Un’Apertura delle Cacce da vivere interamente su MontalcinoNews. Vi racconteremo tutti i momenti della Festa, inclusa la gara finale che, come avviene ormai da dieci anni, si potrà seguire in diretta streaming, sulla nostra pagina Facebook, grazie al supporto del Consorzio del Brunello, con sei telecamere (una sul campo, una sulla postazione e quattro sulle sagome di cinghiale) e la partecipazione dell’esperto Claudio Sassetti e della storyteller di Montalcino Emma Lucherini. E in diretta, vista la circostanza straordinaria, andrà anche l’atteso sorteggio degli arcieri, mentre la presentazione dell’opera e la Provaccia saranno visibili in differita attraverso la pubblicazione dei video integrali sempre su www.montalcinonews.com e i canali ufficiali del Comune.
Una lunga e animata discussione ha portato ad una sintesi da parte del Comune di Montalcino che ha messo d’accordo tutti i protagonisti. Il regolamento del torneo di tiro con l’arco dell’Apertura delle Cacce e della Sagra del Tordo è stato ufficialmente modificato, con passaggio in consiglio comunale lo scorso 29 settembre. A cambiare, sostanzialmente, è l’articolo 7, che stabilisce le norme per partecipare al torneo. Quel “essere nati nel Comune di Montalcino” è chiaramente diventato anacronistico, visto che a Montalcino ormai non nasce più praticamente nessuno. A valere quindi non sarà soltanto il luogo di nascita ma anche la prima residenza (e l’aver risieduto per un minimo di 36 mesi, anche non continuativi). Per chi viene da fuori invece servirà “essere stati residenti a Montalcino per almeno 10 anni, anche non continuativi”. Coloro che non sono in possesso di questi requisiti potranno comunque partecipare al torneo purchè abbiano risieduto a Montalcino “ininterrottamente almeno nei 36 mesi immediatamente precedenti il Torneo cui intendono partecipare”. Comunque, il primo filtro, ancor prima del regolamento, sono i Quartieri, a cui spetta il compito di fare “immergere” l’aspirante arciere nell’identità di Montalcino. Ci sono poi altre piccole modifiche al testo (qui la versione aggiornata), ma si tratta di tecnicismi e minimi aggiustamenti.
“In questo campo tirano campioni olimpici e campioni del mondo. È un torneo di altissimo valore, sia dal punto di vista qualitativo che organizzativo. Far venire qua gli arcieri in un periodo non di altissima preparazione ma di scarico, che precede di circa un mese la finale di Coppa del mondo, non è da tutti”. A parlare, alla Montalcinonews, è Mario Scarzella, presidente della Fitarco (Federazione Italiana Tiro con l’Arco), ospite al campo di tiro di Montalcino, in località Osticcio, durante le gare che si sono svolte dal 9 al 15 agosto, che hanno registrato ben 14 record nazionali.
Presenti alcuni dei migliori arcieri azzurri: da Vanessa Landi a Mauro Bovini, da Marcella Tonioli ad Amedeo Tonelli, dai giovanissimi Federico Fabrizzi e Ginevra Landi (che partiranno a breve per la Spagna dove si giocheranno i Mondiali con la Nazionale Giovanile) fino a Mauro Nespoli e Michele Frangilli, che insieme a Marco Galiazzo centrarono un oro a Londra 2012. “È stato un momento emozionante, avevamo sfiorato la medaglia d’oro quattro anni prima e a Londra siamo arrivati al risultato più alto”, ricorda alla Montalcinonews Nespoli, che un anno fa, proprio a Montalcino, ottenne il record italiano sulle 36 frecce. “Conosco la vostra realtà, sono arrivato una settimana prima per girare il territorio e godermi le specialità enogastronomiche. Quello dell’arciere che può mangiare quanto vuole perché tanto sta fermo è un mito da sfatare, stiamo attenti all’alimentazione e alla preparazione fisica, però possiamo concederci qualche sfizio in più. Tokyo 2020? È alla nostra portata, l’obiettivo è di portare a casa il maggior numero di medaglie”.
L’edizione 2019 si è arricchita di un interessante dibattito, ideato dal presidente della Compagnia Ilcinese Arcieri di Montalcino, Gino Antonio Focacci, grazie al supporto degli sponsor Beiter e Mastrojanni. Focacci compie quest’anno mezzo secolo nel mondo del tiro con l’arco. Quando cominciò, nel 1969, la tipologia di gara era quella del “Fita Round”: vinceva chi raggiungeva il punteggio più alto dopo aver tirato 144 frecce (288 nel caso delle Olimpiadi o altre gare importanti). Un sistema concepito per minimizzare la casualità della prestazione, che però difficilmente offriva uno spettacolo verso l’esterno. Da quanto il tiro con l’arco è entrato alle Olimpiadi (1972), la necessità di offrire una gara più spettacolare ha portato a diverse variazioni, e si è arrivati alla formula attuale, con 72 frecce preliminari che stilano una sorta di tabellone tennistico e poi gli scontri diretti, ad eliminazione secca (e in caso di parità lo shoot off, una sola freccia nello spareggio).
