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Tartufi, prezzi dai 2.000 ai 4.800 euro al kg

Tartufo bianco delle Crete SenesiDal cibo di strada alle cene stellate, dalla “Cerca del tartufo” al Treno Natura, l’antico treno a vapore che da Grosseto e da Siena viaggia su binari non più in servizio. A San Giovanni d’Asso torna la Mostra Mercato del Tartufo Bianco, una delle più longeve del settore in Italia (è l’edizione n. 37), in programma nei due weekend centrali del mese, l’11 e il 12 e poi il 18 e il 19 novembre. Al centro, il prezioso Diamante Bianco, la cui stagione durerà fino al 31 dicembre. Il prezzo è sopra la media, ma nettamente inferiore allo scorso anno, si va dai 2.000 euro al kg per le pezzature più piccole, ai 4.800 per quelle più grandi. “Sono prezzi sopra la media, ma quasi dimezzati rispetto al picco dello scorso anno, quando eravamo intorno ai 6-7.000 euro al kg – spiega a MontalcinoNews Paolo Valdambrini, alla guida dell’associazione Tartufai Senesi, che conta oltre 300 iscritti – abbiamo quattro prezzi: 2.000 euro al kg per i più piccoli, poi 3.000, 4.000 e infine 4.800 per le pezzature più belle”.

Il tartufo si potrà acquistare e assaggiare assieme alle altre grandi eccellenze del territorio, come l’olio, il pecorino, il Brunello e il vino della Doc Orcia. Nel programma anche visite ad aziende, cantine, frantoi, caseifici e al Museo del Tartufo, e poi trekking, degustazioni guidate e abbinamenti particolari, cooking show, il premio del miglior pecorino e il Tartufo per la Pace, riconoscimento per chi si è distinto per l’impegno nella difesa dei diritti umani, andato in passato a personaggi come Mikhaìl Gorbaciov, Tony Blair, Gino Strada e Don Luigi Ciotti. A vincerlo quest’anno è Liliana Segre, voce e memoria dell’Olocausto.

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Tartufo bianco, Valdambrini: “Qualità ottima”

Tartufo bianco delle Crete Senesi“La pioggia settembrina ci fa sperare in una ripresa dell’annata, dopo la calura e la siccità dell’estate. Non avremo grandi quantità, però la qualità si preannuncia ottima. Il trend climatico è positivo quindi gli auspici sono buoni anche per un incremento quantitativo proprio nei giorni della festa. Certo non sarà un’annata abbondante e per questo è prevedibile che il prezzo oscillerà fra i 3.000 e i 4.500 euro a seconda della grandezza e dell’integrità del tartufo”. Così Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi, ad un mese dalla Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso (12-13 e 19-20 novembre), una delle mostre-mercato più tradizionali e antiche d’Italia fra quelle dedicate a questo prezioso fungo ipogeo. Nata alla metà degli anni ‘80 del secolo scorso, si tiene nel cuore delle Crete Senesi, a San Giovanni d’Asso (comune di Montalcino) che è stato fra i promotori della rete nazionale “Città del Tartufo”. Nel 2022 festeggia la 36° edizione. Quasi quattro decenni dedicati al tartufo bianco delle morbide colline senesi che dividono il Chianti dalla Val d’Orcia, uno dei territori più vocati di tutto il territorio nazionale.

San Giovanni d’Asso è un castello circondato da un piccolo borgo medievale immerso in una natura incontaminata lontanissima da qualsiasi attività industriale. I tartufi bianchi sono tutti a km 0, trovati esclusivamente dai tartufai affiliati all’associazione provinciale. Il sabato sera (12 e 19 novembre) il salone del castello diventa la prestigiosa location di cene di gala (esclusivamente su prenotazione) con affermati chef stellati come Iside De Cesare de “La Parolina” di Acquapendente.

