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Quel feeling tra la Regina e il Brunello di Montalcino

La Regina Elisabetta IIDalla tavola del presidente della Cina fino a quella della Regina d’Inghilterra. Il Brunello di Montalcino è un simbolo internazionale sinonimo di Made in Italy, qualità ed eccellenza. Un aspetto di cui andare orgogliosi, una vittoria di un territorio ma anche uno stimolo ad andare avanti con attenzione e rispetto, mantenendo elevati gli standard qualitativi. Negli ultimi giorni il Brunello è finito in copertina: prima la notizia, data da WineNews, che una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 2007 di Biondi Santi è stata regalata al Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping dal Primo Ministro italiano Giuseppe Conte, in occasione del loro incontro avvenuto in Cina lo scorso 26 aprile. Un dono prezioso selezionato dalla ricca cantina di Palazzo Chigi, curata da Franco Maria Ricci, a capo della Fis. Senza dimenticare che lo scorso marzo tre bottiglie di Brunello di Montalcino furono regalate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sempre al presidente cinese Xi Jinping, al termine della giornata istituzionale tra Italia e Cina andata in scena al Quirinale. Nell’asse Roma-Pechino, il Brunello non manca mai. Dall’Oriente al Regno Unito e precisamente a Buckingham Palace dove l’amata Regina Elisabetta II, dal 1953, vive mantenendo inalterate tradizioni e riti quotidiani. Ovviamente in Inghilterra la bevanda simbolo è il the e la Regina è molto attenta alla qualità di quello che esce dalla cucina. E ogni tanto si concede pure un buon calice di vino rosso. Come riporta il sito di Vanity Fair, in un articolo firmato da Roberta Mercuri, nonostante i vini compaiano di rado in tavola, “Her Majesty ha una predilezione per il Brunello di Montalcino”. E così il nostro Brunello diventa un vino reale, “con la corona” per intendersi. Ma se il suo blasone istituzionale rimane immutato, c’è un’altra statistica che testimonia la personalità di questo prodotto: negli Stati Uniti, mercato di riferimento,sono i “Millenials” (21-35 anni) a trainare gli acquisti. Il Re del Sangiovese non conosce età.

I big del vino della Toscana puntano sull’Igt

Calice di vino Il brand Toscana, nel vino e non solo, è uno dei più forti che l’Italia può offrire. Un brand costruito nei secoli, dalla Firenze del Rinascimento ai giorni nostri. Ed ora i nomi del vino più importanti della regione, fa sapere il sito Winenews.it, tornano a puntarci forte, per rilanciare e valorizzare, e dare un’identità a quell’Igt Toscana sotto cui finiscono oltre 76 milioni di bottiglie, per un valore alla produzione di 380 milioni di euro, e 12.400 ettari rivendicati. È l’obiettivo dei nuovi vertici dell’Ente Tutela del Vino Toscana Igt, che ha eletto presidente Cesare Cecchi, alla guida della storica realtà del Chianti Classico, e vede nel suo Cda big del vino regionale, dall’ad della Marchesi Antinori Renzo Cotarella ad Enrico Viglierchio, dg Castello Banfi, da Sandro Sartor, ad Ruffino, a Paolo Gamberi, dirigente della Frescobaldi, per citarne alcuni. La mission, come detto, è chiara: “il lavoro da fare adesso è quello di operare per costruire un’entità in grado di gestire e soprattutto di tutelare il vino Toscana Igt, cercando di favorire l’inclusione di tutti coloro che operano nella filiera produttiva. Si tratterà - spiega il presidente Cesare Cecchi - di creare una identità specifica ed aumentare la percezione all’esterno di questa Igt, che insieme alle Denominazioni di Origine presenti nella Regione, formano il mix di prodotti che le aziende toscane offrono al mercato”. E che ne fanno una delle superpotenze del vino nel mondo.

