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Voci e video del Premio Casato Prime Donne

Il Premio Casato Prime Donne 2017 al Teatro degli Astrusi di MontalcinoServono 450 anni per degradare una bottiglia di plastica, mentre il bruco della cera (Galleria mellonella) rompe le molecole di polietilene in poche ore. Una scoperta sensazionale e di fondamentale importanza, quella di Federica Bertocchini, biologa molecolare di Piombino che da vent’anni studia e fa ricerca in giro per il mondo. Da New York a Londa, fino a Santander, dove è avvenuto l’incontro inaspettato. Oggi la troviamo a Montalcino, al Teatro degli Astrusi, per ricevere il Premio Casato Prime Donne, riconoscimento creato da Donatella Cinelli Colombini nel 1999 che, ogni anno, premia una figura femminile che si sia distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e abbia valorizzato la presenza femminile nella società e nel lavoro. Un appuntamento che “segna il passo e scandisce i tempi di Montalcino”, per usare le parole del sindaco Silvio Franceschelli, intervenuto all’inizio della premiazione per i saluti dall’amministrazione comunale. “È un evento - ha proseguito il primo cittadino - che dà lustro alla nostra città e ad un Comune nuovo che si è ampliato, l’unico della Provincia di Siena ad aver fatto questo percorso. Noi non ci accontentiamo, andiamo avanti per cercare un successo come lo è questo Premio. Il Teatro è piccolo ma non sempre riusciamo a riempirlo. Oggi lo è ed il merito va tutto alla Famiglia Colombini. Ringrazio Donatella e Donna Francesca (Colombini Cinelli, ndr) che è stata la mamma per noi montalcinesi”.

Francesca Colombini Cinelli, la “Signora del Brunello”Prima dell’inizio arriva anche il saluto della “Signora del Brunello”, Francesca Colombini Cinelli, che si è detta onorata “della vostra presenza, benvenuti a questa nuova edizione che si è svolta in varie parti di Montalcino e che adesso trova sede in un pezzo storico della città, un teatro piccolo ma elegante e grazioso”.

L’apertura della cerimonia non poteva che spettare a Donatella Cinelli Colombini, che ha raccolto il testimone della madre e ha rinnovato il Premio, con una formula tutta al femminile. “Grazie al Comune, ai Quartieri, alle giurate, e a voi per essere qui” - ha esordito la proprietaria di Casato Prime Donne e Fattoria del Colle - il nostro lavoro e il vostro sostegno hanno qualificato e dato importanza ad una iniziativa che ha due scopi: valorizzare un universo femminile in cambiamento e valorizzare il territorio di Montalcino. Donatella Cinelli Colombini, intervistata dalla Rai poco prima della premiazioneGrazie a Alessia Bernardeschi (realizzatrice dell’opera che accompagna il Premio, ndr) e al mio staff, i contadini dell’era digitale che sanno fare davvero di tutto. Grazie ai vincitori, che spero portino questa giornata e il nostro territorio per sempre nel loro cuore. Un grazie in particolare va a Federica Bertocchini. Siamo una delle capitali dell’apicoltura, in tanti qui hanno degli alveari ma nessuno di loro si è accorto che raccogliendo i bruchi, questi mangiavano la plastica. Lei invece sì e ha dato una prospettiva di salvezza per l’umanità. Lancio infine un appello in favore della Val d’Orcia, che è patrimonio Unesco dal 2004. Ma è un patrimonio di tutti, dell’umanità, ognuno quindi deve prodigarsi per difenderlo”.

Il giornalista Rai Pietro di Lazzaro, vincitore del Premio “Io e Montalcino”Il primo a salire sul palco è stato Pietro di Lazzaro, per il Premio “Io e Montalcino”, vinto grazie al servizio del Tg3 dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello e per la passione con cui segue un territorio che gli ha fatto conoscere sua moglie Barbara. “Questa città ha tradizione e storia - ha commentato di Lazzaro - è chiaro che si può fare di più per promuovere e comunicare Montalcino aldilà del Brunello e del vino. Vi auguro un percorso felice che, nel mio piccolo, cercherò di seguire. Questo premio è uno stimolo per continuare il mio lavoro. Il cronista deve raccontare quello che ha di fronte”.

Stefano Pancera, giornalista Mediaset, ha ricevuto il riconoscimento del Consorzio del Brunello da parte del presidente Patrizio CencioniStefano Pancera, giornalista Mediaset, ha ricevuto invece il riconoscimento del Consorzio del Brunello, da parte del presidente Patrizio Cencioni, per il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5. Un premio alla Rai, dunque, e uno a Mediaset. Un fatto che non è passato inosservato a Rosy Bindi, membro della giuria composta anche da Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri, Daniela Viglione e presieduta da Donatella Cinelli Colombini. “Si apprezzerà il pluralismo televisivo con quale si sono assegnati i premi”, ha scherzato la parlamentare e presidente della Commissione Antimafia.

