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Champagne&tartufi, è festa a S. Giovanni

Tartufo biancoChampagne di Hautevillers, premio al miglior formaggio pecorino senese, passeggiate ed escursioni bici, mostre, un’estemporanea di pittura, gli stand gastronomici, il mercatino e i punti vendita del tartufo bianco delle Crete Senesi che sarà in vendita ad un prezzo più abbordabile, viste le condizioni climatiche più favorevoli alla crescita del famoso fungo ipogeo. Sono le principali attrazioni del secondo e ultimo fine settimana della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, di scena domani e domenica a San Giovanni d’Asso. Entrambi i giorni sono aperti a pranzo e a cena il Truffle Square con tutti i prodotti del distretto rurale di Montalcino, lo stand della Pro Loco di San Giovanni d’Asso (via XX Settembre) e i ristoranti del borgo. Due i punti vendita dove acquistare il Tartufo Bianco delle Crete Senesi curati dall’associazione tartufai: uno nella sede dell’associazione l’altro all’interno del mercatino in Piazza Gramsci.

Il pomeriggio di sabato 18 inizia con la “Passeggiata a San Giovanni” alle ore 15 da punto di incontro in Piazza Gramsci dalla durata di circa 90 minuti. San Giovanni ha una storia intrigante da raccontare, dagli Etruschi alla prima epoca cristiana fino ai nostri giorni. I partecipanti visiteranno il borgo per finire il tour con una piccola incursione nel Bosco della Ragnaia, un parco boschivo e giardino creato dall’artista americano Sheppard Craige.

Alle ore 17.30 è prevista, nella Sala del Camino, la degustazione di Pecorino del Distretto Rurale di Montalcino con il Tartufo Bianco delle Crete Senesi e, in abbinamento, lo Champagne di Hautvillers, la piccola cittadina, gemellata da tanti anni con San Giovanni d’Asso, nota per aver lungamente ospitato nella sua abbazia, il frate benedettino Dom Pérignon considerato l’inventore delle bollicine francesi.

Gli appuntamenti golosi continuano alle 20 con la “Cena di Gala a 4 mani” che vede protagonista, insieme a La Parolina, il rinomato ristorante di San Casciano dei Bagni “Il Castello di Fighine”. Entrambi hanno appena visto confermata la Stella della prestigiosa Guida Michelin. Fighine si trova in un luogo fiabesco, dentro un maniero del 1100. Il resident chef Francesco Nunziata, che cucinerà per la festa di San Giovanni d’Asso, può contare sulla consulenza del tristellato Heinz Beck che è stato anche uno dei grandi maestri di Iside De Cesari de La Parolina. il risultato è una cucina creativa e raffinata, molto mediterranea. In questa cena sono le carni le grandi protagoniste insieme a funghi porcini e, naturalmente, il tartufo bianco delle Crete Senesi. In abbinamento ci saranno i vini della rinomata azienda di Montalcino Col d’Orcia e una selezione di champagne provenienti da Hautvillers.

Domenica 19, alle ore 9, è previsto l’inizio della II Edizione di Estemporanea di Pittura al Castello di San Giovanni d’Asso. Le opere realizzate saranno esposte nella Sala del Camino a partire dalle ore 16. Alle 9.30 da Piazza Gramsci parte il primo Truffle Bike Tour, un percorso di circa due ore studiato per permettere a tutti di stare in compagnia di amici e familiari, con la possibilità di affrontare tratti tecnici pensati per i biker più esperti e allenati. Da Grosseto arriverà alla Stazione ferroviaria di San Giovanni d’Asso, verso le ore 11.15 il Treno Natura, la locomotiva storica che percorre i binari ormai utilizzati solo a scopo turistico della tratta di Monte Antico. Mentre da Piazza Gramsci, parte l’ultima comitiva aggregata ai tartufai per raggiungere i boschi e cimentarsi con loro e i cani nella entusiasmante “cerca”.

