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A Montalcino la vendemmia di Brunello entra nel vivo

Vendemmia di Brunello ad Argiano 2024Emozione, gioia e curiosità, ma anche preoccupazione, ansia e un pizzico di apprensione finchè tutta l’uva non sarà in cantina. Sentimenti contrastanti che emergono ogni anno quando l’autunno bussa alla porta e arriva quel magico momento chiamato vendemmia, che a Montalcino, tra i pregiati filari di Brunello, è entrata nel vivo. Una raccolta all’antica, in ritardo di 7-10 giorni rispetto agli ultimi anni, e un’annata che fa davvero ben sperare.

“Sono molto contento - dichiara Bernardino Sani, ad ed enologo di Argiano - c’è un’ottima quantità, ed è importante perché venivamo da annate un po’ scarse, e una grande qualità. C’è una particolarità: la maturità fenolica è arrivata prima di quella tecnologica. Le uve sono molto saporite, hanno un bel colore, manca ancora un po’ di gradazione alcolica potenziale ma questo lo considero un bene perché si torna a fare un vino un po’ più classifico anche come grado alcolico. Spero di fare un grande vino classico. Ogni annata è a sé, forse la 2013 potrebbe essere simile come stile”.

“Per adesso sono veramente sorpreso, in positivo, dalla quantità e dalla qualità dei tannini nelle uve - sottolinea Giacomo Neri, alla guida di Casanova di Neri - si possono sentire i profumi che vengono dalle uve nei tini a fermentare, belli e intensi. In più le gradazioni zuccherine sono normali. Teoricamente abbiamo la possibilità di fare una bellissima vendemmia. Incrociamo le dita, perché siamo “all’inizio della partita”, ma una piacevolissima sorpresa. Grandi colori, bellissimi profumi e gradazioni zuccherine che porteranno a vini da 13-13,5 gradi. La mia prima vendemmia è stata la 1991. Quella di quest’anno mi ricorda i profumi dei primi anni Novanta”.

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Turisti olandesi scambiati per lavoratori in nero

VendemmiaTre turisti olandesi scelgono di andare in vacanza a Montalcino con tanto di bici e chiedono a un’azienda di partecipare alla vendemmia del Brunello, per non farsi mancare il momento legato al vino forse più emozionante. L’azienda accetta, i tre sessantenni iniziano la raccolta ma arrivano due ispettori del lavoro, che li scambiano clamorosamente per lavoratori irregolari. Scattano l’ordinanza-ingiunzione, che prevede una multa di 10.157 euro, più il blocco dell’attività dell’azienda, visto che i presunti dipendenti in nero erano superiori al 20% del totale dei lavoratori (in tutto erano in 12, considerando 8 regolari più il fratello della socia della cantina). La storia, accaduta realmente il 29 settembre 2016 e raccontata oggi sulle pagine de La Nazione, si è conclusa per vie legali dopo sette anni: il giudice del lavoro, Delio Cammarosano, ha firmato la sentenza che annulla l’ordinanza e condanna l’Ispettorato del lavoro a pagare le spese processuali (4.802 euro).

“Quei tre olandesi sono due medici liberi professionisti e un dentista, che erano in vacanza a Montalcino con le bici al seguito. Volevano passare una giornata all’aria aperta, godersi una delle campagne più belle e dolci del mondo, come scrive il giudice, e hanno chiesto di partecipare alla vendemmia”, spiega l’avvocato Michele Feri, del Foro di Firenze, che ha seguito la vicenda. “Di operai avventizi olandesi - scrive Cammarosano nella sentenza - nella vendemmia toscana non crediamo sussistere traccia. Tantomeno di avventizi al tempo sessantenni, dediti a un lavoro un tempo ambito da ragazzi e ragazze per mettere due soldi in tasca”. Cammarosano, riporta sempre La Nazione, sottolinea poi come i tre olandesi non potevano essere pagati con i voucher e che avevano “un campo di applicazione sideralmente distante dalla occasionale utilizzazione, certamente non retribuita, degli anzianotti vendemmiatori olandesi in vacanza, con prestazione resa a titolo di amicizia e per diletto personale”.

