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Camilleri e il legame tra Brunello e Ferrari

Louis Camilleri, amministratore della Ferrari e proprietario della Tenuta il Giardinello a Montalcino“La Ferrari è diventata un simbolo nel mondo perchè frutto di una grande artigianalità, e la stessa cosa è per il grande vino, e anche per il cibo”: è il messaggio, a WineNews, di Louis Camilleri, amministratore della Ferrari, e proprietario della Tenuta il Giardinello a Montalcino, dove era presente durante la Cena di Gala di “Benvenuto Brunello”. Una data simbolica, visto che il 15 febbraio ha segnato la presentazione della nuova SF90, la vettura che lotterà, guidata da Vettel e LeClerc, per il mondiale di F1, e il debutto delle nuove annate di Brunello di Montalcino sul mercato, la 2014 e la Riserva 2013.“E in entrambi i casi domina il rosso”, ha scherzato Camilleri, secondo cui “ci aspetta un futuro molto emozionante, sia per la Ferrari, perchè iniziano i test a Barcellona, e siamo molto contenti per la macchina, i piloti ed il nuovo direttore tecnico, che per il Brunello di Montalcino. Sono le eccellenze italiane”.

Tutti i numeri da record di Benvenuto Brunello 2019

Patrizio Cencioni, Luciano Ferraro e Alex Zanardi al Teatro degli AstrusiI numeri dell’anno scorso, quando oltre 250 giornalisti erano accorsi all’anteprima, sono stati superati e adesso si può parlare di “edizione da record”: sono stati infatti 300 i giornalisti italiani e stranieri accorsi a Montalcino per assaggiare in anteprima le annate 2014 del Brunello che, nonostante le difficoltà, si è dimostrata all’altezza della sua fama grazie all’ottimo lavoro in vigna dei produttori, la riserva 2013, il Rosso 2017, il Moscadello e il Sant’Antimo. Alla stampa si sono aggiunti oltre 3000 tra operatori del settore e wine lovers, che hanno letteralmente invaso il complesso di Sant’Agostino e i banchi degli assaggi.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e questo successo è la degna conclusione di un anno, il 2018, in cui abbiamo assistito a un incremento delle presenze di visitatori sul nostro territorio – ha commentato il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni. Sempre più turisti, appassionati ed esperti vengono a Montalcino durante tutto l’anno e non soltanto concentrati nei periodi della vendemmia o in estate, il che ci fa credere che non solo siamo in grado di offrire un prodotto unico in Italia e nel mondo, ma che siamo sempre più capaci di garantire un’offerta adatta alle esigenze di un visitatore di alto profilo, che ricerca l’unicità di un’esperienza a 360°”.

Ad arricchire il programma dell’anteprima due convegni che hanno attirato l’interesse del pubblico presente. In particolare il confronto tra il Brunello e i vini francesi ha fatto emergere il vantaggio dei francesi creato in passato per “tenere a bada” lo scalpitante cugino italiano, che deve ancora crescere in termini di numeri ma non di qualità.

Sabato è stato poi il giorno di Alex Zanardi, che ha conquistato tutti con la sua passione, la sua simpatia e la sua travolgente grinta e che ha donato al Consorzio la piastrella celebrativa della vendemmia a 4 stelle del 2018. Anche quest’anno l’evento è stato oggetto di moltissima attenzione social mediatica che i partecipanti a Benvenuto Brunello hanno potuto verificare di persona grazie alla presenza del Social Wall, in cui per tutti e 4 i giorni sono stati mostrati i contenuti caricati in rete dagli utenti. Alex Zanardi ha raggiunto Sting: se l’anno scorso il cantautore inglese era stato il protagonista della formella celebrativa e aveva portato a un boom di contenuti social con l’hashtag ufficiale #BenvenutoBrunello2018, quintuplicando i numeri dell’anno precedente, non è stata da meno l’attenzione di giornalisti, operatori e turisti in visita a Montalcino nel 2019: anche grazie alla presenza di Alex Zanardi, infatti, #BenvenutoBrunello2019 è stato utilizzato in 800 post solo su Instagram, sugli stessi livelli dell’anno scorso. Considerando anche Twitter, dove gli ugc dedicati all’evento hanno portato Benvenuto Brunello 2019 tra i trending topic grazie ai contributi di utenti giunti a Montalcino da ogni parte del mondo, si conferma quindi la potenza anche sui social network di questo evento.

