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Cinghiali in giro nel cuore di Montalcino

Cinghiali nel cuore di Montalcino

(Ri)eccoli qua, loro in lockdown non ci sono proprio mai stati. Parliamo dei cinghiali, una delle minacce più grandi per il mondo dell'agricoltura ma che purtroppo sono un pericolo anche per la nostra sicurezza. Spuntano dalle strade (e con l'erba alta è ancora più difficile vederli) mentre guidiamo ma arrivano pure nel cuore del paese. Un nostro lettore, che ringraziamo, ci ha mandato delle foto e un breve video della presenza dei cinghiali nei giardini accanto alla Madonna del Soccorso. Siamo in pieno centro e allo scoccare della mezzanotte gli ungulati corrono e si muovono tranquillamente vicino alle altalene e ai giochi in uno spazio verde frequentato da famiglie e giovani. Un problema da non sottovalutare perché è reale e rischia di diventare sempre più di larga scala. Non è certo la prima volta che i cinghiali arrivano alle porte del centro storico visto che in passato “una famiglia” era tranquillamente in giro al mattino al parcheggio sterrato dello Spuntone...

Ungulati, Montalcino si “blinda” con le recinzioni

Ungulati, Montalcino si blinda con le recinzioniGli animali selvatici, lentamente, stanno cambiando la fisionomia del nostro territorio. L’aumento incontrollato di cinghiali, daini, caprioli, ma anche istrici e tassi, sta mettendo in crisi gli agricoltori, che non possono far altro che “blindare” i propri possedimenti. A Montalcino, ormai, circa tre quarti degli ettari vitati sono dotati di recinzioni, una misura prevista dal Piano Regolatore che diverse aziende, negli ultimi anni, hanno attivato tramite l’autorizzazione dell’amministrazione comunale. Perché il danno potenziale degli ungulati, di fronte a un bene prezioso come il Brunello (ma non solo), è altissimo. Per questo l’allerta è massima, specialmente in un periodo pre-vendemmia. La preoccupazione è estesa a livello regionale (la Toscana ha il maggior numero di ungulati d’Italia) e provinciale.

Si stima che nel senese, per ogni 100 ettari di territorio, ci sono 20 cinghiali. Un numero estremamente elevato se si considera che nel vecchio Comune di Montalcino ci sono 24.000 ettari (il 15% occupato da vigneti). Ma i problemi sono evidenti anche a San Giovanni d’Asso. “Quando cominciai a fare l’agricoltore, nel 2000, non utilizzavo nessun tipo di difesa - spiega Valentino Berni, presidente di Cia Siena - poi ho utilizzato i cani da caccia, poi il recinto elettrico, ora la recinzione, che per via dei caprioli deve essere almeno di due metri e mezzo. Ma ultimamente l’arrivo di istrici e tassi ha creato un altro problema. Lavorano sotto la rete e aprono il varco per gli altri animali. Mi preoccupa l’arrivo di animali non vocati alle nostre campagne agricole. Come gli ibridi dei lupi, che si avvicinano sempre più alle abitazioni”.

Oltre alla sicurezza, c’è anche un aspetto estetico. Un territorio blindato, dove nessun visitatore può camminare o scattare una foto, non è proprio una bella cartolina per Montalcino. Come scrisse più di un anno fa A.VI.TO., associazione che raggruppa 16 consorzi di denominazione di origine toscani, tra cui il Consorzio del Brunello, “se per difendere le nostre colture dovessimo ricorrere soltanto alla realizzazione di “fondi chiusi” dove nessuno può più passeggiare, saremmo i primi a distruggere il paesaggio, quel patrimonio naturale che gli stessi agricoltori hanno fino ad oggi contribuito a preservare e tutelare”.

Confagricoltura: “ungulati, Toscana dietro Austria per record di presenze”

“Qui siamo all'emergenza ungulati e quindi chiediamo alle istituzioni e in primo luogo alla Regione di muoversi per risolverla o dovremmo dire addio a molte imprese e a molti posti di lavoro”. Questo è l’allarme lanciato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana, a margine dell'incontro “Coltiviamo l'Appennino centrale: risorse e criticità” organizzato oggi a Perugia da Confagricoltura Umbria. “Nel 2017 sono stati conteggiati danni per 3.500.000 euro alle colture - denuncia il presidente di Confagricoltura Toscana - Con oltre 400.000 capi, la Toscana è seconda solo all’Austria per il record di presenze e per una densità quattro volte superiore alla media europea, secondo la nostra Organizzazione. Occorre fare qualcosa e farlo in fretta. C’è da predisporre finché siamo in tempo un vero e proprio piano di interventi specifici che riporti le popolazioni di cinghiali, caprioli e cervi a numeri equilibrati che non danneggino, come invece avviene oggi, l’ecosistema e le nostre colture”. Un messaggio è arrivato anche alle istituzioni. “Abbiamo chiesto all’assessore regionale Remaschi di tenere distinta l’attività imprenditoriale degli agricoltori da quella dei cacciatori - precisa Fulcis -. Le nostre finalità non coincidono. Loro vogliono portare avanti un’attività prettamente ludica, noi vogliamo salvare posti di lavoro all'interno delle nostre aziende”.