Massaie della Proloco di San Giovanni d'AssoAttorno al suo “Diamante Bianco” - così viene chiamato qui il prezioso fungo ipogeo - San Giovanni d’Asso offre una festa ricca di proposte, dallo “Square Food”, stand gastronomici delle eccellenze locali dove pranzare e cenare a km 0, alla “Cerca del tartufo” insieme ai tartufai senesi e i loro cani. Per chi vuole vivere esperienze di un’altra epoca, c’è un antico treno a vapore che, partendo da Grosseto e da Siena, porta attraverso una ferrovia non più in servizio fino al Castello di San Giovanni: è il famoso “Treno Natura” per scoprire paesaggi inconsueti della campagna senese.

La Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete senesi si svolge nei due classici week end centrali di novembre (12-13 e 19-20) e offre molte possibilità per conoscere il territorio e i suoi prodotti tipici. Insieme ai punti vendita, lungo il borgo, del cosiddetto “Diamante bianco”, considerato uno dei migliori tartufi italiani, ci sono infatti degustazioni e vendita formaggi pecorini a latte crudo, insaccati, carni di Chianina e Cinta Senese, olio Evo di grande qualità, il vino della Doc Orcia e, dopo la fusione con Montalcino, anche sua maestà il Brunello.

Non mancheranno visite ad aziende agricole, al Museo del Tartufo, cantine, frantoi e caseifici, trekking fra boschi e campagne, stand gastronomici (in particolare quello curato dalla Pro Loco con le ricette autentiche delle massaie di San Giovanni) e una rete di ristoranti specializzati che propongono piatti e menù dove protagonista è il Diamante Bianco accompagnato da tutti i prodotti tipici locali.

Sul sito www.tartufodisangiovannidasso.it e sulla pagina Facebook tutte le informazioni e il programma completo della manifestazione.

San Giovanni d'Asso torna a celebrare il tartufo

San Giovanni d'Asso“Quest’annata non sarà sicuramente ricordata per la quantità di tartufo bianco. L’assenza di piogge penalizza la raccolta. Ci possiamo consolare però con la qualità che si preannuncia di ottimo livello anche se dobbiamo aspettare la metà di novembre per sapere davvero come è andata. La siccità, di fatto, ritarderà di qualche settimana il momento migliore per la raccolta. Anche per questi motivi i prezzi oscillano fra i 3.000 e i 4.500 euro, in dipendenza della grandezza e dell’integrità del tartufo ovviamente”. Così Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi, alla vigilia della Mostra Mercato del Tartufo Bianco (13-14 e 20-21 novembre), che torna dopo un anno di assenza a San Giovanni d’Asso, cuore delle Crete Senesi e del prezioso “Diamante Bianco”, rigorosamente a chilometro zero, trovato esclusivamente dai 300 tartufai della locale cooperativa o affiliati all’associazione provinciale.

Si tratta di una delle mostre mercato italiane del settore più longeve, che quest’anno festeggia le 35 candeline con un ricco calendario di eventi: dallo “Square Food”, stand gastronomici delle eccellenze locali dove pranzare e cenare a km 0, alla “Cerca del tartufo” insieme ai tartufai senesi e i loro cani, dall’antico treno a vapore (il Treno Natura) che partendo da Grosseto e da Siena porta attraverso una ferrovia non più in servizio fino al Castello di San Giovanni alle visite ad aziende agricole, al Museo del Tartufo, cantine, frantoi e caseifici, e poi trekking fra boschi e campagne passando per il parco archeologico di Pava, stand gastronomici e una rete di ristoranti specializzati che propongono piatti e menù dove protagonista è il Diamante Bianco accompagnato da tutti i prodotti tipici locali, come pecorini a latte crudo, insaccati, carni di Chianina e Cinta Senese, olio extravergine di grande qualità, il vino della Doc Orcia e, dopo la fusione con Montalcino, anche sua maestà il Brunello.

Sul sito www.tartufodisangiovannidasso.it e sulla pagina Facebook tutte le informazioni e il programma completo della manifestazione.

