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Guida Vitae 2023, sette “Gemme” per il Brunello

Guida Vitae 2023Tra i 39 Brunello di Montalcino premiati con le “Quattro Viti”, massimo punteggio della Guida Vitae 2023 curata dall’Associazione Italiana Sommelier, 7 ottengono anche la “Gemma”, riconoscimento dell’Ais per quei vini che hanno ottenuto punteggi più elevati espressi in centesimi e che rappresentano un’accurata selezione tra l’eccellenza delle “Quattro Viti”. Si tratta del Brunello di Montalcino 2017 di Salvioni - La Cerbaiola, del Brunello di Montalcino Bramante Riserva 2016 di Sanlorenzo, del Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2017 de Il Marroneto, del Brunello di Montalcino Phenomena Riserva 2016 di Sesti, del Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Poggio di Sotto, del Brunello di Montalcino Vigna Paganelli Riserva 2016 de Il Poggione e del Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2016 di Mastrojanni.

Guide 2020: il Brunello più premiato è di Col d’Orcia

Montalcino dall'altoAncora una volta nessun Brunello mette d’accordo tutte le guide a “tiratura” nazionale: chi ci va vicino maggiormente è il Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2012 di Col d’Orcia, premiato da sei pubblicazioni su otto (escluso dall’analisi l’Annuario di Luca Maroni per il suo particolare criterio di selezione): Doctor Wine, Slow Wine, Vini Buoni d’Italia, Ais, Bibenda e Veronelli. A seguire, a quota 5, ci sono il Brunello di Montalcino Pian di Conte Riserva 2013 di Talenti (Ais, Gambero Rosso, Vini Buoni d’Italia, Slow Wine e Bibenda), il Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2013 di Mastrojanni (Doctor Wine, Vini Buoni d’Italia, Veronelli, Ais e Bibenda) e il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie Riserva 2013 de Il Marroneto (Doctor Wine, Vini Buoni d’Italia, Espresso, Bibenda, Ais), che sale al primo posto nella classifica delle cantine più “titolate”, visto che conta due premiazioni anche per il Brunello 2014.

Ricevono 4 premiazioni il Brunello di Montalcino 2014 di Pietroso (Doctor Wine, Slow Wine, Gambero Rosso e Ais), il Brunello di Montalcino 2014 de Le Potazzine (Slow Wine, Espresso, Bibenda e Ais), il Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2013 di Biondi Santi (Ais Bibenda, Slow Wine e Doctor Wine), il Brunello di Montalcino 2014 di Poggio di Sotto (Gambero Rosso, Slow Wine, Espresso e Veronelli) e il Brunello di Montalcino Cerretalto 2013 di Casanova di Neri (Doctor Wine, Vini Buoni d’Italia, Bibenda e Ais). Infine, con 3 citazioni, troviamo il Brunello di Montalcino 2014 di Baricci, il Brunello di Montalcino 2014 di Giodo, il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di Fuligni, il Brunello di Montalcino Vignaferrovia Riserva 2013 di Pian delle Vigne, il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di Capanna e il Brunello di Montalcino Riserva 2013 de Le Macioche.

Come sempre non si è tenuto conto delle scale dei punteggi (centesimi, decimi) o dei diversi criteri di giudizio, talvolta molto distanti, che vengono considerati oltre alla qualità assoluta dei vini presi in esame.

L’incrocio guide 2018 by Montalcinonews

il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013 di Mastrojanni, il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013 de Il Marroneto e il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Poggio di SottoÈ sempre più difficile trovare un Brunello capace di mettere d’accordo tutte le guide più importanti del Belpaese enoico, ma alcune etichette (Mastrojanni, Il Marroneto e Poggio di Sotto) ci vanno abbastanza vicino. Lo rivela un’analisi della Montalcinonews, che ha incrociato tutte le liste dei migliori assaggi (Slow Wine, Gambero Rosso, Cernilli, Veronelli, Bibenda, L’Espresso, Vinibuoni d’Italia e Vitae di Associazione Italiana Sommelier) ad esclusione dell’“Annuario dei migliori vini italiani” di Luca Maroni, che non ha premiato nessun Brunello. Non si è tenuto conto delle scale dei punteggi (centesimi, decimi) o dei diversi criteri di giudizio, talvolta molto distanti, che vengono considerati, oltre alla qualità assoluta dei vini presi in esame.

L’indagine mostra come cinque guide su otto premino il Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013 di Mastrojanni (Gambero Rosso, Cernilli, Bibenda, Veronelli e Vitae), il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013 de Il Marroneto (Bibenda, Veronelli, Vitae, L’Espresso e Vini Buoni d’Italia) e il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Poggio di Sotto (Gambero Rosso, Cernilli, Bibenda, Vitae e Vini Buoni d’Italia). Seguono a quota quattro Le Potazzine col Brunello di Montalcino Riserva 2011 (Gambero Rosso, Cernilli, Bibenda, Vitae), Banfi col Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2012 (Cernilli, Bibenda, Veronelli, Vitae), Casanova di Neri col Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013 (Gambero Rosso, Cernilli, Bibenda e Vini Buoni d’Italia) e il Brunello di Montalcino Cerretalto 2013 (Cernilli, Bibenda, Vitae e Vini Buoni d’Italia) e Poggio di Sotto col Brunello di Montalcino 2013, unico dei citati ad essere inserito nella guida Slow Wine (gli altri riconoscimenti arrivano da Veronelli, Vitae e L’Espresso).

A quota tre troviamo il Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2013 di Caparzo, il Brunello di Montalcino 2013 di Giodo, il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Poggio Antico, il Brunello di Montalcino 2013 di Salvioni - La Cerbaiola, il Brunello di Montalcino Sugarille 2013 di Pieve Santa Restituta e il Brunello di Montalcino Vigna Paganelli Riserva 2012 de Il Poggione.

Da segnalare anche Caprili, Val di Suga, Baricci e Sesti, che riescono a portare all’attenzione delle guide tre etichette diverse (sia Val di Suga che Sesti anche con il Rosso di Montalcino 2016).

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