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Sagra del Tordo, svelata l'Opera di Annibale Parisi

L'Opera di Annibale Parisi Un venerdì pomeriggio che ha radunato tanti montalcinesi sotto il "Cappellone". Una prima volta, quella della location, giustificata da una doppio evento: l'opera firmata da Annibale Parisi che andrà ad impreziosire la bacheca di uno dei quattro Quartieri di Montalcino che si sfideranno domenica in occasione del torneo di tiro con l'arco (atto finale della Sagra del Tordo n.64) e gli affacci sulla Val d’Orcia e la Valle d’Ombrone tramite l’ex locale dell’Asga, lavoro progettato e diretto dall’architetto di Montalcino Adele Piccioni (di cui parliamo in un articolo a parte).

Matilde Pieri (Foto: pagina Facebook Comune di Montalcino)La presentazione è iniziata con gli interventi del delegato alle Feste Identitarie Alessandro Nafi e del sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli. Non c'era Annibale Parisi, artista riservato e che non ama le luci dei riflettori ma piuttosto far parlare le sue opere. Ha preferito così e la scelta, ovviamente, merita rispetto. Come è noto l'amore di Annibale Parisi per Montalcino è forte e un messaggio lo ha comunque mandato al pubblico presente attraverso la nipote Matilde Pieri, bravissima ed a tratti commovente in un discorso a cuore aperto che ha strappato meritati applausi. Esattamente come l'opera di Annibale Parisi, il cui valore sarà di ulteriore stimolo per gli arcieri a primeggiare al Torneo di tiro con l'arco di domenica.

