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Benvenuto Brunello 2020, si chiude edizione a 5 stelle

Si è chiusa ieri una edizione a 5 stelle di Benvenuto Brunello, quelle assegnate alla vendemmia 2019, ma anche legate alla partecipazione di operatori, giornalisti e winelovers provenienti da tutto il mondo alla rassegna organizzata dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Infatti, sono circa 4.000 i visitatori della manifestazione, di cui 250 giornalisti e un centinaio tra blogger e influencer, oltre a operatori di settore e appassionati, accorsi a partire da venerdì 21 nel celebre borgo toscano per assistere al calendario di eventi e degustare l’annata 2015 di Brunello di Montalcino, appena uscita sul mercato dopo 5 anni di affinamento. Oltre 500 le etichette messe in degustazione dalle 140 cantine, dal Brunello in debutto alla versione Riserva 2014, dal Rosso di Montalcino al Moscadello, fino al Sant’Antimo. Tra gli ospiti anche Vittorio Sgarbi, il giornalista Federico Buffa, lo chef pluristellato Enrico Bartolini e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha firmato la piastrella dedicata alla vendemmia 2019.

Benvenuto Brunello 2020: parlano i winelovers

Grande partecipazione dei winelovers a Benvenuto Brunello 2020Le ultime giornate di Benvenuto Brunello sono quelle dedicate ai winelovers. E gli enoappassionati hanno risposto presente, con i ticket che sono andati rapidamente “sold-out” e la fila all'ingresso che cresceva di ora in ora. Ecco dunque le loro impressioni sulle nuove annate in commercio quest’anno mentre stavano proseguendo il tour tra i banchi d’assaggio di Benvenuto Brunello alla presenza di circa 140 produttori per oltre 500 vini in degustazione. Protagonisti ai Chiostri di Sant'Agostino, il Brunello di Montalcino 2015, la Riserva 2014, il Rosso di Montalcino 2018, Moscadello e Sant'Antimo.

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Export Brunello, il sentiment dei produttori

Benvenuto Brunello 2020Gli Stati Uniti continuano a far la voce grossa, ma ci sono altri mercati che stanno emergendo negli ultimi anni. Questo il “sentiment” dei produttori di Montalcino sull’export del Brunello, raccolto nei giorni di Benvenuto Brunello 2020. In prima fila gli Usa, seguiti dai Paesi del Nord Europa come Germania, Svezia, Danimarca e Regno Unito, un mercato particolare ma in fase di evoluzione post-Brexit, che potrebbe rappresentare un’opportunità per stabilire nuovi rapporti commerciali. I produttori citano anche i mercati emergenti del Sud-est asiatico, Taiwan e la Cina, anche se c’è preoccupazione per la situazione del coronavirus.

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I vincitori del Premio Leccio d’Oro 2020

I vincitori del Premio Leccio d’Oro 2020Da San Quirico d’Orcia (SI) a Bologna, passando da Las Vegas fino a Singapore: anche quest’anno il Leccio d’Oro, il riconoscimento assegnato oggi a Benvenuto Brunello, viaggia e premia ristoranti ed enoteche italiane e oltreoceano. Sul podio quattro vincitori: Adler Spa Thermae Resort (San Quirico d’Orcia), Enoteca Italiana di Bologna, Ferraro’s di Las Vegas e Praelum a Singapore, ai quali è stata assegnata la targa celebrativa nel corso della ventottesima edizione dell’evento organizzato dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino.

Con oltre cento referenze di Brunello, Ferraro’s di Las Vegas si aggiudica il premio per la categoria ristorante estero, eguagliato ad Oriente dall’enoteca Praelum di Singapore che entra così nel palmares del Leccio d’Oro.

Nel Belpaese invece primeggiano l’Enoteca Italiana, storico locale bolognese e il ristorante Adler Spa Thermae Resort (San Quirico D’Orcia – SI), che nella sua cantina in travertino custodisce un’ampia selezione di Brunello.

Premiato anche Ilio Raffaelli, sindaco di Montalcino dal 1960 al 1980, insignito dello speciale Leccio d’Oro per la sua attività di promozione del turismo, valorizzazione del vino locale e diffusione della cultura del Brunello. Novità assoluta del 2020 è la targa “Rosso di Montalcino” che la giuria ha conferito a Signorvino, insegna particolarmente fornita dei vini della denominazione.