Confermata la validità della formula d’ingresso a pagamento per gli appassionati, il cui riscontro testimonia il forte interesse per il mondo dei wine lovers nei confronti del prodotto Brunello.

Consegnati poi sempre sabato i premi Leccio d’Oro 2019, assegnati all’Enoteca di Ghino di Pienza (Siena) per la categoria “enoteca Italia”, il ristorante Reale di Castel di Sangro (L’Aquila) per la categoria “ristorante Italia”, l’Hedonism Wines di Londra per la categoria “enoteca estero” e il ristorante Ozio di Tokyo per la categoria “ristorante estero”.

Zanardi a Montalcino: “Brunello unico al mondo”

Patrizio Cencioni e Alex ZanardiOggi a Benvenuto Brunello è stata la giornata di Alex Zanardi. Un personaggio di una simpatia travolgente e di una semplicità rara. Un grande campione, e questo lo sapevamo già da tempo, ma anche un uomo che ti entra subito nel cuore. E di ciò abbiamo avuta una conferma, dal vivo, di quello che avevamo sempre pensato e visto in televisione. Le sue parole nel palco del Teatro degli Astrusi di Montalcino sono rimaste impresse e anche con noi Zanardi è stato gentilissimo e immediatamente disponibile per fare un’intervista. Il primo e unico pilota italiano a vincere il prestigioso titolo di Formula Cart in America (uno dei tanti successi di una carriera piena di trionfi) ha avuto un sorriso per tutti, una battuta per ogni situazione. E il momento dell’affissione della piastrella celebrativa da lui realizzata è stato un evento che Montalcino non dimenticherà. Ed è stato bello vedere tanti bambini chiedergli un autografo e gli adulti una foto: ovviamente il sì è arrivato in un baleno. Quella che è andata in scena oggi è stata anche una bella festa di vita perché Zanardi è in grado di sprigionare una carica pazzesca che è contagiosa. Uno stimolo ad andare avanti con positività e ad affrontare le sfide della vita. Con umiltà e forza di volontà perché niente è impossibile. In questo video ripercorriamo i momenti più belli di questa giornata e le dichiarazioni rilasciate da Zanardi ai nostri microfoni. Si parla di Montalcino, di Brunello e di sport! E grazie ancora Alex.

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La cena di gala di Benvenuto Brunello 2019

Atmosfera elegante, pubblico delle grandi occasioni e piatti deliziosi. Ieri sera ai Chiostri di Sant’Agostino si è tenuta la tradizionale cena di gala di Benvenuto Brunello. La chef Valeria Piccini, del ristorante Da Caino a Montemerano (due stelle Michelin) e del Winter Garden By Caino Restaurant che si trova all’interno del The St. Regis Florence a Firenze (una stella Michelin), insieme al suo staff ha preparato un’ottima cena per il numeroso pubblico presente alla serata. C’era anche Louis Camilleri, ad Ferrari (la cui vettura di Formula Uno è presentata proprio ieri) insieme alla compagna Natalie Oliveros, produttrice di vino con “La Fiorita”. E oggi Benvenuto Brunello continua...

Benvenuto Brunello, i commenti della stampa

Antonio Boco, giornalista del Gambero RossoIl primo giorno di Benvenuto Brunello, come da tradizione, è dedicato alla stampa, sia nazionale che internazionale. Abbiamo fatto un giro nel Chiostro del Complesso di Sant’Agostino per registrare i primi feedback degli assaggi di Brunello di Montalcino 2014, Brunello di Montalcino Riserva 2013 e Rosso di Montalcino 2017. Ecco cosa ci hanno risposto i giornalisti intervistati.

