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Una mostra dedicata a Francesca Colombini Cinelli

Francesca Colombini CinelliUna donna straordinaria e poliedrica, una persona dal grandissimo spessore culturale, un’imprenditrice visionaria e moderna. A Francesca Colombini Cinelli, una delle vere artefici della costruzione del territorio del Brunello, scomparsa lo scorso 30 dicembre a 91 anni, è dedicata una mostra alla Fattoria dei Barbi, da lei condotta per diversi anni, prima di passarla a suo figlio Stefano. Un’esposizione di immagini, ricordi e opere d’arte, frammenti di vita privata e colonne di tabloid americani, per ripercorrere la vita della “Signora del Brunello”. “Per quasi un secolo è stata una delle maggiori personalità del vino italiano, vi invito a ricordarla con noi tra le immagini, i video e le sue creazioni, che hanno segnato un’epoca”, ha spiegato Stefano Cinelli Colombini in occasione dell’inaugurazione della mostra, ieri, nel giorno del compleanno di Francesca Colombini Cinelli.

L’allestimento, che resterà aperto per tutto il 2023, è realizzato in due sale della cantina e vuole rendere omaggio a una personalità eclettica, perchè ha scritto pagine importanti della storia del vino ma era anche un’artista, un’intellettuale, una scrittrice e, soprattutto, una grande signora. Dai ricordi dell’infanzia a Firenze, dove casa Colombini era il ritrovo dei più importanti letterati, a Montalcino col suo Brunello, fino alle sue pitture e ceramiche d’arte, passando per i tanti che hanno amato il suo vino e per la gente della sua azienda. Una raccolta di foto (come quelle celebri con Federico Fellini e Giulietta Masina, assidui frequentatori della Fattoria dei Barbi), video (le interviste a MontalcinoNews e il dibattito con Ezio Rivella a Benvenuto Brunello 2017, in occasione del cinquantesimo del Consorzio del Brunello), accessori, oggetti e molto altro, per ripercorrere legami, aneddoti e momenti significativi di una lunga vita. Un omaggio a una donna affascinante, punto di riferimento per la sua Montalcino e per tutto il mondo del vino italiano.

L’esposizione è aperta ogni giorno (prenotazione obbligatoria) con visite guidate alle ore 11.30 e alle ore 15. Per contatti scrivere a info@fattoriadeibarbi.it o chiamare i numeri +39 0577 841111 e +39 0577 841205 (enoteca).

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"Montalcino perde uno dei suoi riferimenti"

Il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli“Con la scomparsa di Francesca Colombini Cinelli, Montalcino e l’enologia italiana perdono uno dei loro riferimenti. Imprenditrice appassionata, sempre contemporanea e visionaria, ha portato uno straordinario contributo al successo della nostra città. Francesca Colombini, con il suo bagaglio di valori, quali l’amore per la famiglia e per il lavoro, ha saputo dare un impulso decisivo all’affermazione del movimento enologico italiano mantenendo sempre forte il legame con la sua terra. Alla sua famiglia la vicinanza di tutta la nostra comunità”. Così il Senatore e Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, sulla scomparsa di Francesca Colombini Cinelli.

Colombini Cinelli, il ricordo di Fabrizio Bindocci

Fabrizio Bindocci“Francesca Colombini Cinelli è stata tra le artefici del successo del Brunello di Montalcino in Italia e nel mondo. Giustamente considerata “la signora del Brunello” e pioniera dell’enologia, ha contribuito con generosa dedizione all’affermazione e alla crescita identitaria e qualitativa del Brunello, elevandolo a brand enologico territoriale attraverso una comunicazione innovativa e di valore”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ricorda l’imprenditrice scomparsa oggi all’età di 92 anni nella sua casa alla, nel borgo medievale.

“Siamo certi - conclude il presidente Bindocci - che Donatella e Stefano, con le loro rispettive aziende “Casato Prime Donne” e “Fattoria dei Barbi”, sapranno proseguire e valorizzare ulteriormente la straordinaria storia iniziata con Francesca Cinelli Colombini”.