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Svelata la piastrella a 5 stelle di Malagò

Silvio Franceschelli e Fabrizio BindocciUn’annata da ricordare coronata con cinque stelle, massimo riconoscimento del rating. La vendemmia 2019 è stata al top, con il Brunello che torna alle cinque stelle dopo le quattro ottenute per la 2018 e la 2017. Come è noto la piastrella l’ha firmata Giovanni Malagò che ha espresso tutto il suo apprezzamento per il vino italiano e anche, ovviamente, per il Brunello di Montalcino di cui è “un grande tifoso”. Dentro troviamo il sogno olimpico e il sogno di una vendemmia perfetta, un tricolore e un calice, il simbolo di Milano-Cortina, dove si svolgeranno le Olimpiadi 2026, e due mani aperte che richiamano il lavoro e la tenacia, qualità essenziali per avere successo in vigna e in cantina ma anche in una palestra o in un rettangolo di gioco. Due mondi, quelli dello sport e del vino, soltanto apparentemente distanti perché in realtà hanno tanto in comune. Sono due eccellenze del Made in Italy, due alfieri della qualità e della sapienza del Belpaese. Ci vogliono i sacrifici e il lavoro per raggiungere la perfezione, nello sport come in una bottiglia pregiata. Solo così si fa la storia. E il Brunello ne ha una, lunga, di cui andare fiero: l’ha raccontata in modo egregio, al Teatro degli Astrusi, Federico Buffa, una prelibata anticipazione dello spettacolo che arriverà in versione integrale il prossimo 11 luglio a Montalcino.

Il giudizio della stampa sul Brunello 2015

Il giudizio della stampa sul Brunello 2015Circa 230 giornalisti italiani e internazionali hanno assaggiato i nuovi vini di Montalcino nel primo giorno di Benvenuto Brunello 2020. Le impressioni della stampa sono certamente positive: vini molto godibili, un’annata universale che incontrerà il gusto di molti se non di tutti, un attacco dolce e una struttura possente, intensa, sapida, potenza nella zona sud, eleganza nella zona nord, un caleidoscopio che alza ogni anno l’asticella della qualità. Queste alcune delle considerazioni dei giornalisti.

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“Una città bellissima”: Sgarbi tra vino e arte

Vittorio Sgarbi in visita al Museo di Montalcino“Una città bellissima”. Parola di Vittorio Sgarbi, di certo uno dei “pesi massimi” quando si parla di arte italiana e internazionale. Così ha descritto Montalcino il celebre critico che è tornato volentieri in un luogo che conosce bene tanto da avergli dedicato pagine importanti in passato. Questa mattina la sua lectio magistralis ha animato un Teatro degli Astrusi non gremitissimo ma sempre partecipe e attento.“Un’annata ad opera d’arte”, ha appassionato il pubblico presente che è stato coinvolto in un viaggio, tra immagini e parole, lungo circa 3.000 anni e che ha ripercorso le tappe più belle del forte rapporto che lega l’arte e il mondo del vino, due mondi solo apparentemente distanti e che quando si sono incontrati hanno finito per produrre, spesso e volentieri, dei veri e propri capolavori. Dal Mantegna a Michelangelo, dal Tiziano a Carracci, dal Caravaggio a Rubens fino a Guttuso, Sgarbi si è confermato critico sopraffino non facendo mai calare l’attenzione. Le sue parole, come sempre senza freni e a tratti “pungenti”, hanno scaldato il teatro in una soleggiata mattina di febbraio. Al termine del suo intervento, Sgarbi non ha lasciato Montalcino ma si è voluto concedere un tour tra le numerose bellezze storiche, artistiche e culturali di cui è ricca la nostra città. “Oggi il vino non è più un concetto popolare, ma universale - ha detto Sgarbi - e la sua è una cultura di massa. I valori legati al vino sono così elevati che ne fanno un bene dell’umanità, e con l’arte rappresentano un’unica idea di civiltà e di cultura. Un tempo c’erano artisti come Michelangelo ed i contadini producevano vino, oggi ci sono artisti sedicenti ma grandi produttori di vino”.

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I sommelier degli “stellati” a Benvenuto Brunello 2020

Riccardo Talenti, vicepresidente del Consorzio del Brunello, insieme allo chef Enrico BartoliniQuello tra Brunello e Guida Michelin, due realtà che hanno in comune la ricerca dell’eccellenza, è un rapporto iniziato sei anni fa e consolidato nel tempo con diverse iniziative. Come la piastrella celebrativa firmata proprio dalla Michelin nel 2017, o come il premio “Passion for Wine” che il Consorzio del Brunello assegna durante l’attesissima presentazione della Guida Michelin Italia. Un rapporto forte che si consolida con la presenza a Benvenuto Brunello 2020 di 18 sommelier e responsabili di cantina dei più importanti ristoranti stellati d’Italia, dei quali ben sei degli undici tristellati: St. Hubertus di Norbert Niederkofler, Dal Pescatore di Nadia Santini, Le Calandre di Massimiliano Alajmo, Enoteca Pinchiorri di Annie Féolde, Uliassi di Mauro Uliassi e

