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Legge tartufo, Valdambrini: "Sconfitta per territorio senese"

Paolo ValdambriniCome è noto è passata, tra frizioni destinate a continuare e infatti stanno continuando, la legge che cambia le norme in materia di cerca, raccolta e coltivazione del tartufo. Il consiglio regionale ha approvato il testo con 22 voti favorevoli (Pd), l’astensione di Lega e Fratelli d’Italia e il no, già annunciato, di Italia Viva. Una novità che non è piaciuta a tutti come si è visto dagli interventi di questi giorni come quello di Cia/Toscana. Ovviamente anche a San Giovanni d'Asso, una delle capitali del tartufo e sede dell'associazione Tartufai Senesi, in questi giorni il tema è stato molto discusso. Alla Montalcinonews il presidente dei Tartufai Senesi, Paolo Valdambrini, ha espresso un primo commento. "Questa legge - è il commento di Paolo Valdambrini - non è una sconfitta per il tartufo ma è una sconfitta per il territorio della provincia di Siena. In confronto a quella precedente è una legge peggiorativa: nel 1995 si parlava di opportunità di fare le tartufaie, ora ci troviamo davanti ad una legge che le limita, soprattutto le tartufaie bianche. Il tartufo bianco è un valore aggiunto del nostro territorio non lo dimentichiamo. I politici non hanno capito l'argomento, i cambiamenti climatici stanno facendo scomparire il tartufo, quello bianco in particolar modo. Se c'è una legge che lo frena si parte sconfitti. Negli altri paesi si stanno facendo leggi propositive mentre in Toscana si prende una strada diversa". Una "bocciatura" da parte del presidente dell'associazione Tartufai Senesi e l'impressione, visto le divergenze, che sull'argomento si continuerà a parlare nel prossimo futuro.

Tartufi, cambiano le regole in Toscana

Tartufo bianco delle Crete SenesiCambiano le norme in materia di cerca, raccolta e coltivazione del tartufo e di valorizzazione del patrimonio tartuficolo toscano. La commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd), ha approvato a maggioranza una proposta di legge che modifica la normativa vigente in materia. L’intervento legislativo ha l’obiettivo di adeguare le norme alle nuove esigenze del settore e al mutato contesto normativo. Un lavoro, quello della commissione, durato oltre cinque anni, che ha creato contrasti anche per la visione divergente tra tartufai di province limitrofe, ad esempio Siena e Arezzo, come ha segnalato tempo fa a MontalcinoNews il presidente dei Tartufai Senesi Paolo Valdambrini. Tant’è che Stefano Scaramelli di Italia Viva ha chiesto di non procedere alla votazione della proposta, “perché sono arrivati una serie di emendamenti all’ultimo minuto che l’hanno stravolta”. La presidente Bugetti (Pd), dopo un momento di confronto, ha deciso di effettuare la votazione “perché sul testo è stato fatto un lungo lavoro di concertazione tecnica tra Giunta e Consiglio” e “perché gli emendamenti non stravolgono il testo”, precisando che potranno esserci ulteriori momenti di riflessione in vista dell’approdo del testo in aula.

In particolare, nella proposta di legge si chiariscono i ruoli della Regione e dei Comuni; si definiscono meglio le modalità e i luoghi ove esercitare le attività di cerca e raccolta dei tartufi; si aggiorna il calendario di raccolta ai nuovi cambiamenti climatici, ferma restando la finalità di tutela e conservazione delle aree tartufigene; si introduce per il conseguimento dell’idoneità alla cerca e alla raccolta un percorso formativo con esame finale; si rivedono gli istituti del riconoscimento di tartufaia naturale controllata e quello della tartufaia coltivata, specificando le procedure per il riconoscimento, le regole da seguire all’interno di dette aree e introducendo limiti alle dimensioni della tartufaia naturale controllata. Ancora, si introduce il nuovo istituto dell’area addestramento cani da tartufo; si prevede un regolamento di attuazione della legge regionale; si aggiorna la disposizione finanziaria per gli interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio tartufigeno anche per tener conto della sopravvenuta normativa in materia di contabilità finanziaria.