Focus - La presentazione dell'Opera di Annibale Parisi da parte di Maddalena Sanfilippo, assessore alla cultura del Comune di Montalcino.
Quest’anno è la volta di Annibale Parisi, l’artista chiamato a realizzare l’opera per il quartiere vincitore della sessantaquattresima Sagra.
Annibale, nato a Palermo da padre siciliano e madre toscana, è montalcinese da sempre.
Eclettico, versatile, visionario dai mille interessi e pioniere di molte idee vincenti, curioso fin da piccolo del lavoro artigianale, della natura e in seguito dell’arte e della storia, Annibale non si limita a studiare, ma ogni singola materia lo coinvolge in maniera attiva e manuale; Annibale conosce tutte le piante, le foglie, i tronchi, lui sa come si fabbrica un pezzo di carta, lui che studia, legge, stampa i libri, dipinge, va a cavallo, produce il vino con l’atteggiamento di umiltà, cioè di chi ama l’humus, il suolo, la sua terra e ha costruito la vita intorno a quella dei suoi cari.
Fra le sue prime produzioni tutti ricordiamo alla fine degli anni Ottanta le riproduzioni della ceramica di Montalcino, boccali in terracotta maiolicata con animali mostruosi verdini e marroni su fondo bianco che con guizzo intuitivo Annibale riproduceva liberamente accostando le figure in maniera nuova e fantasiosa, fino ad arrivare alla prima mostra dei suoi disegni a Zurigo; Annibale ha sempre attirato chi veniva da fuori ma aveva la sensibilità di voler conoscere e capire davvero Montalcino, contribuendo a far apprezzare e ricordare la nostra città nel mondo.
Per l’opera di quest’anno Annibale ha fatto ritorno al suo ‘primo amore’, la terracotta, tecnica artigiana che la bottega fiorentina dei Della Robbia nel Quattrocento elevò al rago di arte raffinatissima.
Un tondo semplice incastonato come un gioiello in quello che possiamo definire un supporto più che una cornice: quattro tavole di noce vecchio e ‘nostrale’, autoctono di Montalcino, avuto in dono da un falegname che ormai ha chiuso bottega. Annibale ha unito le tavole, le ha scavate e levigate in modo che il tondo in terracotta fosse un tutto organico con il legno legandosi in maniera solida e solidale alla struttura. Un marchingegno di alto artigianato, pensato per essere visibile e apprezzato anche nella parte retrostante quando verrà condotto dal corteo storico lungo le vie cittadine.
Il tondo dai toni rosati si inserisce dunque in una cornice quadrata di legno scurito dalla cera che ne rende vive le venature. Sono due opere ma in una, un binomio che ricorda la Madonna della Seggiola di Raffaello, una celeberrimo dipinto su tavola rotonda incastonato in una sfavillante cornice quadrata dorata, oggi conservato presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti.
Nella terracotta la tecnica del bassorilevo, complice anche la forma rotonda del supporto, richiama la Madonna del Perdono della cattedrale senese dove lo ‘stiacciato’ di Donatello, l’arte cioè di concentrare in un finissimo spessore uno sviluppo di piani in profondità, evidenzia i volti e le mani dei due protagonisti al centro del tondo; nell’opera di Annibale il bassorilievo lascia spazio all’altorileivo solo nella mano benedicente di Gesù Bambino, che appare dunque in evidenza.
L’approccio irrazionale dell’artista, interessato più alla natura e ai soggetti astratti che ai modelli classici, ha trovato un equilibrio nella composizione misurata all’interno del tondo in cui Annibale si è attenuto al modello del dipinto proveniente dall’antico tribunale in maniera fedele, cercando di riprodurne i tratti somatici dei volti ma come spesso accade, con l’occhio moderno, l’espressione ha preso un’intonazione di dolcezza alquanto familiare ed espressiva rispetto alla pittura medievale.
Le guance attondanti e lucidate, il collo tornito e gli occhi allungati ricordano comunque i tratti di certe Madonne di Giotto, come quella di San Giorgio alla Costa, mentre il bordo del mantello che si piega su se stesso ornato come nel modello da una preziosa passamaneria riprodotta in terracotta, ne ingentilisce i tratti donando alla Madonna un moto dall’eleganza tutta senese. Gli elementi decorativi del mantello, fermati da un gioiello rotondo sul cuore, ripetono quelli a losanga che accompagnano la circonferenza della terracotta e allo stesso tempo richiamano quelli incisi nella cornice lignea in prossimità degli angoli.
Una soluzione intelligente, elegante ed armoniosa si srotola nel nastro che, come un sottopancia, fa un leggero ghirigoro e sorregge gli scudi dei quartieri, elementi fissi dell’iconografia dell’opera.
Il Monogramma AP, in una calligrafia antica e raffinata, sigla la firma dell’artista. La mente va a quello molto simile dello scrittoio del Tamagni, tanto per citarne uno prossimo ma Annibale l’avrà evocato di sicuro dai molti libri, quadri, disegni che sfoglia ogni giorno.
Un artista poliedrico, che vive in una fucina di idee, dove il tempo si ferma o per lo meno rallenta, un mondo in campagna vicino a Montalcino dove è sempre piacevole approdare e mettersi in ascolto, osservare, sicuri di imparare sempre tanto da chi ha ancora molti stimoli da dare a tutti noi.

Sagra del Tordo, Annibale Parisi firma l’Opera

Annibale ParisiÈ Annibale Parisi l’autore dell’Opera che andrà al Quartiere vincitore della Sagra del Tordo n. 64. Artista eclettico che ha spaziato dalla ceramica al legno fino alla pietra, produttore di Brunello con l’azienda NostraVita, Parisi ha raccontato a MontalcinoNews la difficoltà di accettare l’incarico. “Già da alcuni anni – spiega – Alessandro Nafi mi aveva proposto di eseguire il trofeo per la Sagra del Tordo e con garbata ostinazione ha continuato con pazienza a rinnovare la sua richiesta. Quest’anno non potevo più esimermi avendo finito le scuse. Ho accettato con un certo timore perché sapevo bene che la mia potenzialità creativa era davvero fuori la linea di un lavoro di quel genere. Infatti, i molti obblighi iconografici da inserire cozzavano con la mia se pur modesta esperienza artistica che si basa essenzialmente su una totale libertà che io chiamo “arte irrazionale”. Non mi sono mai chiesto infatti cosa voglio fare quando sono davanti ad un foglio bianco ma lascio che pochi caotici segni mi suggeriscano come proseguire e quindi vado avanti man mano a scoprire io stesso ciò che dal foglio mi viene incontro, in un modo che non so definire se non irrazionale”.

