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I primi assaggi di Brunello 2019 aspettando le stelle

La Commissione d'Assaggio del Consorzio del BrunelloSucculenza, piacevolezza, maturità dei tannini e una grande potenza. Sono alcune delle caratteristiche che emergono dalle prime degustazioni del Brunello ottenuto dall’ultima vendemmia, che andrà in commercio nel 2024. A realizzarle, stamattina nella sede del Consorzio del Brunello, una commissione ad hoc composta da enologi, tecnici e giornalisti provenienti da tutta Italia, che hanno assaggiato al buio 45 etichette e dovranno assegnare un punteggio, da una a cinque stelle, all’annata 2019. Stelle che saranno svelate il 2 febbraio durante Benvenuto Brunello e saranno poste nella formella celebrativa realizzata ogni anno da un personaggio di spicco nel panorama nazionale e internazionale, come Sting e Alex Zanardi, tanto per citare gli esempi più recenti.

Benvenuto Brunello durerà 4 giorni, dal 21 al 24 febbraio, col primo giorno aperto ai giornalisti e gli altri tre anche agli enoappassionati, che potranno assaggiare i nuovi vini in uscita, tra cui il Brunello 2015 che sta avendo un’enorme aspettativa, tanto che “tra metà novembre e fine dicembre - continua Bindocci - il Consorzio ha consegnato 3 milioni di fascette. È una grande soddisfazione vedere che i produttori di Montalcino negli anni continuano a migliorare e a ricercare la qualità e l’eccellenza”.

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“Il mercato attende con impazienza il Brunello 2015”

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoQuello che sta per andare in archivio è un 2019 importante per il Brunello di Montalcino dove non sono mancati i riconoscimenti internazionali. Le aspettative per il 2020 sono comunque alte: c’è un’annata, quella del 2015, che è pronta ad entrare in commercio e che ha già fatto parlare (e bene) gli addetti ai lavori e la stampa specializzata. Con il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, abbiamo fatto un breve punto della situazione prima di salutare il 2019 e dare il benvenuto al nuovo decennio. “Per quanto riguarda il Brunello 2015 abbiamo già consegnato oltre 3 milioni di fascette - dice Bindocci - ciò significa che il mercato aspetta con impazienza quest’annata. Ma devo dire che anche la 2014 è andata tutto sommato bene. Le prime uscite del 2015 sono state particolarmente apprezzate. Dal Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2015 di Siro Pacenti che è stato eletto “Wine of the Year 2019” fino ai tanti altri che hanno ottenuto risultati importanti. Li ringrazio tutti, le eccellenze dei singoli sono anche un grande risultato per la denominazione. Il mondo continua a girare bene per il Brunello e questa è una bella notizia”. Sullo sfondo c’è però la questione degli Stati Uniti, primo mercato di riferimento per Montalcino, con la minaccia dei dazi che ovviamente preoccupa. “Questa rappresenta una grande incognita - prosegue Bindocci - non solo per noi ma per tutta l’Italia agroalimentare. Vedremo che succederà”. Gli Stati Uniti d’altronde rappresentano una quota importante per il Brunello, oltre il 30% delle bottiglie finisce infatti in America. Ma ovviamente c’è anche attenzione per i nuovi mercati che si stanno affacciando alla ribalta. Il Brunello andrà alla conquista dell’Oriente nel 2020? “Sono 15 anni che si parla di questo mercato - conclude Bindocci - credo che dobbiamo sforzarci di lavorare di più. Innanzitutto andrebbe insegnato a bere e ad apprezzare di più il vino, bisogna portare la conoscenza del vino italiano e di Montalcino in Cina”.

