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6 Agosto 2026 Addio a Francesco Guccini, in concerto anche a Montalcino, nel 2009, quando “aprì” il Festival della Valdorcia
Ha toccato e riempito anche Montalcino, la poesia in musica di Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori italiani, scomparso oggi, a 86 anni, a Pavana, nell’Appennino Pistoiese. Era il 13 giugno 2009, e Guccini tenne un unico concerto estivo, nel campo sportivo della Fortezza di Montalcino, in quella che fu, ad un tempo, un’anteprima dell’edizione n. 14 del “diffuso” Festival della Valdorcia e del Festival Internazionale di Montalcino n. 30 (poi scomparso, ndr).
Un evento in cui il cantautore modenese ebbe modo di apprezzare anche le eccellenze enogastronomiche locali, a partire dal Brunello di Montalcino, ovviamente, e di mostrare anche la sua anima da “gastronomo”, confessando, in un’intervista a WineNews, uno dei siti del wine & food più seguiti d’Italia, di non avere un vero e proprio vino preferito, “perchè dipende da cosa si mangia, da dove ci si trova”, spiegò Guccini. Che oltre ad essere stato uno dei più grandi cantautori italiani, è stato anche un grande “cantore” del vino nelle sue tante sfaccettature, da compagno della convivialità, con gli amici che si ritrovavano intorno ai “tavoli pieni di vino” (Farewell), a “rosso saggio” a cui “chiedi i tuoi perchè” (Un altro giorno è andato), fino al “vino che muove i ricordi” (Il Frate), e a tante altre citazioni possibili.
Per un vino che, per Guccini, come aveva detto in un’altra intervista a WineNews, raccolta nel 2016 al festival “Collisioni” a Barolo, “è un fatto culturale”, ma anche “una delle leggende che mi trascino dietro, perché ne ho parlato nelle mie canzoni. Lo adoro, lo bevo volentieri, mi piace, ma non sono né un bevone né un ubriacone, questo sia chiaro”. Francesco Guccini che, sempre nel 2009, in un’intervista a “La Repubblica”, in una Montalcino ancora scossa dall’inchiesta sul Brunello, a proposito del vino principe di Montalcino, dichiarò: “il Brunello è un grandissimo vino, e i produttori si devono accorgere di avere in mano una grande fortuna, e devono capire che non si può sempre guadagnare a scapito della qualità”.
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