“A volte la burocrazia finisce per negare il buon senso – aggiunge Feri – sarà la Stato a pagare, non i due solerti funzionari. Purtroppo spesso l’attività ispettiva si concentra su attività lecite e non è così solerte riguardo ad attività fuori dalla legge”.

Vendemmia e criticità, il punto con Bindocci

La vendemmia di Brunello 2022Buona qualità, produzione nella media e una vendemmia nel complesso sopra ogni aspettativa rispetto alla situazione di fine luglio, quando la siccità e la mancanza di piogge avevano allarmato i vignaioli. Poi l’acqua toccasana di agosto ha fatto la differenza, così come l’escursione termica tra giorno e notte. Montalcino così è riuscita a tirar fuori un’altra bella annata nonostante le criticità. Soddisfatto anche Fabrizio Bindocci, al vertice del consorzio di tutela, che parla di vendemmia ottima, con punte di eccellenza. E nel 2027, quando potremo assaggiare il Brunello di quest’anno, che vino troveremo nel bicchiere? “È una domanda amletica, difficile rispondere. È un’annata simile alla 2017, che sta ricevendo commenti positivi dalla critica. Pensavamo sarebbe stata un disastro, invece sono arrivati vini con buon ph e acidità. Sono convinto che quando stapperemo la 2022 diremmo che siamo stati bravi a produrre un ottimo Brunello anche in un’annata difficile”.

Un tema sempre più importante è quello del cambiamento climatico, che ha portato a una delle raccolte più anticipate di sempre. Siccità, mancanza di acqua, problemi seri da affrontare subito, dice Bindocci. “È una riflessione importante da fare, un argomento dibattuto anche in regione. Devono far fare agli agricoltori i laghetti collinari in modo tale che ci possa essere acqua per irrigare i vigneti e aiutare l’agricoltura e anche un bacino da attingere in caso di incendi. Il risultato ottimo della vendemmia non è soltanto dovuto alle piogge ma anche alla gestione del suolo e del vigneto dei nostri agricoltori. A fine anni ‘90 si ricercavano vitigni di Sangiovese con maturazione anticipata, con un grado zuccherino maggiore, perché il clima era diverso. Oggi dovremmo pensare a tornare a riutilizzare cloni tradizionali, perché lo zucchero è un fattore limitante. Per avere una maturazione fenolica ottimale dobbiamo aspettare, e aspettando il grado zuccherino sale andando incontro a vini con gradazione troppo alta. Vanno ristudiati, come stanno facendo alcune università, portainnesti adatti a terreni più siccitosi in modo da bilanciare un andamento climatico che purtroppo continuerà ad essere sempre più spesso così”.

Due criticità poi si sono verificate, per cause diverse, nel mondo del vino e non solo: carenza di personale e crisi energetica. “Il problema più grande è stato la carenza di manodopera – continua Bindocci – anche le squadre che offrono manodopera alle aziende sono in difficoltà a reperire personale. In certi periodi si può sopperire, ma la vendemmia non aspetta. E poi c’è la crisi energetica: siamo passati da bollette di luglio e agosto 2021 da 20mila euro a bollette da 80-90mila euro, incomincia ad incidere in maniera importante. È aumentato anche il costo del cartone e delle bottiglie. Speriamo che le vetrerie non siano costrette a spegnere i forni di produzione, a quel punto sarebbero problemi realmente gravi per tutti”.

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Montalcino, il sentiment aspettando la vendemmia

Vivere l'esperienza della vendemmia a Castiglion del BoscoBuone impressioni - complici anche le piogge di questi ultimi giorni - un piccolo calo della quantità, buona qualità e un leggero anticipo dell’inizio della vendemmia, che però potrebbe “annullarsi” se il clima dovesse rimanere fresco in queste ultime settimane. È positivo il sentiment per la raccolta 2022 a Montalcino. Un’altra bella annata, quella che arriverà sul mercato nel 2027. “L’uva sta bene. Sono un po’ in sofferenza i vigneti più giovani mentre quelli più vecchi stanno rispondendo benissimo. E i 4 millimetri di pioggia caduti adesso sono perfetti – racconta Paolo Bianchini di Ciacci Piccolomini d’Aragona – se ci sarà un anticipo della vendemmia? Penso di sì, ma se continua a piovere potremo allungare l’inizio della raccolta e andrebbe tutto a nostro vantaggio. Faremo un controllo dei vitigni nazionali la settimana prossima e cominceremo a inizio settembre, mentre per il Sangiovese penso che si andrà a metà settembre. Sono abbastanza fiducioso e ottimista, credo che la 2022 ci regalerà sorprese positive”.

