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"Chiocciola" e "Bere Bene": Slow Food premia Crocenzi

Roberto Crocenzi nella foto è la seconda persona da sinistraQuesta volta Roberto Crocenzi ha raddoppiato. Già perché se anche quest'anno la "Chiocciola" di Slow Food è stata presa (è di nuovo l'unico nel territorio comunale di Montalcino) dalla sua "Da Roberto Taverna in Montisi", ed è dal 2017 che non la manca, il suo nome figura anche nel nuovo riconoscimento della Guida "Osterie d'Italia 2023", il "Premio Selezione Bere Bene". Si tratta di un riconoscimento assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non - birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi - scelti con attenzione e personalità. Ieri Crocenzi è salito sul palco del Piccolo Teatro Strehler di Milano per ritirare il premio con la sua semplicità e il suo stile che allontana i riflettori perché quello che a lui interessa è soltanto far parlare la sua cucina. Lo abbiamo contattato telefonicamente mentre si avvicinava alla Stazione di Milano e la prima cosa che ci dice, prima dei riconoscimenti per la sua Taverna, è la soddisfazione di aver parlato con gli studenti della scuola alberghiera. Questo è il suo primo ricordo della giornata anche se, ovviamente, quando gli si parla della "Chiocciola" la voce torna carica di emozione. "Una gioia, un onore ma anche un peso. La situazione in questo momento storico non è facile per nessuno, anzi, è sempre più complicata. Per me è sempre una grande soddisfazione ricevere questa stima, ieri sera (domenica ndr) ho prenotato il biglietto del treno per andare a Milano perché mi sentivo meglio ma del premio "Bere Bene" non lo sapevo, l'ho scoperto una volta che sono arrivato al teatro...". Lo scorso anno Crocenzi ci disse che la pandemia lo aveva portato ad essere più rigoroso. E il caro bollette invece? "Non mi ha fatto cambiare, anzi, le mie scelte sono ancora più estreme. Continuo a prendere poche prenotazioni, ad ogni tavolo è riservato un bagno quindi non ne posso occupare più di tre".

Roberto CrocenziAnche per i prodotti non è cambiato niente: il raggio d'azione è sui 30-35 km con l'eccezione della frutta che Crocenzi prende ad Albinia. Fornitori selezionatissimi, scelti personalmente come la merce che prima di essere acquistata passa sotto il "check in" del suo attento sguardo. Un "oste" che macina tremila chilometri l'anno per acquistare la materia prima (e d'inverno resta chiuso) e se magari si trova a selezionare un prodotto non c'è regola di orario che tenga, può darsi che alle 13 la Taverna sia chiusa. Il suo telefono però è acceso di continuo, se volete pranzare alle 16 una padella sopra il fuoco c'è sempre, basta chiamarlo, la prenotazione è fondamentale. Ma anche questo fa capire diverse cose. Una attenzione davvero straordinaria per il prodotti è il credo di "Da Roberto Taverna in Montisi" dove il proprietario fa tutto in prima persona e la sua automobile, beh, è sempre quella nonostante gli oltre 400.000 km effettuati: "e non ho intenzione di cambiarla!".

La "Chiocciola" è assegnata alle osterie che si distinguono per l'eccellente proposta e per l'ambiente, la cucina e l'accoglienza in sintonia con i valori del buono, pulito e giusto di Slow Food, ma da Roberto anche il bere bene è qualcosa di "sacro". “In un luogo come Montalcino è quasi scontato avere una carta dei vini ben fatta. Lo è decisamente meno dedicare la stessa attenzione a tutto il resto della carta" parte così la motivazione del premio "Bere Bene" andato soltanto a tre osterie, "ecco che accanto a Brunello e Rosso locali spiccano, con eguale dignità e personalità, succhi e birre artigianali, distillati e liquori scelti con cura e raccontati con passione”. Il diretto interessato ci dice che "alcuni produttori con cui ho collaborato nel tempo sono diventati famosi e se lo sono meritati. La base dei miei vini è dedicata a Montalcino, Montepulciano e all'Orcia ma chi è venuto sa che può trovare di tutto". Anche un coperto che non si paga nonostante tovaglie di cotone, bicchieri di cristallo e un cestino del pane così ricco "che i clienti lo portano a casa!". Complimenti mister Crocenzi, oste originario di Roma, cresciuto in Abruzzo e innamorato di Montisi: te la sei meritata anche quest'anno.

Altra Chiocciola Slow Food per Roberto e Montisi

Roberto Crocenzi

Impossibile non trovarcelo. Roberto Crocenzi, titolare del ristorante “da Roberto Taverna in Montisi” ha conquistato l’ambita “Chiocciola” della guida Slow Food 2020, il simbolo di una filosofia dove il mangiar bene passa per le grandi materie prime del territorio, per la tradizione e anche per le storie e le persone che ci stanno dietro. Crocenzi è un signore della cucina: fa tutto da sé, non ha camerieri, percorre in media 100 km al giorno per selezionare personalmente i prodotti di cui si fida, quelli delle aziende limitrofe che creano piccoli miracoli di sapori con le loro mani. E tutta una serie di regole, scrupolose, da seguire: niente congelatori, niente microonde, niente sughi, salse o altri ingredienti da barattoli o scatole, niente sale aggiunto, niente grassi aggiunti, niente spezie, solo erbe aromatiche del suo giardino, solo olio extra vergine usato a crudo. E ancora pane di grani antichi bio macinati a pietra (idem per la pasta fresca) con lievito madre, vini solo di piccole aziende familiari, frutta e verdura bio, formaggi esclusivamente a latte crudo. Tutto fresco, tutto locale e di stagione. No, il cinghiale non lo troverete e non vi conviene presentarvi senza prenotazione perché Roberto deve farsi trovare pronto: fare 3.000 km al mese per trovare gli ingredienti lo allontanano, inevitabilmente, dalla cucina.

E poi, come dice lui, “qui bisogna venirci apposta. Sono fortunato a stare in questo angolo di paradiso, la Taverna è stata aperta a luglio 2005 dopo che per tre anni ho avuto un’osteria a Scanno, in Abruzzo. Questo lavoro mi piace tantissimo, le persone che vengono mi gratificano e ho la fortuna di collaborare con delle aziende che realizzano dei prodotti speciali”. Lontano dalle mode turistiche, Crocenzi è schietto e genuino, dice quello che pensa e, a volte, in un mondo come quello della cucina, ciò aliena le simpatie. Ma le sue spiegazioni e i suoi punti di vista fanno parte dell’esperienza del pranzo e della cena anche se alla Taverna non ci sono “schemi”: perché l’orario è no-stop “da mezzogiorno al tramonto”. Sì, Crocenzi, originario di Roma, cresciuto in Abruzzo e innamorato di Montisi, è un signore di quelli che ormai si trovano sempre meno nelle cucine. Dal 2017 non manca la “chiocciola” di Slow Food e, anche stavolta, è l’unico ad averla a Montalcino. “Questo riconoscimento lo prendo con gioia, orgoglio e gratificazione” ci dice prima di ripartire per il suo tour alla ricerca di quegli ingredienti speciali che le sue mani riescono ad esaltare.

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