Maltempo, Montalcino protagonista del servizio del Tg3

Silvio Franceschelli, sindaco di MontalcinoSul torrente Spagnola e poi sull’Orcia per registrare i danni causati dall’ondata di maltempo di metà novembre a uno dei fiori all’occhiello dell’economia agricola toscana: il Brunello. Il giornalista del Tg3 nazionale Iacopo Cecconi si è mosso con la sua troupe tra le famose vigne e i corsi d’acqua che di recente le hanno minacciate. Ad accompagnarlo il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci e il presidente, il direttore generale e il responsabile dell’ufficio progettazione del Consorzio 6 Toscana Sud Fabio Bellacchi, Fabio Zappalorti e Claudio Lombardi.

Il percorso si è snodato tra il torrente Spagnola, dove a creare una criticità importante è stato il ponte dalla luce troppo stretta, e l’Orcia dove, a testimonianza del violento nubifragio, oggi restano solo fango, acquitrini e gli scheletri degli alberi trascinati dalla corrente, che il Consorzio dovrà rimuovere.

Per mettere in sicurezza l’agricoltura che si affaccia sul torrente Spagnola è già pronto e finanziato il progetto per il rifacimento del by-pass. “Nel quadro del IV Atto integrativo, il cosiddetto “piano tagli”, siamo riusciti a inserire un intervento strategico per quest’area”, ha commentato Bellacchi. I dettagli tecnici sono stati forniti dall’ingegnere Claudio Lombardi.

Franceschelli ha illustrato le problematiche scatenate nel territorio di Montalcino da fenomeni meteorologici ormai fuori controllo, mentre Bindocci ha sottolineato l’importanza di una corretta manutenzione della vegetazione per fronteggiare eventi sempre più intensi e ravvicinati. Il servizio, salvo variazioni, dovrebbe andare in onda su Rai3 domani alle ore 19.

Nel pieno della vendemmia che ricorda la 2010

Vendemmia a MontalcinoMontalcino è nel pieno della vendemmia, le aziende sono concentrate nella raccolta che, per quanto riguarda il Sangiovese destinato a Brunello, andrà avanti fino alla prima decade di ottobre. E tra i filari dei vigneti c’è grande soddisfazione, perché la 2019 potrebbe somigliare ad alcune delle ultime grandi annate. “A livello analitico azzarderei un paragone con la 2006 o la 2010”, dichiara il presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci. “Il vino è frutto della vite e del lavoro dell’uomo ma il fattore climatico fa la differenza. Ed è andato benissimo. La vite non è mai andata in stress, la maturazione è ben fatta. La quantità non è eccessiva ma quantitativamente corretta, l’uva c’è a differenza della 2017. In più si registra una grande qualità. Ho parlato con tanti produttori e sono tutti soddisfatti. Il Consorzio analizza quattro aziende ai quattro versanti e i parametri analitici sono eccellenti. Non ci sono stati attacchi parassitari, l’uva è sana, il bel tempo continuerà nei prossimi giorni. Non potevamo chiedere di meglio”.

Vendemmia 2019, ritorno al passato con segnali positivi

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoCi avviciniamo alla vendemmia e dopo anni di inizi anticipati questa volta sembra che il 2019 ci riporti indietro nel tempo, quando l’inizio della raccolta delle uve si concentrava negli ultimi giorni di settembre e a inizio ottobre. Qual è la situazione a Montalcino per il re dei suoi vini, il Brunello? Ad oggi è già possibile fare una prima previsione? Se ovviamente non tutto può essere certo, fattore meteo in primis, qualche segnale comunque c’è. Ed è positivo. “Siamo indietro con i tempi per cui ci eravamo abituati ultimamente - commenta Fabrizio Bindocci, Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - ritorniamo a quelle vendemmie che erano tipiche fino a 10-12 anni fa. Ciò non è assolutamente un aspetto negativo, anzi. Le giornate per il momento sono ottime, le uve in salute così come le viti. I bilanci si faranno ovviamente dopo, ma per adesso gli indizi mostrano dei segnali di una vendemmia ottima. La produzione direi che sia normale, nella media, c’è poco diradamento, la quantità si prevede ottimale. Il boom dei rosati in Toscana? Non mi stupisce, è un cambiamento iniziato anni fa. I rosati stanno scavalcando i bianchi e anche a Montalcino si registra un forte interesse sul prodotto”.