“La siccità c’è stata, ma non in maniera così tragica, anche perché abbiamo vigne tutte sopra i 25 anni - spiega Elia Loia dell’azienda agricola Palazzo - l’invaiatura ha avuto un processo ottimale, grazie anche ai 20 minuti di pioggia di 3-4 settimane fa, in tarda serata, con l’acqua interamente assorbita dal terreno. Di certo anticiperemo la vendemmia, perché l’andamento climatico ha velocizzato tutto il ciclo della vite. Di solito decade a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre, quest’anno cominceremo intorno al 15-20 settembre. A meno che il clima di questi giorni permanga e le temperature più basse rallentino il ciclo della pianta. La quantità? Abbiamo avuto una fioritura ottima, senza stress idrico. I grappoli sono un po’ spargoli. O facciamo pari, sui 70-75 quintali ad ettaro, o un 5% in meno”.

“Si sta iniziando adesso con la vendemmia di uve bianche, la situazione è buona perché le piogge nelle ultime due settimane hanno un po’ mitigato gli effetti della siccità estiva”, ci dice Enrico Viglierchio di Banfi. “Al momento attuale tra le uve si prospettano molto sane, con una produzione equilibrata. Se il tempo ci dà una mano ci sono tuti i presupposti per un’ottima vendemia. Dagli ultimi giri i grappoli si presentano spargoli, ben distribuiti. Incrociamo le dita e guardiamo la testa per aria. A Montalcino siamo stati fortunati perché non si sono verificati fenomeni come la grandine. Il Sangiovese? Prevedo di iniziare tra la seconda e la terza settimana di settembre per poi continuare fino ai primi di ottobre. È un po’ anticipata, ma non di così tanto. Dipenderà molto anche dall’evoluzione del tempo nelle prossime settimane”.

“Le piogge di questi giorni ci stanno aiutando, il clima si sta rinfrescando e non sarà una cattiva annata – sottolinea Gianni Maccari di Ridolfi - noi nella zona nord/nord-est abbiamo sofferto un po’ la siccità, ci sarà meno uva ma avremo una bella vendemmia. I tempi? Inizieremo non più di una settimana prima del solito, ma se permarrà questo clima arriveremo alle solite date, ovvero intorno al 20 settembre”.

Photo credit: Castiglion del Bosco

Vendemmia di Brunello, -15% ma altissima qualità

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoUn calo almeno del 15% ma un’altissima qualità. C’è soddisfazione tra i vignaioli di Montalcino per la raccolta 2021 di Brunello. Diverse aziende hanno già concluso la vendemmia, altre stanno per terminare, ma il sentiment è decisamente positivo. “Secondo le prime stime si è verificato almeno un -15% di quantità rispetto allo scorso anno - commenta Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - tutti i produttori hanno registrato un calo di produzione, ma tutti concordano sull’altissima qualità dell’annata. Lo confermano anche i dati analitici. È un vino eccellente, direi perfetto”. Montalcino si prepara intanto ad accogliere “Benvenuto Brunello”, che da quest’anno si sposta in pieno autunno, con l’edizione n. 30 dedicata al debutto dell’annata 2017 e alla Riserva 2016 in programma nel complesso monumentale di Sant’Agostino dal 19 al 28 novembre. “L’annata 2016 era già superlativa e la Riserva è ancora migliore - sottolinea Bindocci - e il Brunello 2017 riserverà delle belle sorprese”.