 

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Italia vs Francia, vincono i cugini ma il Brunello c’è

Il presidente del Consorzio del Brunello Patrizio CencioniMercato e competitività dei grandi vini rossi, un confronto tra Italia e Francia e il posizionamento del Brunello di Montalcino. Se ne è parlato oggi nel corso del primo convegno della giornata inaugurale di Benvenuto Brunello dal titolo “Super Vini e Super Prezzi - Il Brunello e i Francesi”, incontro condotto dal giornalista Luciano Ferraro del Corriere della Sera. Presenti anche il giornalista Federico Quaranta, Giampiero Bertolini, ad Tenuta Il Greppo Biondi Santi; Lorenzo Pasquini, enologo di Chateau Giscours Chateau Du Tertre e Jerome Gautheret, corrispondente dall’Italia per Le Monde e proprietario di Maison Louis Latour. Il dibattito è partito dalla ricerca di Nomisma Wine Monitor su “mercato e competitività dei vini rossi italiani di qualità: un confronto Italia/Francia e il posizionamento del Brunello di Montalcino” e successivamente gli ospiti si sono confrontati dando vita a un interessante dibattito. Il gap tra Francia e Italia c’è, inutile negarlo. Ma ci sono anche delle buone prospettive per colmare questa differenza. Ci vorrà tempo, certo. I segnali positivi, secondo chi lavora in questo mondo, ci sono. E per quanto riguarda il Brunello, come testimoniano le dichiarazioni che abbiamo raccolto prima dell’inizio della tavola rotonda, tutti sono d’accordo su una cosa: il suo valore è indiscutibile.

Giampiero Bertolini, Ad Tenuta Il Greppo Biondi Santi: “La posizione del Brunello è una posizione assolutamente straordinaria adesso perché ha un enorme potenziale di fronte a sé, su questo non c’è dubbio. Le possibilità di colmare rispetto ai vini francesi non sono così immediate, sono strategie di lungo termine. La Francia ha una storicità che noi non abbiamo, in Italia e nel Brunello, e dovremmo recuperare. Con un’attenta politica qualitativa che deve comunque tendere a migliorare ulteriormente tutti i nostri vini, e soprattutto un’attenta politica commerciale e di comunicazione più adeguata a una costruzione di valore, sono convinto che riusciremo senz’altro a recuperare gran parte di quel gap che abbiamo oggi verso la Francia perché il loro prezzo medio è una volta e mezzo quello dei vini italiani. Io sono assolutamente possibilista che questo possa succedere soprattutto sulle denominazioni come quella del Brunello che oggi sta avendo un momento caldissimo dal punto di vista della richiesta di investimenti che vengono anche dall’estero e Biondi Santi ne è un caso emblematico. Questo riflette un certo potenziale che già oggi esiste sul mercato e che sicuramente può essere molto maggiore in futuro se adeguatamente gestito”.

Federico Quaranta (giornalista): “Vini italiani e vini francesi, il gap c’è, è indubbio: è un gap di comunicazione e di marketing, non è sulla qualità. I nostri produttori sono bravissimi, stanno facendo dei vini eccezionali e dei packaging bellissimi. Cercano anche di operare con marketing di livello ma la distanza è difficile da colmare quando sei indietro. Dovresti accelerare il doppio ma non è che gli altri stanno fermi. Io opterei su altre strade più che a inseguire. La soluzione non ce l’ho ma credo che il vero valore è territoriale. Loro (i francesi ndr) lo chiamano terroir, noi non siamo riusciti a trovare una parola che sia davvero l’alternativa, la traduzione non c’è in italiano. Secondo me già una buona presa d’orgoglio potrebbe essere una strada, così come lavorando sul valore metafisico, su tutte le storie che possiamo raccontare, su quella ricchezza che è proprio territoriale, di radice profonda e poi tanta comunicazione. Cultura e comunicazione”.

Jerome Gautheret (corrispondente dall’Italia per Le Monde): “Per me il gap non è tanto importante, perché quando si parla dei prezzi dei vini francesi si parla solo dell’1% dei vini che sono a dei prezzi che non sono come in Italia. Ma se si guarda al prezzo medio della bottiglia francese, senza parlare dello champagne, sono molto vicini. Il Brunello è un vino di altissima qualità, con un potenziale di invecchiamento incredibile: corposo, strutturato. Ha un’immagine di grandissima qualità, quando si parla dell’Italia in Francia si pensa a un paesaggio di Toscana. La qualità è ottima, se i produttori vogliono raddoppiare i prezzi hanno bisogno di creare alcune piccole produzioni”.