Scartata questa ipotesi di lavoro, Parisi ha pensato allora di tornare indietro di 40 anni, quando fece delle esperienze sulla terracotta. “Ho unito poi un altro amore di tutta la mia vita: il legno. Tutto doveva avere un aspetto molto classico. Ed ecco la mia risposta all’invito di Nafi e dei quattro Quartieri a creare questo ambito trofeo”. Il resto lo scopriremo il 28 ottobre, alle ore 18.30, non sotto il Palazzo Comunale Storico ma qualche metro più in là, sotto il Loggiato del Sansovino, perché in contemporanea ci sarà anche l’inaugurazione dell’affaccio dalla finestra dell’ex locale Asga.

Focus su Annibale Parisi

Da padre siciliano e madre toscana, Annibale Parisi nasce a Palermo nel 1946. Curioso fin da piccolo del lavoro artigianale, della natura e in seguito dell'arte e della storia locale, non limita la semplice conoscenza di tutto ciò allo studio, ma ogni singola materia lo coinvolge in maniera attiva e manuale. Fabbrica per suo piacere e non solo: ceramiche, pipe, mobili. Alleva cavalli, coltiva la vigna, dipinge a mano una ad una le etichette per il suo Brunello, scolpisce e disegna, edita e costruisce libri e sempre si diverte.

L’Enoteca Dalmazio compie 30 anni

Annibale Parisi, Bruno Dalmazio (al centro) e Marco ParriRisalendo la Traversa dei Monti, dopo il distributore di benzina e prima dell’insegna che svela l’altitudine della cittadina, una lunga curva accoglie un locale diventato ormai punto di riferimento per abitanti e turisti, primo vero biglietto da visita di Montalcino. È l’Enoteca Bruno Dalmazio, che lo scorso mese ha festeggiato 30 anni di vita.

“Tutto iniziò nel 1988 - racconta alla Montalcinonews Dalmazio, fondatore e proprietario dell’enoteca, che conta sette dipendenti - si parla di preistoria, c’erano una cinquantina di aziende, la maggior parte dei produttori è arrivata negli ultimi 25 anni”. Dalmazio, napoletano, si trovò proiettato in Toscana per questioni di cuore. Sua moglie venne chiamata nella filiale di Montalcino del Monte dei Paschi, lui scelse di seguirla. “Cominciai facendo il vendemmiatore alla Annibale Parisi, Bruno Dalmazio (al centro) e Marco Parri in una foto del 1988Banfi - spiega - poi lavorai come ragioniere a Col d’Orcia. Fu lì che venni a conoscenza di un progetto, ideato da Annibale Parisi: mettere insieme piccoli artigiani per vendere i prodotti tipici fuori da Montalcino. Una società di produttori di salumi, formaggi, dolci, miele, vino. Il marchio era “Collina d’Italia”. Nell’ottobre 1988 rilevammo un’officina. Eravamo tre operativi: io, Annibale Parisi e Marco Parri. Coprivamo tutta la Toscana, più qualche cliente nel resto d’Italia. Vendevamo soprattutto alle gastronomie. Sembra strano, ma non ha funzionato perché ha avuto troppo successo. Un eccesso di domanda rispetto all’offerta, che i piccoli produttori non riuscivano a soddisfare”.

Al posto dell'Enoteca Dalmazio, una volta, c'era un'officina e una pompa della benzinaNel settembre 1990 Altesino acquistò parte della società, che dopo qualche anno abbandonò il mercato all’ingrosso per puntare forte sui negozi. “Ne aprimmo una decina in tutta Italia, tra i quali uno sul Naviglio e uno a Rozzano - ricorda Dalmazio - nel 1992 aprimmo il primo wine bar a Montalcino, ovvero l’attuale enoteca, ma non ebbe il successo sperato, forse perché i tempi non erano ancora maturi. La gente ci chiedeva cosa fosse... E pensare che oggi lo fanno tutti!”. Bruno decise di licenziarsi e di continuare nel mondo della distribuzione. Poi, nel 1998, Altesino cedette l’attività. “La comprai con un mio amico, io presi l’enoteca e lui il ristorante. Nel 2005 sono rimasto solo, dopo la crisi del 2008 mi sono buttato al 100% sul vino. Il 90% del fatturato del commercio all’ingrosso viene da lì”.

