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Top 100 WS, Argiano unico Brunello. C’è un Rosso

Top 100 Wine SpectatorDopo aver svelato la top 10, culminata con il primo posto del Brunello di Montalcino 2018 di Argiano, Wine Spectator ha appena reso nota l’intera classifica dei migliori 100 vini al mondo. E l’etichetta della cantina dell’imprenditore brasiliano André Santos Esteves, guidata da Bernardino Sani, non è soltanto il “Wine of the Year” per la celebre rivista Usa ma è anche l’unico Brunello ad entrare nella Top 100. Dove, invece, figura l’altra denominazione del territorio, il Rosso di Montalcino, grazie al Rosso di Montalcino 2020 di San Polo, azienda guidata da Allegrini, una delle realtà più prestigiose del vino italiano, che si posiziona al n. 72.

Il Brunello 2018 di Argiano “Wine of the Year” 2023

Brunello 2018 di Argiano Wine of the YearIl Brunello di Montalcino, ancora una volta, sul tetto del mondo, con una delle sue griffe più prestigiose: è il Brunello di Montalcino 2018 di Argiano, cantina dell’imprenditore brasiliano André Santos Esteves, e guidata da Bernardino Sani, il “Wine of The Year”, il vino n. 1 al mondo secondo la celebre rivista “Wine Spectator”. Un primato che bissa, dunque, quello storico, del Brunello di Montalcino 2001 Tenuta Nuova di Casanova di Neri, nel 2001, e che vede l’Italia del vino al top della classifica, per la quinta volta, dopo il Solaia 1997 di Antinori, nel 2000, il Sassicaia 2015 della Tenuta San Guido, nel 2018, e l’Ornellaia 1998 di Tenuta dell’Ornellaia, nel 2001 (oggi di Frescobaldi, all’epoca di Lodovico Antinori, ndr).

“Emozionato, felice e orgoglioso per questo riconoscimento - commenta a caldo, a WineNews, Bernardino Sani - che arriva, esattamente, dopo dieci anni di duro lavoro iniziato nel 2013, con l’arrivo della famiglia Esteves, partendo dalla ristrutturazione dei vigneti, con la mappatura e la zonazione dei vigneti di Brunello, e proseguito con un forte lavoro in cantina per produrre vini territoriali e far emergere la forza di questo meraviglioso territorio. Sono senese, ho sempre lavorato intorno a Montalcino e credo fermamente che il Brunello di Montalcino sia tra i migliori vini al mondo, qualcosa di eccezionale. Sono molto contento poi che il riconoscimento sia andato all’annata 2018, che alcuni hanno minimizzato, mentre, secondo me, è una grande annata che è riuscita a trasmettere l’eleganza di un territorio che è anche storia, arte, cultura e bellezza”.

“Per la sua tradizionale espressione del Brunello, la sua qualità e il suo valore, il Brunello di Montalcino 2018 di Argiano è il nostro Vino dell’Anno”, scrive Bruce Sanderson, senior editor di “Wine Spectator”. Un vino quello della Tenuta di Aragiano che vanta una delle citazioni in assoluto più illustri: quella del poeta Giosuè Carducci, primo italiano Premio Nobel per la Letteratura, che, a fine Ottocento, scriveva “mi tersi con il vin d’Argiano, il quale è buono tanto”, ospite nella Villa rinascimentale, progetto del grande architetto Baldassarre Peruzzi, e della contessa Ersilia Caetani Lovatelli, all’epoca “signora” di una delle più antiche tenute e cantine del territorio, poi appartenuta ad un’altra contessa, Noemi Marone Cinzano. E che, oggi, continua ad essere un “unicum”, grazie alla nuova proprietà dell’imprenditore brasiliano Andrè Esteves, nella lista dei milionari di “Forbes”, collezionista di vini ed arte rinascimentale, appassionato dell’Italia, e che ne ha fatto una vera e propria cantina-museo, tra opere d’arte e i più grandi vini italiani e francesi, a partire dalle Riserve storiche di Brunello.

Con il Brunello di Montalcino 2008 di Argiano al n. 1, dunque, salgono a tre, come già nel 2022, i vini italiani in “Top 10”, con il Taurasi Radici Riserva 2016 di Mastroberardino al n. 5, ed il Chianti Classico Marchese Antinori Riserva 2020 di Antinori al n. 7. Lunedì 13 novembre, invece, sarà svelata la “Top 100” by Wine Spectator nella sua interezza.