Alle ore 15.30, la Sala del Camino ospita il Cooking Show "Aglione di San Giovanni d’Asso in cucina in abbinamento ai Pici Toscani tirati a mano” (su prenotazione). Si prosegue alle 17 con la Degustazione guidata “Amari, vermouth e Cioccolato in infusione con Tartufo Bianco delle Crete Senesi". La giornata si conclude con la ventisettesima edizione del concorso “Sapori Senesi” per premiare il miglior formaggio pecorino in collaborazione del Consorzio Agrario Provinciale di Siena. Nella sua versione a “latte crudo” offre un’incredibile qualità e varietà di sapori ed aromi, ogni forma è diversa dall’altra. La degustazione guidata (su prenotazione e gratuita) è fissata alle ore 18,30 nella Sala del Camino, Castello di San Giovanni d’Asso.

Nella Chiesa di San Piero in Villore è possibile visitare la mostra Anima, una personale di Hanako Kumazawa artista giapponese di Shimosuwa che vive e lavora a Rapolano Terme. Laureata in Scultura in pietra alla Tama Art University, ha approfondito la sua formazione alla Jannus Pannonius University, in Ungheria. A Siena ha seguito il Corso in Conservazione e Recupero dei Manufatti Architettonici di Interesse Storico, impegnandosi nel restauro del mosaico esterno della cattedrale. Dal 1994 espone in mostre personali e collettive in Giappone, Italia, Germania. Le sue opere, di piccolo e grande formato, fanno parte di molte collezioni private in Italia, Francia, Belgio, Polonia, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Singapore, Taiwan e Giappone. Ha realizzato inoltre diverse sculture monumentali che sono al centro di spazi pubblici e parchi all’aperto in Italia e in Giappone.

Nella Sala del Camino, invece, è possibile ammirare “Carte Virtuali” di Luciano Radicati. Le opere esposte fanno parte di un ciclo che ha per tema la tradizione e il mito del luogo, Cortona, città etrusca e presidio di cultura.  Ogni simbolo è pensato come elemento magico e un viaggio alla ricerca delle origini, degli elementi naturali che riportano alle origini di riti e ritualità. Un‘indagine su forme e colori che educano l’anima oltre lo sguardo reinventando instancabilmente un piccolo cosmo irripetibile.

Per il programma completo e prenotare: www.tartufodisangiovannidasso.it. Per Informazioni: +39 338 8060747 – info@tartufodisangiovannidasso.it.

Comunità del tartufo in festa per attestato Unesco

Lucia Borgonzoni, Michele Boscagli e Fabio CerretanoA sei mesi di distanza dal prestigioso riconoscimento, la comunità italiana del tartufo ha finalmente festeggiato la tanto attesa iscrizione della ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ nella lista rappresentativa Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale, avvenuta nel dicembre 2021. Lo ha fatto con una grande festa, oggi a Roma, alla Casa del Cinema, location d’eccezione individuata dal Ministero della Cultura.

“Finalmente festeggiamo nel modo che volevamo, con una grande festa di comunità, questo riconoscimento tanto auspicato e per cui abbiamo lavorato con costanza e dedizione per molti anni. La gioia di questo momento sta nella condivisione con tutti coloro che si identificano con l’elemento”, ha dichiarato Michele Boscagli, ex sindaco di San Giovanni d’Asso e presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, che insieme ad altre associazioni del settore ha ricevuto l’attestato dell’avvenuta iscrizione, consegnato dal sottosegretario di Stato Lucia Borgonzoni.

All’evento non sono voluti mancare istituzioni, esponenti politici, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che negli anni hanno accompagnato e sostenuto il lungo percorso che ha portato a questo riconoscimento. Tra questi i “Messaggeri della Cultura del tartufo”, la conduttrice Syusy Blady e il pronipote di Totò Simone Buffardi de Curtis, e i parlamentari Susanna Cenni e Filippo Gallinella.

