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Montalcino in guida “I 100 Vini e Vignaioli d’Italia” 2027 del “Corriere” by Ferraro-Suckling. Premio speciale per Bertolini (Biondi Santi)

Giampiero Bertolini, amministratore delegato Biondi SantiLa fotografia di un Paese che si racconta attraverso il vino, campione assoluto di un made in Italy “non delocalizzabile”, e indissolubilmente legato ai suoi territori di origine. Ma anche il racconto, attraverso le storie dei vignaioli, di un rapporto tra l’Italia (e il mondo) e il vino che è cambiato profondamente. Come racconta il cambiamento di prospettiva tra oggi, epoca cui il vino, da una parte della comunità scientifica, è visto come qualcosa da evitare assolutamente, con un salutismo esasperato che sta impattando fortemente (insieme ad altri fattori, tra economia e tensioni geopolitiche), a 60 anni fa, quando, nel 1978, la campionessa olimpionica Sara Simeoni, prima di stabilire il suo record mondiale di salto in alto (durato 30 anni) a Brescia, si concesse un sorso di Bonarda, in pista, per darsi la carica. E poi il vino nel calice, con la ricerca dell’eccellenza enoica, anch’essa in fase di cambiamento, dove a grandi classici si affiancano nuovi territori, anche per la capacità dei produttori di interpretare il cambiamento climatico. C’è tutto questo, in estrema sintesi, nella guida “I migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia” 2027, firmata da Luciano Ferraro, vice direttore del quotidiano “Corriere della Sera”, con la selezione dei vini curata dal celebre critico americano James Suckling (che, nella sua “Top 100 Wines of Italy 2026”, ha messo al n. 1 il Brunello di Montalcino 2021 Eredi Fuligni, guidata da Roberto Guerrini), con la prefazione del critico televisivo Aldo Grasso, e con un focus del “Vine Master Pruner” Marco Simonit sulle “10 vigne centenarie d’Italia” , che sarà presentata, ufficialmente, venerdì 29 ottobre, a Milano, in Sala Buzzati, al “Corriere della Sera”, e che sarà poi in edicola da sabato 30 ottobre. E che, proprio oggi, Winenews, uno dei siti di riferimento del vino italiano, ha anticipato.
Luciano Ferraro, vice direttore del “Corriere della Sera”, e James Suckling, celebre wine critic americanoUn premio speciale, “Manager del vino”, è andato a colui che “ha mantenuto l’identità toscana di un’azienda ceduta ai francesi”, ovvero Giampiero Bertolini, amministratore delegato Biondi Santi, cantina culla del Brunello, resa immortale dalla famiglia Biondi Santi, che a Montalcino al Greppo alla fine dell’Ottocento ha “inventato” il Brunello, ed oggi di proprietà del gruppo francese Epi.
I produttori, i 100 in guida (la lista delle cantine di Montalcino sono nel focus sotto) che, ha detto lo stesso Luciano Ferraro, vice direttore del “Corriere della Sera”, “non comprende necessariamente i produttori italiani più bravi, ma quelli che secondo noi hanno un contenuto narrativo interessante, qualcosa da dire, attraverso i loro vini”. In guida, novità di questa edizione n. 13, gli abbinamenti cibo-vino, con i piatti di alcuni grandi chef di tutta Italia.

 

Focus - Le cantine in guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia 2027”

Camigliano - Famiglia Ghezzi
Casanova di Neri - Giacomo Neri
Casanuova delle Cerbaie - Alessandro Brigidi
Frescobaldi - Lamberto Frescobaldi
Belpoggio - Enrico Martellozzo
Grattamacco - Luca Marrone (che, a Montalcino, ha Poggio di Sotto)
Il Borro - Salvatore Ferragamo (che, a Montalcino, ha Il Pinino)
Le Potazzine - Sofia e Viola Gorelli
Marchesi Antinori - Albiera Antinori (che, a Montalcino, ha Pian delle Vigne)
San Filippo - Roberto Giannelli
Tenute Folonari - Ambrogio e Giovanni Folonari (che, a Montalcino, ha Tenuta La Fuga)
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore - Dom Andrea