Tartufo, tre eventi aspettando l’Unesco

Un prelibato tartufoTre eventi in calendario, due sicuramente online mentre il terzo, a ridosso dell’estate, si spera di poterlo svolgere in presenza con tutte le cautele del caso. La comunità del tartufo, coordinata dall’Associazione Città del tartufo che ha sede a San Giovanni d’Asso, dà il via a una serie di appuntamenti in attesa della decisione del Comitato intergovernativo Unesco relativamente alla candidatura italiana “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” per l’iscrizione nell’elenco dei beni immateriali dell’umanità.

Il primo evento, dal titolo “Codice sensoriale del tartufo”, si terrà mercoledì 24 marzo (ore 17.30) su Zoom ma si potrà seguire anche tramite diretta Facebook dalla pagina ufficiale “Associazione nazionale Città del tartufo”. Il webinar si propone di dare i primi rudimenti rispetto all’analisi sensoriale del Tartufo nero pregiato con la speranza che i territori raccolgano l’invito per riproporre questo tipo di corso a livello locale e formare un gruppo territoriale di esperti che possa qualificare le azioni programmate nella filiera del tartufo.

Durante il collegamento, nella fase introduttiva verranno trattate tematiche generali sul tartufo, per passare poi alla descrizione del processo di valutazione sensoriale, avvalendosi della comparazione tra tartufi a tre gradi di maturazione: immaturi, buoni e marcescenti. Sarà un confronto coordinato a distanza da Isabella Gianicolo del Centro Studi Tartufo di Alba che guiderà tre esperti di comunicazione enogastronomica all’approccio sensoriale del Tartufo nero. Una sorta di evento zero, dunque, che si potrà replicare dal Nord al Sud Italia nei territori legati al tartufo per formare panel di esperti che sappiano valutare il pregiato fungo e apprezzarlo nelle sue peculiarità.

“Nonostante la pandemia e il clima non favorevole a svolgere attività divulgative – ha spiegato Michele Boscagli, presidente dell’Anct ed ex sindaco di San Giovanni d’Asso – le Città del tartufo hanno deciso di investire in questo ambito per qualificare maggiormente gli addetti settore e avvicinare un più ampio pubblico a un mondo, quello del tartufo, avvolto da un’aura di mistero, e rendere invece più conosciute le sue specificità”.

Per quanto riguarda gli altri eventi in programma (le date sono ancora in via di definizione) il secondo appuntamento sarà incentrato sul cane da tartufo, il suo addestramento e il benessere animale in genere, mentre il terzo riguarderà la biodiversità ambientale e alimentare legate all’ambiente tartufigeno e al prodotto tartufo.

Brunello, Moscadello e tartufo nel patto Toscana-Langhe

Il Tartufo Bianco di San Giovanni d'AssoVal d’Orcia, Valdichiana e Langhe unite per promuovere i loro prodotti di eccellenza, dal Brunello al Barolo, dal Tartufo Bianco al Moscadello, dalla chianina alla fassona, ma anche l’arte e la cultura di due territori patrimonio Unesco. Si chiama “Discover the Differences” il patto siglato ieri tra due agenzie turistiche di natura pubblica, Toscana Promozione Turistica e Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, e dieci operatori privati specializzati in incoming (7 toscani e 3 piemontesi), per presentarsi come un prodotto unico e completo sui mercati internazionali attraverso tour congiunti di alto livello, incentrati su arte e cultura, outdoor (bike e trekking), voli in elicottero per gli spostamenti e ovviamente l’enogastronomia, a cominciare dal fungo più pregiato al mondo, il Tuber Magnatum Pico, definito “un miracolo della terra, che cresce senza radici e che non si può seminare” nella Naturalis Historia di Plinio. Nella brochure della convenzione figura la visita al Museo del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso, mentre non potevano mancare le degustazioni di Brunello. Sorprende in positivo l’inserimento, tra i vini, dell’antico Moscadello di Montalcino.

