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Colombini Cinelli, il ricordo di Fabrizio Bindocci

Fabrizio Bindocci“Francesca Colombini Cinelli è stata tra le artefici del successo del Brunello di Montalcino in Italia e nel mondo. Giustamente considerata “la signora del Brunello” e pioniera dell’enologia, ha contribuito con generosa dedizione all’affermazione e alla crescita identitaria e qualitativa del Brunello, elevandolo a brand enologico territoriale attraverso una comunicazione innovativa e di valore”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ricorda l’imprenditrice scomparsa oggi all’età di 92 anni nella sua casa alla, nel borgo medievale.

“Siamo certi - conclude il presidente Bindocci - che Donatella e Stefano, con le loro rispettive aziende “Casato Prime Donne” e “Fattoria dei Barbi”, sapranno proseguire e valorizzare ulteriormente la straordinaria storia iniziata con Francesca Cinelli Colombini”.

Fabrizio Bindocci presenta Benvenuto Brunello n.31

Fabrizio BindocciFabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, presenta l'edizione n.31 di Benvenuto Brunello, illustrando le novità di quest'anno con un focus sui nuovi vini in anteprima (che usciranno a gennaio 2023) ed il format. Benvenuto Brunello quest'anno diventa cosmopolita, con un’edizione il 17 novembre in contemporanea a Londra, Los Angeles, New York e Toronto. L’anteprima, al via oggi al Complesso di Sant'Agostino a Montalcino, proseguirà nei prossimi giorni con sommelier dell’alta ristorazione, operatori, produttori e winelover.

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“Benvenuto Brunello dà risalto a Montalcino”

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci“Abbiamo deciso di far uscire in contemporanea il Brunello 2018 e il Brunello Riserva 2017 a New York, Los Angeles, Toronto e Londra, mercati per noi importanti. Un evento che darà ancor più risalto alla nostra denominazione”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello, commenta a MontalcinoNews la nuova edizione di Benvenuto Brunello, l’anteprima di presentazione delle nuove annate del Consorzio, in programma a Montalcino dall’11 novembre, proseguendo con il format autunnale, e per la prima volta in quattro città del mondo, con un’edizione in contemporanea il 17 novembre in Usa, Regno Unito e Canada. “Montalcino resta il momento clou – prosegue Bindocci – funziona il format, chi ha partecipato è rimasto oltremodo soddisfatto. Siamo dispiaciuti di esserci distaccati dalle altre denominazioni ma per noi novembre è il momento giusto per proporre le nuove annate visto che escono a gennaio”.

Consorzio del Brunello che, ricordiamo, tutela le sue denominazioni ma promuove anche le eccellenze gastronomiche del territorio, attraverso la Fondazione e il Distretto Rurale. “Montalcino non è solo Brunello – ricorda il presidente – è bello far vedere che la denominazione aiuta a promuovere prodotti di qualità, meno conosciuti che hanno bisogno di una spinta. Quella del Distretto Rurale è stata una bella scelta, condivisa con l’amministrazione comunale. Darà ancor più prestigio e risalto al territorio. Montalcino è stata una meta ambita anche in pandemia, i turisti che arrivano per i vini possono scoprire anche le sue bellezze, i suoi prodotti e la sua biodiversità”.

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Consorzio del Brunello, gli obiettivi di Bindocci

Fabrizio BindocciAlzare l’asticella, mantenere l’attenzione al brand, ritoccare il prezzo. Ma anche dare il giusto valore al Rosso e ad altre eccellenze gastronomiche del territorio, così come dimostrare la sensibilità di Montalcino verso i più bisognosi, tramite il lavoro della Fondazione Territoriale. Sono gli obiettivi del nuovo mandato (il secondo consecutivo, il terzo in totale) di Fabrizio Bindocci da presidente del Consorzio del Brunello. “Continueremo a mantenere il focus puntato sul nostro brand, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo – spiega Bindocci a MontalcinoNews – la denominazione è in ottimo stato di salute, sta andando bene anche l’annata 2017 uscita a gennaio. Non dobbiamo abbassare la guardia e va alzata l’asticella della qualità perché è la cosa fondamentale se vogliamo continuare a vincere le sfide mondiali. Altra cosa importante è andare a ritoccare il prezzo di uscita dalle cantine”. “Il Rosso di Montalcino – continua il presidente del Consorzio – spesso e volentieri sottovalutato dalla critica e dai consumatori, è un vino con la sua struttura, la sua personalità, più facile da approcciare”.