 

Focus - “I migliori 100 vini. Alla ricerca dell’eccellenza, tra crisi climatica e nuove tradizioni” di James Suckling e Aldo Fiordelli

La guida “I 100 Migliori Vini e Vignaioli d’Italia” 2027 del “Corriere della Sera”Quasi ovunque si sente dire che le nuove generazioni non bevono più vino come in passato. Ma la domanda che ci si pone meno spesso è un’altra: siamo sicuri che i giovani non bevano meglio? In un mondo tradizionale come quello del vino, le tendenze vanno prese con le dovute cautele e tuttavia sarebbe presuntuoso ignorarle. Leggendo tra le righe del filone biologico, biodinamico o “naturale” che dir si voglia, bisogna far tesoro di una domanda di autenticità del vino. La richiesta, ma non solo da parte dei giovani, di etichette con una propria spiccata personalità, prima di tutto territoriale e ampelografica, e solo in ultima istanza anche stilistica. L’uso sempre più discreto del legno, la riscoperta di tradizioni antiche tipo l’anfora, l’idea di un momento vendemmiale come punto d’equilibrio di tutte le componenti delle uve hanno rimesso la vite e la viticultura al centro della produzione. Sono lontani, almeno su ciò che merita la top 100 oggi, gli eccessi di maturazioni e di alcol che non dipendono solo dal cambiamento climatico, ma anche da un’interpretazione delle uve. A favore di uno stile meno pesante, con vini più leggeri, pieni di trasparenza e di freschezza. È questo ciò che abbiamo cercato scegliendo i migliori vini tra i circa 7.000 che abbiamo degustato in Italia nell’ultimo anno, partendo dalle principali denominazioni e poi addentrandoci più a fondo in uno dei Paesi vitivinicoli dalla maggiore biodiversità al mondo. Abbiamo assaggiato campioni dall’Alto Adige, nell’estremo Nord italiano della Valle Isarco, fino a Vittoria, in Sicilia, all’incirca alla stessa latitudine di alcune zone della costa nordafricana. La maggior parte dei vini è stata personalmente da noi degustata. Il mosaico delle diverse annate immesse sul mercato quest’anno ha portato il Brunello di Montalcino ai vertici. La vendemmia 2021 è una delle migliori per il Brunello degli ultimi due decenni e ha prodotto vini magnificamente equilibrati e strutturati. È per questo che tre dei nostri top 10 provengono dalla vendemmia 2021 del Brunello, a partire dal nostro Italian Wine of the Year, il Fuligni Brunello di Montalcino 2021. È chiaramente il nostro vino numero uno per la sua qualità superlativa, l’eccellente rapporto qualità-prezzo e l’ampia disponibilità sul mercato. Le degustazioni del 2026 erano cominciate con la sorpresa dei Barolo 2022. Un’annata estremamente siccitosa e anticipata che faceva temere per la qualità del grande rosso piemontese e che a onor del vero non verrà ricordata come una delle migliori. Tuttavia, di fronte a una stagione secca fin dalla primavera, le viti di Nebbiolo hanno mostrato una straordinaria resilienza e i vini sono da subito parsi deliziosi nella loro precisione, pur scontando un’ovvia minor profondità. Ciò non ha permesso a talenti della viticultura come Roberto Voerzio di regalarci un altro dei suoi grandissimi vini come il Barolo Brunate 2022. Il 2022 ha avuto anche un altro lato positivo. È stato una buona scusa per riscoprire la complessità dei blend di più cru e non solo l’iper-specializzazione espressiva delle singole vigne. Uno degli esempi più cristallini è stato il Barolo Burlotto di Fabio Alessandria 2022, che quest’anno non ha prodotto le diverse menzioni geografiche per ritrovare nel suo Barolo classico una maggiore stratificazione. Tra i bianchi il territorio leader è l’Alto Adige con due vini nella top 10, la Grande Cuvée Terlaner I 2023 di Terlano e una new entry assoluta come il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di Hofstätter, che rilancia l’importanza di questo vitigno nella Penisola: non solo best seller commerciale per i neofiti grazie al suo carattere profumato e morbido, ma anche espressione d’eccellenza mondiale, oggi che l’Alsazia fatica a mantenere l’equilibrio di un tempo a causa del riscaldamento globale. Tra le zone ben rappresentate per l’eccellenza enologica merita una menzione il Collio, con tanti bianchi così buoni da indurre nella tentazione di inserire qui anche quelli subito oltre il confine, sebbene ufficialmente sloveni. Quello che non si troverà in questa top 100 è qualche altro vino eccellente, come Masseto, Biondi Santi, Bruno Giacosa, Roagna o il Monfortino, ma solo perché questa classifica, a parità di punteggio, vuole privilegiare vini disponibili e accessibili sul mercato. Un modo per tornare a parlare di vino nel suo luogo privilegiato, stappato in tavola. Anche dai giovani.