Anteprime, Benvenuto Brunello parte il 15 febbraio

Benvenuto Brunello 2018Gennaio non è solo il primo mese dell’anno ma è anche quello che segna l’inizio delle grandi anteprime del vino. La partenza è al nord con “Nebbiolo Prima” (23-27 gennaio), ad Alba con la degustazione delle nuove annate in commercio di Barolo, Barbaresco e Roero, con la kermesse che lascerà il testimone, in staffetta, a Grandi Langhe Doc e Docg, il 28 e 29 gennaio, ancora da Alba, nel cuore dei paesaggi vinicoli patrimonio Unesco che vedranno protagonisti le migliori annate di Barolo, Barbaresco, Dogliani, Roero e Diano e non solo. Dal Piemonte al Veneto dove dal 1 febbraio, a Verona, il Consorzio dei Vini della Valpolicella manda in scena prima la “Valpolicella Annual Conference” n. 2, dove si parlerà de “l’Amarone della Valpolicella come brand di lusso per conquistare i mercati” e del “riconoscimento dei valori del vino” e poi, dal 2 al 4 febbraio, “Anteprima Amarone”, con l’annata 2015 del grande rosso veronese sotto i riflettori. E poi si arriva finalmente in Toscana con la “Tuscany Wine Week”, al via a Firenze con Buy Wine (Fortezza da Basso, 8-9 febbraio), la più importante iniziativa commerciale per il settore vitivinicolo del territorio, organizzata da Regione Toscana e PromoFirenze, con buyer da tutto il mondo per conoscere le nuove annate di oltre 200 aziende, e con la PrimAnteprima (Fortezza da Basso, 9 febbraio), dedicata ad una collettiva di dieci Consorzi in ascesa: Carmignano, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Orcia, Pitigliano e Sovana, Val di Cornia, Valdarno di Sopra e Terre di Pisa. Quindi, sempre a Firenze, la Chianti Lovers (Fortezza da Basso, 10 febbraio), con le nuove annate del Chianti Docg 2018 e della Riserva 2016 del Consorzio Vino Chianti, e la Chianti Classico Collection (Stazione Leopolda, 11-12 febbraio) con le anteprime da botte 2018 e l’Annata 2017, la Riserva 2016 e Gran Selezione 2015 e 2014 del Gallo Nero presentate dal Consorzio Vino Chianti Classico. Grande attesa anche a San Gimignano, per l’Anteprima della Vernaccia del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano (Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada, 10 e 13 febbraio), Annata 2018 e Riserva 2017, e, poi, a Montepulciano per l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano (Fortezza Medicea, 9-11 febbraio) con la regia del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano che presenta l’Annata 2016 e la Riserva 2015. Infine, ultima tappa a Montalcino, come da format, con Benvenuto Brunello (Museo di Montalcino e Complesso di Sant’Agostino, 15-16 febbraio), con il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e l’arrivo sulla scena del Brunello 2014, della Riserva 2013 e del Rosso di Montalcino 2017. I biglietti sono già in vendita online.

Centinaio: “i Consorzi devono far crescere la promozione dei territori”

Il ministro Gian Marco CentinaioLo scorso weekend Vi.Vi.te, il festival del vino cooperativo, è stato protagonista a Milano. Si è parlato anche del ruolo dei Consorzi di tutela e del suo futuro. Lo ha fatto WineNews che ha intervistato il Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Io credo che oggi come oggi il ruolo dei Consorzi sia importantissimo, permette a chi è piccolo di poter guardare oltre il proprio territorio. È un ruolo, però, che i Consorzi devono saper portare avanti e far crescere, quindi diventando proattivi nella promozione, nel controllo e nella programmazione”. Non occupandosi più, quindi, solo di vino, ma della promozione integrata del territorio. “Penso che il Consorzio - continua Centinaio - debba imparare a raccontare un territorio più ampio di quello di un singolo produttore. Se vado in una cantina il produttore mi racconta la sua esperienza, la sua emozione, il suo lavoro, il Consorzio invece deve far sì che tutti questi produttori possono andare a raccontare tutto ciò in Italia ed in giro per il mondo. Serve un adeguamento, penso che ci dovremo sedere insieme ai Consorzi per capire di cosa hanno bisogno: ho delle idee - conclude il Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo - ma non voglio imporle, voglio condividerle, per questo prima dobbiamo sederci ad un tavolo con chi certe proposte di legge dovrà subirle, costruendo insieme un percorso”.

Sommelier, pre-iscrizioni corso AIS a Montalcino

Calice di vino A Montalcino si torna a scuola con AIS Siena: la delegazione senese dell’Associazione Italiana Sommelier, rinnova l'appuntamento per gli appassionati di vino partendo - proprio nella patria della leggenda enoica per eccellenza - con un nuovo corso tecnico per diventare sommelier.

Si tratta di un percorso didattico alla portata di tutti, rivolto sia agli operatori del settore sia a chi vuole approfondire i propri interessi, e che permette di entrare nell’affascinante mondo del vino cogliendone il profilo tecnico, culturale e professionale.

“Anche per quest’anno – spiega Marcello Vagini, delegato AIS Siena e Vice Presidente AIS Toscana - la nostra associazione vuole dare la possibilità di partecipare ai nostri corsi non solo agli addetti del settore, ma anche a giovani allievi e appassionati, che potranno approfondire le loro conoscenze nel mondo del vino. Per questo cerchiamo di attivare corsi base in più località di una provincia estesa come quella senese e sicuramente Montalcino rappresenta una sede imprescindibile sia per l’interesse enologico sia perchè facilmente raggiungibile per chi risiede nella zona a sud di Siena”.