Altri due temi importanti sono la Fondazione Territoriale del Brunello e il Distretto Rurale. “La Fondazione è nata volutamente per aiutare chi ha bisogno. Il Consorzio da statuto non può intervenire, lo può e deve fare la Fondazione, per dimostrare la sensibilità di Montalcino. Il Distretto? Montalcino non ha solo il Brunello ma tante altre eccellenze. Bisogna lavorare per aumentare e valorizzare questi prodotti che fanno parte della nostra realtà, dove i nostri agricoltori stanno lavorano bene. Serve attenzione sia alla biodiversità che al territorio. Un’altra cosa che va ribadita è il fatto che Montalcino è carbon neutral. Tante realtà inseguono questo obiettivo entro il 2030, noi lo abbiamo già ottenuto da 10 anni”.

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Brunello di Montalcino, il bilancio del 2021

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci“Abbiamo fatto gioco di squadra, dimostrando che l’unione fa la forza, perchè il risultato del singolo è un premio per tutti i produttori”. Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, riassume così l’anno che si è appena concluso tra i vigneti di Montalcino. “Chiudiamo il 2021 con risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa – spiega Bindocci – il Brunello viene venduto e consumato, siamo la denominazione più conosciuta in Italia. E il merito è dei nostri soci, che negli anni hanno alzato l’asticella della qualità ottenendo grandi riconoscimenti sulle riviste nazionali e internazionali”. Non bisogna però cullarsi sugli allori, osserva il presidente del Consorzio. “Occorre investire sul marketing, tenere alta l’attenzione sulla denominazione. Si spiegano così l’anticipo a novembre della presentazione delle nuove annate e l’evento di New York il prossimo febbraio. I mercati stanno già chiedendo i nuovi vini in commercio, la Riserva 2016 e il Brunello 2017. Sono convinto che avranno un grande successo”. Il primo appuntamento del Consorzio del Brunello nel 2022 è proprio “Benvenuto Brunello Usa”, nell’ultimo weekend di febbraio, mentre in Italia l’edizione n. 31 partirà l’11 novembre 2022 con l’anteprima dei nuovi millesimi.

Carlo Cracco firma la 30° piastrella

Carlo Cracco e Fabrizio BindocciUn uovo, simbolo della vita; come sfondo la Galleria Vittorio Emanuele, il salotto di Milano dove ha sede il ristorante stellato di Carlo Cracco. È un inno alla cucina italiana la mattonella icona della vendemmia 2021 del Brunello di Montalcino, realizzata da Carlo Cracco e svelata questa sera sul muro del Palazzo comunale del borgo medievale toscano in occasione di Benvenuto Brunello (19-29 novembre). “Carlo Cracco – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci - è simbolo di un’italianità in cucina da sempre testimonial del nostro Brunello in Italia e nel mondo. Per la trentesima piastrella dedicata a una vendemmia senz’altro molto interessante, abbiamo fortemente voluto ribadire il sodalizio speciale con la ristorazione, nostro canale storico e naturale che solo lo scorso anno a causa dell’emergenza ha perso in Italia quasi il 40% del proprio fatturato, per un equivalente di circa 38 miliardi di euro. Tra le novità legate al nuovo posizionamento di Benvenuto Brunello – ha concluso Bindocci – c’è senz’altro l’analisi sulla nuova annata, da quest’anno senza l’indicazione di merito data dalle stelle. Il giudizio sulla nuova annata è per la prima volta anticipato a novembre: da qui l’impossibilità di valutare un prodotto che ancora non c’è. Le stelle sulla 2021 saranno perciò assegnate dopo un anno di affinamento, in occasione dell’anteprima 2022”.