Focus - Le previsioni di Confagricoltura Toscana per la Vendemmia 2019 nella nostra regione.

Un’annata che già si preannuncia ottima, con un aumento della produzione stimata tra il 3 e il 5% e una crescita a due cifre su produzione inedite per la Toscana, come i rosati. “Siamo ottimisti e possiamo dire che si prevede un’annata qualitativamente ottima - spiega Francesco Colpizzi, presidente della federazione Vitivinicoltura di Confagricoltura Toscana - Le piogge si sono rilevate salutari per lo sviluppo del ciclo di maturazione delle uve. Abbiamo iniziato con la raccolta delle uve a bacca bianca precoci, come chardonnay e sauvignon, e anche con le rosse per la produzione della base spumante e dei vini rosati. Per quanto riguarda la produzione dei grandi vini rossi toscani bisognerà attendere ancora”.

Le previsioni parlano di una produzione pari a 2,2 milioni di ettolitri. La novità del 2019 è la crescita riscontrata in produzioni diverse e spesso inedite per la Toscana, come per i rosati: “Con un aumento consistente, pari a circa il 10%”. Bene anche i vini spumanti, “sui quali - continua Colpizzi - le nostre aziende stanno investendo in maniera continuativa. Riscontriamo innovazioni nelle cantine sul processo e sul prodotto, azioni che consentono di competere sotto il profilo qualitativo con altre regione dalla tradizione più lunga”.

Sul fronte prezzi, “il livello si mantiene pressoché stabile e rileviamo che alcune denominazioni hanno ritenuto opportuno fare delle politiche di contenimento della produzione”. Ma la vera incognita si gioca sui mercati internazionali. “Vedremo con la Brexit, cosa accadrà - aggiunge Colpizzi - Il Regno Unito è un mercato rilevante e di certo ci saranno ripercussioni sulle nostre esportazioni”. Incerto anche il futuro Oltreoceano. “Abbiamo gli occhi puntati sulle politiche statunitensi. Bisognerà vedere cosa accadrà in termini di dazi, se è una decisione seria o solo minacce”

Da Confagricoltura parte inoltre una richiesta alla Regione Toscana, “Dobbiamo lavorare con la Regione a nuove politiche di promozione - è l’appello del presidente della federazione Vitivinicoltura di Confagricoltura Toscana - Non servono solo investimenti sulle innovazioni, azioni che le nostre aziende stanno svolgendo con sacrificio e sforzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma anche un’attività armoniosa, analitica, compiuta e coerente sulle politiche di promozione rivolta sia ai mercati internazionali che a quello nazionale. Chiediamo una maggiore attenzione alle politiche promozionali, l’amministrazione regionale è molto sensibile e siamo certi che riusciremo a costruire un percorso efficace”.

Obiettivi del Consorzio del Brunello: intervista a Bindocci

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino“Tenere alta la bandiera del Consorzio e, cosa fondamentale, continuare a migliorare la qualità già alta dei nostri prodotti”. Sono gli obiettivi primari di Fabrizio Bindocci, che l’11 giugno ha preso il posto di Patrizio Cencioni alla guida del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. “Per essere vincenti - spiega Bindocci alla Montalcinonews - serve produrre meno uva, aumentare la qualità dei prodotti e contemporaneamente riuscire a far salire i prezzi. Perchè, di fronte alle grandi qualità dei nostri prodotti, i prezzi sono ancora bassi”. Grande attenzione sarà poi rivolta al Rosso di Montalcino, che “non è il fratello povero del Brunello - aggiunge il presidente del Consorzio - ma un grandissimo prodotto, più facile da approcciare e da abbinare al cibo, un vino che merita tutto il rispetto. È importante aumentare la produzione del Rosso di Montalcino”.