Nel corso di primo livello saranno trattati un discreto numero di argomenti: si prendono in esame argomenti di viticoltura, enologia e del servizio che rappresentano le basi della professionalità del sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini, gli abbinamenti, fino all’organizzazione e alla gestione della cantina dopo aver appreso la terminologia che permetta di descrivere un vino nella sua analisi organolettica. Il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica della degustazione. Al termine di ogni lezione saranno degustati 3 vini con docenti qualificati, la prima lezione sarà condotta dal campione italiano Andrea Galanti.

Sabato 27 Ottobre dalle ore 15.30 alle 19 circa al Museo del Brunello in Loc. Podernovi 170 a Montalcino si terrà la presentazione del corso (dove ci si potrà anche pre-iscrivere). Il costo e' di 590 euro euro frazionabili in tre rate più 80 euro di iscrizione all’Associazione Italiana Sommelier. Tutti i corsisti riceveranno una valigetta con 4 bicchieri da degustazione, un’apribottiglie e i libri di testo esclusivi editi da AIS.

Il corso di 1° livello si articola in 15 lezioni serali teoriche e pratiche tenute da relatori esperti abilitati dall’Associazione Italiana Sommelier. Inizierà il 12 novembre per terminare il 4 Febbraio 2019 e si terrà al Museo del Brunello dalle ore 20.30 alle 23.00, una o due volte a settimana. Questo il calendario completo:

12 Novembre: la figura del Sommelier

19 Novembre : Viticoltura

26 Novembre: Enologia - la produzione del vino

28 Novembre: Enologia - i componenti del vino e la sua evoluzione

*01 Dicembre: visita a una azienda vitivinicola

03 Dicembre: tecnica della degustazione: esame visivo

10 Dicembre: tecnica della degustazione: esame olfattivo

12 Dicembre: tecnica della degustazione: esame gusto-olfattivo

17 Dicembre: spumanti

07 Gennaio: vini passiti, aromatizzati, vendemmie tardive ecc.

14 Gennaio: legislazione ed enografia nazionale

21 Gennaio: birre

23 Gennaio: distillati

28 Gennaio: le funzioni del Sommelier

4 Febbraio: autoverifica e approfondimento sulla degustazione

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il delegato AIS di Siena all’indirizzo e-mail delegato.siena@aistoscana.it o al numero 347 2910564. Attivo anche il gruppo facebook - Corso di 1° livello Montalcino '18-'19.

No abbattimento caprioli Confagricoltura: “danno per vino”

capriolo“E’ una sconfitta per gli agricoltori la sospensione del TAR al piano della Regione che prevedeva l’abbattimento di femmine e piccoli di capriolo”. Queste le parole di Francesco Miari Fulcis, presidente Confagricoltura Toscana che commenta così la decisione del TAR di accogliere il ricorso presentato dall'associazione Urca: “Si vanificano così tutti gli sforzi fatti per dar seguito agli obiettivi della delibera di Giunta regionale che puntava a far fronte ad una situazione insostenibile per l’agricoltura toscana, la sovrappopolazione di questa specie danneggia in modo irreparabile il nostro sistema agricolo senza che ci possa essere una soluzione adeguata”.

“Quello che i fautori del ricorso contro la delibera regionale non hanno chiaro è che il piano di controllo doveva servire a riportare un equilibrio nella densità di questi animali, equilibrio che è necessario all’ecosistema ambientale. Siamo di fronte a una popolazione abnorme, a un numero spropositato di caprioli. Confagricoltura non ha un ruolo attivo sul prelievo degli ungulati ma ha a cuore la tutela della biodiversità e del paesaggio, per questo riteniamo che il piano di prelievo del capriolo debba essere rispettato”.

I danni arrecati dai caprioli interessano in particolar modo il settore vitivinicolo, soprattutto in un periodo delicato come quello della maturazione delle uve, come spiega Francesco Colpizzi, Presidente federazione vitivinicola di Confagricoltura Toscana: “Questi animali mangiano sia i germogli delle viti che i frutti creando danni di milioni di euro: non si tratta solo di registrare una diminuzione della quantità di vino, i viticoltori sono privati in questo modo, di un prodotto che non è replicabile (le uve di una stagione sono prodotti irripetibili) senza considerare i danni strutturali perché le piante private dei germogli vanno in sofferenza. Troviamo singolare che il ricorso al TAR sia stato promosso non dal mondo ambientalista, ma da Urca, un’associazione del mondo venatorio, che ha interessi nella commercializzazione della carni degli ungulati selvatici e non certo impegnata nella difesa dell’ecosistema”.