Lorenzo Pasquini, enologo di Chateau Giscours Chateau Du Tertre: “Già il Brunello, soprattutto, e nella maggior parte dei vini toscani, il posizionamento è buonissimo e hanno fatto grandissimi passi negli ultimi decenni. Quindi già si deve essere molto orgogliosi. E poi credo che è una questione di tempo, gli indicatori sono per il nostro futuro radiosi”.

Il convegno vini italiani vs vini francesi, andato in scena al Teatro degli Astrusi di Montalcino durante Benvenuto BrunelloFocus Nomisma Wine Monitor. I dati di Nomisma Wine Monitor sul rapporto tra Italia e Francia nell'export di vino imbottigliato parte dal confronto tra i rossi Dop delle tre regioni vinicole italiane di riferimento (Toscana, Piemonte, Veneto) con quelli delle regioni francesi (Bordeaux, Borgogna). Ne emerge che:

  • Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di destinazione per i vini rossi di entrambi i paesi, pesando per il 21% del totale di categoria nel caso dell’Italia e per il 17% nel caso della Francia.
  • I vini rossi francesi trovano una maggior diffusione presso i mercati asiatici: Cina, Hong Kong e Giappone pesano congiuntamente per il 31% sul totale export di categoria; per l’Italia questi tre mercati incidono per appena il 7,5%.
  • Nel periodo 2012-2017, l’export italiano di rossi imbottigliati negli USA è aumentato del 7%, quello francese del 56%. In Cina, l’export di vini rossi italiani è cresciuto dell’82%, quello francese del 40%.
  • Nei primi 10 mesi del 2018, l’export di rossi italiani è cresciuto negli USA, Svizzera, Svezia, Cina e Francia, mentre è diminuito sensibilmente in Germania e UK.
  • Per quanto riguarda invece l’export francese di vini rossi nei top mkt di destinazione, si riscontrano crescite ovunque salvo Cina (dove il calo è rilevante, -17%) e Giappone.
  • I vini rossi francesi vengono esportati ad un prezzo medio attorno ai 6 euro litro, contro i 4,64 di quelli italiani.
  • Il differenziale risulta più alto (65%) nel caso dei rossi DOP, dove i vini francesi vengono esportati ad un prezzo medio superiore a 9,1 €/litro contro i 5,5€ di quelli italiani.
  • Tale differenziale viene amplificato dal posizionamento dei rossi di Borgogna (25,5 €/litro) che si collocano ai vertici della classifica in termini di prezzo medio all’export, seguiti dai rossi di Bordeaux, il cui prezzo (12€/litro) è superiore del 32% rispetto ai rossi piemontesi e del 75% rispetto ai rossi Dop toscani.

Nel lungo periodo (2012-2017 e 2018) l’Italia consolida la crescita delle esportazioni in Svizzera, Francia e Cina. In quest’ultimo paese la Francia sta invece conoscendo un calo importante.

In questo contesto il Brunello, e le altre denominazioni di Montalcino, rappresentano un’eccezione in quanto l’export pesa per il 70% dell’intera produzione. Per il Brunello la penetrazione nei 3 paesi asiatici sale al 15% dell’export totale, non arrivando ai livelli dei vini francesi ma registrando comunque il doppio rispetto alla media degli altri rossi italiani.

E se anche il mercato nazionale assorbe “solamente” il 30% della produzione, il 44% dei consumatori italiani ha bevuto Brunello di Montalcino nel corso dell’ultimo anno. Secondo Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor “l’identikit del consumatore italiano di Brunello che emerge dalle nostre indagini è prevalentemente di sesso maschile, residente al Centro Italia, con titolo di studio e reddito alto e appartenente alla cosiddetta generazione X, quella della fascia 36-51 anni”. Molto buona anche conoscenza e reputazione del Brunello. Sempre secondo il focus Wine Monitor, solamente 5 consumatori italiani su 100 non conoscono questo vino mentre per tutti gli altri, l’ottima qualità e il percepito di prodotto di lusso (status symbol) rappresentano i principali aggettivi che lo contraddistinguono rispetto agli altri vini.