Nasce il “patto del tartufo” tra Italia e Spagna

Giuseppe Maria Buccino Grimaldi e Michele BoscagliNasce un “patto” tra Italia e Spagna per promuovere il tartufo. Giornata importante a Madrid impreziosita dalla nascita di una collaborazione interessante per sviluppare un progetto di conoscenza e valorizzazione di una eccellenza prelibata. Ieri all'Istituto Italiano di Cultura a Madrid si è inaugurata la terza tappa della mostra “Racconti (In)Visibili: Tra cielo e terra” realizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. La mostra, visitabile fino al 10 settembre nella capitale spagnola, è parte dell’omonimo progetto internazionale che ha già toccato Barcellona e Aínsa-Sobrarbe, per proseguire con la tappa di Madrid, L’Avana e New York. In prima linea l’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct), realtà che ha la propria sede operativa a San Giovanni d’Asso, nel Comune di Montalcino, rappresentata dal presidente Michele Boscagli (ex sindaco di San Giovanni d’Asso). Presenti l'ambasciatore d'Italia in Spagna, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi (qui in foto con Boscagli); Leandro Ventura, direttore dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale; Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.

Il tartufo è stato protagonista a MadridDuecento gli invitati, tanti giornalisti e fotografi con il tartufo estivo italiano che è stato protagonista dell'apericena. Presenti anche una delegazione di tartuficoltori dell’Aragona, insieme ad alcuni sindaci, "con cui abbiamo firmato - spiega a Montalcinonews.com Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo - un patto di intenti per sviluppare reciprocamente il settore tartufo che va dal turismo al mantenimento e lo sviluppo ambientale passando anche per la tartuficoltura. Può essere un primo passo di collaborazione internazionale sul tartufo che vedrà nascere un gruppo di lavoro per coinvolgere anche una terza Nazione e poter così presentare progetti europei. L'ambasciatore ha portato i suoi saluti e si è complimentato con noi, dimostrando attenzione e curiosità per il nostro prodotto". L'Associazione Nazionale Città del Tartufo si è impegnata per un risultato storico ottenuto nel 2021 con “La Cerca e cavatura del Tartufo in Italia, conoscenze e pratiche tradizionali” che è entrata ufficialmente nella Lista del Patrimonio Immateriale Unesco. Montalcino, quindi, è un territorio che può fregiarsi di ben due riconoscimenti Unesco: il primo fu infatti ottenuto nel 2004 per il paesaggio della Valdorcia.

Il tartufo in mostra a Madrid con Montalcino protagonista

Un prelibato tartufoIl tartufo vola a Madrid e anche il territorio di Montalcino sarà protagonista. Si inaugura oggi, giovedì 6 luglio, la terza tappa della mostra ‘Racconti (In)Visibili: Tra cielo e terra’ realizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. La mostra, ospitata fino al 10 settembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid è parte dell’omonimo progetto internazionale che ha già toccato Barcellona e Aínsa-Sobrarbe, per proseguire con le tappe di Madrid, L’Avana e New York.

Promossa dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con il coordinamento scientifico di Leandro Ventura, storico dell’arte direttore dell’Istituto, e di Stefania Baldinotti, antropologa responsabile del laboratorio di antropologia visiva, e curata per la sezione contemporanea da Dominique Lora e Micol Di Veroli, ‘Racconti (In)Visibili: Tra cielo e terra’ è la seconda edizione di un grande progetto espositivo itinerante, incentrato sulla varietà e sulla rilevanza del patrimonio immateriale tutelato dalla Convenzione Unesco 2003. L’organizzazione è a cura di Glocal Project Consulting, l’allestimento polimediale è stato progettato da OpenLab Company. Il progetto è realizzato con la collaborazione delle comunità patrimoniali della Rete delle Grandi Macchine a Spalla e della Cerca e cavatura del tartufo, elementi iscritti dall’Unesco nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Della comunità italiana del tartufo fa parte l’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct), realtà associativa che ha la sua sede operativa in Toscana, a San Giovanni d’Asso, nel Comune di Montalcino, e il cui presidente Michele Boscagli (ex sindaco di San Giovanni d'Asso) sarà presente all’inaugurazione della mostra, insieme ad Antonella Brancadoro, direttore di Anct e referente di comunità.