Il nuovo negozio di Bruno Dalmazio a Siena, in Via FiorentinaArriviamo poi alla storia recente. Nel 2017, durante Benvenuto Brunello, Dalmazio ha ricevuto insieme al ristorante Il Giglio il premio speciale Leccio d’Oro. L’anno scorso, a giugno, ha aperto un punto vendita a Siena, in Via Fiorentina, inaugurato ufficialmente il 15 dicembre. “È un punto di appoggio, uno sportello avanzato che conta 1.200 etichette (l’enoteca a Montalcino ne ha circa 4.000, ndr) - spiega - visto che da Siena in su eravamo poco presenti sul mercato. La logistica è ottima, ci sono parcheggi intorno ed è all’uscita della superstrada. Nasce per incrementare il commercio all’ingrosso, ma con mia meraviglia stiamo avendo un buon riscontro anche dalla gente del posto per gli acquisti al dettaglio. Se continua così dovrò assumere altro personale!”.

Trent’anni sono un periodo abbastanza lungo, un segmento temporale dove Bruno, dalla sua enoteca, ha visto la città trasformarsi radicalmente. “Montalcino era veramente bella, a misura d’uomo, me ne sono subito innamorato. Con lo sviluppo economico, di cui anch’io ho beneficiato, si è tuttavia perso un po’ quel fascino di piccolo paese che mi ha catturato al mio arrivo”.

La foto di Pino e quella finestra sulla Valdorcia

La bella foto di Pino SanfilippoDa qualche giorno, sotto il nostro Loggiato, molti montalcinesi avranno notato l’aprirsi di una nuova “finestra” sulla Val d’Orcia. Già, proprio quella finestra che una volta esisteva davvero regalando alla Piazza un vero affaccio sulla valle sottostante. L’autore della bellissima foto, lo avranno capito subito in tanti, è Pino Sanfilippo, le cui dote umani e il suo talento dietro a una macchina fotografica o a una videocamera ci mancano ancora tantissimo. L’immagine rientra nel progetto della mostra “Parole Eretiche” dedicata al montalcinese Giovanni Moglio che si è conclusa pochi giorni fa e che ha coinvolto, nell’ultimo mese, anche i ragazzi che frequentano le scuole di Montalcino e che si sono interessati alla storia di questo personaggio. L’idea, partita dagli studi di Annibale Parisi, ha avuto il merito di tornare finalmente ad approfondire la storia di questa persona. Ma la foto cosa c’entra con la mostra? Ce lo spiega Carlotta Parisi, curatrice, insieme al babbo Annibale e al professore Leandro Conte della rassegna appena conclusa.

La bella foto di Pino Sanfilippo“Per non dimenticare ancora… E perché sarebbe bello credere nell’utopia (eresia?) che il loggiato un giorno venga davvero riaperto per tornare ad essere una terrazza sulla nostra straordinaria valle, magari dedicandone il nome a Giovanni Moglio visto che una targa in suo onore è stata già posta poco lontano dalla finestra agli inizi del 1900. Un altro motivo per cui tutti insieme abbiamo voluto che proprio questa foto fosse messa lì è perché il suo autore è Pino Sanfilippo di cui tutti noi abbiamo il piacere di mantenere vivo il ricordo. Pino fece questo bellissimo scatto nel 2013 proprio per questo spazio della finestra tamponata del Cappellone - aggiunge Carlotta Parisi - perché volevo al tempo realizzare una scultura raffigurante un babbo con il figlio sulle spalle a guardare il panorama, come mi raccontava di fare, quando era piccolo, Annibale. Pino rispose subito alla mia richiesta con la sua solita generosità e professionalità, aspettando settimane prima di trovare la giornata perfetta per fare questo scatto. L’installazione per motivi di tempi e costi non fu poi realizzata ma dopo tanti anni, ci è sembrato questo un momento perfetto per collocare finalmente quell’immagine nel suo posto e regalare ai montalcinesi e ai visitatori uno scorcio inatteso e al contempo di memoria”. L’ok del Comune è arrivato e Montalcino può godere di una risorsa artistica in più nel suo centro.