Brunello 2016, il migliore di una generazione

Bruce Sanderson, senior editor di Wine SpectatorIl Brunello di Montalcino 2016 è la migliore annata di una intera generazione. A dirlo è Bruce Sanderson, senior editor di Wine Spectator, nell’articolo pubblicato nel numero di luglio del prestigioso magazine americano dal titolo “Sweet Sixteen: Brunello di Montalcino’s 2016 vintage is the best in a generation”. “Negli ultimi anni Montalcino sta vivendo un momento molto fortunato – spiega Sanderson – con l’eccezione della 2014, una serie di annate eccezionali, a partire dalla 2010, è culminata con la migliore del decennio, la 2016, un’annata da sogno. In poche parole, i Brunello 2016 sono i vini più interessanti dagli anni Novanta”.

Sanderson ha recensito quasi 100 etichette in una degustazione alla cieca nell’ufficio di New York, lo scorso febbraio. Più della metà dei vini assaggiati hanno ottenuto valutazioni da 95 a 100 punti, mentre il resto ha ottenuto un punteggio compreso tra 90 e 94 punti (qui i punteggi top). Tutto ciò testimonia “la grandezza di quest’ annata, che guadagna una valutazione stellare di 99 punti complessivi”, dice il senior editor di Wine Spectator. 99 punti consentono alla 2016 di superare altre due grandissime annate, la 2010 (da 98 punti secondo la rivista Usa) e la 2015 (97 punti).

Sanderson ha poi valutato quasi 50 etichette di Brunello Riserva 2015 (in uscita nel 2021 come il Brunello 2016) che con un ulteriore anno di invecchiamento hanno migliorato ancora l’annata, rendendo la 2015 “eccezionale per la categoria Riserva”.

“Chi sta scoprendo il Brunello di Montalcino per la prima volta – conclude il wine critic – non potrebbe trovare di meglio di queste due annate come introduzione alla denominazione. Chi invece è già innamorato desidererà avere quanti più vini possibile”

Nel numero di luglio di Wine Spectator troviamo tra i vini “altamente raccomandati” che più hanno impressionato il Brunello di Montalcino Riserva 2015 de La Fiorita e tra i vini da collezione il Brunello di Montalcino Gualto Riserva 2015 di Camigliano.

Wine Spectator, i punteggi top delle due annate da sogno

Gli Usa sono il primo mercato estero per il Brunello Le due annate da sogno continuano a conquistare la critica enoica internazionale. Ad elogiare l’accoppiata 2015 e 2016 stavolta è il prestigioso Wine Spectator, che aveva già incoronato un Brunello di Montalcino 2015, Le Lucére di San Filippo, come miglior vino italiano e terzo al mondo (nella Top 100 della più influente rivista di settore al mondo, alla n. 16, era entrato anche il Brunello di Montalcino 2015 di Caprili) e aveva giudicato “sensazionali” gli assaggi di Brunello di Montalcino 2016 a cura del senior editor Bruce Sanderson pubblicati su “Insider Weekly” dello scorso marzo. Nel numero di giugno dell’influente rivista Usa viene dedicato ampio spazio alla denominazione di Montalcino, inserita sia tra i vini “altamente raccomandati” che più hanno impressionato (il Brunello di Montalcino 2016 de Le Chiuse e il Brunello di Montalcino 2016 di Poggio Landi) sia tra i vini da collezione (il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Castello Romitorio, il Brunello di Montalcino 2016 Le Lucére di San Filippo e il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Uccelliera).

Wine Spectator stila poi due classifiche dedicate alle due diverse annate. In cima alla graduatoria relativa al Brunello di Montalcino Riserva 2015 conquistano 98 punti le etichette di Castello Romitorio, Talenti e Uccelliera, mentre al primo posto in quella relativa al Brunello di Montalcino 2016, sempre a 98 punti, c’è un poker di nomi. Si tratta de Le Chiuse, Le Ragnaie, San Filippo e Talenti. In questa seconda classifica sono presenti anche i vini d’annata ma tardivi, che le aziende immettono nel mercato un anno dopo rispetto alla normale uscita. Si tratta del Brunello di Montalcino Cerretalto 2015 di Casanova di Neri, del Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2015 di Biondi Santi, del Brunello di Montalcino Vigna Nastagio 2015 di Col d’Orcia e del Brunello di Montalcino Ugolaia 2015 di Lisini.