Vannina Patanè, giornalista freelance, ha vinto il Premio “Montalcino: la sua storia, la sua arte e il suo vino”.La terza premiata è Vannina Patanè, giornalista freelance e collaboratrice della rivista In Viaggio, dove lo scorso aprile ha scritto un articolo che le è valso il Premio “Montalcino: la sua storia, la sua arte e il suo vino”. Patanè è nata a Bergamo, vive a Milano ed è “mezza siciliana, quindi diciamo che rappresento tutta l’Italia - ha scherzato durante la premiazione - il mio primo impatto con la Toscana è stato durante una gita scolastica, alle medie. Ero già appassionata di Storia dell’Arte e rimasi profondamente colpita”.

Non solo filmati e articoli, a venire premiate anche le immagini col concorso “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”. Delle cinque foto in lizza, l’ha spuntata quella di Andrea Rontini, dal titolo “Val d’Orcia”, scattata nel dicembre 2016. “Ma il merito è soprattutto di mia moglie - ha confessato Rontini - è stata lei a sceglierla. Mi ispiro ai nostri pittori, ai macchiaioli. La terra comunque è universale, appartiene al mondo. Se ho trovato un posto simile? La Lucania. Per certi versi ci sono delle similitudini”.

La foto di Andrea Rontini, dal titolo “Val d’Orcia”, ha vinto il concorso “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”È arrivato poi il momento più atteso. Donatella Cinelli Colombini si è alzata in piedi per consegnare il Premio Prima Donna a Federica Bertocchini, la scopritrice del bruco mangiaplastica. Applausi, flash, ringraziamenti e poi una domanda di Rosy Bindi. “Premesso che la ricerca è sotto-finanziata rispetto alla media, una scoperta del genere non dovrebbe interessare imprenditori, industriali? Avete trovato interesse o chiusura?”. “Stiamo dialogando, diverse industrie hanno manifestato il loro interesse - ha risposto la biologa toscana - ma loro sono enti a scopo profit e vorrebbero commercializzazione a 12-18 mesi. Qui ci vuole più tempo, tra i due e i quattro anni. Non ci sono porte sbarrate ma non è così facile perché non sai quantificare il tempo della ricerca. E poi la plastica ci invade, ma non c’è ancora correlazione con infermità o altri problemi per gli esseri umani. Manca un collegamento diretto. Magari muoiono pesci e tartarughe però finché non tocca direttamente noi… Questa è l’idea che mi sono fatta, del perché non arrivano soldi a palate”.

La pittrice Alessia Bernardeschi ha realizzato un’opera in acciaio dal titolo “Donna che guarda”Nel finale sono saliti sul palco Alessia Bernardeschi e Simone Nannipieri, autori dell’opera che accompagna il Premio Casato Prime Donne, una cornice dal titolo “Donna che guarda” collocata nella vigna dell’azienda di Montalcino, accanto ad una dedica di Federica Bertocchini. “Avevo già deciso di fare una cornice ma volevo che fosse anche un’opera dinamica, che interagisse con lo spettatore e il territorio - ha spiegato Bernardeschi - girandoci intorno si scompone e si trasforma in maniera dinamica. Ho scelto poi due colori che cambiano a seconda del sole e delle stagioni. Così l’opera non è mai la stessa”.

A chiudere la cerimonia Francesca Colombini Cinelli, semplice, schietta e genuina come sempre. “Siamo arrivati alla conclusione di questo felice e riuscito Premio. Adesso è il momento di recarsi alle mense, perché anche mangiare e bere sono cose importanti. Se il mondo cambia e si trasforma, è anche vero che a pranzo ci si va tutti!”.

Dopo le foto di rito, la festa si è quindi spostata alla Fattoria del Colle, a Trequanda, per il pranzo dedicato al tema “Valdorcia in tavola tra ricchezza e povertà. La civiltà di un territorio nella sua cucina”. E così, un’altra edizione del Premio Prime Donne se ne è andata. Ma il pensiero va già all’anno prossimo, quando ricadrà il ventesimo anniversario. Un’occasione speciale per promuovere un’altra donna e per valorizzare la bellezza naturale che culla Montalcino.

