aisna
  4. Bartoli Giusti - Tenuta Comunali
  5. Beatesca
  6. Franco Pacenti - Canalicchio
  7. Canalicchio di Sopra
  8. Cantina di Montalcino
  9. Capanna
  10. Castello Tricerchi
  11. Cava d’Onice
  12. Celestino Pecci
  13. Citille di Sopra
  14. Col di Lamo
  15. Elia Palazzesi - Collelceto
  16. Collemattoni
  17. Collosorbo
  18. Corte dei Venti
  19. Cortonesi
  20. Cupano
  21. Fanti
  22. Fattoi
  23. Fornacina
  24. Fossacolle
  25. Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto
  26. Il Colle
  27. Il Poggiolo & Terra Rossa
  28. La Colombina
  29. La Fiorita
  30. La Fortuna
  31. La Gerla
  32. La Lecciaia
  33. La Magia
  34. La Palazzetta
  35. Lazzeretti
  36. Le Chiuse
  37. Luciani
  38. Palazzo
  39. Piancornello Podere del Visciolo
  40. Pietroso
  41. Pinino
  42. Poggio dell’Aquila
  43. Poggio Lucina
  44. Quercecchio
  45. San Lorenzo
  46. San Polino
  47. Scopone
  48. Sesta di Sopra
  49. Solaria
  50. Talenti
  51. Tassi
  52. Tenuta Buon Tempo
  53. Tenuta Crocedimezzo
  54. Tenuta di Sesta
  55. Terre Nere
  56. Tiezzi
  57. Tornesi
  58. Uccelliera - Voliero
  59. Valdicava
  60. Vasco Sassetti
  61. Ventolaio
  62. Verbena

Banfi e il ricordo per Rudy Buratty a Vinitaly

Gabriele Pazzaglia, Matteo Bagnoli e Marica MencarelliUna giornata che ha commosso i presenti ma che, allo stesso tempo, ha saputo guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Perché quello che di grande è stato fatto in passato continuerà a vivere. Oggi a Vinitaly, Banfi ha ricordato Rudy Buratti, l’indimenticato enologo scomparso, troppo presto, lo scorso gennaio. Per l’iniziativa “I 3 vini del cuore di Rudy Buratti” hanno fatto sentire in tanti la loro presenza tra quelli che hanno lavorato a fianco di questa persona che è rimasta nel cuore di Montalcino e non solo. Il ricordo è stato toccante e puro. Ha parlato Enrico Viglierchio, direttore generale di Banfi, Marica Mencarelli, Gabriele Pazzaglia e Matteo Bagnoli, ovvero il giovane team che ha reso omaggio al maestro attraverso i suoi vini: Mencarelli ha presentato l’Excelsus 2014, Pazzaglia il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2007 e Bagnoli il Florus 2014. Una giornata dove il cuore e i sentimenti hanno guardato verso il cielo. Rudy ne sarà orgoglioso.

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