Un ultimo dato del confronto: i grandi rossi italiani significano Tradizione, Relax, Divertimento mentre quelli d’oltralpe Creatività, Eleganza, Esclusività.

Guarda le video-interviste!

Italia vs Francia, prove di pace dal mondo del vino

A Benvenuto Brunello l’Italia e la Francia del vino insieme con un obiettivo comuneMentre l’Italia e la Francia della politica si sfidano fino alla crisi diplomatica, l’Italia e la Francia del vino discutono insieme con un obiettivo comune: valorizzare i grandi rossi dei due Paesi nel mondo. Succederà a Montalcino, il 15 febbraio, primo giorno di Benvenuto Brunello 2019, con un convegno al Teatro degli Astrusi (ore 11) condotto da Luciano Ferraro dal titolo “Super Vini e Super Prezzi - Il Brunello e i Francesi” che mette di fronte le grandi potenze mondiali del vino. Alla presenza del giornalista Federico Quaranta, Giampiero Bertolini della Tenuta Biondi Santi Il Greppo, l’enologo di Chateau Giscours Chateau Du Tertre Lorenzo Pasquini e Jerome Gautheret, corrispondente dall’Italia per Le Monde e proprietario di Maison Louis Latour, il dibattito partirà dalla ricerca di Nomisma Wine Monitor su “mercato e competitività dei vini rossi italiani di qualità: un confronto Italia/Francia e il posizionamento del Brunello di Montalcino”, dalla quale emergeranno indicazioni molto interessanti, utili per i produttori italiani per capire cosa dice il consumatore Usa o in quali mercati un Paese è più forte dell’altro e dove si può fare sinergia. E soprattutto come colmare il gap che vede i vini francesi di pregio sempre avanti, magari sfruttando proprio la loro capacità di saper valorizzare il vino attraverso il sogno ed il mito che ci sono dentro una bottiglia di grande rosso.

L’edizione n. 27 di Benvenuto Brunello proseguirà il 16 febbraio, sempre alle ore 11 al Teatro degli Astrusi, quando Ferraro condurrà la tavola rotonda dal titolo “Il racconto del vino in TV” insieme agli storici volti nazionali Marcello Masi e Rocco Tolfa di Rai2 e Gioacchino Bonsignore del Tg5, e a Monique Soltani dell’emittente americana Wine Oh TV. Prima e dopo la tavola rotonda, si assegneranno il Premio Leccio d’Oro e il Premio Giulio Gambelli 2019 e verranno presentate la vendemmia 2018 e la formella celebrativa, realizzata dal campione paraolimpico Alex Zanardi.

L’anteprima del grande rosso toscano terminerà il 18 febbraio e come sempre avrà al centro di tutto le degustazioni che si svolgeranno nella suggestiva cornice del Complesso di Sant’Agostino e che vedranno protagonisti il Brunello di Montalcino 2014, la Riserva 2013, il Rosso di Montalcino 2017, il Moscadello e il Sant’Antimo.

Quest’anno, per la prima volta, l’evento sceglie un titolo che caratterizza l’annata che andrà sul mercato: per il 2014 si è scelto “Eleganza alla prova” attorno al quale si sviluppa un calendario di incontri a tema che si svolgeranno nelle giornate di venerdì e sabato. Grazie alla collaborazione con Vivaticket, partner per i servizi di accredito e prevendita dei biglietti per gli operatori e i privati, gli appassionati di vino potranno accedere all’anteprima nelle giornate di sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 acquistando il biglietto al costo di 40 euro, evitando code e attese. I biglietti sono disponibili sul sito del Consorzio www.consorziobrunellodimontalcino.it.