Un accenno va poi alla Fondazione Territoriale, che lo stesso Bindocci ha guidato nei suoi primi passi, nata per fare ciò che per statuto non può fare il Consorzio, ovvero investire risorse su cose non specifiche del Consorzio (denominazione, marchio, etc…). Lo scorso anno sono stati raccolti oltre 100.000 euro, ma “si può e si deve fare ancora meglio, dobbiamo credere in questo progetto e la piccola quota richiesta non va a cambiare i bilanci delle aziende - sottolinea Bindocci - Montalcino è una grande realtà. C’è ricchezza, valore aggiunto e turismo, ma anche persone e settori, come la scuola, che hanno bisogno di aiuto”.

Tra gli obiettivi del Consorzio del Brunello ci sono anche una serie di eventi e manifestazioni “destagionalizzate” per animare il territorio anche nei periodi dell’anno meno frequentati da turisti e appassionati. “Il sogno di tutti i territori è poter destagionalizzare il turismo - conclude Bindocci - e dopo la fusione con San Giovanni d’Asso la sinergia tra Brunello e tartufo, come avviene ad Alba da tantissimi anni, può dare tanto per portare più turismo sul territorio. Inoltre stanno nascendo nuove strutture ricettive di qualità per un turismo più elevato. Possono nascere interessanti non solo per il Brunello ma anche per il territorio di Montalcino”.

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Fondazione del Brunello, al via la raccolta fondi

MontalcinoIl rinnovo delle cariche ai vertici del Consorzio del Brunello porterà ad un cambiamento anche all’interno della sua emanazione sociale e culturale, la Fondazione Territoriale, che sta per chiudere il suo primo triennio e, come previsto da statuto, nominerà (probabilmente a settembre) i suoi sei membri, dei quali cinque scelti dal CdA del Consorzio e uno dal sindaco di Montalcino.

Nel frattempo è già cominciata la raccolta fondi 2019, a base volontaria. La Montalcinonews, versando questa mattina la quota di partecipazione, ha aderito nuovamente al progetto. Ricordiamo che possono partecipare gli iscritti all’Albo del Consorzio del Brunello (quota annua minima fissa di 500 euro ad azienda più 50 euro per ogni ettaro iscritto a Brunello e 20 euro per ogni ettaro iscritto a Rosso di Montalcino) ma anche privati cittadini (quota minima di 500 euro per i residenti, 1.500 euro per i non residenti) e titolari di partita Iva (quota minima di 500 euro se la sede è a Montalcino, di 2000 euro se la sede è fuori dal Comune). Sarà inoltre possibile contribuire ai singoli progetti, sempre su base volontaria, con quota a discrezione del singolo. I contributi devono essere versati sul conto corrente intestato a Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino, tratto sulla banca Monte dei Paschi di Siena (IBAN IT 71C 01030  25500 000 000 720310) e l’importo è deducibile in base alle disposizioni di legge. Per ulteriori informazioni info@fondazioneterritorialebrunellodimontalcino.it.

Lo scorso anno la Fondazione ottenne 82 adesioni e raccolse poco più di 100.000 euro, che destinò in gran parte a progetti di interesse collettivo come la ristrutturazione del Santuario della Madonna del Soccorso, la ristrutturazione sanitaria dell’emergenza/urgenza del Presidio Ospedaliero di Montalcino, il contributo per l’acquisizione del campo scuola per l’Istituto Agrario e l’acquisto di materiale didattico per le scuole del Comune di Montalcino.

“Si può e si deve fare ancora meglio, dobbiamo credere in questo progetto e la piccola quota richiesta non va a cambiare i bilanci delle aziende”, spiega alla Montalcinonews Fabrizio Bindocci, neo presidente del Consorzio del Brunello e, fino ad oggi, alla guida della Fondazione. “Montalcino è una grande realtà. C’è ricchezza, valore aggiunto e turismo, ma anche persone e settori, come la scuola, che hanno bisogno di aiuto. Mi piace ricordare l’investimento per l’Istituto Professionale Agrario che nascerà a San Giovanni d’Asso, 20.000 euro che serviranno per acquistare il terreno dove i ragazzi impareranno la pratica che poi metteranno a frutto nelle aziende dove andranno a lavorare. Questi ragazzi sono il nostro futuro”.