"Per ogni comunità – il commento del Sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni – il percorso verso il riconoscimento UNESCO a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità significa andare ancora più a fondo nella conoscenza di quelle che sono le storie, le tradizioni e il valore custodito dalle tantissime persone che le animano e dai territori in cui le comunità vivono. Significa arrivare alle nostre radici. E significa anche fare rete attorno a un patrimonio immenso e lavorare perché venga custodito e trasmesso alle nuove generazioni. L'importante traguardo di oggi è solo l'inizio: la strada da seguire è quella che porta alla valorizzazione di questo patrimonio nella sua condivisione e tutela".

“L'iscrizione della ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia’ nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità UNESCO – ha commentato Fabio Cerretano, presidente di Fnati – deve rappresentare l’applicazione sistemica della conoscenza di noi tartufai soprattutto a tutela della biodiversità e della sostenibilità degli ambienti tartufigeni sempre più fragili. C'è un grande patrimonio immateriale da tutelare e da trasmettere alle nuove generazioni e questo importante riconoscimento deve spingere tutti noi a camminare in questa direzione”.

Il grande valore di questo riconoscimento, è stato spiegato durante l’evento, sta anche nel lavoro di ricerca e archiviazione di testimonianze e documenti che è stato fatto e che ha consentito una trasmissione formale dell’elemento, fino a oggi rimasta informale e prevalentemente affidata alla tradizione familiare e orale.

«La notizia è di alcuni mesi fa, ma in fase pandemica non fu possibile celebrarla in modo adeguato: oggi invece, finalmente, la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” sono stati iscritti nel patrimonio immateriale dell’Unesco»: con queste parole l’onorevole Susanna Cenni (PD) commenta il riconoscimento ottenuto dall’intero movimento che ruota intorno al tartufo italiano. Cenni ha partecipato oggi a Roma, insieme ad alcuni parlamentari e diversi sindaci, alla cerimonia con cui la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Bergonzoni, ha consegnato l’attestato ufficiale al presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, Michele Boscagli.

«Questo grande risultato – commenta la deputata – arriva dopo anni di lavoro incessante delle associazioni, con lunghe interlocuzioni con gli uffici Unesco del Ministero della Cultura, e premia il grande lavoro, la convinzione, la passione, la capacità di tenere assieme comunità, competenze, conoscenza. È un risultato che riconosce una pratica antica, un patrimonio fatto di sapere custodito e tramandato nel tempo, incentrato sulla profonda comprensione dell'ambiente naturale e dell'ecosistema e sul rapporto simbiotico tra uomo e cane».

S.Giovanni d’Asso, salta festa del Marzuolo

Dopo la Mostra Mercato del Tartufo Bianco, San Giovanni d'Asso è pronta ad accogliere la Festa del Tartufo MarzuoloErano già pronti una cena di gala stellata, il Treno Natura e i mercatini e gli stand enogastronomici ad allietare Piazza Gramsci, come succede ormai da 18 anni ad inizio primavera. E invece San Giovanni d’Asso il 28 e 29 marzo non potrà vivere una nuova edizione della Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo. “Siamo stati costretti ad annullare la festa a seguito delle direttive del Governo per il contrasto e il contenimento del Coronavirus”, spiega alla Montalcinonews il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini. L’associazione, adeguandosi alle nuove normative di ieri sera, ha sospeso tutte le attività, dal ritiro dei tartufi fino ad assemblee e riunioni. “L’11 aprile era in programma una riunione della commissione elettorale - dice Valdambrini, in scadenza di mandato - ma è stata rinviata a data da destinarsi. Ad ogni modo ho dato la disponibilità ad una mia eventuale riconferma per il successivo triennio”.

Per “riempire” il vuoto della Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo, i tartufai senesi hanno concepito un nuovo format che promuove lo scorzone, un tartufo che cresce d’estate e a differenza del bianco e del marzuolo può essere cucinato. L’appuntamento, virus permettendo, è per il 28 giugno, pochi giorni dopo la festa del Patrono che dà il nome al paese, San Giovanni Battista.