La mostra di Madrid è realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia in Spagna. In mostra le opere di 15 artisti italiani contemporanei: Antonio Ligabue, Matteo Basilé, Bertozzi&Casoni, Paolo Buggiani, Cinzia Sarto, Vincenzo Marsiglia, Stefano Canto, Angelo Bellobono, Davide Dormino, Simone Pellegrini, Elena Bellantoni, Elena Mazzi, Leonardo Petrucci, Benedetto Pietromarchi, Maurizio Sapia, poste in confronto tematico con la sezione audiovisiva della mostra che propone, nell’edizione madrilena, accanto a ‘Caleidoscopio del patrimonio Immateriale’, stroboscopica partitura per suoni e immagini del regista etnomusicologo Francesco De Melis, il bosco virtuale dedicato al docufilm ‘Memoria di tartufo, una storia nascosta’ del regista Remo Schellino. Nella sezione fotografica, i reportage etnografici dei fotografi Massimo Cutrupi e Marco Marcotulli si concentrano sul patrimonio immateriale italiano, mettendone a fuoco sia le performance più eclatanti che le pratiche meno diffuse, cercando nell’espressività dei protagonisti e nei segni ineffabili del trascorrere del tempo il seme del cambiamento e la certezza di quell’eterno ritorno che, insieme, costituiscono la vitalità della tradizione.

Gli artisti selezionati sono tutti caratterizzati da una ricerca ispirata alla natura effimera, eppure costante del rapporto tra singolarità e collettività e delle varie forme di interazione tra uomo e natura, tra memoria e senso di appartenenza. Ogni opera, a suo modo, esplora e reinventa tecniche antiche, forme di conoscenza e di manualità, sperimentando con competenze e materiali diversi - come la lavorazione della carta, della ceramica e la tessitura - o raccontando antiche tradizioni come la caccia o i saperi legati alla nutrizione e all’elaborazione dei cibi. Le opere degli artisti contemporanei, in un rimando di nessi invisibili, vengono così messe in dialogo con i video di De Melis e le fotografie di Cutrupi e Marcotulli, mostrando le infinite varietà nelle quali si declina il rapporto uomo-natura.

I tartufai senesi: “Ora basta, la politica ci deve aiutare”

Paolo Valdambrini“Siamo 2020 soci, abbiamo costruito un modello, con tanto di regolamento e calendario. Ci impegniamo a preservare e tutelare il territorio. Ma la politica deve aiutarci, non può metterci i bastoni tra le ruote. Visti anche i cambiamenti climatici non è giusto limitare chi vuol fare tartuficoltura”. Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi, con sede a San Giovanni d’Asso, va subito al nodo della questione. “I nostri politici in Regione non riescono a fare una legge perché prevale la parola dei politici aretini che vogliono tutelare i tartufai di Arezzo, che vengono nelle nostre tartufaie perché noi le abbiamo e loro no. Ma ce l’abbiamo perchè ci abbiamo lavorato tanto, rendendole produttive. La provincia di Siena non può diventare un orto dove tutti arrivano per cogliere i prodotti”.

La legge regionale è del 1995, quella nazionale addirittura del 1985. “Andrebbe adeguata, questo sì – prosegue Valdambrini – ma meglio una legge vecchia che una peggiorativa. Vogliono realizzare corridoi per il libero accesso alle tartufaie, o addirittura obbligare associazioni come la nostra ad aprire gli statuti a tutti i tartufai d’Italia. La colpa è della politica che non ha il coraggio di dire che il tartufo è possibile coltivarlo, quindi si può considerare prodotto agricolo. Un conto è la libera cerca, un conto sono le tartufaie dove ci deve andare solo chi ci lavora, chi fa migliorie, chi ha a cuore la tutela del territorio e dell’economica legata al tartufo”.