Francesca Colombini Cinelli e il successo di Montalcino

Francesca Colombini Cinelli (ph Fattoria dei Barbi)Grande cultura, amore per il territorio, una visione imprenditoriale moderna e lungimirante. La scomparsa di Francesca Colombini Cinelli è una perdita importante per Montalcino e per l'intero mondo del vino italiano. La vera “Signora del Brunello”, per anni alla guida della storica Fattoria dei Barbi, ha sempre lavorato in maniera generosa, aperta e pionieristica per la costruzione e la comunicazione del territorio contribuendo in prima persona al successo di Montalcino.

“Se ne va una donna di grande valore sia per la famiglia, che per l’azienda, la storica Fattoria dei Barbi, ricevuta in eredità dal padre Giovanni ed oggi guidata dal figlio Stefano Cinelli Colombini, ma Francesca Colombini Cinelli è stata una delle vere artefici della costruzione del territorio del Brunello, una delle vere “luci” di Montalcino - è il ricordo del direttore WineNews, Alessandro Regoli - che è stata un’imprenditrice moderna già negli anni Sessanta-Settanta del Nocevento. Con lei la Fattoria dei Barbi era una fattoria toscana completa, che affiancava la produzione di grandi formaggi e salumi a quella di grandi vini, allora come oggi apprezzati in tutto il mondo, come testimoniano anche la partecipazioni della Fattoria alla prime New York Wine Experience di “Wine Spectator”, quando le aziende italiane ad essere selezionate erano pochissime, a differenza di oggi”.

Una pioniera vera Francesca Colombini Cinelli, sottolinea WineNews, non solo per essere stata una delle primissime donne alla guida di un’azienda agricola - in una Montalcino ed in un’Italia ben diversa da ora, che viveva il “travaso” dalla campagna alla città, convinta che l’industria fosse il nuovo benessere, mentre nella campagna restava “la malora”, tesi poi smentita in buona parte dalla storia - ma anche per le sue idee di comunicazione, capace di accendere un faro sul territorio di Montalcino, ben lungi, all’epoca, dall’essere mediaticamente esposto come oggi. Per esempio, con il premio letterario e giornalistico internazionale Barbi Colombini, nato nel 1981, e andato in scena per 18 edizioni, che ha premiato e portato sul territorio i più grandi personaggi della cultura, della letteratura e del giornalismo italiano e mondiale: da Saul Bellow (vincitore del Premio Nobel per la Letteratura e del Premio Pulitzer) a Gianni Brera, da Susanna Tamaro a Cesare Brandi, da Mario Luzi a Romano Bilenchi, da Mario Tobino a Manlio Cancogni, da Mario Rigoni Stern a Rosetta Loy, da Raffaele La Capria a Jean d’Ormesson, da Gina Lagorio a Sebastiano Vassalli, da Alessandro Parronchi a Giorgio Bocca, da Sergio Zavoli a Giulietta Masina, da Piero Angela a Federico Fellini, da Enzo Biagi a Bruno Vespa, solo per citarne alcuni. “Una donna che ha sempre saputo guardare avanti, al futuro, e mai al passato, non pensando solo a consolidare la sua azienda, ma a costruire un territorio a cui ha voluto bene, dove è cresciuta e vissuta, e che, non sempre, le ha sempre riconosciuto il giusto e grandissimo merito”, aggiunge ancora il direttore WineNews, Alessandro Regoli.

