Montalcino in guida “I 100 Vini e Vignaioli d’Italia” 2027 del “Corriere” by Ferraro-Suckling. Premio speciale per Bertolini (Biondi Santi)
La fotografia di un Paese che si racconta attraverso il vino, campione assoluto di un made in Italy “non delocalizzabile”, e indissolubilmente legato ai suoi territori di origine. Ma anche il racconto, attraverso le storie dei vignaioli, di un rapporto tra l’Italia (e il mondo) e il vino che è cambiato profondamente. Come racconta il cambiamento di prospettiva tra oggi, epoca cui il vino, da una parte della comunità scientifica, è visto come qualcosa da evitare assolutamente, con un salutismo esasperato che sta impattando fortemente (insieme ad altri fattori, tra economia e tensioni geopolitiche), a 60 anni fa, quando, nel 1978, la campionessa olimpionica Sara Simeoni, prima di stabilire il suo record mondiale di salto in alto (durato 30 anni) a Brescia, si concesse un sorso di Bonarda, in pista, per darsi la carica. E poi il vino nel calice, con la ricerca dell’eccellenza enoica, anch’essa in fase di cambiamento, dove a grandi classici si affiancano nuovi territori, anche per la capacità dei produttori di interpretare il cambiamento climatico. C’è tutto questo, in estrema sintesi, nella guida “I migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia” 2027, firmata da Luciano Ferraro, vice direttore del quotidiano “Corriere della Sera”, con la selezione dei vini curata dal celebre critico americano James Suckling (che, nella sua “Top 100 Wines of Italy 2026”, ha messo al n. 1 il Brunello di Montalcino 2021 Eredi Fuligni, guidata da Roberto Guerrini), con la prefazione del critico televisivo Aldo Grasso, e con un focus del “Vine Master Pruner” Marco Simonit sulle “10 vigne centenarie d’Italia” , che sarà presentata, ufficialmente, venerdì 29 ottobre, a Milano, in Sala Buzzati, al “Corriere della Sera”, e che sarà poi in edicola da sabato 30 ottobre. E che, proprio oggi, Winenews, uno dei siti di riferimento del vino italiano, ha anticipato.
Un premio speciale, “Manager del vino”, è andato a colui che “ha mantenuto l’identità toscana di un’azienda ceduta ai francesi”, ovvero Giampiero Bertolini, amministratore delegato Biondi Santi, cantina culla del Brunello, resa immortale dalla famiglia Biondi Santi, che a Montalcino al Greppo alla fine dell’Ottocento ha “inventato” il Brunello, ed oggi di proprietà del gruppo francese Epi.
I produttori, i 100 in guida (la lista delle cantine di Montalcino sono nel focus sotto) che, ha detto lo stesso Luciano Ferraro, vice direttore del “Corriere della Sera”, “non comprende necessariamente i produttori italiani più bravi, ma quelli che secondo noi hanno un contenuto narrativo interessante, qualcosa da dire, attraverso i loro vini”. In guida, novità di questa edizione n. 13, gli abbinamenti cibo-vino, con i piatti di alcuni grandi chef di tutta Italia.
Focus - Le cantine in guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia 2027”
Camigliano - Famiglia Ghezzi
Casanova di Neri - Giacomo Neri
Casanuova delle Cerbaie - Alessandro Brigidi
Frescobaldi - Lamberto Frescobaldi
Belpoggio - Enrico Martellozzo
Grattamacco - Luca Marrone (che, a Montalcino, ha Poggio di Sotto)
Il Borro - Salvatore Ferragamo (che, a Montalcino, ha Il Pinino)
Le Potazzine - Sofia e Viola Gorelli
Marchesi Antinori - Albiera Antinori (che, a Montalcino, ha Pian delle Vigne)
San Filippo - Roberto Giannelli
Tenute Folonari - Ambrogio e Giovanni Folonari (che, a Montalcino, ha Tenuta La Fuga)
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore - Dom Andrea
Focus - “I migliori 100 vini. Alla ricerca dell’eccellenza, tra crisi climatica e nuove tradizioni” di James Suckling e Aldo Fiordelli
Quasi ovunque si sente dire che le nuove generazioni non bevono più vino come in passato. Ma la domanda che ci si pone meno spesso è un’altra: siamo sicuri che i giovani non bevano meglio? In un mondo tradizionale come quello del vino, le tendenze vanno prese con le dovute cautele e tuttavia sarebbe presuntuoso ignorarle. Leggendo tra le righe del filone biologico, biodinamico o “naturale” che dir si voglia, bisogna far tesoro di una domanda di autenticità del vino. La richiesta, ma non solo da parte dei giovani, di etichette con una propria spiccata personalità, prima di tutto territoriale e ampelografica, e solo in ultima istanza anche stilistica. L’uso sempre più discreto del legno, la riscoperta di tradizioni antiche tipo l’anfora, l’idea di un momento vendemmiale come punto