Mudec by Bartolini di Enrico Bartolini, ultimo ad entrare nell’olimpo delle tre stelle Michelin e chef più stellato d’Italia, che curerà la Cena di Gala di domani sera. Presenti anche i sommelier dei ristoranti stellati L’Olivo Capri Palace, Caino, Locanda Margon, Il Piccolo Principe, Barbacoa, Antica Osteria Cera, Vun, Duomo, La Madernassa, Seta by Mandarin Oriental, Il Pagliaccio e Casa Perbellini.

Focus: i sommelier stellati a Benvenuto Brunello 2020

Lukas Gerges (St. Hubertus), Alberto Santini (Dal Pescatore), Eleonora Bernardi (L’Olivo Capri Palace), Maurizio Menichetti (Caino), Lia Desideri (Locanda Margon), Fabio Santilli (Il Piccolo Principe), Luca Pedinotti e Donazar Beltrame (Barbacoa), Niccolò Bau e Eleonora Piovesan (Antica Osteria Cera), Nicola Ultimo (Vun), Sebastien Ferrara o altro sommelier Mudec (Mudec by Bartolini), Matteo Bernardi (Le Calandre), Catia Uliassi e Ivano Coppari (Uliassi), Antonio Currò (Duomo), Alessandro Tupputi (La Madernassa), Martina Beraldo e Luis Diaz (Seta by Mandarin Oriental), Ivano Boso (Enoteca Pinchiorri), Claudia Vannozzi (Il Pagliaccio), Barbara Manoni (Casa Perbellini).


Bartolini e il Brunello: un incontro stellato

Enrico BartoliniTra gli appuntamenti più attesi di Benvenuto Brunello c’è anche la tradizionale ed esclusiva cena di gala che ogni anno vede l’arrivo di un importante chef per preparare dei piatti straordinari da abbinare ai vini di Montalcino. Ai chiostri di Sant’Agostino, domani sera, il grande protagonista sarà lo chef Enrico Bartolini, 8 stelle Michelin, con la sua cucina che utilizzerà (anche) prodotti di eccellenza del territorio come il miele e lo zafferano di Montalcino oltre al prelibato tartufo di San Giovanni d’Asso. “Per l’enologia toscana e italiana - ha detto Enrico Bartolini - Montalcino è senza dubbio un faro. Dialoga col mondo intero grazie all’identità e all’eleganza che caratterizza i suoi vini”. Un grandissimo chef incontra un grandissimo vino: il risultato non potrà che essere speciale.

Il “modello Montalcino” per creare valore aggiunto

Montalcino (foto di Giuseppe Sanfilippo)Un modello lungimirante, al passo coi tempi, per creare valore aggiunto puntando su concetti quali condivisione, sostenibilità e biodiversità. È l’ambizioso progetto a cui mira Montalcino, uno dei territori più importanti nel mondo, terra fertile di intuizioni, visioni e scambi di vedute che in passato hanno creato le basi per il successo di oggi, e adesso puntano ancora più in alto mettendo in gioco gli attori principali: dall’amministrazione locale al Consorzio del Brunello, l’ente che tutela da oltre cinquant’anni la prestigiosa denominazione, fino alla sua emanazione culturale, la Fondazione Territoriale, nata nel 2016 su volontà dei produttori (ma aperta anche ai contributi esterni di altre attività economiche) con la missione di reinvestire a Montalcino parte dei profitti ottenuti dalla produzione e dalla vendita del Brunello, finanziando progetti di sviluppo del territorio su diversi fronti, dal turismo ai beni artistici e culturali, dal sociale all’integrazione, fino alla valorizzazione dei prodotti di un territorio che non è solo vino, ma anche tartufo, zafferano, miele, olio, grano, farro, formaggio...

Una biodiversità produttiva che insieme a quella paesaggistica e storico-culturale fa di Montalcino un territorio irripetibile, che da poco più di tre anni può vantarsi anche del riconoscimento di Distretto Rurale. Una situazione che pone le basi per un nuovo modello di sviluppo, lungimirante e innovativo, che sarà presentato nei giorni di Benvenuto Brunello 2020 (Montalcino, 21-14 febbraio) con lo slogan “sostieni la Fondazione, la Fondazione sostiene il territorio”.

Foto: Giuseppe Sanfilippo.

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