Nel 2017, chiamata sul palco delle celebrazioni per i 50 anni del Consorzio del Brunello, insieme ad una altro nome importantissimo per il territorio, quello di Ezio Rivella, raccontando la storia da lei vissuta in prima persona, aveva detto: “la nostra idea era quella di portare avanti Montalcino com’era. Ed era la stessa alla base di quella cultura intellettuale e scientifica che alla fine dell’Ottocento accomunava le nostre famiglie borghesi in una “fucina” di ricerche e di sperimentazioni di nuove tecniche enologiche. Il Brunello - aveva detto Francesca Colombini Cinelli - è come il tweed: non siamo mai stati di moda, ma sempre un grande classico. Negli anni Sessanta, a Montalcino come in altre parti d’Italia, la fine della mezzadria aveva già cambiato tutto, ponendo le basi del fare impresa. Ancora oggi amiamo chiamarci fattorie: bellissimo. Ma siamo imprese vere e proprie. Di uguale, qui, è rimasto solo il vino con la sua storia molto lunga. La mia famiglia si è sempre occupata di agricoltura e di vino, e in quegli anni mio padre, illuminato, decise che dovevamo cambiare pelle. Fu un momento triste, ma ci rimboccammo le maniche, mentre molti contadini lasciavano le campagne perché non potevano comprare la terra. Fu l’intervento del Governo con i mutui per le proprietà agricole che permise ad alcuni di rimanere, facendo esplodere le piccole proprietà contadine. Ma molte furono vendute ed iniziarono ad arrivare imprenditori e idee da fuori, fenomeno che, incessante, continua ancora oggi. Ma un punto fermo in comune lo abbiamo sempre avuto: il Brunello, per cui c’erano da fare scelte coraggiose e dovevamo capire quali”.

Dalla redazione della MontalcinoNews le più sentite condoglianze ai familiari e ai figli, Stefano e Donatella Cinelli Colombini. Le esequie si celebreranno a Montalcino il 31 dicembre alle ore 15.30 nel Santuario della Madonna del Soccorso. La tumulazione avverrà nella cappella di famiglia del Cimitero della Misericordia di Siena alle ore 11 del 2 gennaio 2023.

I 100 anni di Federico Fellini, amico di Montalcino

Federico Fellini alla Fattoria dei Barbi“Un giorno, verso la fine degli anni Settanta, chiamò Mario Guidotti e mi disse: ho qui con me Fellini e sua moglie, volevo portarli a Montalcino. La casa è aperta, risposi io. Cominciò, così, una simpatica amicizia”. La “Signora del Brunello”, Francesca Colombini Cinelli, condivide con la Montalcinonews il suo ricordo di Federico Fellini, uno dei più grandi registi della storia del cinema, che il 20 gennaio avrebbe compiuto 100 anni. “Passava le acque a Chianciano, mentre per il vino sceglieva il Brunello”, spiega Donna Francesca, mentre scorre davanti a sé alcuni scatti dell’epoca. Dove si nota un Fellini disteso, lontano dagli stress di Cinecittà. “Veniva qui d’estate per rilassarsi, non parlava mai di lavoro. Scherzava con le persone, si divertiva col cane, scendeva in cantina e se c’erano delle ragazzette in giro si metteva a offrire vino, a spiegare cos’era il Brunello. Curiosava in caseificio per vedere come si faceva il formaggio. Era ghiotto di pecorino secco, di zabaione e di donzelline. Apprezzava molto Montalcino, il Brunello gli piaceva tanto e avevamo cura che non mancasse mai nella sua cantina, a Roma. Giulietta Masina, oltre che una bravissima attrice, era un’ottima cuoca. Si faceva dare le ricette. Erano molto legati. Quando Fellini cominciò a star male lei era disperata, quasi si spense. Tant’è che lui disse: Giulietta non piangere, si muore tutti”.

Federico Fellini alla Fattoria dei BarbiFellini ricevette proprio alla Fattoria dei Barbi il premio Nastro d’Argento, per il film “La città delle donne”. “Si tratta in realtà di vacanze forzate - scherzò coi giornalisti - la verità è che sono disoccupato. Ho cinque sceneggiature pronte, cinque diversi soggetti di film già definiti che da mesi non riescono a trovare un finanziatore”. Siamo nell’estate del 1981, Montalcino sta conoscendo un fermento incredibile con l’inizio del Festival dell’Attore e la nascita del premio letterario e giornalistico “Barbi Colombini”, istituito da Francesca Cinelli Colombini. “Volevo un premio d’elite - ricorda - che valorizzasse il territorio e che portasse a Montalcino persone di primo piano. Giulietta Masina disse: parteciperei volentieri, se lo fate io ci sto”. Assieme a loro, nella prima commissione del premio, c’erano giornalisti e scrittori come Mario Guidotti (addetto stampa di Pertini), Leone Piccioni, John Earle (corrispondente del Times), Massimo Alberini, il norvegese Trulls Ohra, Geno Pampaloni, Ugo Ronfani, Bino Sanminiatelli e il presidente dell’Enoteca Giulietta Masina, moglie di Federico Fellini, alla Fattoria dei BarbiItaliana Luciano Mencaraglia. Ma altri personaggi illustri si aggiunsero nel tempo tra membri della giuria e premiati. Come Mario Luzi, Enzo Biagi, Mario Rigoni Stern, Sergio Zavoli, Rosetta Loy, Susanna Tamaro, Sebastiano Vassalli, Raffaele La Capria e Gianni Brera, che abituato ai vini piemontesi cominciò a bere anche il Brunello. “Una giuria apposita sceglieva il vincitore del premio più importante, quello letterario - continua Francesca Colombini Cinelli - però c’era una clausola: il premio (1,5 milioni di lire tra denaro e bottiglie di vino) doveva essere ritirato a Montalcino. Ricordo che Brera una volta chiamò Indro Montanelli, dicendogli che avevano scelto lui. Accettò, ma non sarebbe venuto. E io risposi che il premio non gli si dava”.