Il patto favorisce anche l’incontro tra due cucine povere, quella toscana e quella piemontese, dalle radici contadine, che hanno saputo dar vita a grandi piatti (dai pici agli agnolotti al plin, dal peposo al brasato) e a prodotti straordinari: dai salumi di cinta senese Dop alla salsiccia di Bra, dal ‘cacio’ di Pienza alla Robiola di Roccaverano Dop, per chiudere con le carni pregiate regine della tavola: la chianina (vitellone dell’Italia centrale Igp) e la fassona.

Il progetto ha fatto la sua prima apparizione lo scorso 30 ottobre all’Italian Luxury Workshop di New York ed è stato presentato ieri al mercato italiano, durante la Borsa Internazionale del Turismo. “Vogliamo celebrare l’Italia del patrimonio agroalimentare e paesaggistico, aprendo prospettive ad un turismo di qualità che può trovare, in questo crocevia di eccellenze, una opportunità unica ed irripetibile”, spiega il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Palumbo. “Un’esperienza di marketing innovativa e intelligente”, aggiunge il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Luigi Barbero. “La Toscana - afferma l’assessore regionale Stefano Ciuoffo - è l’archetipo del buon vivere, fatto di tradizione enogastronomica e tutela e valorizzazione dell’ambiente. Azioni e sinergie nuove come questa hanno lo scopo di esaltare determinate caratteristiche o territori e siamo molto fiduciosi sulla ricaduta proficua che potrà esserci”.

“Questa occasione rappresenta benissimo la filosofia su cui pensiamo si debbano muovere le politiche del turismo del nostro Paese - interviene il sottosegretario di Stato del Ministero per i beni e le attività culturali con delega al turismo Lorenza Bonaccorsi - il turismo è una delle grandi industrie del Paese, abbiamo una grande competizione globale. Dobbiamo saper mettere a sistema tutte le bellezze e le eccellenze nel nostro territorio. E la partnership tra Langhe e Toscana rappresenta questo elemento che sarà sempre più essenziale nel futuro del nostro settore. Un turismo esperienziale e sostenibile che crea ricchezza e la lascia nel territorio dove la crea. Il nostro è un turismo che deve puntare sulla qualità, sempre più su quello e dobbiamo avere la capacità di alzare il livello di tutta l’offerta. È lì la sfida dei prossimi anni”.

“No ai derivati del petrolio nel vasetto di tartufo”

Cecilia Bacci e Paolo Valdambrini

Tutti d’accordo a San Giovanni d’Asso: basta con il bismetiltiometano messo in abbondanza nei preparati cosiddetti “tartufati” in vendita nei negozi e nei supermercati. Una pratica del tutto legale ma, come sostengono i tartufai, “colpevole di falsare i gusti dei consumatori”.

Al convegno che si è tenuto sabato in apertura dell’edizione n.34 della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi lo hanno chiarito molto bene le studiose dell’Università di Siena Elena Salerni (micologa) e Lia Millucci (chimica). Hanno spiegato come il bouquet del tartufo bianco sia composto da centinaia di aromi naturali diversi mentre il bismetiltiometano, molecola derivata dal petrolio, ne riproduce soltanto uno. “Usando solo quello in modo massivo - ha detto Lia Millucci - diamo un’informazione errata ai nostri recettori olfattivi, così tanto bismetiltiometano li satura e impedisce poi al consumatore di apprezzare in pieno la complessità aromatica del tartufo bianco”.