Focus - La “Top 100 Wines of Italy 2026” by James Suckling … I migliori di Montalcino nella “Top 100” del “Corriere della Sera”

1 - Eredi Fuligni - Brunello di Montalcino 2021
2 - San Filippo - Brunello di Montalcino Le Lucere 2021
7 - Giodo - Brunello di Montalcino 2021
12 - Il Marroneto - Brunello di Montalcino 2021
14 - Valdicava - Brunello di Montalcino 2021
22 - Tenuta Luce (Frescobaldi) - Brunello di Montalcino 2021
27 - Ciacci Piccolomini d’Aragona - Brunello di Montalcino Pianrosso 2021
31 - Siro Pacenti - Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2021
32 - Poggio di Sotto - Brunello di Montalcino 2021
36 - Pieve Santa Restituta - Brunello di Montalcino Sugarille 2021
37 - Altesino - Brunello di Montalcino Montosoli 2021
43 - Casanova di Neri - Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2021

Montalcinonews, la Sagra del Tordo e...“Le ultime cinque frecce”

MontalcinoNews.comLa redazione di Montalcinonews.com, attraverso news e video, dalla presentazione dei nuovi costumi del ballo del Trescone e dell’opera che andrà in dono al quartiere vittorioso, al Sorteggio degli Arcieri, dalla “Provaccia” alla radiocronaca “Le ultime cinque frecce” (in diretta domenica 25 ottobre, sul nostro canale Facebook, dal campo di tiro con l’arco), quelle frecce scoccate dall’ultima distanza che determinano l’esito della competizione tra i quattro Quartieri di Montalcino (Borghetto, Pianello, Ruga, Travaglio), seguirà anche la “tre giorni” della Sagra del Tordo n. 68, da venerdì 23 ottobre a domenica 25 ottobre (in realtà già da giorni lo sta facendo), per i lettori che ci seguono sempre più numerosi non solo di Montalcino e dintorni, ma da varie parti d’Italia, d’Europa (dal Regno Unito alla Russia), Stati Uniti, Emirati Arabi, America Latina, Asia ecc...

Scocca l’ora della Sagra del Tordo: la parola ai Quartieri

Presidenti quattro QuartieriA Montalcino si respira di nuovo l’aria delle grandi occasioni: è iniziata la settimana della Sagra del Tordo, una delle più importanti per tutta la comunità del territorio del Brunello, tra tante cene e attività, il Borghetto, il Pianello, la Ruga e il Travaglio, i quattro Quartieri di Montalcino, si preparano a vivere i giorni più belli come abbiamo raccontato qui con tanta voglia di stare insieme e di fare festa, anche grazie alla presenza dei tradizionali stand gastronomici ai Giardini dell’Impero, che come sempre offriranno ai residenti e ai visitatori tutti i sapori e i profumi dei piatti tipici della tradizione toscana e montalcinese, in attesa del momento più importante, il Torneo di Tiro con l’Arco al campo di tiro.