 

Prime impressioni aspettando la vendemmia

La campagna toscana attorno a MontalcinoCome sarà la prossima vendemmia? Ancora è ovviamente presto per dirlo. Ma qualche impressione c’è già, alla luce anche dell’andamento climatico registrato nei mesi precedenti che, a differenza di quanto verificato un anno fa di questi tempi, si avvicinano di più alla “normalità”. L’inverno ha fatto l’inverno, la primavera è stata piovosa e l’inizio dell’estate lo possiamo definire mite con temperature importanti solo a partire da luglio inoltrato. Proprio come quelle di questi giorni. In particolare il grande nemico del 2017, la siccità, è stato allontanato e quanto avvenuto in Toscana non è un caso unico con 1.000 mm di precipitazioni già a metà 2018, contro i 450 totali del 2017.

Certo che la piovosità insistente ha messo comunque alla prova i produttori. Ma, allo stesso tempo, era fondamentale per i terreni vitati avere a disposizione preziose risorse idriche per affrontare la lunga estate calda che sta per arrivare. E che sarà decisiva per definire qualità e carattere dell’annata. Saranno fondamentali le settimane che precedono la vendemmia per i primi giudizi. Intanto ecco alcuni pareri su quello che sta accadendo nei vigneti di Montalcino.

Carlo Ferrini, parlando della sua azienda, Giodo, evidenzia che “finalmente luglio ha portato temperature nella norma. Sicuramente il freddo invernale e le piogge primaverili, anche se abbondanti, sono stati più che positivi soprattutto per ristabilire le falde sotterranee. Di contro è stato fondamentale il controllo delle varie malattie (soprattutto la peronospora). Ad oggi i grappoli sono bellissimi e in quantità ideale”.

Restando nella patria del Brunello, Fabrizio Lazzeri, agronomo di Tenute Silvio Nardi, afferma come “a causa dell’andamento primaverile si assiste a un evidente ritardo nelle fasi fenologiche della vite e per una completa invaiatura si è dovuto attendere la fine di luglio. La qualità delle uve appare buona e ben supportata da una parete fogliare in eccellenti condizioni, tali da garantire ottima maturazione fino alla vendemmia”. Le prime impressioni, a quanto pare, sono più che buone. A presto per altri aggiornamenti.

NY Wine Expericence, Montalcino al top

Priscilla Incisa, Giacomo Neri e Jacopo Biondi Santi“Nel 2006 siamo arrivati primi con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001, undici anni dopo è arrivato il quarto posto con il Brunello di Montalcino Etichetta Bianca 2012. Per noi è un onore e una grande gioia perché conferma la costanza per il lavoro che facciamo e cinquanta anni di storia unica. Siamo davvero felici”. Queste le parole rilasciate alla Montalcinonews da Giacomo Neri in merito alla notizia del tasting dedicato ai migliori 10 vini del 2017 di “Wine Spectator” che saranno protagonisti di un importante evento a Manhattan (la “New York Wine Expericence”). Giacomo Neri presenterà, in veste di produttore, uno dei suoi gioielli di famiglia davanti all’importante platea degli States. Un Paese, gli Usa, che rimane il primo mercato straniero per l’Italia del vino, dove le importazioni enoiche, nei primi 5 mesi del 2018, sono diminuite del 6,8% in volume e cresciute del 9,7% in valore, con l’Italia che, secondo l’Italian Wine & Food Institute, è cresciuta del +0,6% in quantità e del +11,3% in valore (608 milioni di dollari). Italia che, per mantenere le sue posizioni di leadership e per contenere il poderoso recupero dei vini francesi, sta investendo risorse delle cantine private, di player come Vinitaly e l’Ice, che proprio dagli States ha fatto partire la sua campagna istituzionale “Italian Wine - Taste the Passion”, in corso, con un investimento di 8 milioni di euro.

Giacomo NeriD’altronde per fare promozione nei grandi mercati serve una presenza costante, ma servono anche i grandi eventi. E il Belpaese sarà, appunto, attore principale di uno degli appuntamenti del vino più celebri in Usa, la “New York Wine Experience” di “Wine Spectator”, come da tradizione di scena ad ottobre (18-20) al Marriot Marquis Hotel, nel cuore di Manhattan. E, in attesa di conoscere le cantine (50, nel 2017, per il nostro Paese), l’Italia sarà protagonista dei seminari della “New York Wine Experience”, come quello dedicato alla verticale dei vini della Tenuta Greppo di Biondi Santi, la cantina dove nell’Ottocento è nato il Brunello di Montalcino, mentre tra le “Wine Stars” ci sarà Priscilla Incisa della Rocchetta, che guida la celebre Tenuta San Guido, culla del Sassicaia, insieme al padre Nicolò Incisa della Rocchetta E poi, come detto prima, il tasting sui top 10 di “Wine Spectator” con Casanova di Neri ancora una volta portabandiera di Montalcino.