“Chiediamo almeno trasparenza - ha detto il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini - se in quel vasetto invece del tartufo c’è un derivato del petrolio, chiamatela salsa al petrolio, poi vediamo cosa sceglie il consumatore”. Al convegno era presente anche Cecilia Bacci, giornalista di Report, il format d’inchiesta di Rai 3 che a questo problema ha dedicato un ampio servizio mettendo a nudo tutte le contraddizioni legate all’uso di bismetiltiometano, dichiarato in etichetta solo sotto la voce “aromi” senza una sua esplicitazione, in prodotti definiti in etichetta ‘tartufati’ o ‘al tartufo’. La giornalista non ha fatto mistero della tante porte chiuse che ha trovato fra le aziende chimiche quando è andata chiedere come veniva prodotto ed in quali quantità era usato normalmente l’aroma sintetico. Grazie al convegno di San Giovanni d’Asso è molto probabile che la protesta prosegua in forma strutturata. L’avvocato Duccio Panti ha detto che la Confconsumatori è pronta a fare la propria parte a sostegno della causa dei tartufai. A margine del convegno, il consigliere regionale della Toscana, Stefano Scaramelli, presente a San Giovanni d’Asso ha subito dichiarato: “Come presidente della Commissione Sanità è una battaglia che intendo portare avanti, so che è legale usare il bismetiltiometano ma non si può più confondere un prodotto che giustamente chiamiamo Diamante bianco con un derivato del petrolio”. Il tema della chimica “nemica” del tartufo bianco è stato ripreso anche nella tavola rotonda che ha chiuso la giornata di domenica. Il Comune di Montalcino, con il sindaco Silvio Franceschelli a fare gli onori di casa, e i tartufai hanno chiamato a San Giovanni d’Asso i senatori Francesco Mollame (M5S) e Mino Taricco (Pd) che con Giorgio Maria Bargesio della Lega, mancato all’ultimo momento, hanno presentato i nuovi disegni di legge sul mondo del tartufo.

Con loro erano presenti anche la parlamentare Chiara Gagnarli (M5S) della Commissione Agricoltura della Camera, il presidente del gruppo consiliare dei 5 Stelle alla Regione Toscana Giacomo Giannarelli, il presidente dell’Associazione Nazionale Città del tartufo Michele Boscagli e il presidente della Federazione Italiana Tartuficoltori Associati (Fita) Gianfranco Berni.

Tutti si sono trovati d’accordo sulla necessità di tutelare, anche a livello legislativo, quella che è stata definita l’originalità del “modello Crete Senesi” con le centinaia di ettari di tartufaie curate, migliorate e mantenute tutto l’anno a spese di tartufai delle associazioni. E anche per la chimica tutti d’accordo sulla necessità di maggiore trasparenza in etichetta a tutto vantaggio dei consumatori e anche del tartufo, uno dei prodotti di punta dell’agroalimentare italiano di qualità”.

Guarda il video della Montalcinonews!

ll convegno dei tartufai con Report

Paolo ValdambriniImparare a difendersi dalle imitazioni. L’apertura della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, in programma per sabato 9 novembre, sarà caratterizzata da un convegno voluto dall’Associazione Tartufai Senesi (Sala del Camino del Castello, ore 11) per sensibilizzare i consumatori sulla realtà italiana dei prodotti alimentari che riportano in etichetta elementi che rimandano direttamente al tartufo, “ma che in verità contengono - dice una nota stampa - in massima parte, un idrocarburo ricavato dal petrolio che conferisce un aroma simile a quello dei pregiati funghi ipogei. Quello che i “cercatori” chiamano “tartufo artificiale” è una sostanza chimica di sintesi: il bismetiltiometano. Si tratta di un composto organico solforato, che si trova anche in natura all’interno di tutti i tartufi ed è quello che maggiormente contribuisce a creare l’inconfondibile aroma. In natura questo gas è presente nel tartufo insieme ad altre centinaia di componenti aromatiche diverse che conferiscono un aroma strutturato e complesso, mentre nel “tartufo artificiale” c’è soltanto il bismetiltiometano in dosi massicce”.