“Gli arcieri si stanno preparando bene - afferma alla MontalcinoNews il Governatore del Borghetto Michele Meiattini -. È stato un anno ricco di allenamenti e, dopo la buona gara di agosto che ci ha visto protagonisti di una valida prestazione pur senza vittoria, speriamo che per domenica arrivino al massimo della condizione. Come per ogni edizione, allestiremo i nostri stand. Il menù propone donzelline fritte, affettati, ravioli al ragù, trifolati, tegamata e filetto con funghi. Iniziamo questa sera con le cene separate per uomini e donne. Da domani a venerdì ci saranno le cene in società: il mercoledì la classica cena del fritto, il giovedì la cena della polenta, il venerdì la cena dopo la nomina degli arcieri e infine, il sabato, la cena propiziatoria. Il clima nel Quartiere è positivo. Veniamo da un ottimo periodo: l’Apertura delle Cacce è stata una settimana ricca di persone con tanta voglia di stare insieme”.

“L’entusiasmo c’è sempre - afferma alla MontalcinoNews il Presidente del Pianello Tommaso Bovini -. C’è dialogo, organizzazione e un po’ di preoccupazione per il tempo, per la riuscita delle iniziative e per l’esito dei festeggiamenti. C’è tensione sul campo perché i ragazzi si allenano per raggiungere la vittoria, che per noi è un traguardo molto ambito e che non arriva da tanti anni. Allo stand il nostro cavallo di battaglia sono gli gnocchi fatti a mano dalle nostre donne, che rappresentano il nostro fiore all’occhiello, interamente fatti da noi. Offriamo poi i grandi classici come il cinghiale in umido, salsiccia, fegatelli e la quaglia, che fa sempre molto fumo, oltre ai migliaccioli”.

“Siamo pronti come sempre e organizzati in tutto - afferma alla MontalcinoNews la Presidente del Travaglio Irene Machetti -. Aspettiamo queste giornate con ansia, sperando nel bel tempo, ma è tutto molto tranquillo e siamo tutti molto sereni. Gli arcieri stanno facendo i loro allenamenti quotidiani da diverso tempo e questa è la settimana cruciale, quindi sono un po’ più sotto pressione. Le cene iniziano stasera, proseguiranno poi mercoledì, giovedì e venerdì, fino a sabato sera quando ci sarà la classica cena degli arcieri. Negli stand abbiamo il nostro menù classico. I nostri piatti forti sono la trippa giallorossa, le pappardelle al sugo di lepre, il lampredotto. Serviamo anche il pollo fritto, le cipolle fritte, la brace, i panini e il vino”.

“Dopo la vittoria di agosto - afferma alla MontalcinoNews il Presidente della Ruga Gabriele Gorelli - c’è una carica molto alta da parte di tutti i quartieranti, ma soprattutto del Gruppo Arco. Le aspettative per la Sagra sono altrettanto elevate, ma in ogni caso siamo estremamente contenti di aver festeggiato appena venti giorni fa, il 26 settembre. Il quartiere è molto unito e coinvolto, e siamo pronti ad affrontare queste giornate che saranno intense e impegnative, ma ci daranno sicuramente tante soddisfazioni. Devo dire che gli arcieri sono estremamente pragmatici: hanno un certo attaccamento, ma si comportano da veri atleti. Sanno misurarsi, non si autosabotano e non si raccontano cose non vere; al contrario, si supportano e lavorano sulle proprie debolezze. È una dinamica possibile da un anno e mezzo o due, ossia da quando Mauro Bovini, insieme al capitano Pignattai, propone loro un allenamento da atleti professionisti. Per gli stand il nostro cavallo di battaglia sono i pinci con varie salse, le castagne e la brace, con la salsiccia e i vari altri assortimenti. Stasera c’è la serata informale, uomini e donne separati, un'usanza che vorremmo arrivare a riunire in futuro. Domani sera cominceremo in grande stile nella nuova sede e ci saranno sia la vendita sia la consegna di tutte le nuove felpe della prima cena. Giovedì ci sarà l’assemblea, venerdì una bella cena e chiaramente sabato la cena della provaccia”.