Bindocci nuovo Presidente del Consorzio del Brunello

Fabrizio Bindocci, presidente Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci è il nuovo Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Lo ha deciso pochi minuti fa il Cda al termine della prima riunione avvenuta distanza di una settimana dalla nomina del nuovo Consiglio. I tre vicepresidenti eletti sono: Stefano Cinelli Colombini (Fatteria dei Barbi) che guiderà la commissione rapporti istituzionali; Riccardo Talenti (proprietario dell'omonima azienda alla commissione marketing e comunicazione, Giacomo Bartolommei (Caprili) alla commissione bilancio. Elisa Fanti è la responsabile della commissione tecnica. Bindocci, già presidente dal 2012 quando subentrò a Ezio Rivella e poi rieletto nel triennio successivo, guiderà fino al 2022 il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

Fabrizio Bindocci, 64 anni, dal 1999 è il direttore generale dell’azienda Il Poggione, una delle tenute storiche della terra del Brunello. Dal gennaio 2018 ha guidato, in qualità di Presidente, la neonata “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”. “Il consiglio che si apre - sottolinea Bindocci - ha un mandato forte, confermato dalla presenza di quasi tutte le aziende più note del territorio. Il Brunello è da tempo un marchio di altissimo profilo, ma in questo momento noi crediamo che il nostro Paese abbia bisogno di qualcosa di più. Il Brunello vuole essere il simbolo della grandezza della viticoltura italiana, e questo è l’unico progetto di questa presidenza. È un progetto ambizioso, che vuole mettere insieme qualità, prestigio, mito e un gruppo straordinario di viticoltori per scalare i vertici mondiali. Noi crediamo che i tempi siano maturi, il vino italiano deve crescere e il Brunello vuole essere un protagonista. Per questo il mio sarà un mandato che trova nell’unione indissolubile tra produttori, Consorzio e territorio, la linfa vitale, la complementarietà tra i grandi produttori, che rappresentano alcuni dei player più importanti del sistema vitivinicolo nazionale, e i piccoli vignaioli, custodi della tradizione e dell’alto artigianato enologico che ha fatto grande il Brunello”.

Bindocci è il nuovo Vice Presidente di Avito

Fabrizio Bindocci ex presidente Consorzio Brunello di Montalcino Cambio ai vertici di Avito, l’associazione dei Vini Toscani DOP e IGP. L’assemblea, nella sua seduta di ieri, ha rinnovato le cariche di Presidente, designando per tale incarico Luca Sanjust di Teulada, già Presidente del Consorzio Valdarno di Sopra. Per il Vice Presidente il nome scelto è quello di Fabrizio Bindocci, alla guida del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino fino al 2016 e presidente della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino” che sarà presentata proprio domani al Teatro degli Astrusi di Montalcino.

“Obiettivo prioritario della nostra associazione - ha dichiarato il neo-eletto Presidente - è quello di difendere gli interessi del grande patrimonio toscano e nazionale rappresentato dai tanti vini Dop e Igp della nostra regione. Questo compito sarà svolto in sinergia e collaborazione con le principali organizzazioni professionali, il mondo della cooperazione e con gli interlocutori politici di qualsiasi livello. Nel corso del 2018, vorremmo incentrare la nostra attività sul riuscire finalmente a risolvere l’urgente problematica degli ungulati, sulla gestione delle risorse idriche per i vigneti e su una sempre migliore e comune promozione e valorizzazione dei vini toscani in Europa e nel mondo.”

L’Associazione Vini Toscani Dop e Igp nasce due anni fa ed è il primo organismo unitario di rappresentanza della viticoltura toscana di qualità. Ad oggi riunisce 20 Consorzi di Tutela in rappresentanza di circa 6.000 imprese, per un fatturato stimato di oltre un miliardo di Euro ed una quota export superiore al 70%.

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