“E’ proprio questo il problema - spiega Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi - l’uso massiccio dell’economico bismetiltiometano al posto del molto più caro prodotto autentico sia nei prodotti delle grande distribuzione, sia nella ristorazione, sta falsando i gusti dei consumatori. Non dico sia un inganno, perché la pratica è legale, basta scrivere genericamente ‘aromi’ piccolissimo nel retro dell’etichetta e la legge è rispettata, ma sicuramente modifica i gusti dei consumatori meno esperti. Oggi molti pensano che se il tartufo non ‘puzza’ di bismetiltiometano, passatemi il termine, non è buono in verità l’aroma del tartufo, specialmente di quello bianco pregiato, è tenue, complesso e molto armonico. Se vogliamo fare un paragone è come se confondessimo il perlage dello champagne con quello di una bevanda gassata con l’anidride carbonica. Perfino molti ristoratori servono, in buona fede, bismetiltiometano al posto del tartufo perché acquistano prodotti con diciture tipo tartufato o ‘al tartufo’ attratti da un considerevole risparmio senza sapere che lì il tartufo o non c’è oppure se è presente è solo in quantità irrisorie, il minimo di legge per poterlo inserire nell’etichetta”.

A questo problema ha dedicato anche spazio il format d’inchiesta di Rai 3, Report, con un ampio servizio che ha messo a nudo tutte le problematiche legate all’uso di bismetiltiometano, dichiarato in etichetta solo sotto la voce “aromi” senza una sua esplicitazione, e proprio per questo i tartufai senesi hanno invitato al convegno - e sarà presente come relatrice - la giornalista che ha realizzato il servizio Cecilia Bacci. Con lei interverranno al convegno di sabato 9 novembre a San Giovanni d’Asso anche l’avvocato Duccio Panti dell’associazione Confconsumatori e Francesca Salerni, micologa specializzata in tartufi dell’Università di Siena. Completano il quadro dei relatori lo chef Romano Gordini del ristorante stella stellato “La Parolina”, Lia Millucci, professore a contratto a Scienze Chimiche, socia dello spin off Unisi Sienabioactive in attivazione (bioeconomia, sostanze bioattive da scarti naturali), il professor Roberto Parato dell’Istituto Superiore per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Bettino Ricasoli” di Colle Val d’Elsa.

“Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica - conclude Paolo Valdambrini - e fornire ai consumatori tutti gli elementi per difendersi ed imparare a riconoscere un tartufo autentico, trovato nel bosco ed estratto dal terreno, da uno prodotto in un laboratorio chimico”.

 

Alla scoperta del tartufo bianco col Treno Natura

Si potrà raggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, con il Treno NaturaRaggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore. Si potrà fare nei due weekend della Mostra Mercato dedicata al “Diamante bianco” (9-10 e 16-17 novembre) con il Treno Natura, lungo la linea Asciano-Monte Antico che una volta portava ai paesi sperduti fra le Crete senesi, fino alle pendici del monte Amiata, collegandoli a Siena e Grosseto, e che oggi è diventata la ferrovia simbolo di un nuovo turismo “slow” per riscoprire le emozioni di viaggiare a bordo di un treno a vapore immersi in paesaggi incontaminati. Un modo diverso per raggiungere lo splendido borgo di San Giovanni d’Asso e degustare il prelibato Tartufo Bianco delle Crete Senesi.

Sono due le corse a disposizione. La prima parte dalla stazione ferroviaria di Siena il 10 novembre alle ore 8.50, passa da Buonconvento e Monte Antico, alle pendici dell’Amiata, dalle zone del Brunello di Montalcino, e raggiunge San Giovanni d’Asso alle ore 11.25, giusto in tempo per iniziare la visita della Mostra Mercato e pranzare negli stand gastronomici dello Square Food o in uno dei ristoranti che offrono menù a base di tartufo bianco, Brunello, vino Doc Orcia, olio extravergine di oliva, pecorino, miele e tanti altri prodotti tipici. Alle ore 16.30 il treno riparte alla volta di Siena concludendo l’anello fra Val d’Orcia e Crete passando per Asciano. Il rientro a Siena è previsto alle 17.45.

Il 17 novembre si replica, partendo questa volta dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 9.10. Si attraversa la valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. L’arrivo a San Giovanni è previsto alle ore 11.20. In questo caso il treno ripercorre la stessa tratta per tornare a Grosseto. La partenza per Grosseto è prevista alle 16.04 (con treno storico a trazione diesel) e l’arrivo in stazione alle 18.48.