Alla scoperta del tartufo bianco col Treno Natura

Si potrà raggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, con il Treno NaturaRaggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore. Si potrà fare nei due weekend della Mostra Mercato dedicata al “Diamante bianco” (9-10 e 16-17 novembre) con il Treno Natura, lungo la linea Asciano-Monte Antico che una volta portava ai paesi sperduti fra le Crete senesi, fino alle pendici del monte Amiata, collegandoli a Siena e Grosseto, e che oggi è diventata la ferrovia simbolo di un nuovo turismo “slow” per riscoprire le emozioni di viaggiare a bordo di un treno a vapore immersi in paesaggi incontaminati. Un modo diverso per raggiungere lo splendido borgo di San Giovanni d’Asso e degustare il prelibato Tartufo Bianco delle Crete Senesi.

Sono due le corse a disposizione. La prima parte dalla stazione ferroviaria di Siena il 10 novembre alle ore 8.50, passa da Buonconvento e Monte Antico, alle pendici dell’Amiata, dalle zone del Brunello di Montalcino, e raggiunge San Giovanni d’Asso alle ore 11.25, giusto in tempo per iniziare la visita della Mostra Mercato e pranzare negli stand gastronomici dello Square Food o in uno dei ristoranti che offrono menù a base di tartufo bianco, Brunello, vino Doc Orcia, olio extravergine di oliva, pecorino, miele e tanti altri prodotti tipici. Alle ore 16.30 il treno riparte alla volta di Siena concludendo l’anello fra Val d’Orcia e Crete passando per Asciano. Il rientro a Siena è previsto alle 17.45.

Il 17 novembre si replica, partendo questa volta dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 9.10. Si attraversa la valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. L’arrivo a San Giovanni è previsto alle ore 11.20. In questo caso il treno ripercorre la stessa tratta per tornare a Grosseto. La partenza per Grosseto è prevista alle 16.04 (con treno storico a trazione diesel) e l’arrivo in stazione alle 18.48.

Il programma potrebbe subire leggere variazioni, per questo è preferibile chiedere sempre conferma prima della partenza. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003, e-mail: booking@visionedelmondo.com).

Il programma completo della Mostra Mercato è disponibile sul sito www.tartufodisangiovannidasso.it. Per informazioni e prenotazioni contattare il 349 7504247.

Un censimento delle aree tartufigene toscane

Un censimento delle aree tartufigene toscaneUna mappatura e un censimento di tutte le aree tartufigene, naturali e controllate, di Tartufo Bianco, Bianchetto e Scorzone. È il progetto approvato dalla Regione Toscana, su mozione dei consiglieri Irene Galletti (M5S) e Andrea Pieroni (Pd), per valorizzare, tutelare e promuovere il tartufo toscano, armonizzando i dati provenienti dalle zone geografiche di provenienza. Una proposta partita in realtà dall’Associazione Tartufai Senesi, e in un secondo momento accolta anche da altre tre associazioni del settore (Tartufai del Garbo, Alta Val di Cecina e Sestinese), Unione Agricoltori, Cia, Coldiretti e tutte le amministrazioni comunali della Provincia di Siena, dietro il lavoro del presidente Silvio Franceschelli. “Ben venga la mappatura - commenta il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini - il tartufo è il valore aggiunto del territorio, va promosso ma anche tutelato chiediamo regole precise, chiari e semplici per tutelare e gestire le aree tartufigene”.

