xx

Valdambrini e il ruolo del tartufo nel Distretto

Paolo ValdambriniAlla vigilia della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, evento che animerà San Giovanni d’Asso per i prossimi due weekend, abbiamo parlato con Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi. Dall’annata difficile per le condizioni climatiche che hanno fatto impennare i prezzi (1900 euro al chilo per la pezzatura piccola, 2.500 euro per la pezzatura media e 3.000 euro a salire per la pezzatura grande) al convegno di domani a cui parteciperà pure Report, fino al ruolo di questo prodotto all'interno del Distretto rurale di Montalcino su cui Valdambrini ha parlato di “incertezza. Bisogna lavorare per esaltare questo prodotto e questa categoria, i tartufai”. Questi ed altri temi al centro della nostra intervista realizzata all’interno della sede dell’Associazione Tartufai Senesi nel cuore del piccolo centro di San Giovanni d’Asso.

Guarda il video!

Un censimento delle aree tartufigene toscane

Un censimento delle aree tartufigene toscaneUna mappatura e un censimento di tutte le aree tartufigene, naturali e controllate, di Tartufo Bianco, Bianchetto e Scorzone. È il progetto approvato dalla Regione Toscana, su mozione dei consiglieri Irene Galletti (M5S) e Andrea Pieroni (Pd), per valorizzare, tutelare e promuovere il tartufo toscano, armonizzando i dati provenienti dalle zone geografiche di provenienza. Una proposta partita in realtà dall’Associazione Tartufai Senesi, e in un secondo momento accolta anche da altre tre associazioni del settore (Tartufai del Garbo, Alta Val di Cecina e Sestinese), Unione Agricoltori, Cia, Coldiretti e tutte le amministrazioni comunali della Provincia di Siena, dietro il lavoro del presidente Silvio Franceschelli. “Ben venga la mappatura - commenta il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini - il tartufo è il valore aggiunto del territorio, va promosso ma anche tutelato chiediamo regole precise, chiari e semplici per tutelare e gestire le aree tartufigene”.

“L’iniziativa nasce da una duplice esigenza - spiega la consigliera regionale Irene Galletti - da un lato occorre tenere sotto controllo, con autorizzazione regionale, il diritto alla raccolta ‘riservata’ nelle tartufaie coltivate o controllate. Dall’altro serve garantire la libera ricerca e raccolta ai titolari di specifica abilitazione”. Secondo Galletti il quadro conoscitivo solo parziale non garantisce una tutela completa, come invece avviene in Piemonte. La mappatura avrebbe una triplice finalità: informazioni a livello regionale sulle aree di effettiva produzione dei tartufi che crescono spontaneamente; corredo di un documento informativo, che definisca le varie tipicità; banca dati sulle autorizzazioni alla raccolta ‘riservata’. Il lavoro di mappatura già svolto a livello provinciale, in questa prospettiva, può rappresentare a suo giudizio un buon punto di partenza, coinvolgendo le associazioni dei tartufai locali ed i singoli operatori del settore.

Back to top