I migliori assaggi di Brunello di Montalcino Riserva 2015

98 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Castello Romitorio
Brunello di Montalcino Pian di Conte Riserva 2015 di Talenti
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Uccelliera

97 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Altesino
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Baricci
Brunello di Montalcino AdAlberto Riserva 2015 di Caprili
Brunello di Montalcino Gualto Riserva 2015 di Camigliano
Brunello di Montalcino Vigna di Pian Rosso Santa Caterina d’Oro Riserva 2015 di Ciacci Piccolomini d’Aragona
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Padelletti
Brunello di Montalcino Le Lucére Riserva 2015 di San Filippo
Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2015 di Valdicava

96 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Podere Brizio
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Carpineto
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Fuligni
Brunello di Montalcino Gli Angeli Riserva 2015 de La Gerla
Brunello di Montalcino Riserva 2015 de Le Macioche
Brunello di Montalcino La Mannella Riserva 2015 di Cortonesi
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Poggio di Sotto

95 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Fattoria dei Barbi
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Canalicchio di Sopra
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Donatella Cinelli Colombini
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Conti Costanti
Brunello di Montalcino Vigna Le Macchiarelle Riserva 2015 di Fanti
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Fattoi
Brunello di Montalcino Vigna Paganelli Riserva 2015 de Il Poggione
Brunello di Montalcino Pertimali Riserva 2015 di Livio Sassetti
Brunello di Montalcino Gemini Riserva 2015 de La Serena

I migliori assaggi di Brunello di Montalcino 2016

98 punti

Brunello di Montalcino 2016 de Le Chiuse
Brunello di Montalcino Casanovina Montosoli 2016 de Le Ragnaie
Brunello di Montalcino Le Lucére 2016 di San Filippo
Brunello di Montalcino Piero 2016 di Talenti

97 punti

Brunello di Montalcino Montosoli 2016 di Altesino
Brunello di Montalcino Montosoli 2016 di Baricci
Brunello di Montalcino Cerretalto 2015 di Casanova di Neri
Brunello di Montalcino 2016 di Conti Costanti
Brunello di Montalcino Pelagrilli 2016 di Siro Pacenti
Brunello di Montalcino 2016 di Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2016 di Poggio Landi
Brunello di Montalcino Petroso 2016 de Le Ragnaie
Brunello di Montalcino 2016 di San Filippo
Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2016 di Valdicava

96 punti

Brunello di Montalcino Vigna Marrucheto 2016 di Banfi
Brunello di Montalcino 2016 di Podere Brizio
Brunello di Montalcino La Casaccia 2016 di Canalicchio di Sopra
Brunello di Montalcino 2016 di Caparzo
Brunello di Montalcino Campo del Drago 2016 di Castiglion del Bosco
Brunello di Montalcino Luce della Vite 2016 di Frescobaldi
Brunello di Montalcino 2016 de Il Poggione
Brunello di Montalcino 2016 de Le Ragnaie
Brunello di Montalcino Fornace 2016 de Le Ragnaie
Brunello di Montalcino V.V. 2016 de Le Ragnaie

95 punti

Brunello di Montalcino 2016 di Altesino
Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2016 di Argiano
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2016 di Banfi
Brunello di Montalcino 2016 di Fattoria dei Barbi
Brunello di Montalcino Vigna del Fiore 2016 di Fattoria dei Barbi
Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2015 di Biondi Santi
Brunello di Montalcino 2016 di Gianni Brunelli
Brunello di Montalcino La Casa 2016 di Caparzo
Brunello di Montalcino 2016 di Caprili
Brunello di Montalcino 2016 di Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2016 di Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Vigna Nastagio 2015 di Col d’Orcia
Brunello di Montalcino 2016 di Fuligni
Brunello di Montalcino Ugolaia 2015 di Lisini
Brunello di Montalcino 2016 de Le Macioche
Brunello di Montalcino 2016 di Màtè
Brunello di Montalcino Le Raunate 2016 di Mocali
Brunello di Montalcino Chiuso del Lupo 2016 di Poggio Landi
Brunello di Montalcino Sugarille 2016 di Pieve Santa Restituta
Brunello di Montalcino Podernovi 2016 di San Polo
Brunello di Montalcino 2016 de Le Potazzine
Brunello di Montalcino Filo di Seta 2016 di Castello Romitorio
Brunello di Montalcino 2016 di Talenti
Brunello di Montalcino 2016 di Uccelliera
Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2016 di Val di Suga
Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2016 di Val di Suga