“L’iniziativa nasce da una duplice esigenza - spiega la consigliera regionale Irene Galletti - da un lato occorre tenere sotto controllo, con autorizzazione regionale, il diritto alla raccolta ‘riservata’ nelle tartufaie coltivate o controllate. Dall’altro serve garantire la libera ricerca e raccolta ai titolari di specifica abilitazione”. Secondo Galletti il quadro conoscitivo solo parziale non garantisce una tutela completa, come invece avviene in Piemonte. La mappatura avrebbe una triplice finalità: informazioni a livello regionale sulle aree di effettiva produzione dei tartufi che crescono spontaneamente; corredo di un documento informativo, che definisca le varie tipicità; banca dati sulle autorizzazioni alla raccolta ‘riservata’. Il lavoro di mappatura già svolto a livello provinciale, in questa prospettiva, può rappresentare a suo giudizio un buon punto di partenza, coinvolgendo le associazioni dei tartufai locali ed i singoli operatori del settore.

Tartufo delle Crete Senesi a 2.000 euro al kg (per ora)

Tartufo delle Crete Senesi a 2.000 euro al kgPer gli amanti del tartufo delle Crete Senesi arrivano buone notizie. Dopo l’anno nero del 2017, quando la forte siccità aveva fatto schizzare il prezzo del prezioso fungo ipogeo alle stelle (toccando picchi di 6.000 euro al chilo), quest’anno si torna su valori nella media. Le prime indicazioni prevedono un costo di 2.000 euro al chilo, anche se molto dipenderà dai fattori climatici di questo periodo. “È una stagione un po’ strana - spiega alla Montalcinonews il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi, Paolo Valdambrini - l’estate è stata buona, con condizioni ottimali, e le piogge in agosto sono sempre il presupposto migliore per il tartufo bianco. Settembre però è stato troppo secco e ora la tramontana che dura da una settimana non aiuta. A Montalcino mi dicono che è piovuto tanto ma a San Giovanni d’Asso per niente. Se ottobre, come sembra, garantirà acqua e temperature nella norma, i tartufi potranno maturare senza problemi. In questo caso il prezzo potrebbe anche scendere”. Tutto questo a poco più di un mese dall’edizione n. 33 della Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso (10-11-17-18 novembre), una delle kermesse del settore più longeve in Italia, che offre la possibilità di acquistare, degustare e conoscere il cosiddetto “Diamante bianco” (a km 0, trovato esclusivamente dai tartufai della locale cooperativa o affiliati all’associazione provinciale), oltre ad altri prodotti tipici del territorio, come formaggi pecorini a latte crudo, insaccati, carni di Chianina e Cinta Senese, olio extravergine di grande qualità, il vino della Doc Orcia e, dopo la fusione con Montalcino, anche il Brunello. Non mancheranno visite ad aziende agricole, Museo del Tartufo, cantine, frantoi e caseifici, trekking fra boschi e campagne passando per il parco archeologico di Pava.

Per chi vuole vivere esperienze di un’altra epoca, c’è un antico treno a vapore che, partendo da Grosseto e da Siena, porta attraverso una ferrovia non più in servizio fino al Castello di San Giovanni: è il famoso “Treno Natura” per scoprire paesaggi inconsueti della campagna senese. Per chi invece cerca un’esperienza più esclusiva, c’è la possibilità di visitare le Crete Senesi al volante di una Ferrari, California Turbo o 488 Spider, in un tour seguiti da team di professionisti del “Driving the dream”. Circa due ore di guida con il supporto di un’auto staffetta partendo direttamente dal proprio albergo oppure da San Giovanni d’Asso.

Sul sito www.mostradeltartufobianco.it e sulla pagina Facebook tutte le informazioni e il programma completo della manifestazione. Per informazioni, il programma completo e prenotazioni contattare il 349 7504247 (Biancane servizi al turismo).

Quel disegno di legge che fa infuriare i tartufai

il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo ValdambriniMancano pochi giorni all’apertura della stagione del tartufo (dal 10 settembre al 31 dicembre) e a San Giovanni d’Asso l’Associazione Tartufai Senesi, la Proloco e il Comune di Montalcino sono già al lavoro per organizzare al meglio l’edizione n. 33 della Mostra Mercato del Tartufo Bianco (10-11-17-18 novembre). Dopo l’annata nera nello scorso anno, con la siccità, le temperature folli e il crollo della produzione, si prevede adesso un ritorno alla normalità. “Avremo sicuramente un quantitativo superiore e anche i prezzi torneranno ad essere ragionevoli”, assicura alla Montalcinonews il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini.

