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Agrario a San Giovanni, sì al progetto esecutivo

Il rendering della scuola a San Giovanni d'AssoLa giunta comunale di Montalcino ha approvato il 12 maggio il progetto esecutivo del nuovo Istituto Professionale Agrario che sorgerà a San Giovanni d’Asso, e che sarà intitolato a Giulio Gambelli. Entro giugno la Provincia di Siena farà l’appalto e le previsioni, secondo il sindaco Silvio Franceschelli, sono quelle di vedere il cantiere nell’ottobre 2023. Il costo dell’operazione, a causa del caro prezzi, è salito del 30-40%: il quadro economico è di 3,2 milioni (dei quali 2,6 milioni per lavori a base d’asta) di cui 1,2 milioni a carico del Comune e il resto a carico della Provincia. Si tratta del primo degli interventi contenuti nel masterplan della cosiddetta “Cittadella agroalimentare” di San Giovanni d’Asso, un progetto ambizioso che se da un lato va a risolvere un problema di spazi - sorto sei anni fa quando iniziò la convivenza di linguistico e agrario a Montalcino, nella struttura di via Prato Ospedale - dall’altro punta a rilanciare il paese del tartufo, che dagli anni Cinquanta, quando contava oltre 3.000 abitanti, sta vivendo un costante spopolamento (adesso siamo a 900 abitanti scarsi), con diverse case sfitte che potrebbero trasformarsi in una sorta di convitto diffuso. Un rilancio, quello di San Giovanni d’Asso, basato sul settore agroalimentare (sono previsti nella cittadella laboratori per trasformare prodotti agricoli, un’area boschiva per l’apicoltura, una serra, un campo scuola agricolo) per formare ragazzi in un territorio dove la richiesta di manodopera in agricoltura è altissima, con oltre 30.000 ettari di terreno, una biodiversità produttiva importante, il neonato Distretto Rurale e il marchio “Eccellenze di Montalcino” che punta a valorizzare le altre eccellenze oltre il Brunello. “Alcuni dati statistici – recita la convezione sottoscritta da Comune e Provincia – attestano che l’agricoltura a Montalcino rappresenta un volano economico con un fatturato di circa 1,2 miliardi di euro, oltre 3.000 lavoratori addetti diretti ed un giro d’affari collegato anche al settore enoturistico straordinariamente rilevante”.

Detto che molti servizi, come la palestra il cui inizio dei lavori è imminente, saranno a beneficio anche della cittadinanza, tra i vantaggi della Cittadella Agroalimentare c’è anche il fatto che il progetto va a insistere su una struttura già esistente, la vecchia scuola elementare, dismessa da circa 20 anni e ora in stato di abbandono, “tranne per il piano seminterrato ancora occupato dalla scuola per l’infanzia e
dalla porzione a piano terra in cui si trova la cucina e il refettorio”, si legge nella relazione tecnico-illustrativa di Archos, lo studio di architettura di Edoardo Milesi, sponsor dell’iniziativa che si è fatto carico a proprie spese della realizzazione del masterplan e dell’intera progettazione. “Il progetto prevede il mantenimento dell’edificio principale su due piani lungo la strada provinciale e la demolizione del resto dei manufatti di più recente costruzione. Il nuovo intervento di ampliamento è previsto a sud dell’edificio storico con un livello in continuità con il piano terra e l’ingresso principale e un livello alla quota inferiore in corrispondenza del secondo accesso. Questa suddivisione di livelli permette di dividere la scuola in aree diverse anche per usi differenti durante l’arco della giornata”. La nuova scuola professionale si sviluppa su tre livelli e prevede una superficie coperta di 755 metri quadrati, con sette aule didattiche, tre laboratori e una serie di servizi annessi.

Credit foto: Studio Archos.

Focus: descrizione del progetto di Archos

Il progetto prevede nel complesso sette aule didattiche, tre laboratori e una serie di servizi
annessi. L’ingresso principale alla scuola è situato al centro dell’edificio esistente direttamente connesso al parcheggio posto lungo la strada provinciale SP60/A. L’ingresso introduce ad un atrio sviluppato in lunghezza che si pone come elemento di collegamento tra l’edificio esistente e il nuovo intervento. La distribuzione orizzontale di questo piano definisce in maniera regolare gli spazi dedicati alla didattica e si rende evidente nei prospetti e nella variazione volumetrica del progetto. Queste distinzioni sono marcate dall’utilizzo di materiali differenti: l’edificio esistente caratterizzato dall’uso di mattoni a vista e tufo, sarà affiancato dal nuovo volume rivestito per la maggior parte da una facciata ventilata in mattoni, con giochi di sporgenze e pieni e vuoti a ritmare i diversi prospetti. A questi si aggiunge il volume dei laboratori, quello più plastico, costituito da una facciata ventilata in alluminio.

