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Martina e il Lambruschini premiati a Roma

Martina Magrini in visita alla redazione della Montalcinonews mostra il premio vintoFesta grande al Liceo Lambruschini di Montalcino. Lo scorso anno la classe 1° A partecipò al concorso “Ambient’Amo”, promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori insieme alla Regione Toscana e dedicato ai percorsi di educazione ambientale. A vincere è stato il disegno di Martina Magrini “Clizia a Buonconvento”, un’opera realizzata con pennarelli professionali e in grado di esprimere con originalità e spirito critico le caratteristiche del territorio unendo, allo stesso tempo, la storia e la cultura classica. Nel disegno troviamo un campo di girasoli - soggetto ispirato dalle passeggiate estive a Buonconvento di Martina con la mamma - con il volto di una giovane ragazza. E’ Clizia, il cui mito è riportato dal poeta latino Ovidio, il quale racconta che la ninfa, ripudiata dal dio del Sole Apollo, essendo ancora innamorata di lui, piangendo lo segue con lo sguardo fisso nel terreno. Sullo sfondo del disegno si notano una casa e dei cipressi, elementi tipici del paesaggio toscano.

Il disegno che ha vinto il concorsoMartina insieme all’insegnante di Lettere Danila Santini e al coordinatore del Lambruschini Michelangelo Lorenzoni sono venuti questa mattina in visita alla redazione della Montalcinonews per raccontare come è nato questo progetto. La studentessa ama in particolar modo il disegno che è diventato il suo passatempo preferito. Già perché non tutte le nuove generazioni sono appassionate (soltanto) di smartphone e social network. L’insegnate ha sottolineato la curiosità della sua alunna che possiede una capacità di analisi brillante nonostante sia ancora giovanissima. Unire il disegno con le materie classiche è stato un esperimento di successo. E così Martina e il Lambruschini sono stati premiati a Roma nel corso di una cerimonia molto partecipata ed emozionante. Bravi.

Il fascino del Brunello sugli investitori stranieri

Bottiglie di Brunello di MontalcinoIl vino made in Italy (con Toscana e Piemonte in primis) continua ad esercitare un forte appeal nei confronti di investitori sia nazionali che esteri. È l’analisi fatta dal giornalista Giorgio Dell’Orefice sull’edizione di ieri del Sole 24 Ore. “Dopo che il 2016 è stato l’anno delle quotazioni in borsa con le due Ipo di Italian Wine Brands e della griffe veneta Masi sbarcate entrambe al mercato Aim - si legge nell’articolo - il 2017 si avvia a passare agli archivi come l’anno di un rinnovato interesse per i grandi territori del vino italiano”.

In Toscana l’area che forse più di tutte continua ad esercitare un grande fascino per gli stranieri resta quella di Montalcino. “Un appeal - scrive Dell’Orefice - forse scritto nel Dna di questo terroir visto che il successo internazionale del Brunello si deve in buona parte all’investimento effettuato alla fine degli anni settanta dalla famiglia italoamericana Mariani (che rilevò Castello Banfi aprendo al Brunello le porte del mercato Usa)”.

Tra le tante acquisizioni da parte di investitori stranieri, la più rilevante degli ultimi mesi riguarda quella di Poggio Antico (32,5 ettari di vigneto di cui 28 a Brunello) da parte del fondo belga Atlas Invest, attivo soprattutto nel settore dell’energia e del real estate. Fondato nel 2007 da Marcel van Poecke, Atlas Inves ha rilevato l’azienda dalla famiglia Gloder che la deteneva dal 1984. “Si tratta di investimenti - spiega all’interno dell’articolo il responsabile del sito specializzato winenews.it, Alessandro Regoli – che hanno portato talmente in alto le quotazioni dei vigneti che ormai le aziende del territorio sono contese più da fondi di investimento con interessi estesi e differenziati che da cantine i cui progetti imprenditoriali sono legati esclusivamente al vino”.

Poggio Antico è dunque la conferma di una regola non scritta che vede ogni anno almeno un grande investimento a Montalcino. Da Louis Camilleri di Philip Morris col Giardinello (2011) alla società panamense Soleya International Corporation con Tenuta Oliveto (2012), dall’imprenditore brasiliano Andre Santos Esteves con Argiano (2013) al collega americano Gary Rieschel con La Cerbaiona (2015), fino all’ingresso nella Tenuta Greppo della famiglia Biondi Santi, dove è nato il Brunello e oggi guidata da Jacopo Biondi Santi, del gruppo del lusso francese Epi Group di Christopher Descours.

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