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Il Casato Prime Donne omaggia la ricerca

La biologa Federica Bertocchini, vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2017L’astronauta Samantha Cristoforetti, l’astrofisica Sandra Savaglio, la campionessa olimpica Josefa Idem. E poi la stilista Carla Fendi, l’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e, recentemente, la giovane attivista Chaimaa Fatihi. Sono alcune delle donne che nel corso del tempo hanno ricevuto il premio Casato Prime Donne, riconoscimento creato da Donatella Cinelli Colombini nel 1999 che, ogni anno, premia una figura femminile che si sia distinta per coraggio ed eticità di comportamenti e abbia valorizzato la presenza femminile nella società e nel lavoro.

Dopo aver coperto temi come il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare e la violenza sulle donne, quest’edizione si è rivolta all’ambiente e al contributo della ricerca scientifica nel trovare una soluzione a un problema globale come l’inquinamento. Ecco spiegato il premio alla microbiologa Federica Bertocchini, la scopritrice del bruco mangia plastica.

La premiazione si svolgerà domenica 17 settembre al Teatro degli Astrusi di Montalcino (ore 10.30) e coinvolgerà anche i giornalisti Pietro di Lazzaro (Premio “Io e Montalcino” per il servizio dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello), Stefano Pancera (Premio Consorzio del Brunello per il servizio intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5) e Vannina Patanè (Premio “Montalcino: la sua storia, la sua arte e il suo vino” per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”). Nel corso della mattina verrà scelto anche il vincitore del concorso fotografico dal tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia”. I finalisti (Andrea Rontini, Johanna Ekmark, Alberto Ragnoli  e Guido Cozzi) sono stati sottoposti al voto di una giuria virtuale attraverso l’uso di un’area riservata nel web.

Donatella Cinelli Colombini“Il premio del Consorzio del Brunello sarà consegnato direttamente dal presidente Patrizio Cencioni, gli altri dalle giurate - spiega alla Montalcinonews Donatella Cinelli Colombini - l’ultima sarà Federica Bertocchini, che studia cellule embrionali dei vertebrati. La sua scoperta è stata quasi casuale”. Nel 2012, pulendo un alveare a Santander, dove vive attualmente, Bertocchini si imbatte nel bruco della cera (Galleria mellonella) e si accorge che rompe il legame chimico del polietilene. In altre parole, mangia la plastica. Insieme ai colleghi dell’università di Cambrige, Paolo Bombelli e Christopher Howe, effettua un esperimento. Risultato: il polietilene in effetti si riduce, ma non è un fattore meccanico della digestione del bruco, bensì un principio attivo, un enzima o un batterio della pancia del bruco. “Il proseguo della ricerca sarà nell’individuare quel batterio o enzima, per utilizzarlo nella distruzione della plastica - aggiunge Cinelli Colombini - un agente che si trova nel bruco ed è molto più forte di quello che hanno scoperto ad Osaka. La scoperta ha un valore enorme perché potrebbe risolvere uno dei problemi più gravi, l’inquinamento mondiale. Pare che queste micro-particelle di plastica vengano ingurgitate dai pesci e poi finiscono nel corpo umano. Per non parlare dell’acqua minerale che beviamo. Non si sa se producono forme di tumore, è un problema serio. Lei e i suoi due colleghi l’hanno pubblicato su “Current Biology”, però non sono arrivati a un brevetto dell’agente degradante. Qualche altro laboratorio può andare avanti (per esempio una multinazionale che si occupa di riduzione dei rifiuti), non è detto che sia lei a trasformare questa scoperta in ricchezza. È stata ingenua, ma è tipico degli studiosi pensare al bene comune e non al business”.

La pittrice Alessia Bernardeschi ha realizzato un’opera in acciaio dal titolo “Donna che guarda”Come ogni anno, un artista è stato chiamato ad arricchire il museo itinerante tra i vigneti e la cantina del Casato Prime Donne. Quest’anno, il compito è stato assegnato alla pittrice Alessia Bernardeschi, che ha realizzato un’opera in acciaio dal titolo “Donna che guarda”, nome quanto mai appropriato per la prima cantina italiana con un organico tutto femminile. Si tratta di una cornice che si compone e si scompone giocando con chi vuol farsi un selfie davanti alle vigne di Brunello. Un rapporto attivo con il pubblico che diventa quindi coautore dell’opera e una nobilitazione, in forma artistica, degli scatti fotografici che vanno più di moda. La “Donna che guarda” accompagna la dedica di Federica Bertocchini  all’universo femminile: “Queste parole sono dedicate a ogni singola donna che abita il nostro pianeta, e alla Toscana, questa terra di un valore inestimabile che ha deciso di celebrarle. Le donne sono un compendio di passione per quello che danno e di forza in tutto quello che fanno. Ciò che una donna può raggiungere lo vediamo intorno a noi, in ogni settore della nostra società. Del loro valore e di ciò che apportano al nostro mondo, non possiamo e non vogliamo fare a meno, sarebbe una perdita irreversibile per l’umanità”.

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