Dopo il saluto del sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, sono intervenuti Nino Oddo, Ugo Forcoli, Sante Spigarelli, Tiziano Faraoni (presidente Fitarco Toscana), Cristina Pernazza, Vittorio Frangilli e il vicepresidente federale Paolo Poddighe.
“La tipologia di gara a scontri diretti ha raggiunto un elevatissimo gradimento - spiega Focacci - ma man mano che si scende di livello agonistico si avvertono interpretazioni anomale, specialmente nella fascia base da cui poi emergono i futuri atleti di alto e altissimo livello. Rispetto al passato è meno diffusa la consapevolezza di allenarsi e di allenarsi con criterio creando in ogni sportivo un’affidabile piattaforma fisica ed atletica. Nella base arcieristica non esiste più la verifica della continuità della prestazione e della condizione atletica che gare come FITA o DOPPIO FITA imponevano e che identificavano e selezionavano in modo chiaro gli atleti di livello agonisticamente preparati. Troppo spesso si confida nella prestazione momentanea. Va bene gli scontri diretti, ma credo che sia opportuno rivedere la trasposizione totale e forzata della formula a scontri diretti nei livelli intermedi e di base”.
“Il tiro con l’arco è cambiato tantissimo negli ultimi anni - interviene Scarzella - vinceva chi su due giorni di gara faceva più punti, nessuno sapeva come andata se non alla fine della giornata. Però c’era un però. Dove voleva andare il tiro con l’arco? Se voleva restare alle Olimpiadi doveva diventare interessante dal punto di vista televisivo. Siamo arrivati alla formula attuale, per cercare di restare dentro le Olimpiadi e dare spettacolo. Il Cio, come sapete, considera vari livelli negli sport. Noi eravamo nella fascia degli uscenti, la quarta, ora siamo nel gruppo 2 (nel gruppo 1 ci sono nuoto, atletica e ginnastica, federazioni che esistono da quando sono nate le Olimpiadi moderne, ndr). Il gruppo 2 vuol dire che almeno per altre quattro Olimpiadi ci saremo. La presenza alle Olimpiadi porta avanti una Federazione, a parte i contributi vuol dire anche un minimo di visibilità che purtroppo non riusciamo ad avere in altre situazioni. Anche se il FITA mi piaceva, abbiamo dovuto cambiare”.
Il primo passo è stato compiuto. Con la nomina dei membri del Comitato di Tutela (riconfermati Gerardo Nicolosi presidente e Francesco Ripaccioli e Cristina Paccagnini come rappresentanti dei Quartieri) è ufficialmente partito l’iter organizzativo delle Feste Identitarie 2019. Un percorso che passerà dal Torneo di Apertura delle Cacce (10-11 agosto) e terminerà con la Sagra del Tordo (26-27 ottobre), che potrebbe finalmente vedere alla luce i nuovi costumi del Corteo Storico. “Il lavoro di cucitura sta andando avanti bene, salvo imprevisti dovremmo rispettare la data di consegna”, spiega alla Montalcinonews Alessandro Nafi, consigliere comunale con delega alle Feste Identitarie.
Il 2019 sarà un anno pieno di novità, a cominciare dai progetti del Comitato stesso. Quello con le scuole elementari, per esempio, oppure la pubblicazione del regesto del Diplomatico di Montalcino, portato avanti negli ultimi due anni dalle archiviste di Stato Maria Assunta Ceppari e Patrizia Turrini su un materiale di 1.250 pergamene che nessuno, finora, aveva mai studiato.
Una commissione ad hoc, composta da Mario Pianigiani (Borghetto), Alessandro Faneschi (Pianello), Massimo Vegni (Travaglio) e Maddalena Sanfilippo (Ruga), e coadiuvata da Cristina Paccagnini, sta lavorando per ripensare i ritmi delle Feste, dall’organizzazione del corteo al regolamento che norma i tempi e il percorso, fino alla revisione di alcune scenografie sul Campo di Tiro e in Fortezza e la riduzione dei tempi di tiro per garantire più fluidità all’evento. Continua poi il doppio binario di modifica al regolamento del Torneo di tiro con l’arco e al regolamento delle Feste Identitarie. L’idea è di portarle entrambe verso maggio-giugno in consiglio comunale per approvarle prima dell’Apertura delle Cacce di agosto.
Insomma, Montalcino è in grande fermento per rinnovare e migliorare la sua festa più cara, che coinvolge davvero tutti i cittadini e racchiude in sé la bellezza, la cultura e le tradizioni del suo passato. Nell’epoca di Internet, con la socializzazione che si è spostata su circuiti virtuali e la perdita di elementi di integrazione, le Feste Identitarie di Montalcino rappresentano uno strumento di garanzia, sicurezza e, perchè no, divertimento.