WS, un Brunello 2015 sul podio del mondo

Roberto Giannelli (azienda San Filippo)Con la 3° posizione annunciata oggi dalla top 100 di Wine Spectator, la speciale classifica sui migliori vini del pianeta redatta come ogni anno dalla rivista americana di settore più influente al mondo, un Brunello di Montalcino torna sul podio. In attesa di scoprire, domani, il nome del vincitore, il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo si attesta al primo posto tra i vini italiani.

“Siamo felici di questo riconoscimento - spiega il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci - perché darà una mano importante a tutta la denominazione e ci complimentiamo con un’azienda, la San Filippo, che come nella nostra migliore tradizione persegue da tempo la qualità totale. Ma siamo anche particolarmente orgogliosi della nostra annata 2015 che ci ha permesso di limitare i danni in questo tragico anno. È un prodotto che stupisce per una qualità media forse senza precedenti, ma che dovrà condividere la scena con la 2016, annata considerata straordinaria ancora prima di essere messa in commercio”.

Sono 128 i Brunello di Montalcino 2015 che hanno conseguito quest’anno i massimi riconoscimenti di 7 tra le principali guide italiane del vino (Ais Vitae, Bibenda, Cernilli, Gambero Rosso, Slow Wine, Touring, Veronelli); si tratta di un risultato che trova pochi precedenti nella storia moderna dei ranking di settore. Ma la 2016, in commercio dal prossimo gennaio, promette una concorrenza interna inedita tra 2 annate consecutive. Per Bindocci “la critica internazionale che ha avuto modo di degustare in anteprima la nuova annata in queste settimane, è già divisa su quale sia la migliore. Noi al Consorzio ci limitiamo a osservare come 2 millesimi consecutivi di questo livello a Montalcino non li abbiamo mai avuti e forse non è un caso siano arrivati ora”.

La disfida tra annate è già partita: da una parte, per l’americano di stanza a Hong Kong, James Suckling, tra i più influenti critici enologici del mondo che ha appena inserito 11 Brunelli nella sua ultima top 100, “la 2016 sarebbe stata l’annata più grande di sempre per il Brunello se non fosse per la 2015”. Dall’altra la super esperta Monica Larner, firma di punta di Robert Parker e il suo The Wine Advocate, nell’assegnare due 100/100 ad altrettante aziende del borgo ha ammesso il proprio debole per la 2016, per cui lamenta addirittura un “imbarazzo della scelta dato dalla troppa presenza di vini eccellenti”. Infatti, dei 163 vini recensiti da Monica Larner circa la metà ha conseguito punteggi da 95/100 in su per dei tasting. La partita tra le annate prosegue su una delle più autorevoli testate online, Vinous, dove Eric Guido parla per entrambe di “Rinascimento di Montalcino, per una denominazione che non ho mai visto così viva come oggi”, mentre il magazine Usa Wine Enthusiast premia un Brunello 2015 al terzo posto mondiale nella top 100.

Il proprietario dell’azienda San Filippo, Roberto Giannelli, fiorentino, si occupava di trading immobiliare fino a una ventina di anni fa. Il mondo del vino lo aveva accarezzato quando, con gli amici, aveva visitato alcune cantine. Poi, nel 2003, una coincidenza lo portò per la prima volta a Montalcino. “Mi avevano chiesto un parere per immettere sul mercato l’azienda San Filippo, se conoscevo qualcuno interessato a rilevarla - racconta Giannelli sul sito ufficiale del Consorzio - e alla fine mi sono deciso a comprarla io. Certo, non è stato uno scherzo. Avevo 37 anni e parliamo di una proprietà di 22 ettari di cui 10 vitati. Ma il sistema bancario a quel tempo ti aiutava, ho avuto il supporto di alcuni produttori. E poi, semplicemente, mi ero innamorato di Montalcino. Così ho ceduto le mie partecipazioni e mi sono lanciato nel mondo del vino, misurandomi con uno dei territori enoici più prestigiosi”.