Nel frattempo qualche furbo sprovvisto di autorizzazione ha anticipato abusivamente la raccolta di tartufo ed è stato pizzicato dal Corpo Forestale dello Stato, col quale l’Associazione dei tartufai collabora. Un problema che si ripete negli anni e che un disegno di legge regionale, al momento in discussione, potrebbe paradossalmente aiutare.

Il provvedimento, infatti, finirebbe per limitare se non perfino ostacolare i tartufai locali, ovvero coloro che tramite il lavoro quotidiano puliscono, conservano o realizzano nuove tartufaie e garantiscono l’equilibrio del territorio. Secondo indiscrezioni raccolte dalla Montalcinonews, il testo prevede diverse limitazioni. Per esempio, non si potrà tabellare più del 20% delle aree censite dal Comune (non è un problema per Montalcino, che ha una grande estensione territoriale, ma lo è per altri Comuni limitrofi). Altro limite geografico: ogni tartufaia non potrà superare tre ettari per ogni proprietà. E se un tartufaio ha un terreno più grande, cosa succede? È costretto a chiudere? Ma le assurdità non sono finite qui. Se infatti due proprietari hanno due tartufaie confinanti, tra una tartufaia e l’altra dovrà rimanere dello spazio libero. Un’imposizione che qualcuno ha visto sotto il profilo dell’incostituzionalità, dal momento che se uno paga la tassa sulla proprietà (reddito domenicale), ha diritto ad utilizzare l’area come desidera.

Difficoltà arriverebbero anche per chi organizza degustazioni, escursioni o altre attività per turisti, perchè in caso di approvazione della legge dovrà comunicare in anticipo all’amministrazione comunale i nominativi dei visitatori. Per quale motivo, non si sa. L’ultima disposizione riguarda l’orario di entrata nelle tartufaie. Le associazioni del settore erano d’accordo nel posticiparlo di una mezz’ora la mattina, per non dover entrare di notte. Ma nel piano della Regione c’è l’intenzione di ritardare l’entrata di ben due ore e mezzo, una mossa giudicata da molti come un voler agevolare chi viene da fuori, che col nuovo orario risolverebbe il problema del doversi svegliare in piena notte.

Le proposte di modifica, riassumendo, sono controproducenti per due motivi. “Per prima cosa - spiega Valdambrini - penalizzano i tartufai residenti, che si impegnano per preservare e migliorare le tartufaie esistenti. In secondo luogo, penalizzano la produzione e la tutela del tartufo e del suo territorio. Porre dei limiti a nuove tartufaie significa favorire le tartufaie libere, quelle abbandonate, incolte, dove il tartufo diminuisce”.

Il testo è in discussione e potrebbe essere approvato nei prossimi mesi, ma l’Associazione Tartufai Senesi è pronta a fare opposizione. Assieme ad altre organizzazioni del settore presenzierà a Firenze, il 12 settembre, per un incontro con la Regione Toscana, mentre domani, nella propria sede a San Giovanni d’Asso (ore 21), terrà un’assemblea aperta a tutti i tartufai e a tutti i proprietari dei terreni per  fronteggiare la nuova proposta di legge. Parteciperanno anche i sindaci e le amministrazioni comunali di Montalcino, Buonconvento, Asciano, Monteroni d’Arbia e Castelnuovo Berardenga.