I tartufai senesi segnalano anche alcuni esposti anonimi sui lavori di manutenzione delle tartufaie. “Ci sono alcune regole assurde – dice Valdambrini – non si può bruciare, non si può entrare con i mezzi meccanici, perché ci sono animali particolari come il tritone crestato, o il picchio rosso, che io non ho mai visto. Vanno tutelati, ma così si tutela anche i cinghiali che stanno distruggendo tutto. E il tartufo, non si tutela mai?”. Venendo al maltempo, conclude Valdambrini, “la pioggia ci vuole per i tartufi, ma occorre anche il sole. Se piove tutti i giorni non riescono a raggiungere la maturazione ottimale per avere un prodotto eccellente. La stagione dello scorzone è rallentata”.

Progetto di collaborazione per il tartufo

TartufoMartedì 28 marzo alle ore 11 è in programma la presentazione del progetto di collaborazione tra l'Istituto "Bettino Ricasoli" di Siena, l'associazione Tartufai Senesi, l'associazione Tartufai del Garbo e il centro di ricerca produzioni vegetali della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. L'evento si terrà presso i locali dell'Istituto (via Scacciapensieri 8). Al centro c'è l’interesse scientifico-didattico e la valorizzazione culturale ed economica di una eccellenza del nostro territorio: il tartufo. L’Istituto di Istruzione Superiore “Ricasoli” annovera al suo interno l’azienda agricola nel cui spazio è stata accertata la presenza di terreni vocati alla tartuficoltura in particolare al tartufo bianco pregiato. Il Centro di Ricerca Produzioni Vegetali svolge attività di ricerca scientifica e didattica sui diversi aspetti della produzione e della filiera alimentare a base vegetale, ed in particolare una linea di ricerca si concentra sullo studio delle micorrize e della loro applicazione in campo mediante tecniche morfologiche, biochimiche e molecolari. Le associazioni di tartufai intendono favorire la tutela, la raccolta, la produzione e la valorizzazione del tartufo, mediante un’accurata e mirata manutenzione delle zone tartufigene e tramite un’opportuna opera di informazione e pubblicizzazione.

Il fulcro del presente accordo è quello di instaurare una collaborazione scientifico-didattica allo scopo di programmare interventi formativi che coinvolgano gli studenti dell’Istituto, relativi alla valorizzazione ed al miglioramento delle produzioni agricole e forestali con particolare riferimento agli interventi sulle tartufaie naturali e coltivate, con l’obiettivo di riqualificazione delle tartufaie naturali al fine di conservare la biodiversità locale.

Il progetto di ricerca, di durata triennale ed eventualmente rinnovabile, si articolerà in due punti: con particolare riferimento al rapporto con il Centro di Ricerca Produzioni Vegetali, spiega la nota, l’implementazione della tartufaia dell’Azienda “La Selva” con altre piante micorizzate, all’interno del percorso formativo dell’Istituto e mediante la collaborazione con Cpv nella realizzazione di rilievi, momenti formativi rivolti agli studenti e di collaborazione scientifica finalizzata alla rilevazione di dati necessari per il monitoraggio della crescita e del benessere della tartufaia coltivata. Con particolare riferimento al rapporto con le associazioni di tartuficoltori, la programmazione di interventi di riqualificazione delle tartufaie naturali con l’obiettivo di conservare la biodiversità locale attraverso un’attenta gestione delle tartufaie naturali utilizzando pratiche capaci di favorire, incrementare e salvaguardare la risorsa tartufo e migliorare la gestione della tartufaia anche attraverso l’uso sostenibile di acqua e del suolo. Gli studenti dell’Istituto, attraverso l’uso del Cad, potrebbero progettare l’intervento di recupero degli alvei dove crescono piante tartufigene, e fornire supporto tecnico-formativo alle associazioni attraverso momenti formativi rivolti agli associati su tecniche di coltivazioni di piante tartufigene, suoli vocati o altri argomenti che verranno reputati opportuni.