Prorogata la mostra su Giovanni Moglio

Prorogata la mostra dedicata a Giovanni Moglio “Parole Eretiche”, la mostra storica e artistica del Palazzo Comunale Storico di Montalcino dedicata al predicatore francescano Giovanni Moglio, è stata prorogata fino al 4 novembre. “Una notizia che ci rende molto felici, perchè permetterà la visita anche ai ragazzi delle scuole”, spiega alla Montalcinonews Carlotta Parisi, che ha ideato la mostra insieme a suo babbo Annibale. “Sapere così che le nuove generazioni conosceranno e approfondiranno questo bel personaggio montalcinese da troppo dimenticato, ci fa sentire davvero soddisfatti del lavoro portato avanti con passione e impegno in attesa della pubblicazione del 2019. Siamo molto felici del successo della mostra che, soprattutto grazie alla bella giornata di apertura e la scenografica installazione di Piazza del Popolo, ha suscitato fin da subito tanta curiosità e attenzione”.

“È stato bello - continua Parisi - sentire le persone che vivono più la piazza, spiegare ai molti visitatori il significato della pira, del tribunale e della fotografia gigante. Avevamo messo della cartellonista chiara con traduzione in inglese ma vedere che le persone hanno fatto da cicerone all’opera ha dato il vero senso al nostro fare. A settembre il nome di Moglio risuonava nella piazza e questo ha fatto da traino per le altre location più decentrate”.

Anche l’installazione della Chiesa di San Francesco sarà visibile tutti i giorni, aggiunge Parisi. “Sì, al momento la ASL, proprietaria dell’immobile, ci ha permesso di prorogare l’apertura della Chiesa che ricordo essere inagibile. Infatti l’installazione di San Francesco è accessibile dalla porta secondaria, dal chiostro della ASL, ed è possibile vedere la chiesa, e il nostro intervento artistico, solo da un accesso limitato e protetto. Abbiamo scelto di trattare il tema della pietà, tema molto caro agli Spirituali, di cui Moglio era sostenitore. Per chi si chiede perché non abbiamo pulito la chiesa vi invito a leggere la descrizione prima di entrare che vi spiega la motivazione delle nostre scelte e che vi può aiutare a capirne e apprezzarne il significato. Rinnovo l’invito a fare una passeggiata e a soffermarsi pochi minuti in solitudine per rivedere un luogo chiuso da troppo tempo e soffermarsi a riflettere su un tema importante e contemporaneo come la pietà”.

Orari della mostra 

Palazzo Comunale Storico: 10-13 /14-17.40 (lunedì chiuso)
San Francesco: 10-18 tutti i giorni

 

“L’abbraccio” di Montalcino a Papa Francesco

La magnum di vino regalata a Papa Francesco dalle Città del VinoIeri mattina una delegazione di 80 sindaci delle Città del Vino italiane, guidata dal presidente Floriano Zambon, ha incontrato e donato a Papa Francesco una magnum, intitolata “L’abbraccio 2018”, realizzata miscelando alcuni dei migliori passiti inviati dalle cantine che hanno partecipato all’ultima edizione del concorso enologico internazionale “La Selezione del Sindaco”, organizzato dalle Città del Vino. Lo speciale assemblaggio di vini dolci è stato realizzato da Roberto Cipresso, enologo di fama internazionale, produttore di Brunello e ambasciatore di Città del Vino, nonché presidente della Commissione del concorso. “È un vino pensato appositamente per il Pontefice, frutto di un assemblaggio di vini dolci, da meditazione, da tutta Italia. C’è anche un vinsanto di Montalcino”, spiega Cipresso alla Montalcinonews.

L’etichetta della bottiglia è stata disegnata da Annibale Parisi, artista e viticoltore a Montalcino. “Ho pensato a due ali che richiamano un abbraccio, che per me ricorda la pianta del colonnato del Bernini che abbraccia Piazza San Pietro”, sottolinea Parisi, che ha utilizzato nel suo lavoro gli stessi colori del Vaticano, il bianco e giallo.