Redditività vino ed ettari vitati: Montalcino presente

Brunello di MontalcinoSe c’è un parametro che sta a cuore alle aziende private del vino italiano, è la redditività, su cui si è focalizzata ancora una volta l’analisi della giornalista Anna Di Martino, riportata da WineNews. In questo senso, con un rapporto tra ebitda e fatturato superiore al 20%, al primo posto si piazza anche quest’anno la Tenuta San Guido del Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, ovvero la celebre maison di Bolgheri dove nasce e dove è custodito il Sassicaia, tra i vini più quotati al mondo, con un indice del 53,45%. Il secondo posto è ancora una volta della Marchesi Antinori, con un rapporto del 46,11%, che cresce di ben 4 punti rispetto allo scorso anno, nonostante i continui investimenti aziendali e a fronte di un fatturato che ha superato i 200 milioni, sei volte superiore a quello della cantina di Bolgheri, prima della classe. Non mancano poi altre aziende che producono Brunello di Montalcino. Al quarto posto della classifica di Anna Di Martino per “Corriere Economia” troviamo la Marchesi Frescobaldi con il 32,86%. All’ottavo posto Famiglia Cotarella, con il 26,2%. Scendendo fino a quota 19%, il campionato della redditività incrocia anche la toscana Cecchi, tra le cantine che più stanno investendo nella produzione.

È sempre riservata alle aziende private e alle famiglie in particolare, anche la speciale graduatoria che raccoglie le proprietà viticole più importanti. Sul gradino più alto, come sempre, Marchesi Antinori, di gran lunga la numero uno con 2.880 ettari in produzione: 200 ettari in più dello scorso a seguito degli ultimi acquisti in Toscana, e a riprova di come terra e vigna siano sempre l’asset decisivo nella strategia operativa della antica maison presieduta da Albiera Antinori. Alle spalle della numero uno, solo tre aziende possono vantare una proprietà superiore ai 1.000 ettari. Sono la Zonin 1821 (con 1.990 ettari), la Marchesi Frescobaldi (1.350 ettari, 100 in più del 2016) e la Castello Banfi, la maggiore azienda di Montalcino della famiglia italo americana Mariani-May, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 40 anni di attività nella preziosa terra del Brunello. Tra le cantine che vantano un’estensione di vigneti superiore ai 200 ettari c’è anche Cecchi (298 ettari) e Tenute Piccini (l’azienda toscana ha potenziato di 30 ettari le sue proprietà vitate) e Agricola San Felice.

Vino e vendita diretta nel centro storico: un’opportunità

Vino PadellettiSi parla spesso della tipologia di attività presenti nel centro storico di Montalcino. Ovviamente ci sono tante enoteche, il vino è il prodotto “re” del territorio, anche se, tra tutte queste, scarseggiano le aziende che propongono vendita diretta nella parte antica della città. Quest’ultime, infatti, si contano nelle dita di una mano o poco più: ovvero Valentiano, Bartoli-Giusti, Lazzeretti, Villa Vipressi, Tenuta Pian delle Ginestre, Poggio Rubino. Questa settimana se ne aggiungerà però un’altra, precisamente quella dell’Azienda Padelletti, che inaugurerà il nuovo punto di vendita diretta in via Mazzini 32, nel cuore di Montalcino. Una scelta interessante anche per la tipologia di proposta che verrà attuata: accanto alle bottiglie delle ultime annate, ci saranno anche quelle storiche, rarità e pezzi “quasi introvabili”. Perché poi il turista è curioso, adora la storia e portarsi a casa un prezioso ricordo: come, ad esempio, la bottiglia di Brunello di Montalcino dell’annata della propria nascita. E chissà che idee come questa non possano essere replicate da altri oppure essere prese come spunto per la creazione di nuove. La visita alle cantine è in cima alle preferenze di chi arriva nel nostro territorio. Se il tessuto imprenditoriale del vino, grazie all’eccellenza del prodotto e ad altre iniziative “stuzzicanti”, riuscisse a contribuire ancora di più all’aumento del flusso turistico nel centro storico sarebbe sicuramente un toccasana per tutti.

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