Brunello 2015, i punteggi di Wine Spectator

Wine Spectator“Gli americani amano il Brunello di Montalcino”. Lo scrivono Marvin Shanken e Thomas Matthews nell’editoriale dell’ultimo numero della prestigiosa rivista Usa Wine Spectator, dove il senior editor Bruce Sanderson racconta il Brunello 2015, l’ultima annata appena uscita e da lui giudicata con 95 punti, in un articolo in cui guida i lettori fra i vini migliori e i “best value”.

Al primo posto con 97 punti il Brunello di Montalcino Casanovina Montosoli 2015 de Le Ragnaie e il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo. Seguono, con 96 punti, il Brunello di Montalcino Vigna del Suolo 2015 di Argiano, il Brunello di Montalcino Fornace 2015 de Le Ragnaie, il Brunello di Montalcino V.V. 2015 de Le Ragnaie, il Brunello di Montalcino Piaggione 2015 di Podere Salicutti e il Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2015 di Valdicava. Totalizzano 95 punti il Brunello di Montalcino Montosoli 2015 di Altesino, il Brunello di Montalcino 2015 di Caprili, il Brunello di Montalcino 2015 di Carpineto, il Brunello di Montalcino 2015 de Le Chiuse, il Brunello di Montalcino 2015 de Il Marroneto, il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2015 di Mastrojanni, il Brunello di Montalcino Vigne Vecchie 2015 di Siro Pacenti, il Brunello di Montalcino Rennina 2015 di Pieve Santa Restituta, il Brunello di Montalcino Podernovi 2015 di Poggio San Polo, il Brunello di Montalcino 2015 de Il Poggione, il Brunello di Montalcino 2015 di Renieri, il Brunello di Montalcino Teatro 2015 di Podere Salicutti, il Brunello di Montalcino 2015 di San Filippo, il Brunello di Montalcino 2015 di Talenti, il Brunello di Montalcino 2015 di Uccelliera e il Brunello di Montalcino 2015 di Valdicava.

Brunello, Wine Spectator celebra i 40 anni della Docg

Veduta di Montalcino (foto: Giuseppe Sanfilippo)“Celebrating Brunello di Montalcino”. Con questo titolo la prestigiosa rivista Usa “Wine Spectator” omaggia i 40 anni della Docg del Brunello di Montalcino, primo vino italiano a ricevere il riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nel 1980, quando a presiedere il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino era Enzo Tiezzi e la produzione era di circa 63.000 bottiglie annue (adesso si producono più di 10 milioni di bottiglie). Il magazine americano, nell’edizione di maggio appena uscita, dedica un ampio approfondimento alla storia di Montalcino e del suo Brunello, alle 12 annate a 5 stelle degli ultimi 40 anni, al terroir perfetto per far crescere il Sangiovese, alla Val d’Orcia patrimonio Unesco, agli abbinamenti a piatti gastronomici e agli altri vini di Montalcino (Rosso di Montalcino, Moscadello e Sant’Antimo). Dalla sua nascita, nel 1967, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha protetto e incentivato questa terra consacrata, promuovendo disciplina e una meticolosa attenzione verso i vigneti e le cantine. “In questo modo il nostro business compete non sul piano del prezzo ma della qualità - spiega a Wine Spectator il presidente Fabrizio Bindocci - abbiamo perseguito a lungo questa politica lungimirante”.

Il Centine 2017 di Banfi tra i top sotto i 25 dollari

Centine Toscana IgtUna numerosa fascia di consumatori quando si ritrova a scegliere un vino va alla ricerca dell’equilibrio vincente, non sempre facile da trovare, nel rapporto tra qualità e prezzo. Per fortuna l’Italia è in grado di proporre una ricca varietà di prodotti, buoni, a costi decisamente accessibili. Non a caso ciò si riflette nella grande presenza di vini italiani nella “100 Top Values” di Wine Spectator (riportata da WineNews), la classifica della prestigiosa rivista Usa, che seleziona ogni anno le 100 migliori etichette che, allo scaffale Usa, mercato n. 1 del mondo e di vitale importanza per l’Italia, costano meno di 25 dollari. In tutto sono 17 le bottiglie italiane in lista, poco meno di una su 5, con una selezione che abbraccia, come sempre, tutta Italia. Tra questi, nella categoria “Elegant reds”,troviamo anche il Castello Banfi Toscana Centine 2017, un vino (Toscana Igt) particolarmente versatile che nasce dall’incontro tra la migliore tradizione Toscana del Sangiovese e quella internazionale del Cabernet Sauvignon e del Merlot.