Olio toscano, annata tra le migliori degli ultimi 10 anni, anche a Montalcino

A Montalcino, Tenuta Fanti produce olio evo di eccellenza negli spazi adiacenti all’Abbazia di Sant’AntimoÉ finalmente arrivato quel momento dell’autunno in cui si rinnova la magia: nei frantoi esce il primo filo verde, torbido e vivissimo, che chiede soltanto una fetta di pane abbrustolito e un pizzico di sale. É l’antico miracolo dell’olio nuovo, che, quest’anno, si è presentato in anticipo: dopo un’estate rovente la maturazione è corsa in avanti di una decina di giorni e in molte zone si è cominciato a raccogliere già a metà settembre, ben prima della data del 1 ottobre, che la legge fissa ancora come inizio della campagna.
Se per l’Italia Federolio stima una produzione in calo del 20%, in Toscana, secondo il Consorzio Olio Toscano Igp - una delle eccellenze made in Italy - la produzione sarà tra le migliori degli ultimi 10 anni, superiore del 35-40% sulla media, con olive sane e belle e ottime rese (intorno al 12%). Per quanto riguarda i listini, Confagricoltura Firenze prevede un extravergine di qualità non sotto i 20 euro al litro all’origine e fino a 27 euro sugli scaffali. “Sulle piante possono essere presenti tante olive, quello che conta è anche la resa, ovvero la quantità di olio che, dopo la frangitura, finirà in bottiglia. Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità - spiega Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio extravergine Toscano Igp - le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, mediamente intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo. Siamo molto fiduciosi anche sul fronte del mercato dove il prezzo si mantiene stabile. Il Toscano Igp sta facendo una corsa a sé affermandosi come l’espressione dell’eccellenza dell’extravergine italiano a livello mondiale”.
Tenuta FantiUna tendenza positiva confermata da Elisa Fanti (Tenuta Fanti), che, a Montalcino, oltre al vino, produce olio evo di eccellenza nelle colline e nei campi adiacenti alla millenaria Abbazia di Sant’Antimo, uno dei monumenti più belli del territorio. “Per noi si prospetta un’annata strepitosa, decisamente la migliore degli ultimi anni - spiega Elisa Fanti, a MontalcinoNews - abbiamo cominciato la raccolta da una settimana, e finiremo tra 15 giorni. Le olive sono bellissime e senza nessuna traccia di mosca, e la resa è molto alta, ad oggi si aggira sul 16%. Siamo molto felici... l’olio è di qualità altissima”.

Il “Banfi Brunello Ambassador Club”, nato nel 2023, si apre ai principali mercati internazionali con 18 nomine, frutto di relazioni e passione per il Brunello