La nuova scuola si sviluppa su tre livelli: il piano terra che corrisponde alla quota zero del
progetto, il piano primo e il piano semi interrato posto in corrispondenza dell’accesso
secondario alla scuola e verso il giardino.

Il piano terra unisce il nuovo intervento con l’edificio esistente e il progetto ruota attorno ad
una corte aperta che lega i due ambienti. La corte, cuore del progetto e possibile spazio
ricreativo, permetterà l’illuminazione diretta degli spazi di distribuzione attraverso grandi
aperture vetrate con serramenti in alluminio lungo i corridoi. Questo spazio permette anche l’affaccio di alcune stanze di servizio collocate nell’edificio mantenuto quali la biblioteca/ricevimento genitori e uno dei blocchi dei servizi igienici.

L’intervento sull’edificio esistente prevede in generale la ridefinizione degli spazi interni
mediante la demolizione delle tramezzature, la realizzazione di un vespaio areato, il rinforzo
strutturale delle pareti che necessitano di interventi specifici, la creazione di un collegamento verticale di distribuzione, la realizzazione degli impianti. Il rinforzo strutturale avverrà attraverso l’utilizzo di betoncino collocato sulle pareti interne dell’edificio in modo da mantenere inalterato il prospetto esterno originale; alle pareti perimetrali interne verranno poi applicate contropareti in cartongesso isolate che consentiranno anche la realizzazione degli impianti elettrici e meccanici. A livello impiantistico è prevista la realizzazione di un impianto di climatizzazione invernale e estiva a pavimento abbinato ad un impianto di deumidificazione. Entrambi gli interventi sono descritti specificatamente nelle apposite relazioni tecniche allegate a firma dell’ing. Nani.

Al piano terra si trovano la gran parte delle attività didattiche della scuola. All’interno
dell’edificio esistente si prevedono: la portineria con uno spogliatoio per gli addetti; due aule da 25 studenti; un blocco servizi igienici per studenti e uno per docenti; la sala di ricevimento parenti/biblioteca. La porzione di nuova costruzione prevede due laboratori, di chimica e fisica, nel lato verso sud est, tre aule standard verso sud ovest e il secondo blocco di servizi igienici per gli studenti. Per quanto riguarda i laboratori di fisica e chimica è previsto un allaccio all’acqua con scarico e sistema di evacuazione fumi e vapori. Per l’allacciamento al gas, considerato l’utilizzo nei due laboratori, si ritiene che la soluzione migliore sia utilizzare attrezzature elettriche e/o alimentate a gas propano, che non necessitano di allacciamento, garantendo una maggior sicurezza. Gli spazi saranno adeguatamente isolati sia a livello termico che a livello acustico come descritto nelle relazioni tecniche allegate. Tutte le aule saranno dotate di un controsoffitto in cartongesso nella quale far alloggiare e passare gli impianti e inserire l’isolamento termico e acustico necessario. La pavimentazione è prevista in gres porcellanato. All’esterno, l’attuale centrale idrica sarà oggetto di ampliamento per il gruppo di pressurizzazione antincendio, con conseguente interramento nel giardino antistante della cisterna di accumulo.

Un corpo scala e un ascensore permettono la connessione con il piano semi interrato dove sono collocati il laboratorio di informatica, dei servizi igienici e gli spogliatoi sia per gli
studenti che per i docenti. In questo piano sono previsti anche il locale tecnico e il magazzino attrezzi.

Al piano primo dell’edificio esistente sono state collocate due aule da 25 studenti, i servizi
igienici per studenti e docenti e l’aula professori/presidenza. Questo livello si connette
all’ascensore, mediante un passaggio coperto sulla terrazza di copertura dell’ampliamento. Questo percorso sarà aperto ma coperto da una struttura leggera in ferro che permetterà di proteggersi dalla pioggia. La copertura scenderà lateralmente di circa un metro in modo da garantire ulteriormente questa protezione. La porzione calpestabile della copertura sarà rivestita in gres porcellanato mentre le zone non praticabili avranno del ghiaietto drenante. Il parapetto che delimita l’area utilizzabile sarà arretrato rispetto al filo delle facciate e sarà costituito da un telaio in ferri a T e rete metallica.