Non è la prima volta che le Città del Vino incontrano il Papa. Era già successo con Giovanni Paolo II, nell’anno del Giubileo (22 novembre 2000), mentre il 26 maggio 2011 fu la volta dell’incontrocon Papa Benedetto XVI. “È stata una grandissima emozione trovarsi di fronte a questo grande Papa - afferma il presidente delle Città del Vino (e sindaco di Conegliano) Floriano Zambon -. Mi auguro che i suoi continui richiami alla pace e alla tolleranza siano ripresi da tutti noi amministratori dei Comuni, che abbiamo l’onore e l’onere di governare i territori del vino nel miglior modo possibile”.

Guarda la Fotogallery:

 

Alla scoperta di Giovanni Moglio

Annibale ParisiMontalcino dedica un mese, quello di settembre, a Giovanni Moglio, una figura che merita di essere riscoperta e conosciuta, soprattutto dalle nuove generazioni. Torneremo a più riprese a parlare di questo evento, il più grande dell’estate della città. Un succoso antipasto ce lo dà intanto Carlotta Parisi, l’artista che, insieme a babbo Annibale, ha creduto a questo progetto e che da mesi sta lavorando intensamente alla riuscita di un evento che già prevede ulteriori sviluppi per gli anni a venire. Carlotta ci ha scritto e noi, volentieri, pubblichiamo una ricca anticipazione di quello che presto vedremo e vedrete con i vostri occhi: qua sotto ci sono un mix di domande, opinioni e cronologia di come è nato il progetto “Parole Eretiche” con tanti interessanti aneddoti. Buona lettura.

Carlotta Parisi, come è nata l’idea della mostra ?

“L’idea nasce da mio babbo Annibale, persona appassionata di storia locale che da ormai vent’anni compie ricerche sul nostro territorio e i suoi personaggi. Approfondendo a poco a poco la figura di fra Giovanni Moglio si è reso conto della sua grandezza che lo ha portato ad essere conosciuto non solo in Italia ma anche in Europa. Da tutto il materiale raccolto nasce l’idea di farne una mostra per condividerne le interessanti scoperte”.

Chi era (in breve) Moglio...

“Partito da Montalcino esattemente 500 anni fa dopo aver preso i voti nel Convento di San Francesco, si laurea a Ferrara nel 1526 diventando uno dei più grandi predicatori della sua epoca. Noto anche per il suo carattere ironico e pungente fu certamente tra i primi a portare il nome di Montalcino in giro per l’Italia e l’Europa essendo conosciuto come “Il Montalcino”. Moglio era un predicatore francescano, insegnava il Vangelo alla gente comune ma il suo modo di farlo non era visto di buon occhio dalla Chiesa Romana. Interdetto dal predicare si ostinò a farlo rifiutandosi di scappare all’estero e trovare così la salvezza. Fu così condannato come eretico dall’appena costituitosi Ufficio dell’Inquisizione ed è certo che fu il primo ad essere giudicato pubblicamente, impiccato e poi arso sul rogo in Campo de’ Fiori il 4 settembre del 1553”.

Piero SbarluzziL’idea di “Parole Eretiche” ha trovato terreno fertile tra gli studiosi.

“Annibale ha incontrato lo scorso anno il professor Leandro Conte dell’Università di Siena che subito si è appassionato allo studio di questo personaggio coinvolgendo altri amici docenti e diventando insieme a me e a babbo il curatore di tutto l’evento. Si è costituito così un Comitato Scientifico che ha portato avanti il progetto con affiatamento e passione. Così, partendo da tutto il materiale raccolto da Annibale negli anni, i professori Irene Fosi e Giovanni Pizzorusso dell’Università di Chieti, la storica dell’arte Irene Sbrilli e il giovane professore Michele Camaioni, che per competenza su quell’esatto momento di storia sta al vertice del gruppo, sono stati preziosissimi nel curare l’aspetto storico di questa nostra mostra. Visto il bellissimo frutto di questo enorme lavoro nel 2019 è prevista una pubblicazione importante dedicata a questo studio e a tutto il nostro progetto “Parole Eretiche che speriamo” getti un seme per la nascita di un Centro Studi di Storia Moderna. Ma questo sarà un nuovo bel capitolo-Moglio di cui vi terremo aggiornati”.

Parole Eretiche” non avrà solo una connotazione storica.