Il programma potrebbe subire leggere variazioni, per questo è preferibile chiedere sempre conferma prima della partenza. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003, e-mail: booking@visionedelmondo.com).

Il programma completo della Mostra Mercato è disponibile sul sito www.tartufodisangiovannidasso.it. Per informazioni e prenotazioni contattare il 349 7504247.

Il “Diamante bianco” si scopre con il Treno Natura

Raggiungere San Giovanni d’Asso, per scoprire le eccellenze del tartufo bianco delle Crete Senesi, su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore. Nei due weekend della Mostra Mercato dedicata al “Diamante bianco” (10-11 e 17-18 novembre), il viaggio con destinazione San Giovanni d’Asso diventa un viaggio indietro nel tempo.

La linea, una volta, era la via “veloce” che portava ai paesi sperduti fra le Crete senesi, fino alle pendici del monte Amiata, collegandoli a Siena e Grosseto. Oggi la “Asciano - Monte Antico” è diventata la ferrovia simbolo di un nuovo turismo “slow” per riscoprire le emozioni di viaggiare a bordo di un treno a vapore immersi in paesaggi incontaminati. Insomma, un modo diverso per raggiungere lo splendido borgo di San Giovanni d’Asso e degustare il prelibato Tartufo Bianco delle Crete Senesi: un treno a vapore d’epoca restaurato percorre una linea quasi dimenticata capace di regalare scorci unici delle colline toscane, invisibili da qualsiasi strada.

Il declino della ferrovia “Asciano-Monte Antico”, chiusa oltre venti anni fa perché attraversava un territorio poco abitato e senza fabbriche, ha fatto nascere un treno turistico unico nel suo genere che riporta indietro le lancette del tempo e che si è conquistato un posto importante nel cuore delle persone che scelgono di visitare le Crete senesi.

Ci saranno due corse a disposizione. La prima parte dalla stazione ferroviaria di Siena domenica 11 novembre alle ore 8.55. Passando da Buonconvento e Monte Antico, alle pendici dell’Amiata, dalle zone del Brunello di Montalcino, la corsa raggiunge San Giovanni d’Asso alle ore11.22, giusto in tempo per iniziare la visita della Mostra-mercato e pranzare negli stand gastronomici dello “Square Food” o in uno dei ristoranti che offrono menù a base di tartufo bianco, Brunello, vino Doc Orcia e tanti altri prodotti tipici. Alle ore 16.26 il treno riparte alla volta di Siena concludendo l’anello fra Val d’Orcia e Crete passando per Asciano. Il rientro a Siena è previsto alle 17.40.

Domenica 18 novembre si replica, partendo questa volta dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 8.40. Si attraversa la valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. L’arrivo a San Giovanni è previsto alle ore 11. In questo caso il treno ripercorre la stessa tratta per tornare a Grosseto. La partenza per Grosseto è prevista alle 16.45 e l’arrivo in stazione alle 18.30.

Il programma potrebbe subire leggere variazioni, per questo è preferibile chiedere sempre conferma prima della partenza. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003, e-mail: booking@visionedelmondo.com).

La storica Mostra mercato di San Giovanni d’Asso offre due week end (10-11 e 17-18 novembre) per degustare, acquistare, conoscere e anche cercare direttamente questo prezioso fungo ipogeo. Insieme al tartufo bianco delle Crete Senesi, i visitatori potranno conoscere e apprezzare le altre grandi eccellenze di questo territorio come l’olio extravergine di oliva, il formaggio pecorino, il vino della Doc Orcia, il Brunello di Montalcino, il miele. Dalla “cerca” del tartufo e le visite al museo a lui dedicato, al giro dei frantoi, al cibo di strada, alle cene di gala (sabato 10 e 17), le degustazioni libere e guidate, tutto è stato pensato per condurre i visitatori all’interno di un territorio unico, ricco di tradizioni, prodotti di qualità e di un ruralità ancora genuina dove l’uomo è protagonista.

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