d’equilibrio di tutte le componenti delle uve hanno rimesso la vite e la viticultura al centro della produzione. Sono lontani, almeno su ciò che merita la top 100 oggi, gli eccessi di maturazioni e di alcol che non dipendono solo dal cambiamento climatico, ma anche da un’interpretazione delle uve. A favore di uno stile meno pesante, con vini più leggeri, pieni di trasparenza e di freschezza. È questo ciò che abbiamo cercato scegliendo i migliori vini tra i circa 7.000 che abbiamo degustato in Italia nell’ultimo anno, partendo dalle principali denominazioni e poi addentrandoci più a fondo in uno dei Paesi vitivinicoli dalla maggiore biodiversità al mondo. Abbiamo assaggiato campioni dall’Alto Adige, nell’estremo Nord italiano della Valle Isarco, fino a Vittoria, in Sicilia, all’incirca alla stessa latitudine di alcune zone della costa nordafricana. La maggior parte dei vini è stata personalmente da noi degustata. Il mosaico delle diverse annate immesse sul mercato quest’anno ha portato il Brunello di Montalcino ai vertici. La vendemmia 2021 è una delle migliori per il Brunello degli ultimi due decenni e ha prodotto vini magnificamente equilibrati e strutturati. È per questo che tre dei nostri top 10 provengono dalla vendemmia 2021 del Brunello, a partire dal nostro Italian Wine of the Year, il Fuligni Brunello di Montalcino 2021. È chiaramente il nostro vino numero uno per la sua qualità superlativa, l’eccellente rapporto qualità-prezzo e l’ampia disponibilità sul mercato. Le degustazioni del 2026 erano cominciate con la sorpresa dei Barolo 2022. Un’annata estremamente siccitosa e anticipata che faceva temere per la qualità del grande rosso piemontese e che a onor del vero non verrà ricordata come una delle migliori. Tuttavia, di fronte a una stagione secca fin dalla primavera, le viti di Nebbiolo hanno mostrato una straordinaria resilienza e i vini sono da subito parsi deliziosi nella loro precisione, pur scontando un’ovvia minor profondità. Ciò non ha permesso a talenti della viticultura come Roberto Voerzio di regalarci un altro dei suoi grandissimi vini come il Barolo Brunate 2022. Il 2022 ha avuto anche un altro lato positivo. È stato una buona scusa per riscoprire la complessità dei blend di più cru e non solo l’iper-specializzazione espressiva delle singole vigne. Uno degli esempi più cristallini è stato il Barolo Burlotto di Fabio Alessandria 2022, che quest’anno non ha prodotto le diverse menzioni geografiche per ritrovare nel suo Barolo classico una maggiore stratificazione. Tra i bianchi il territorio leader è l’Alto Adige con due vini nella top 10, la Grande Cuvée Terlaner I 2023 di Terlano e una new entry assoluta come il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di Hofstätter, che rilancia l’importanza di questo vitigno nella Penisola: non solo best seller commerciale per i neofiti grazie al suo carattere profumato e morbido, ma anche espressione d’eccellenza mondiale, oggi che l’Alsazia fatica a mantenere l’equilibrio di un tempo a causa del riscaldamento globale. Tra le zone ben rappresentate per l’eccellenza enologica merita una menzione il Collio, con tanti bianchi così buoni da indurre nella tentazione di inserire qui anche quelli subito oltre il confine, sebbene ufficialmente sloveni. Quello che non si troverà in questa top 100 è qualche altro vino eccellente, come Masseto, Biondi Santi, Bruno Giacosa, Roagna o il Monfortino, ma solo perché questa classifica, a parità di punteggio, vuole privilegiare vini disponibili e accessibili sul mercato. Un modo per tornare a parlare di vino nel suo luogo privilegiato, stappato in tavola. Anche dai giovani.
Focus - La “Top 100 Wines of Italy 2026” by James Suckling … I migliori di Montalcino nella “Top 100” del “Corriere della Sera”
1 - Eredi Fuligni - Brunello di Montalcino 2021
2 - San Filippo - Brunello di Montalcino Le Lucere 2021
7 - Giodo - Brunello di Montalcino 2021
12 - Il Marroneto - Brunello di Montalcino 2021
14 - Valdicava - Brunello di Montalcino 2021
22 - Tenuta Luce (Frescobaldi) - Brunello di Montalcino 2021
27 - Ciacci Piccolomini d’Aragona - Brunello di Montalcino Pianrosso 2021
31 - Siro Pacenti - Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2021
32 - Poggio di Sotto - Brunello di Montalcino 2021
36 - Pieve Santa Restituta - Brunello di Montalcino Sugarille 2021
37 - Altesino - Brunello di Montalcino Montosoli 2021
43 - Casanova di Neri - Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2021