Cristina Mariani-May firma gli attestati per i nuovi membri del “Banfi Brunello Ambassador Club”Nato nel 2023 per riunire i primi sessanta Ambasciatori italiani che, fin dagli Anni Ottanta del Novecento, hanno contribuito ad affermare il Brunello Banfi, il Banfi Brunello Ambassador Club amplia i propri confini e accoglie 18 nuovi Ambasciatori provenienti dai principali mercati internazionali. L’ingresso dei nuovi membri è stato celebrato il 15 e 16 ottobre a Castello Banfi, con un evento esclusivo dedicato alla storia, ai valori e all’identità di Banfi.
L’apertura internazionale rappresenta una nuova tappa nell’evoluzione del Club e riflette la vocazione globale che accompagna Banfi fin dalle sue origini. I nuovi Ambasciatori sono professionisti di riferimento nei rispettivi mercati, accomunati da una profonda conoscenza del vino e da una particolare affinità con Banfi e il suo Brunello. Prende così forma una comunità internazionale selezionata, che mette in dialogo culture ed esperienze diverse e condivide l’impegno a valorizzare la storia e l’identità dell’azienda nel mondo.
Due giornate alla scoperta dell’universo Banfi per i nuovi membri del “Banfi Brunello Ambassador Club”Le due giornate sono state concepite come un percorso immersivo alla scoperta dell’universo Banfi. La prima giornata è stata dedicata alla visita alla cantina in cui si sono intrecciate immagini, testimonianze e racconti, per ripercorrere le tappe della storia aziendale. Il giorno successivo, un itinerario attraverso la tenuta ha condotto gli Ambasciatori nei vigneti più iconici, dove hanno potuto degustare in anteprima tutte le referenze di Brunello di Montalcino 2022 Banfi, accompagnati dalle esibizioni dei musicisti dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena. A suggellare il legame con il Club e con il territorio, a ciascun Ambasciatore è stato inoltre dedicato un filare in uno dei vigneti in cui si produce il Brunello Poggio alle Mura. Il momento culminante è stato la cerimonia ufficiale di investitura, venerdì 16 ottobre, nella storica cornice di Castello Banfi. La serata ha avuto come protagonista il pianista jazz di fama internazionale Danilo Rea, con un concerto piano solo, seguito dalla cena di gala firmata da Domenico Francone, chef del ristorante stellato La Sala dei Grappoli. A rendere ancora più significativo l’ingresso nel Club, un’opera originale realizzata dal vivo dall’illustratore Alessandro Baronciani e donata a ciascun Ambasciatore: un pezzo unico, pensato per celebrare l’identità della comunità e il privilegio di farne parte.
“Il Banfi Brunello Ambassador Club nasce dalla convinzione che le grandi storie del vino prendano forma attraverso le persone e le relazioni costruite nel tempo”, afferma Cristina Mariani-May, ceo Banfi e terza generazione della famiglia Mariani. “Nel 2023 abbiamo riunito coloro che, fin dagli inizi, avevano condiviso la nostra visione di portare il Brunello di Montalcino nel mondo. Oggi quella stessa visione si apre a nuovi mercati, in un’evoluzione naturale che mantiene al centro la conoscenza, la fiducia e il legame con il Brunello Banfi”, conclude Rodolfo Maralli presidente Banfi.
Con l’ingresso dei nuovi membri, il Banfi Brunello Ambassador Club rafforza la propria dimensione internazionale, dando continuità a una storia costruita nel tempo grazie alle persone che hanno creduto in Banfi e nel suo Brunello e contribuito a portarlo nel mondo. Una comunità internazionale, una visione condivisa, una storia che continua a evolversi nel mondo.

Il “duo” degli chef stellati di Montalcino, Francone (Castello Banfi) e Temperini (Castiglion del Bosco), omaggiano il tartufo

Da sinistra: gli chef Domenico Francone (Castello Banfi) e Matteo Temperini (Castiglion del Bosco)40 anni di storia ed un anniversario che punta sulla grande cucina toscana… Il Tartufo Bianco delle Crete Senesi di San Giovanni d’Asso annuncia un nuovo protagonista delle sue cene di gala: sabato 14 novembre 2026 sarà lo chef con una stella Michelin, Domenico Francone, il “regista” del ristorante “Sala dei Grappoli” di Castello Banfi a firmare la cena della Mostra-Mercato del pregiato prodotto della terra. Questo annuncio si aggiunge alla collaborazione già presentata con Matteo Temperini, executive chef di “Campo del Drago” al Rosewood Castiglion del Bosco, ristorante premiato con due stelle Michelin.
Due nomi di primo piano della ristorazione che contribuiranno a caratterizzare il programma delle cene di gala della edizione n. 40. L’iniziativa nasce con l’intento di valorizzare il tartufo bianco attraverso linguaggi gastronomici contemporanei, senza perdere il legame con la storia e l’identità del territorio.
Il Tartufo Bianco delle Crete Senesi, in cucinaLa presenza di questi due chef stellati è un’occasione per mettere in dialogo due eccellenze toscane: il mondo del vino e quello dell’alta cucina, uniti dalla ricerca della qualità e dall’attenzione alle materie prime.
La Mostra Mercato di San Giovanni d’Asso punta a raccontare il tartufo nelle sue molteplici possibilità, dalla cucina tradizionale alle interpretazioni delle trattorie, alle creazioni della ristorazione stellata. Un prodotto capace di attraversare stili e preparazioni differenti, conservando il suo valore culturale e il legame con il paesaggio delle Crete Senesi.