L’ultimo a ricevere il riconoscimento è stato Giorgio Bocca, nel 1998. “Con mio marito stavo sistemando il patrimonio per i miei figli - sottolinea - e Donatella, che curava le corrispondenze relative al premio, decise di proseguirlo cambiando tutto, a partire dal nome (Premio Casato Prime Donne, ndr) e successivamente anche la giuria, interamente al femminile”.

Federico Fellini alla Fattoria dei Barbi (a destra Francesca Colombini Cinelli)Di aneddoti, parlando con Donna Francesca, spuntano a bizzeffe. Per esempio quando regalò a Pertini una pipa realizzata da un montalcinese e un Brunello 1896, del suo anno di nascita (“era meglio se aveva qualche anno meno”, scherzò l’allora presidente della Repubblica). O quando arrivò Ugo Tognazzi all’improvviso, affamato, e con le mani acciuffò del prosciutto e se le infilò direttamente in bocca. Con Tognazzi ci ricolleghiamo al Festival dell’Attore, che portò a Montalcino personaggi come Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni e Giorgio Albertazzi, e ai diversi registi che scelsero questo territorio per i loro film, in primis Franco Zeffirelli. “Perché - conclude Francesca Colombini Cinelli - non fare un lavoro di recupero dei vecchi film girati qui, e proiettarli d’estate in una rassegna cinematografica?”.

Focus: i vincitori del Premio “Barbi Colombini”

1981 - Gian Antonio Cibotti
1982 - Massimo Grillandi
1983 - Alfredo Cattabiani
1984 - Romano Bilenchi
1985 - Mario Luzi
1986 - Manlio Cancogni
1987 - Mario Tobino
1988 - Carlo Laurenzi
1989 - Mario Rigoni Stern
1990 - Rosetta Loy
1991 - Raffaele La Capria
1992 - Jean D’Ormesson
1993 - Gina Lagorio
1994 - Alessandro Parronchi
1995 - Sebastiano Vassalli
1996 - Enzo Biagi
1997 - Susanna Tamaro
1998 - Giorgio Bocca

Montalcino omaggia Sara Gama, Prima Donna 2018

Tutti i premiati e la Giuria del Premio Casato Prime DonneEccellente atleta, laureata ma soprattutto donna. Un esempio per le giovani generazioni di donne e un modello in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni. È il ritratto di Sara Gama, la Prima Donna 2018, vincitrice del Premio istituito dalla cantina di Donatella Cinelli Colombini e consegnato ieri mattina a Montalcino, al Teatro degli Astrusi, insieme ai premi giornalistici a tre professionisti come Gioacchino Bonsignore (Tg 5 Gusto), Cristina Conforti (Unomattina Rai 1) e Andrea Gabbrielli (Gambero Rosso).

