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Il Brunello in aiuto dell’ospedale di Siena

Francesco Fagnani e sua figlia Anna nei vigneti di proprietà della famiglia FagnaniBrunello, panforte e ricciarelli per aiutare la lotta al Coronavirus. L’idea è di Vini Fagnani, marchio di proprietà di Pierino Fagnani detto “Bagoga” e suo figlio Francesco, e Antica Drogheria Manganelli di Siena, che distribuisce a domicilio i vini Fagnani. Il 10% dei proventi della vendita dei vini e dei dolci Manganelli (ricciarelli e panforte) sarà devoluta al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Le Scotte di Siena per contrastare l’emergenza sanitaria del momento. “La situazione economica è drammatica per tutti ma anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo fare la nostra parte - spiega Francesco Fagnani - il consumatore finale non ha spese aggiuntive, semplicemente rinunciamo ad un pezzetto del nostro ricavo. Un euro ogni dieci sarà donato all’ospedale”. Vini Fagnani produce Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, un Merlot in purezza (“Anna”) e un blend di Cabernet Sauvignon e Sangiovese chiamato “Gambassino” (il soprannome di Bagoga a Montalcino).

Un disegno per ogni annata a Bellaria

“Anna”, il vino 100% Merlot prodotto da BellariaUn disegno, una carezza, un saluto, pensati per ogni nuova “nascita”. Alla cantina Bellaria, ogni volta che viene prodotta un’annata di Merlot, viene associata ad essa un’etichetta diversa, realizzata dall’artista Luca Grechi. Un’idea “nata quasi per gioco, per fare qualcosa di nuovo”, spiega alla Montalcinonews il responsabile commerciale Francesco Fagnani. “Il Sangiovese a Montalcino è ormai riconosciuto a livello internazionale. Abbiamo fatto degli studi con l’agronomo e il Merlot esprimeva le sue maggiori caratteristiche”. I risultati, con pazienza, stanno arrivando, grazie al contributo di Gianni Vernazzi. L’annata 2012 ha appena ottenuto 91 punti nella classifica di James Suckling, uno dei critici più seguiti dell’enologia mondiale, che ha stilato una prima graduatoria dei vini toscani (nell’elenco compaiono anche molte altre aziende del territorio, vedi qui).

Il nome del vino è un nome proprio, ‘Anna’, e il perché ce lo spiega sempre Fagnani. “Quando fu pronta la prima bottiglia a livello commerciale il nome non era ancora stato scelto. Quell’anno è nata mia figlia, e anche mia nonna si chiamava Anna. Così l’ho proposto ed è piaciuto a tutti, in particolare a Luca Grechi che ha poi realizzato il disegno. In fondo quel nome rappresenta una nuova vita, anche nel vino”.

Il disegno di Luca Grechi, nuova etichetta della bottiglia Anna 2012 di BellariaLa collaborazione con Grechi, artista grossetano che vive e lavora a Roma, è iniziata da La Linea, la galleria di arte contemporanea di Montalcino aperta nel 2015. “Un carissimo amico, Matteo Scuffiotti, mi ha presentato Luca. Ci siamo conosciuti e si è fatto crescere un progetto. L’anno scorso abbiamo pure fatto la presentazione alla Galleria”.

Un’idea nuova, originale, dove l’opera della natura incontra l’opera dell’uomo. Un’idea nata dalla curiosità di sperimentare. Lo stesso motivo che ha portato alla decisione di produrre un Merlot in purezza, in una terra dove a regnare è il Sangiovese. La spinta decisiva è arrivata da Assunto Pieri, che acquisì insieme a Bruna Tempori il casolare e il terreno di Bellaria nel 1963. Quattro anni dopo, Assunto, detto “Sunto”, fu uno dei soci fondatori del Consorzio del Brunello. E adesso, a 94 anni, la carica innovativa non si è per niente affievolita, come ci racconta sempre Fagnani, suo bisnipote. “Mi ripete sempre di quando, tra lo scetticismo generale, si unirono a formare il Consorzio. ‘Tentate anche voi - ci dice - fate un vino diverso che guardi avanti e che rispetti la tradizione’. Detto da uno di 94 anni, direi che è un bel racconto di vita”.

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