Via a una vendemmia di “eccellente qualità”

Il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci inaugura la vendemmia 2020Forse il 2020, a Montalcino, sarà ricordato non solo come il periodo della pandemia che ha sconvolto l’intero pianeta ma anche come l’anno che ha regalato l’ennesima grande annata di Brunello. Almeno questo è il sentiment dei produttori, con la vendemmia iniziata in questi giorni e che durerà fino a metà ottobre. “Una raccolta meno abbondante del 2019, circa il 10% in meno, ma di eccellente qualità – spiega a MontalcinoNews il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – la pioggia e il clima ci hanno aiutato, ricordiamo che oltre alla bravura dell’uomo conta tanto anche l’andamento stagionale. Ho sentito diversi produttori e sono tutti contenti, la stagione sta andando per il verso giusto. I volumi più contenuti sono una scelta dei viticoltori, che come abitualmente avviene, in luglio hanno fatto la vendemmia verde alleggerendo il carico delle viti”.

I grappoli di Sangiovese si presentano sani e al giusto punto di maturazione, grazie anche alle regolari piogge delle ultime settimane. “Abbiamo cominciato ieri – commenta Alessia Salvioni dell’omonima azienda – mi sembra una grande annata, speriamo che in qualche altro modo ci ricorderemo di questo 2020. Ce lo auguriamo un po’ tutti”. “Stiamo raccogliendo il Sangiovese da tre giorni, la quantità è leggermente inferiore alla media – sottolinea Giacomo Neri di Casanova di Neri – sono molto contento della qualità delle uve, con un ottimo equilibrio e bellissimi colori e profumi. Ci sono le premesse per una grande annata e per “addolcire” questo 2020 unico e speriamo irripetibile”. Inizierà invece la settimana prossima Ridolfi “ma per adesso sono molto soddisfatto – interviene il direttore dell’azienda Gianni Maccari – maggio è stato molto piovoso e pensavo si andasse verso un’annata come la 2014, invece si è ripresa molto bene con caldo e sole in estate e delle belle giornate a settembre. Se dovessi fare un paragone direi l’annata 2016”.

Brunello, al via la raccolta a Montalcino

Selezione del Brunello di Montalcino prima della vendemmiaUva sana, sensazioni positive, vendemmia “normale”. Ci siamo, a Montalcino la vendemmia del Sangiovese (per qualcuno) è già partita. “È un’annata a macchia di leopardo, cambia molto da zona a zona - spiega alla Montalcinonews il presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni - Il vigneto giovane è già pronto, così come le uve esposte a Sud, mentre a Nord ancora non del tutto. L’uva non è tantissima ma il grappolo è di dimensioni più normali dello scorso anno, ci sarà una resa superiore. Peronospora? Non c’è male, chi ha lavorato bene non avrà grossi problemi. Il meteo può influenzare ancora ma la situazione è stabile. Se arrivasse il vento, per far evaporare l’acqua dai grappoli e far aumentare la concentrazione e la struttura dei vini, sarebbe il top”.

Vendemmia 2018, il punto della situazione

Studenti dell'Agrario a lezione di vendemmia“Non possiamo parlare di quantità elevate, ma le dimensioni dei grappoli sono più consistenti dello scorso anno. Ci preoccupa semmai questo andamento stagionale: l’umidità mattutina, i temporali… Le previsioni indicano un tempo buono, ma non sempre ci indovinano! Finora comunque grossi problemi non ci sono stati. Un po’ di mal dell’esca, ma come in tutta Italia. Molto dipenderà dall’ultimo periodo, quello della maturazione dell’uva”. Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, fa il punto della situazione alla Montalcinonews alla vigilia della vendemmia, che a Montalcino, per quanto riguarda il Sangiovese, partirà indicativamente a metà settembre. Un ritorno alla normalità, quindi, dopo l’annata anomala nel 2017, quando a preoccupare i viticoltori furono l’assenza di pioggia, le gelate primaverili ed una vendemmia davvero troppo eterogenea.

Intanto la Coldiretti ha fatto una prima stima a livello nazionale: si prevede circa 46-47 milioni di ettolitri di produzione, ovvero un aumento tra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno, giudicato il più scarso dal dopoguerra. Un risultato in linea con la media dell’ultimo decennio che riapre un testa a testa per la leadership produttiva mondiale con la Francia, che tenterà di riprendersi il primato conquistato dal vino tricolore dodici mesi fa. La vendemmia alle porte, continua la Coldiretti, per via delle piogge di primavera e inizio estate, si porterà un ritardo di circa una settimana rispetto allo scorso anno. Le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità anche se molto dipenderà dal resto del mese di agosto e da settembre.

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