Ancora una volta, la giuria (composta dalla presidente Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione oltre che dalla fondatrice del Premio Francesca Colombini Cinelli, dal sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni) ha scelto una figura di donna che rompe gli schemi per porsi in maniera intelligente e corretta. E che si porta dietro un messaggio decisamente esplicito. “Il Premio quest’anno intende dare una risposta anche ai tanti cori xenofobi che risuonano spesso negli stadi - spiega Donatella Cinelli Colombini - Premiamo una donna di colore, Sara Gama, Prima Donna 2018capitana della nazionale di calcio femminile che sta per andare a disputare i mondiali. Un messaggio forte, che scuote le coscienze. Come tutti quelli che sono stati lanciati nei vent’anni di storia del Premio e che oggi raccogliamo in una pubblicazione dedicata. Il Premio Casato Prime Donne ha dato molto al territorio, soprattutto dal punto di vista della valorizzazione dei paesaggi rurali. Ogni anno la vincitrice lascia una dedica a Montalcino e ad essa viene affiancata un’opera d’arte che trova collocazione non in una piazza ma in mezzo ai vigneti: un segno di rispetto e cambiamento di approccio verso la nostra terra”.

Nel suo quotidiano, Sara è una donna impegnata sia a livello sportivo, sia culturale, sia dal punto di vista dei diritti civili. “Sono molto emozionata - ha spiegato la vincitrice Sara Gama  - per questo premio. È un onore per me rappresentare un modello di coraggio e determinazione per le giovani generazioni. A loro dico: perseguite sempre i vostri sogni”.

La motivazione con cui la giuria ha giustificato la scelta di Sara come Prima Donna 2018 è ispirata essenzialmente dalla passione e dalla grinta con cui ella affronta tali sfide. Un carattere deciso che ha mostrato molti punti in comune con quello di Donatella Cinelli Colombini.

Focus: il Premio Casato Prime Donne 2018 raccontato dalla Montalcinonews

La mattinata comincia intorno alle ore 11, al Teatro degli Astrusi di Montalcino. Prende parola per primo l’assessore al bilancio del Comune di Montalcino Gloria Pignattai, che porta il saluto dell’amministrazione comunale e del sindaco, “che con grande rammarico non può essere presente oggi. Dico grazie a Donatella Cinelli Colombini e a sua mamma Francesca Colombini Cinelli. Da donna consentitemi un ulteriore ringraziamento perché è un premio che consente a Montalcino di muoversi in prima fila per le problematiche dell’ambiente femminile”.

Francesca Colombini Cinelli, creatrice del Premio Barbi Colombini (dal 1999 Premio Casato Prime Donne)Francesca Colombini Cinelli: “Buongiorno e benvenuti a Montalcino. Questo è un appuntamento ormai diventato una tradizione nel nome della cultura, del vino, del territorio, delle campagne, di tutto ciò che per noi è Italia. Voglio ricordare una personalità scomparsa di recente, il professore Leone Piccioni, scomparso proprio quest’anno. Uomo straordinario, di infinita conoscenza e attenzione all’arte, scrittore, giornalista e autore di volumi e saggi. Infine amico del Brunello e profondo conoscitore di questo vino e di Montalcino”.

Donatella Cinelli Colombini: “È la vostra presenza qui che trasforma questa giornata in una festa in onore dei vincitori. Che sono delle personalità straordinarie. Il Premio è un punto di riferimento dell’universo femminile. Ringrazio il Comune, la Giuria, il Consorzio e i Quartieri di Montalcino. L’edizione 2018 viene ricordata da un libro che riceverete all’uscita. Non volevo un libro auto-celebrativo ma un racconto. Anche perché come dice un proverbio di Montalcino, “chi si loda si imbroda”. Ci sono contributi anche delle giurate, che raccontano come è cambiato l’universo femminile. Rosy Bindi ha parlato, stranamente (ride, ndr), di donne e politica. Un ricordo a Pino Sanfilippo, ci ha lasciato ma le sue foto sono un prezioso contributo. Ognuno di noi ha messo qualcosa di suo in questo libro, è stato bello averlo fatto insieme. Un percorso costruito che dona a Montalcino e al mondo femminile un’opportunità bella, buona e coraggiosa”.

