Distillazione, ungulati: Bindocci e le richieste alla ministra
Ha partecipato anche Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e direttore generale dell'azienda Il Poggione, all'incontro che si è tenuto in Valdichiana alla Tenuta La Fratta (Sinalunga) con la Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. L'evento, aperto a tutto il mondo agricolo, è servito anche per fare un'ampia panoramica sul futuro del settore dell'agricoltura, tra esigenze immediate e prospettive più a lungo termine. Argomenti che ovviamente sono molto cari al territorio di Montalcino che lega buona parte della propria economia alla produzione agricole di qualità. Bindocci ha spaziato su molti argomenti, andando subito al nocciolo della questione. Ad iniziare dall'olio extravergine di oliva per cui, rivolgendosi alla Ministra Bellanova, chiede un cambio di passo alla politica: “dovete differenziare l'olio extravergine di oliva prodotto dal produttore toscano che fa grandissima qualità da quello delle industrie, c'è scritta la stessa cosa (in etichetta ndr): olio extra vergine di oliva. E questo è penalizzante, nel lontano 1970 era stato fatto un opuscolo sulle qualità sanitarie dell'olio extravergine d'oliva, andarono al macero milioni di copie. Purtroppo l'olio è in mano alle grosse multinazionali, sono loro che dettano le leggi, le regole e i prezzi: questa è una cosa che va cambiata ma lo potete fare voi”. Capitolo ungulati, un serio pericolo per i vigneti e i raccolti agricoli, un fenomeno ormai noto da tempo ma che diventa ancora più pesante in un periodo dove tante aziende stanno soffrendo per gli effetti del lockdown. Bindocci replica alla Bellanova aggiungendo che “non ci sono solo i cinghiali, ci sono i caprioli e nel Chianti 1.000 cervi. Se la legge ne fa ammazzare 200 e le femmine fanno 700 figli, lei capisce che è un 'giochino' al massacro: quelli mangiano 40 chili di verdura al giorno tra viti, olivi, bosco, cereali e quant'altro. Ha detto una cosa importante: non dobbiamo tenere conto degli ambientalisti, chi fa il suo mestiere deve dire che questo va fatto perché è importante per gli agricoltori e coloro che sono contrari bisogna che in qualche modo se ne facciano una ragione”. Bindocci ha elogiato il lavoro giovanile e femminile che rappresenta una straordinaria risorsa per il territorio e su cui le aziende toscane credono sempre di più: “la forza delle aziende non sono le macchine e la tecnologia ma la capacità, la professionalità e la voglia delle persone che vengono da noi a lavorare in campagna”. Ma gli agricoltori per il Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino vanno tutelati maggiormente perché sono “le sentinelle del territorio, sono quelle persone che andrebbero pagate dallo Stato perché gestiscono un territorio, lo mantengono com'è e non permettono che succedano disastri ambientali. Ma questa gente ha diritto di avere non uno stipendio ma un reddito dignitoso, non gli si può dare un tozzo di pane. La loro voglia, il loro modo di fare deve essere riconosciuto, valorizzato e pagato”. Una valorizzazione che meriterebbe anche la distillazione, argomento su cui i produttori di vino sono particolarmente sensibili. Bindocci davanti alla Bellanova ha affermato che “24 euro ad ettolitro è un altro tozzo di pane: 78-80 euro ad ettolitro avrebbero permesso di togliere dal mercato tanto vino e di non fare andare giù i prezzi”.