Tartufo, San Giovanni d'Asso alla Bmt a Napoli

Un prelibato tartufoVetrina importante per l'Associazione Nazionale Città del Tartufo che ha sede a San Giovanni d'Asso. Una realtà nata ad Alba, un territorio simbolo del tartufo, nel 1990 dalla volontà di condivisione progettuale e di sviluppo di 10 territori italiani e che oggi conta circa 70 iscritti. Venerdì 14 marzo le Città del tartufo saranno alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli per la presentazione di "Percorsi Golosi - Tartufo 2023 Trenta tappe per trenta eventi" a cura di Typimedia Editore dove si parlerà delle più importanti fiere del tartufo in Italia. Tra queste anche quella di San Giovanni d'Asso. Un evento sull’Italia del Tartufo che si articola in una mappa crossmediale in 30 tappe curata dall’esperto in Economia delle risorse agroalimentari e dell’ambiente, Gianluca Carrabs, con il progetto grafico dell’art director Stefano Cipolla. Nel corso dell’evento, moderato dallo stesso curatore della mappa, interverrà, oltre alle istituzioni, anche Michele Boscagli, presidente Associazione Nazionale “Città del Tartufo” ed ex sindaco di San Giovanni d'Asso. Al termine della presentazione è previsto un laboratorio del gusto con tanto di degustazione del tartufo bianchetto che arriva dagli esperti Tartufai Senesi.
Un'iniziativa interessante che arriva a pochi giorni dall'inizio dell’edizione n. 19 della Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo (25-26 marzo), manifestazione di San Giovanni d’Asso che celebra il tartufo marzuolo, meno pregiato del più famoso “bianco” che si raccoglie nei mesi invernali, ma che al di là del prezzo sensibilmente più basso, ha alcune peculiarità che lo rendono molto apprezzato.

Una proposta di legge per il tartufo toscano

Tartufo bianco delle Crete SenesiUna proposta di legge che introduce nuove norme in materia di cerca, raccolta e coltivazione del tartufo e di valorizzazione del patrimonio tartuficolo toscano. Ci sta lavorando la commissione Sviluppo economico e rurale della Regione Toscana, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd), che ha iniziato un percorso di ascolto di tutti i soggetti interessati. Le richieste degli addetti ai lavori “verranno raccolte e valutate in modo puntuale sia da un punto di vista della fattibilità che del contenuto - ha detto Bugetti - l’obiettivo è quello di tutelare e valorizzare nel modo migliore il tartufo, trovando un punto di equilibrio per fare il lavoro migliore possibile”.

All’incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, era presente anche Paolo Valdambrini, presidente dell’associazione dei tartufai senesi, con sede a San Giovanni d’Asso. “I temi fondamentali per noi sono tre - spiega Valdambrini a MontalcinoNews - la tutela dell’ambiente tartufigeno, il benessere del cane e i controlli più severi ai cercatori, in primis se hanno il tesserino, poi se hanno pagato le tasse, se rispettano il calendario e gli orari, se ricoprono le buche”. Valdambrini ha chiesto guardie volontarie specifiche, visto che i carabinieri della forestale e i vigili urbani non bastano. “E poi servono maggiori attenzioni ai tagli boschivi in prossimità delle tartufaie, soprattutto l’esbosco della legna”. Molto sentito, aggiunge la commissione regionale, il problema della manutenzione delle tartufaie naturali e quello dei tagli boschivi che in alcuni casi hanno portato alla scomparsa del tartufo da alcune zone.

La proposta di legge introduce il tetto massimo di due cani a tartufaio, il passaggio da uno a due mesi all’anno di fermo biologico, la creazione di corsi di aggiornamento per il rinnovo dopo dieci anni del tesserino e una nuova regolamentazione degli orari in cui sarà possibile andare a caccia di tartufi, riducendo le ore notturne. Al vaglio anche un nuovo calendario del tartufo bianco, andando incontro ai cambiamenti climatici: non più dal 10 settembre al 31 dicembre ma dall’ultima settimana di settembre al 15 gennaio (in Piemonte lo chiedono fino al 30 gennaio).

Sul pagamento della tassa regionale c’è chi ha chiesto che valga anche per chi ha una tartufaia coltivata e chi vorrebbe che la Regione destinasse tutti i proventi per reinvestirli nel mondo del tartufo. Interessa invece altre zone della Toscana il problema della mappatura: c’è chi chiede di tenere in considerazione le aree produttive, semi produttive e le aree improduttive, senza fare riferimento solo alle aree vocate al tartufo.

Al termine dell’incontro la presidente Bugetti ha ringraziato i partecipanti per il contributo offerto invitandoli a formalizzare le loro richieste per poterle valutare insieme agli altri membri durante i lavori della commissione.