Andrea Gabbrielli, giornalista del Gambero Rosso, in collegamento video dalla CinaPremio “Io e Montalcino”: Andrea Gabbrielli (Gambero Rosso) per gli articoli “Montalcino che cambia” e “Montalcino, Poggio Antico diventa Belga”. “La cosa più importante per noi giornalisti è capire cosa succede nei territori del vino, qual è l’evoluzione del territorio - spiega Gabbrielli in collegamento video dalla Cina - il Brunello è uno dei più importanti vini al mondo ed è il vino rosso italiano più conosciuto nel mercato globale. Montalcino lo seguo da 35 anni, è una piccola isola dove comunità di persone danno lustro a una storia molto antica”.

Gioacchino Bonsignore, giornalista di Tg 5 - GustoPremio “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”da parte del Consorzio del Brunello: Gioacchino Bonsignore per i servizi televisivi intitolati “Gusto Divino” trasmessi dal TG5. “Montalcino rappresenta una punta d’eccellenza. La mia missione è cercare di far crescere l’intera Italia. Tutto il Paese va portato al livello di Montalcino, che è un modello che va studiato e copiato in tanti altri territori a straordinaria vocazione agricola ma che non riescono ad esprimere questa tradizione. Qui percepisco un senso di comunità e di appartenenza, un voler bene al territorio. Nelle grandi battaglie Montalcino è sempre unita”.

Cristina Conforti, giornalista di Unomattina (Rai 1)Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino”: Cristina Conforti per il servizio televisivo trasmesso da Unomattina di Rai 1 che ha raccontato Montalcino e il Brunello in modo inedito e intrigante attraverso interviste che coinvolgono anche la rock star Sting. “I programmi d’informazione hanno premiato l’elemento femminile - spiega Conforti - ma sul profilo della vita personale mi è capitato di sentirmi dire: però devi anche deciderti, vuoi fare la mamma o la giornalista? La mia risposta, d’istinto, è stata: io non FACCIO la mamma, io SONO una mamma. Ad un uomo non viene mai detto tutto ciò. Forse lì bisogna migliorare”.

La foto di Bruno Bruchi, vincitore del premio per la miglior fotografia dei territori dei vini Brunello e OrciaPremio miglior fotografia dei territori dei vini Brunello e Orcia: Bruno Bruchi. La foto descrive un paesaggio autunnale, all’alba, con la nebbia protagonista. Il paesaggio è talmente bello da sembrare immaginario. “Oggi tutti fanno fotografia, è un lavoro sovraesposto - commenta Bruchi - però ci sono poche foto di qualità. Sembra facile fotografare il paesaggio ma non lo è. Un fotografo di paesaggio deve inseguire la luce. La natura offre, noi registriamo. È da quando avevo 18 anni che scatto foto, è l’elemento giusto per me”.

Prima Donna 2018: Sara Gama. Prima italiana a giocare in una finale di Champions League col Psg, nonostante il lavoro si è laureata in Lingue e Letterature Internazionali a Udine. Difensore nel campo da calcio, attaccante grintoso e determinato nella difesa delle donne. È presidente della Commissione per lo sviluppo della figura femminile nel calcio. “Questo premio è stato una sorpresa e vi ringrazio - sottolinea Sara Gama - Per lo sport al femminile siamo rimasti alla legge 91 del 1981. Nessuna sportiva italiana è professionista. La Pellegrini o la Vezzali, per dire, sono considerate dilettanti. Di fatto siamo però professioniste, ci alleniamo sei volte a settimana più la partita. È una mancanza su cui stiamo lavorando, il calcio femminile può far da apripista grazie anche alla Federazione che ha permesso ai club maschili l’acquisizione di società femminili, per esempio la Juventus”. Il vino per le sportive è completamente vietato? “Assolutamente no. Non si può abusare ma possiamo toglierci qualche sfizio. Un assaggio del Brunello non me lo nega nessuno!”.

Presentazione dell’istallazione artistica dell’architetto Elisa Boldi, dal titolo“Da Montalcino si vede il mare”.“È stata una prova che mi ha emozionato e fortificato - spiega Boldi - di carattere sono riservata, non cerco esposizione. Per questo sono grata alle donne che si espongono in prima linea e lottano anche per me, come Sara Gama”.

Saluto finale di “Donna Francesca” (Francesca Colombini Cinelli): “Questo Premio ha infinite potenzialità. Adesso vi invitiamo alla Fattoria del Colle per una colazione godereccia!”.

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