Per l’autore della storica mattonella, regista anche della cena di gala, Carlo Cracco: “L’uovo è da sempre un ingrediente a cui sono molto legato. All’apparenza così semplice, in realtà racchiude in sé tantissimi significati: dal senso della vita, della nascita fino all’immagine della perfezione della prospettiva. Negli anni, ho lavorato tanto in cucina cercando di creare valore intorno a questo ingrediente speciale che non è solo una piccola parte di tante preparazioni ma può essere grande protagonista in tavola”.

Una valutazione sulla vendemmia - e non sul vino – è stata presentata oggi dall’enologo Maurizio Castelli e l’agronomo Massimo Achilli, secondo i quali il Brunello 2021 potrà esprimere un potenziale molto elevato, con differenziazioni importanti rispetto ai millesimi precedenti. Per gli esperti, la 2021 sarà una “buona annata” perché i produttori di Montalcino hanno saputo gestire, dal campo alla cantina, il cambiamento climatico in corso anche in questo microcosmo perfetto per il vino. Dopo un marzo molto caldo, che ha anticipato un germogliamento delle viti bruscamente interrotto dalle gelate di aprile e la successiva siccità estiva, il decorso di maturazione delle viti dell’annata 2021 è tornato alla normalità.

Carlo Cracco, ambasciatore della Regione Lombardia per Expo 2015, è oggi presidente dell’Associazione no-profit Maestro Martino, il cui obiettivo principale è promuovere la cucina d’autore e le eccellenze del territorio. Dal 2018 il Ristorante Cracco si è trasferito in Galleria

Vittorio Emanuele II a Milano in un locale di 1200 metri quadri con oltre 2500 etichette. A Montalcino, 11 le giornate di degustazioni previste con 119 cantine per tenere a battesimo il Brunello 2017, il Brunello Riserva 2016 e il Rosso di Montalcino 2020 assieme a winelover e operatori. Il 22 novembre sono attesi per i tasting 85 sommelier dell’alta ristorazione.

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Vendemmia di Brunello, -15% ma altissima qualità

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoUn calo almeno del 15% ma un’altissima qualità. C’è soddisfazione tra i vignaioli di Montalcino per la raccolta 2021 di Brunello. Diverse aziende hanno già concluso la vendemmia, altre stanno per terminare, ma il sentiment è decisamente positivo. “Secondo le prime stime si è verificato almeno un -15% di quantità rispetto allo scorso anno - commenta Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - tutti i produttori hanno registrato un calo di produzione, ma tutti concordano sull’altissima qualità dell’annata. Lo confermano anche i dati analitici. È un vino eccellente, direi perfetto”. Montalcino si prepara intanto ad accogliere “Benvenuto Brunello”, che da quest’anno si sposta in pieno autunno, con l’edizione n. 30 dedicata al debutto dell’annata 2017 e alla Riserva 2016 in programma nel complesso monumentale di Sant’Agostino dal 19 al 28 novembre. “L’annata 2016 era già superlativa e la Riserva è ancora migliore - sottolinea Bindocci - e il Brunello 2017 riserverà delle belle sorprese”.

“Giro d’Italia-Brunello, un bellissimo binomio”

Fabrizio Bindocci alla presentazione della Tappa del Brunello“Giro d’Italia-Brunello di Montalcino è un bellissimo binomio, sono due eccellenze che hanno diversi punti in comune. Gli ingredienti che stanno dietro i loro successi sono gli stessi: la fatica, la pazienza, la dedizione. Anche per noi agricoltori la salita è lunga e termina solo dopo la vendemmia, il momento più importante di tutta la fase produttiva. Poi inizia la discesa che è lunga 5 anni. Solo dopo questo periodo il Brunello di Montalcino potrà partire per le tavole di tutto il mondo”. Così Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, dopo la presentazione della “Tappa del Brunello”, la Brunello Wine Stage che il 19 maggio vedrà arrivare i campioni del Giro d’Italia 2021 a Montalcino, attraversando le suggestive strade bianche che circondano i vigneti dove nasce uno dei vini rossi italiani più importanti al mondo. “Ma Montalcino non è soltanto vigneti – sottolinea Bindocci – bensì anche oliveti, boschi e seminativi che rendono bellissimo il nostro territorio. Un paesaggio incontaminato ricco di biodiversità”.