I “re” del Brunello nella storia di Wine Spectator

Piero Antinori Un’altra Top 100 firmata Wine Spectator è passata, la 2018, e come le 30 che l’hanno preceduta (la prima risale al lontano 1988) è destinata a portare una ventata di aria fresca per le aziende ed i vini capaci di entrare nella ristrettissima selezione del magazine Usa. Il passato, del resto, è pieno di case history del genere, di vini spesso eccezionali diventati improvvisamente dei veri e propri miti dell’enologia mondiale. E se per qualcuno è stato un successo fugace, ci sono aziende che negli anni hanno dimostrato enorme costanza, diventando vere e proprie habitué della chart di Wine Spectator. Su tutti, secondo un'analisi di Winenews.it, tre delle griffe più rappresentative del vino italiano nel mondo, con 13 etichette ciascuna piazzate nelle 31 edizioni della Top 100 svelate sin qui: Marchesi de’ Frescobaldi, storica famiglia del vino di Toscana, con radici profonde sia nel territorio del Brunello che in quello del Chianti e del Chianti Classico e 700 anni di storia alle spalle, Antinori, forse il nome del vino italiano più celebre nel mondo ed una galassia produttiva che oggi va dal Chianti Classico al Bolgheri, dal Brunello di Montalcino alla Maremma, dal Nobile di Montepulciano alle Langhe, dalla Puglia all’Umbria, passando per la Franciacorta, gli Usa, la Romania e l’Ungheria, e Gaja, le roi del Barbaresco ed artigiano del Rinascimento del vino italiano nel mondo, che dal Piemonte si è fatto ammaliare dalla Toscana del Brunello di Montalcino prima e di Bolgheri poi.

A quota 10 etichette troviamo Castello Banfi, la cantina fondata nel 1978 dalla famiglia Mariani che ha dato un contributo fondamentale all’affermazione del Brunello di Montalcino nel mondo. A quota 7 Allegrini e San Felice, la cantina del gruppo assicurativo Allianz con proprietà in tutta la Toscana, da Montalcino a Bolgheri. 5 etichette per Poggio Antico, cantina tra le più rappresentative, nella classifica di Wine Spectator, per il Brunello di Montalcino. Con 4 etichette ci sono Carpineto, “maison” fondata nel 1967 nel Chianti Classico ed oggi con proprietà nei territori toscani più significativi (da Montepulciano a Montalcino, dalla Maremma al Chianti), Casanova di Neri, oggi una delle realtà più importanti del Brunello di Montalcino, capace di arrivare alla vetta nel 2001 con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001, e Altesino, che dalla collina di Montosoli ha fatto la storia del Brunello di Montalcino, oggi di proprietà di Elisabetta Gnudi. Infine, con 3 presenze nelle top 100 di Wine Spectator, da segnalare anche Caparzo (che condivide la stessa proprietà di Altesino) e Ciacci Piccolomini d’Aragona.

Top 100 Wine Spectator, il 19 la classifica finale

Calici di BrunelloIl primo nome italiano c’è già. Iniziato il “count down” della classifica enoica più attesa dell’anno, la “Top 100” del magazine Usa “Wine Spectator”, che fino al 16 novembre svelerà, posizione dopo posizione, il vertice della sua graduatoria fino ad arrivare alla classifica completa che sarà svelata il 19 novembre. L’Italia ha giù un posto nella top 10 e precisamente al n. 9 con l’Etna San Lorenzo 2016 di Tenuta delle Terre Nere di Marc de Grazie: è la conferma della crescita della Sicilia enoica e di uno dei suoi territori d’elezione. E così il Belpaese si piazza già in quella “top 10” in cui, nel 2017 l’unico italiano è stato il Brunello di Montalcino 2012 di Casanova di Neri, il migliore delle 16 etichette d'Italia, lo stesso numero del 2016 (mentre il record tricolore è del 2001, quando furono ben 21). L’Italia, fino ad oggi, ha conquistato per tre volte il primo posto in 28 edizioni, nel 2000 con il Solaia 1997, nel 2001 con l’Ornellaia 1998 e nel 2006 con il Brunello di Montalcino 2001 Tenuta Nuova di Casanova di Neri.

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