Brunello di Montalcino & Co. in asta da Wannenes il 23 ottobre a Milano

Una classica grafica delle etichette di Biondi-SantiQualche “top lot” (sui 465 totali) in asta con Wannenes, il 23 ottobre a Milano, nell’incanto “The Cellar Selection” by Wannenes, che interessano Montalcino. Un’asta che offre una straordinaria rappresentazione delle principali regioni enoiche italiane e francesi.
I lotti più importanti che interessano Montalcino sono una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi, che viene proposto anche in formato jeroboam (1.900-3.000 euro), le 6 bottiglie di Brunello di Montalcino Cerretalto 2019 di Casanova di Neri (1.200-1.600 euro), le 3 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Poggio di Sotto (650-1.000 euro), una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva Case Basse 1999 di Soldera (650-1.000 euro). Gran finale con la mathusalem (6 litri) di Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi (4.500-6.000 euro).
“Nell’asta “The Cellar Selection” abbiamo selezionato, dalle cantine dei cinque importanti affidatari, esclusivamente quelle bottiglie che vantano il maggior appeal sul mercato dei fine wines”. “In questa occasione il catalogo - spiegano ancora dalla casa d’asta Wannenes - include anche annate giovani che possono rappresentare una fonte di investimento più duratura nel tempo”.

Consegnate le borse di studio in memoria di Don Guido

Consegnate le borse di studio in memoria di Don GuidoAndrea Minio per le classi prime, Aurora Storoja per le classi seconde e Gaia Gentili per le classi terze: nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre al Santuario della Madonna del Soccorso si è svolta, come ogni anno, la cerimonia di consegna delle borse di studio per l’anno scolastico 2025/26  in ricordo di Don Guido Franceschelli, indimenticato sacerdote per molte generazioni di montalcinesi. Quella di quest'anno è stata l’edizione n. 21 rivolta come sempre agli alunni della scuola secondaria di 1° grado di Montalcino e ha visto premiati Andrea Minio, Aurora Storoja e Gaia Gentili.

Sono intervenuti il priore della Confraternita di Maria SS. del Soccorso Giampaolo Pierangioli,  la professoressa Lorenza Granai e il parroco Don Giovanni Ferrari; tutti gli studenti della scuola secondaria erano presenti come ogni anno e hanno manifestato il loro calore ed entusiasmo verso i premiati. Alla cerimonia hanno preso parte anche il comandante della Stazione dei Carabinieri Giuseppe Lauretti e i familiari di Don Guido.

Tre Bicchieri 2027 by Gambero Rosso: ecco le etichette top di Montalcino

“I vini della Toscana puntano sulle differenze, non più sulla potenza”. Tra i “Tre Bicchieri”, 16 le etichette di Montalcino“I migliori vini della Toscana cambiano stile: oggi si punta sulle differenze non più sulla potenza. Nella regione si rinuncia alla narrazione monolitica per fare spazio alle sfumature e alle espressioni più autentiche di ogni singolo pezzo di terra”. E nei 104 vini premiati con i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso, ci sono 16 etichette di Montalcino (vedere elenco sotto, nel Focus).
“La Toscana non ha bisogno di ribadire il proprio peso nel vino italiano. Poche regioni - spiega la guida del “Gambero Rosso” - possono mettere insieme una tale concentrazione di denominazioni celebri, aziende di riferimento e capacità di stare sui mercati internazionali. Eppure la parte più interessante del suo presente riguarda la progressiva messa a fuoco delle differenze. La Toscana sembra avere sempre meno voglia di raccontarsi come un blocco unico e sempre più bisogno di parlare attraverso territori, versanti, altitudini e vigne. Il Sangiovese rimane il grande filo rosso regionale, ma affascina quanto riesca a cambiare voce spostandosi di pochi chilometri. Il Chianti Classico continua a essere uno dei laboratori più vivaci: le Unità Geografiche Aggiuntive (Mga) hanno dato forza ad un percorso che mette al centro origine e riconoscibilità. La Gran Selezione appare così sempre meno come una semplice categoria superiore e sempre più come uno strumento per raccontare luoghi precisi, mentre cresce il ricorso alla menzione della singola vigna. La stessa direzione si osserva altrove. A Montepulciano le Pievi sono ormai una realtà concreta e trasformano la zonazione in un racconto delle differenze interne alla denominazione. Anche la Rufina insiste sulla stessa strada, mentre Montalcino procede con dinamiche proprie ma una sensibilità affine”.