Piccoli cinghiali in visita al parcheggio Spuntone

Piccoli cinghiali avvistati questa mattina al parcheggio Spuntone a MontalcinoVisitatori inediti questa mattina al parcheggio Spuntone a Montalcino. Oltre ai soliti rifiuti - depositati uno sopra l’altro fuori dai contenitori, quelli che si trovano appena svoltata la curva, e che non regalano certo un’ottima immagine di benvenuto a chi arriva in città - ai bordi del parcheggio sterrato passeggiavano in tranquillità un gruppo di piccoli cinghiali. Il fatto ha incuriosito pure qualche turista che si trovava lì nei paraggi e che non si è fatto sfuggire l’occasione di prendere in mano la macchina fotografica per immortalare la scena. Noi ne abbiamo contati cinque di questi animali che poi hanno proseguito la loro passeggiata in tranquillità nel prato vicino, alla fine del parcheggio. Chissà, forse alla ricerca della propria mamma. Nei giorni scorsi il fenomeno degli ungulati è tornato alla ribalta, complice anche le temperature altissime e la siccità, con molte aziende del territorio che hanno dovuto montare delle recinzioni (che hanno un impatto anche dal punto di vista paesaggistico) per cercare di salvare i propri grappoli di uva. Una prima stima, per quanto riguarda i danni, è già stata fatta, con Confagricoltura Toscana che era intervenuta su uno dei temi più dibattuti dell’estate anche a Montalcino. Ma il problema è stato sollevato anche dagli automobilisti visto che gli animali, sovente, appaiono sul ciglio della strada causando preoccupazioni per chi si mette alla guida. Le opinioni, come abbiamo documentato anche su queste pagine, sono diverse e sui social si leggono reazioni di ogni tipo. L’impressione è che si continuerà a parlare di questo argomento ancora per molto.

Cinelli Colombini: “Ungulati, la situazione è insostenibile”

Stefano Cinelli Colombini è il vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di MontalcinoEsplode il problema degli ungulati e Montalcino non ne è esclusa. Nelle ultime settimane tante aziende del territorio sono corse ai ripari costruendo recinzioni intorno alle vigne. Ma evidentemente non basta. Ogni giorno viene fatta la conta dei danni che sono rilevanti. D’altronde, con la siccità che non indietreggia di un centimetro, e con le uve già dolci, i cinghiali non hanno altra soluzione per placare la loro sete se non quella di dirigersi verso i grappoli. Un problema che ne scatena altri: le recinzioni non sono certo il massimo per un paese che vive di turismo e poi gli animali, se non trovano accesso tra i filai, è molto più probabile che si presentino nella strada. Creando pericoli per gli automobilisti. Il tema è annoso e le opinioni non sono tutte uguali. Anche Confagricoltura Toscana si era espressa sull’argomento sollevando il problema ungulati. Un punto di vista condiviso e rilanciato da tanti produttori di vino del territorio di Montalcino ma non solo.

“Fortunatamente - spiega Stefano Cinelli Colombini della Fattoria dei Barbi - la redditività del Brunello permette di limitare i danni ma non in tutti i posti è così. I pozzi e le fosse sono secche, l’uva invece è dolce, quando un cinghiale ha sete cosa deve fare? La situazione però è diventata insostenibile, non era mai successo di mettere le recinzioni prima di settembre. Si è creata una militarizzazione del territorio in un posto che vive di turismo. E i danni temo che non finiranno da qui alla raccolta. Come si risolve il problema? Semplicemente applicando la legge regionale e quindi riportando gli ungulati ad un numero accessibile che sia compatibile con il territorio. In Toscana negli anni ’70 ce n’erano circa centomila adesso superano il mezzo milione con la cifra destinata a crescere di anno in anno. I cinghiali attaccano anche altri animali e sono un pericolo per chi guida perché sono la causa principale degli incidenti ben più dell’alcool e dei sinistri provocati dalle distrazioni con il telefono. Essendo poi animali intelligenti si dirigono anche in luoghi dove non si caccia rovinando ambienti di pregio. Ma soprattutto esiste il rischio che negli anni non si possa più vivere di agricoltura. Noi produttori siamo tutti favorevoli alla limitazione di questi animali e insieme agli altri Consorzi agiremo nei prossimi giorni per divulgare i danni che sono stati fatti e per informare la gente. A Montalcino ci sono 2100 ettari di Brunello, con dodici milioni di bottiglie come potenziale produttivo. Invece se ne producono otto milioni. E’vero che puntiamo giustamente sulla qualità ma sul numero, in parte, incide anche il fattore ungulati”. Una posizione netta quella portata avanti dal vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Nei prossimi giorni arriveranno anche altri numeri che evidenzieranno ulteriormente il problema. Con la speranza che la siccità diventi presto un ricordo.

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