Per Bindocci, ripensando alla storia del ciclismo italiano e a quali corridori della storia si possono abbinare le tre denominazioni di Montalcino, “il Brunello è un passista, deve resistere al tempo e alla strada e presentarsi già maturo per le sue prossime tappe, ma allo stesso tempo fresco al traguardo. Per questo non vado molto lontano se lo identifico con Francesco Moser (Special Guest della Tappa del Brunello, ndr). Per il Rosso di Montalcino dico Anna van der Breggen, che ha anche il pregio di allenarsi qui a Montalcino e di aver vinto le ultime Strade bianche. Infine, pensando al Moscadello, il nostro vino bianco fresco (e leggiadro, come veniva definito) che secoli fa per primo ha reso Montalcino terra di vini, scelgo Paolo Bettini detto ‘il grillo’, un toscano olimpionico, frizzantino in gara e allo stesso tempo persistente, quello che serve per vincere tutte le classiche che ha vinto lui”.

Intervista al presidente del Consorzio del Brunello

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio BindocciIl 2021 per Montalcino si è aperto nel segno del forte interesse verso i nuovi vini usciti sul mercato, a cominciare dalla 2016 e dalla Riserva 2015. Montalcino ha avuto in passato grandissimi annate, ma forse non è mai successo di averne due di fila come adesso. Tutto ciò ha aiutato a superare le difficoltà della pandemia, sottolinea Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, che spiega anche le azioni di promozione del Consorzio sui mercati internazionali, manda un messaggio di solidarietà al mondo della ristorazione (vero e proprio ambasciatore del Brunello nel mondo) e chiede di fare squadra tra le eccellenze Made In Italy. Importante anche il porre l’attenzione sul Rosso di Montalcino, sui cui diverse aziende stanno puntando sempre più, e sulla Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino, un ente nato per reinvestire parte della ricchezza proveniente dal Brunello sul territorio, dal sociale al turismo, dall’arte alla cultura fino alla gastronomia.

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“Navi cariche di Brunello 2016 pronte a salpare”

Calice di Brunello e bandiera UsaNell’ambito della disputa fra Boeing e Airbus il vino italiano, Brunello in primis, è stato risparmiato un’altra volta dai dazi americani, che hanno colpito invece la Francia, principale concorrente del Made in Italy su quel mercato. A far scattare la nuova ritorsione sono state le tariffe aggiuntive europee del 10 novembre scorso su alcuni prodotti alimentari Usa come ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane. “Accogliamo con grande soddisfazione questa notizia, gli Usa hanno premiato il rapporto di amicizia con l’Italia”, spiega il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, che sottolinea l’importanza del mercato americano, che vale il 30% delle vendite di Brunello di Montalcino.

Un anno fa la minaccia delle tariffe aggiuntive aveva portato ad un boom di richieste oltreoceano di Brunello 2015. “La paura dei dazi – osserva Bindocci – aiutò l’economia delle aziende che spedirono il vino nei mercati anticipando i tempi. I produttori, in accordo con gli importatori, mandarono le consegne già dai primi giorni di gennaio e questo è stato importante”. Stavolta la situazione è simile, ma il motivo, fa sapere Bindocci, è l’aspettativa che si è creata dietro l’eccellente annata 2016, unita alla Riserva 2015, due delle migliori annate di sempre secondo la critica internazionale. “Gli importatori – continua il presidente del Consorzio – stanno premendo per velocizzare la spedizione dei vini, per essere presenti sin da subito sul mercato statunitense. Tutti noi produttori ci stiamo lavorando. Le navi sono pronte a salpare in direzione Usa cariche di vino di Montalcino”.

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