xx

“Navi cariche di Brunello 2016 pronte a salpare”

Calice di Brunello e bandiera UsaNell’ambito della disputa fra Boeing e Airbus il vino italiano, Brunello in primis, è stato risparmiato un’altra volta dai dazi americani, che hanno colpito invece la Francia, principale concorrente del Made in Italy su quel mercato. A far scattare la nuova ritorsione sono state le tariffe aggiuntive europee del 10 novembre scorso su alcuni prodotti alimentari Usa come ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane. “Accogliamo con grande soddisfazione questa notizia, gli Usa hanno premiato il rapporto di amicizia con l’Italia”, spiega il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, che sottolinea l’importanza del mercato americano, che vale il 30% delle vendite di Brunello di Montalcino.

Un anno fa la minaccia delle tariffe aggiuntive aveva portato ad un boom di richieste oltreoceano di Brunello 2015. “La paura dei dazi – osserva Bindocci – aiutò l’economia delle aziende che spedirono il vino nei mercati anticipando i tempi. I produttori, in accordo con gli importatori, mandarono le consegne già dai primi giorni di gennaio e questo è stato importante”. Stavolta la situazione è simile, ma il motivo, fa sapere Bindocci, è l’aspettativa che si è creata dietro l’eccellente annata 2016, unita alla Riserva 2015, due delle migliori annate di sempre secondo la critica internazionale. “Gli importatori – continua il presidente del Consorzio – stanno premendo per velocizzare la spedizione dei vini, per essere presenti sin da subito sul mercato statunitense. Tutti noi produttori ci stiamo lavorando. Le navi sono pronte a salpare in direzione Usa cariche di vino di Montalcino”.

Niente dazi Usa per il Brunello di Montalcino

Niente dazi Usa per il Brunello di MontalcinoL’Italia del vino resta fuori dalla disputa commerciale Airbus e tira un grosso sospiro di sollievo. Non ci sarà alcun dazio aggiuntivo negli Stati Uniti sui vini tricolore, tra cui il Brunello. “In un momento difficile – commenta il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – sapere che i dazi sul mercato per noi più importante non saranno messi in atto è motivo di grande soddisfazione e aiuterà moltissimo i nostri produttori. Ringrazio le istituzioni e gli enti che si sono spesi attraverso il lavoro di diplomazia per questo importante risultato”. Gli Usa, con una quota export del 30%, sono il primo mercato del Brunello di Montalcino, un vino entrato da tempo nel cuore degli americani

Brunello, dagli Usa un coro unanime: no ai dazi

Benvenuto Brunello Usa, la tappa al Gotham Hall di New YorkCirca 1.000 operatori intervenuti, oltre 50 aziende accreditate e un coro unanime: no ai dazi Usa che minacciano i produttori italiani ed europei. Si è concluso ieri a San Francisco “Benvenuto Brunello Usa”, l’anteprima a stelle e strisce delle nuove annate dei vini di Montalcino. Che continuano ad appassionare gli States, mercato di riferimento per il Brunello (vale il 30% dell’export), tanto che il rischio di eventuali dazi da applicare sui vini europei come ritorsione per la querelle Boeing-Airbus, che a febbraio potrebbero far salire vertiginosamente i prezzi, ha spinto diversi partner commerciali statunitensi a farsi spedire oltreoceano il vino già a gennaio. Si parla di 3,5 milioni di fascette, rispetto ai 2 milioni di un anno fa. Una crescita del 75% che “non ha precedenti”, spiega Fabrizio Bindocci. “Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno - dice il presidente del Consorzio del Brunello alla Montalcinonews - il mercato degli Usa per noi è importante ma è anche vero che noi produttori siamo altrettanto importanti per i distributori, gli importatori, le enoteche e i ristoranti americani, che hanno spedito 25.000 lettere all’ufficio competente, dicendo che sarebbe un errore gravissimo penalizzare i vini italiani. Questo fa capire che anche negli Usa l’interesse per i nostri vini è altissimo. Nonostante Donald Trump ogni tanto abbia qualche sbandamento, mi auguro che si ravveda e che ci dia ragione”.

Guarda il video:

Back to top