Focus: Le 16 etichette top di Montalcino per il “Gambero Rosso”
Brunello di Montalcino 2021 Gianni Brunelli - Le Chiuse di Sotto
Brunello di Montalcino 2021 Collelceto - Elia Palazzesi
Brunello di Montalcino 2021 - Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2021 - Ridolfi
Brunello di Montalcino Centenario Riserva 2020 - Fuligni
Brunello di Montalcino Clos degli Amodeo Tenute Donna Olga 2021 - Centolani
Brunello di Montalcino Filo di Seta 2021 - Castello Romitorio
Brunello di Montalcino Fior di Meliloto 2021 - Corte Pavone
Brunello di Montalcino Giodo 2021 - Giodo
Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2021 - Val di Suga
Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2019 - Tenuta Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Riserva 2019 - Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2021 - Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Vigna I Poggi 2021 - Poggio Antico
Brunello di Montalcino Vigna Pianrosso Santa Caterina d’Oro Riserva 2020 - Ciacci Piccolomini d’Aragona
Rosso di Montalcino 2024 - Salvioni

Brunello: segnali di crescita in Canada. A giorni a New York con Vinitaly.Usa (26/27 ottobre)

L’appuntamento promozionale del Consorzio del Vino Brunello a Montréal, in CanadaOltre 2.000 partecipazioni tra buyer e wine lover e nuove opportunità di business. Si chiude, con un bilancio positivo, la doppia tappa canadese del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, protagonista di due appuntamenti promozionali organizzati il 10 ottobre, a Montréal, in collaborazione con Saq (Société des Alcools du Québec), e il 14 ottobre, a Toronto, insieme a Lcbo (Liquor Control Board of Ontario) e Ice Canada: due eventi sold out che hanno visto la partecipazione di 26 aziende di Montalcino nella tappa di Montréal e 29 in quella di Toronto, protagoniste di altrettanti walk-around tasting, preceduti dalle masterclass condotte dalla Master of Wine Jackie Blisson e dal wine expert Michael Godel. Realizzate in sinergia con i principali monopoli del Québec e dell’Ontario e con Ice, le iniziative hanno così confermato il forte interesse del mercato canadese per il Brunello e il Rosso di Montalcino.
L’appuntamento promozionale del Consorzio del Vino Brunello a Montréal, in Canada“Il Canada - commenta Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino - si conferma un mercato strategico per la nostra denominazione, con una domanda ad alto potenziale di crescita in una fase complessa. I riscontri raccolti a Montréal e Toronto, insieme ai segnali positivi sul fronte delle vendite, ci incoraggiano a proseguire nel consolidamento della nostra presenza sul mercato. In questo percorso è fondamentale la collaborazione con partner come Saq e Lcbo, che ci permettono di rafforzare il posizionamento della denominazione e la conoscenza dei nostri vini. L’obiettivo è dare continuità a queste iniziative, continuando ad investire secondo quanto previsto dal piano di promozione del Consorzio”.
Appuntamento, poi, a New York, per Vinitaly.Usa (26-27 ottobre, Pier 36), sempre con il Consorzio del Brunello - ma anche con alcune cantine che partecipano anche aziendalmente o con il loro importatore: da Frescobaldi a Donatella Cinelli Colombini (distribuita da Banville Wine Merchants), da Prosit Group Spa (Cantina di Montalcino) a Marilisa Allegrini (San Polo), da Collemassari/Poggio di Sotto (Winebow) a Cecchi (Terlato), e, sempre con Terlato, Il Poggione, e La Casaccia di Franceschi - per presidiare un mercato che vale il 30% delle esportazioni della denominazione.

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