Il programma di Benvenuto Brunello 2019

Sting firmò la formella celebrativa di Benvenuto Brunello 2018Nel 2019 Benvenuto Brunello, l’anteprima del grande rosso toscano, avrà per la prima volta un titolo a caratterizzare l’annata che andrà sul mercato. Per la 2014 è stato scelto “Eleganza alla prova”, attorno al quale si svilupperà un calendario di incontri a tema che si svolgeranno al Teatro degli Astrusi nei primi due giorni della kermesse. Il primo appuntamento il 15 febbraio (ore 11), con una tavola rotonda condotta dal giornalista del Corriere della Sera Luciano Ferraro dal titolo “Super Vini e Super Prezzi - Il Brunello e i Francesi” a cui parteciperanno Federico Quaranta (giornalista), Giampiero Bertolini (Tenuta Biondi Santi Il Greppo), Lorenzo Pasquini (enologo di Chateau Giscours Chateau Du Tertre) e Jerome Gautheret, corrisponde dall’Italia per Le Monde e proprietario di Maison Louis Latour. Il 16 febbraio (ore 11) Ferraro condurrà un incontro dal titolo “Il racconto del vino in TV” insieme agli storici volti nazionali Marcello Masi e Rocco Tolfa (autori e conduttori dei Signori del Vino su Rai 2), Gioacchino Bonsignore (Tg5) e Monique Soltani dell’emittente americana Wine Oh TV. Confermati poi i tradizionali appuntamenti di sabato mattina, a partire dalle 10.30 sempre al Teatro degli Astrusi, con l’assegnazione del Premio Leccio d’Oro e del Giulio Gambelli 2019 e la presentazione della vendemmia 2018 e della  formella celebrativa.

Ma al centro di tutto, come sempre, saranno le degustazioni di Brunello 2014, Brunello Riserva 2013, Rosso 2017, Moscadello e Sant’Antimo, che si svolgeranno nella suggestiva cornice del Complesso di Sant’Agostino. Gli appassionati di vino potranno accedere a Benvenuto Brunello dal 16 al 18 febbraio, acquistando il biglietto (costo 40 euro) sul sito del Consorzio, evitando code e attese.

Benvenuto Brunello, prima tappa a New York

Benvenuto Brunello, prima tappa del 2019 a New YorkLa prima tappa del 2019 del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino sarà negli Stati Uniti, a dimostrazione del grande feeling che lega il Brunello al mercato a stelle e strisce. Il 28 gennaio a New York, nel locale Tribeca 360, si terrà “Benvenuto Brunello Usa”, col pubblico americano che potrà assaggiare in anteprima assoluta le nuove annate di Brunello di Montalcino 2014, Brunello di Montalcino Riserva 2013 e Rosso di Montalcino 2017, ma anche altri due pregiati prodotti di Montalcino, il Moscadello e il Sant’Antimo. L’evento, rivolto alla stampa e ad operatori del settore, vedrà la partecipazione di 30 aziende del territorio, che presenteranno le loro nuove annate durante il walk around tasting.

Parallelamente, si svolgeranno due seminari di approfondimento condotti da Giacomo Pondini, direttore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, e Nick Jackson, per anni wine buyer e wine specialist alla casa d’aste Sotheby’s, prima a Londra e poi a New York, e candidato a diventare Master of Wine. I seminari prevedono alcuni cenni storici di Montalcino e spiegazioni su denominazioni, terreni, produzione e tutti gli aspetti che caratterizzano il Brunello e gli altri vini, in modo da far comprendere il valore economico di questi prodotti di estrema qualità e far accrescere la conoscenza della zona vitivinicola di Montalcino.

“Benvenuto Brunello” si sposterà poi a Montalcino, il borgo medievale nel cuore della Toscana dove viene “forgiato” il prezioso Brunello, dal 15 al 18 febbraio (i biglietti si possono acquistare qui).

Questo l’elenco delle cantine presenti a New York: Altesino, Banfi, Beatesca, Belpoggio, Capanna, Capanne Ricci, Caparzo, Carpineto, Col d’Orcia, Cortonesi - La Mannella, Fanti, Fattoria dei Barbi, Il Poggiolo - Terra Rossa, Il Poggione, La Fiorita, La Magia, La Togata, Le Chiuse, Le Macioche, Musico, Palazzesi Elia Collelceto, Palazzo, Pinino, Poggio San Polo, Ridolfi, Sassodisole, Talenti, Tenuta Corte Pavone, Uccelliera-Voliero, Villa Poggio Salvi.

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