La distribuzione verticale di tutto l’intervento avviene tramite due corpi scala, il primo, a prova di fumo, posizionato nell’edificio recuperato mentre il secondo, posto nel nuovo intervento, connette piano terra e piano seminterrato. I blocchi scala avranno rampe da cm 120 di larghezza con pianerottoli da cm 150 x 250. Si prevede anche un ascensore che colleghi tutti e tre i livelli. Dato che l’ascensore è in una posizione defilata rispetto all’edificio mantenuto, come già descritto, in copertura è previsto un collegamento coperto tra i due elementi. Le aperture sono studiate in modo da valutare i corretti rapporti luminosi (RAI > 1/5) e termici di scambio con l’ambiente esterno, sfruttando il più possibile l’illuminazione naturale mediante bucature dotate di adeguate protezioni per l’irraggiamento solare. In generale i serramenti di tutto l’intervento saranno a taglio termico in alluminio. Per quanto riguarda quelli del corpo esistente saranno tutti dotati di una parte orizzontale vetrata e/o opaca che fungerà da parapetto, una parte semifissa apribile per la manutenzione e una apribile dimensionata per un adeguato rapporto aerante. I serramenti della porzione di nuova costruzione avranno le medesime caratteristiche. In generale la protezione dalla luce solare sarà gestita da tende interne (escluse dal presente appalto) in tutto l’edificio con una
particolare attenzione alle porzioni rivolte a sud che saranno dotate di brise soleil e sporti di
copertura adeguati per creare maggiore comfort e ombra. Tutti i serramenti rispettano i valori previsti dal decreto legislativo 311/06 “Relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici”.

Cittadella a San Giovanni, sì al piano da 2,6 milioni

La Cittadella Agroalimentare che nascerà a San Giovanni d'AssoÈ di circa 2,6 milioni di euro il costo del progetto definitivo della Cittadella Agroalimentare che nascerà a San Giovanni d’Asso, approvato lo scorso 2 ottobre dalla giunta comunale di Montalcino dopo il nulla osta della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Arezzo e Grosseto. A realizzare gratuitamente il masterplan e la progettazione, come scritto in passato, è stata la Scuola Permanente dell’Abitare dell’architetto Edoardo Milesi. Al centro del progetto la realizzazione dell’Istituto Agrario che migrerà da Montalcino: nei giorni scorsi è stato approvato lo schema di accordo di collaborazione tra il Comune di Montalcino, la Provincia di Siena e l’Istituto di Istruzione Superiore “Bettino Ricasoli” per regolare i rapporti dei tre enti in merito alla progettazione, al finanziamento, alla realizzazione e alla gestione della scuola in un’area strategica del sud della provincia di Siena (il bacino d’utenza non è solo Montalcino ma anche l’Amiata, il Montecucco, le Crete Senesi, la Val d’Orcia, la Val di Chiana…).

"Abbiamo approvato il progetto esecutivo e lo schema di convenzione tra Provincia, Comune ed Istituto Professionale Agrario - spiega a MontalcinoNews il sindaco Silvio Franceschelli - ora lo ammetteremo a finanziamento appena usciranno i bandi ed avremo buone capacità di vincerli, avendo l'esecutivo e la compartecipazione economica del Comune disponibile".

La scuola ad indirizzo professionale agrario sarà realizzata nelle ex scuole di San Giovanni d’Asso, abbandonate da una ventina di anni e vicine a dei terreni di circa 3,5 ettari in cui nascerà il campo scuola con vigneto e serra (è in corso l’acquisto dell’area, mentre è stata richiesta alla Regione l’assegnazione di un’area boscata in cui si potrà praticare l’apicoltura di selezione). Grande attenzione sarà dedicata al settore vitivinicolo di qualità, così come all’artigianato di trasformazione dei prodotti agricoli come il caseificio, il laboratorio per la tartuficoltura (già realizzato) e la trasformazione delle granaglie in farina e pasta.

La cittadella agroalimentare prevede anche l’implementazione del campo di calcio a 7 attualmente esistente con una palestra e degli spogliatoi al servizio sia della scuola che della località, mentre il castello di San Giovanni d’Asso ospiterà convegni e corsi di formazione e specializzazione e, in futuro, anche una cucina in cui poter valorizzare i prodotti coltivati dal professionale agrario e dai laboratori di trasformazione, in una collaborazione con l’istituto alberghiero. Si potranno utilizzare poi i locali del Museo del Tartufo per la valorizzazione commerciale del tartufo. Infine, l’ultimo punto del progetto riguarda il recupero del patrimonio edilizio comunale e sfitto, che può essere riconvertito e destinato all’accoglienza degli studenti, anche internazionali, sotto forma di convitto. Un piano d’intervento destinato quindi anche a risollevare socialmente una località, San Giovanni d’Asso, che sta vivendo una costante decrescita della propria popolazione.

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