Poco ma buono, le ultime sul tartufo Marzuolo

Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai senesi, fa il punto della situazione alla vigilia della Festa del Tartufo Marzuolo“La natura sta ancora soffrendo per tutto quello che è accaduto nel 2017, ma dopo la neve, il ghiaccio e ora la pioggia lo scenario sta cambiando. Sicuramente c’è ottimismo, da una settimana è aumentato il raccolto, i prezzi sono sempre molto alti perché il Marzuolo è molto ricercato e il prodotto è ottimo, di grande qualità”. Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai senesi, fa il punto della situazione alla vigilia della Festa del Tartufo Marzuolo (San Giovanni d’Asso, 18 e 25 marzo). A gennaio, quando è iniziata la raccolta, di Marzuolo non se ne vedeva l’ombra, per via degli effetti della siccità durata fino a ottobre inoltrato, che avevano fatto schizzare i prezzi del Tartufo Bianco alle stelle (6.000 euro al chilo). Poi sono arrivate le condizioni meteorologiche, una vera e propria manna dal cielo. “La neve è sempre benefica per la campagna, quando si scioglie penetra in profondità. Il ghiaccio invece ammorbidisce il terreno e il micelio diventa molto soffice”, spiega Valdambrini. Anche se il prezzo resta alto: da 450 a 550 euro al chilo, a seconda delle dimensioni (450 euro la pezzatura medio-piccola, 550 euro quella medio-grande). Una cifra due volte superiore alla media. La raccolta del Marzuolo chiuderà il 30 aprile, poi sarà la volta dello Scorzone e del Tartufo Bianco. A cui si guarda con cauto ottimismo. Dopo l’Annus Horribilis, il peggio sembra passato.

Il distretto rurale di Montalcino al World Tourism Event

La conferenza stampa di presentazione del World Tourism Event, tenutasi a FirenzeC’è anche Montalcino al World Tourism Event, il Salone Mondiale del Turismo a cui partecipano circa 100 siti Unesco e oltre 90 tour operator ed agenzie di viaggio italiane e straniere. Si tratta di un evento internazionale di altissimo livello, nato ad Assisi e, dopo un triennio a Padova, assegnato per la prima volta a Siena, che nella Provincia conta ben quattro siti Unesco (il centro storico senese, San Gimignano, Pienza e la Valdorcia). Tre giorni di esposizioni gratuite al pubblico al Santa Maria della Scala (22-24 settembre), oltre a convegni, workshop e un interessante dibattito sull’“Airificazione delle città”, uno studio sull’impatto degli affitti a breve termine, in particolare Airbnb.

Nel corso della manifestazione, illustrata nei giorni scorsi in una conferenza stampa a Firenze, l’Associazione Nazionale Città del Tartufo presenterà la candidatura a patrimonio immateriale Unesco della Cerca e cavatura del tartufo in Italia. Oggi depositata alla sede centrale dell’Unesco a Parigi, la candidatura è stata accompagnata e presentata dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ed è supportata dall’Associazione Tartufai Senesi, che ha sede a San Giovanni d’Asso e sarà presente con una propria delegazione per promuovere la prossima Mostra Mercato che si terrà a novembre. “Riteniamo che la presenza al Wte sia una possibilità importante per l’internazionalizzazione della nostra candidatura. Un modo per farla conoscere a un pubblico mondiale, oltre che a quello nazionale al quale ci siamo già rivolti in più occasioni”, ha dichiarato Michele Boscagli, presidente delle Città del Tartufo ed ex sindaco di San Giovanni d’Asso.

TartufiStasera, a Palazzo Pubblico in Piazza del Campo, durante l’anteprima dell’iniziativa rivolta esclusivamente a broker e giornalisti del settore del turismo, Montalcino avrà a disposizione un tavolo promozionale per la degustazione e la promozione delle eccellenze del distretto rurale: tartufo, miele, formaggio, olio, vino (con la presenza di un rappresentante del Consorzio del Brunello) e pure zafferano, con Giancarlo Davitti che ha da poco iniziato a coltivarlo a Torrenieri.

Nel corso del Salone del Turismo, inoltre, la Regione Toscana illustrerà la candidatura Unesco della Via Francigena, storica strada che passa anche per il territorio di Montalcino, già patrimonio dell’umanità insieme alla Valdorcia dal 2004.

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