Tartufo, idee per celebrare riconoscimento Unesco

TartufoEra il 16 dicembre quando a Parigi si proclamò “La Cerca e cavatura del Tartufo in Italia, conoscenze e pratiche tradizionali” come nuovo ingresso nella Lista del Patrimonio Immateriale Unesco. Una grande soddisfazione anche per il territorio di Montalcino che ha potuto festeggiare il secondo riconoscimento Unesco dopo quello della Valdorcia il cui paesaggio è patrimonio dal 2004. Una candidatura vincente a cui grande merito va dato all’Associazione Città del Tartufo che ha sede operativa proprio a San Giovanni d’Asso, la patria del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, tubero tra i più prestigiosi, e il cui presidente è Michele Boscagli ex sindaco del paese prima della fusione. Lo abbiamo sentito per un aggiornamento e su quali saranno le prossime iniziative. “Per adesso di ufficiale non c'è nulla - esordisce Boscagli - ma le idee, parlo come Associazione Città del Tartufo, non mancano: dalla stampa di un volume sul riconoscimento Unesco ad un evento di festeggiamento a Roma. Ed ancora, un docufilm sul tartufo italiano”. Progetti che ovviamente interesseranno anche San Giovanni d'Asso, Boscagli fa parte della Proloco del paese. “In questo caso - aggiunge - pensiamo ad una cartellonistica ad hoc con il Comune ma è ancora troppo presto per parlarne. Vedremo prossimamente. Come è stato accolto il riconoscimento nel nostro territorio? C'è chi mi ha fatto i complimenti e chi è rimasto in silenzio ma questo è normale. Il lavoro è stato lungo, iniziato otto anni fa, e la soddisfazione per quanto ottenuto è tanta. Peccato solo non essere potuti andare a Parigi”. A proposito di San Giovanni d'Asso, a fine marzo è in calendario la Mostra sul tartufo marzuolo. Si farà? “La nostra volontà - dice Paolo Valdambrini, presidente dell'Associazione Tartufai Senesi - è di farla ma andrà valutata la situazione legata al covid e alla peste suina a causa del quale in Piemonte e Liguria hanno vietato la raccolta di funghi e tartufi”.

Distretto & cittadella, S. Giovanni si illumina

Inaugurazione della Mostra Mercato del tartufo bianco“La tradizione, il lavoro dell’uomo, la cultura che si tramanda e si trasmette da generazioni. Le Crete Senesi ci hanno regalato un diamante, il tartufo bianco. A noi oggi il compito di sostenere, finanziare e tutelare questo tesoro”. A parlare è il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli, intervenuto sabato mattina all’inaugurazione dell’edizione n. 35 della Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso, che si ripeterà anche il prossimo weekend (20-21 novembre, sul sito www.tartufodisangiovannidasso.it e sulla pagina facebook tutte le informazioni e il programma completo della manifestazione).

L’inaugurazione ha fornito l’occasione per illustrare l’impegno della Regione, con il finanziamento alle Associazioni di tartufai presenti in Toscana. “Con il bilancio regionale – ha ricordato Scaramelli – siamo stati in grado di aumentare le risorse a vantaggio delle associazioni che potranno goderne, sia loro che i loro Comuni, per incentivare questa importante attività. La tartuficoltura consente la produzione, l’allevamento e la costruzione di un prodotto che, se curato nel proprio territorio, dimostra di continuare a esistere e a generare eccellenze”.

Al centro della prima “puntata” della Mostra Mercato l’inaugurazione del Distretto Rurale di Montalcino, che punta a riunire sotto il marchio “Eccellenze di Montalcino” tutte le altre eccellenze del territorio (meno conosciute di vino e tartufo), dall’olio al miele, dallo zafferano ai formaggi. Il sindaco Silvio Franceschelli ha presentato anche il progetto definitivo della nuova scuola agraria che nascerà proprio a San Giovanni d’Asso e che sarà intitolata a Giulio Gambelli, il maestro del Sangiovese scomparso nel 2021. Un piano lodato dal segretario del Pd Enrico Letta, presente al convivio con il presidente della Regione Eugenio Giani.

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