“No, lo spunto storico sarà affiancato dall’arte, interesse che da sempre mi lega profondamente a babbo Annibale. L’arte arricchirà il percorso storico con sede nelle bellissime sale del Vecchio Palazzo Comunale attigue all’ufficio turistico, con il contributo degli artisti Francesco del Casino, Emo Formichi, Pier Luigi Olla e Piero Sbarluzzi, che hanno accolto il nostro invito con entusiasmo. Ma non solo, un’istallazione scenografica ed evocativa in Piazza del Popolo, a cura di Annibale Parisi con il contributo dell’architetto Edoardo Milesi, ricorderà l’ultimo momento di vita di Moglio con uno spunto suggestivo che speriamo sia una bella sorpresa per i montalcinesi e chi si troverà a passare per Montalcino dall’1 al 20 settembre l’installazione di piazza infatti sarà smantellata prima della fine di tutta la mostra). La chiesa di San Francesco, chiusa da tempo per inagibilità e da dove Moglio è partito esattamente 500 anni fa, sarà inoltre sede di un’altra suggestiva installazione dedicata alla Pietà, tema caro agli spirituali di cui Moglio faceva parte. Anche il teatro ha risposto alla nostra chiamata con entusiasmo e il laboratorio “FerMenti in scena” a cura di Stefano de Luca e Manfredi Rutelli partirà proprio dalla figura di Moglio per il lavoro di questo 2018. Lo spettacolo, frutto di questa esperienza, andrà in scena la sera stessa dell’inaugurazione alle ore 21 e le voci risuoneranno per tutto il mese di settembre nella Chiesa di Sant’Agostino. Sempre grazie all’amico Manfredi Rutelli, che da anni arricchisce l’offerta culturale a Montalcino con la sua direzione artistica del nostro teatro e non solo, il pomeriggio del primo settembre David Riondino sottolineerà l’installazione di Piazza del Popolo con una lettura teatrale relativa a Moglio”.

Il professor Leandro ConteCi sarà anche un tuo lavoro in “Parole Eretiche”.

“Sì, ci sarà anche un mio lavoro nel Palazzo Comunale Storico anche se ancora non sono riuscita a terminarlo. Ero stata chiamata dal professor Conte e da mio babbo proprio per realizzare una scultura da affiancare alla parte storica, ma fin da subito mi sono ritrovata ad organizzare e coordinare tutto il nostro progetto, sospendendo per un po’ la mia prima attività di scultrice. Per la prima volta assumo il ruolo di curatrice e si sta rivelando un’esperienza impegnativa e in qualche momento anche molto molto difficile ma che mi sta arricchendo sotto tanti aspetti”.

Chi ha contribuito alla realizzazione della mostra?

“Questa mostra è stata possibile grazie all’apporto di molte persone ed è stato indetto anche un concorso per artisti. In tanti ci stanno aiutando e dei generosi partner hanno supportato e reso possibile il nostro progetto. In primis il Comune di Montalcino che nella figura di Christian Bovini ha da subito accolto con entusiasmo l’idea di una mostra-evento su Giovanni Moglio. A seguire alcuni amici produttori di Brunello a cui abbiamo chiesto sostegno e che hanno risposto con grande generosità. Ultima, ma non meno importante, Ocra, e la sua Onlus Scuola Permanente dell’Abitare, che oltre a sostenere il nostro progetto con spazi e competenze, si è fatta promotrice dell’intero evento e ha indetto un concorso artistico “Opere Eretiche” partendo dalla figura di Moglio. Approfitto per ricordare che nelle giornate dell’1 e 2 settembre anche i montalcinesi e i visitatori potranno votare le opere selezione ed esposte nel chiostro Ocra decretandone il vincitore della giuria popolare”.

Un momento della ricerca storica su MoglioQuanto è importante riscoprire la figura di Fra Giovanni Moglio?

“Tantissimo, per i motivi che ho citato sopra e non solo. A Montalcino c’è una via che tutti conoscono dedicata a Giovanni Moglio, ma non credo che i giovani sappiano chi sia stato e cosa abbia fatto di importante e coraggioso questo nostro concittadino. A dire il vero credo che in pochissimi in assoluto sappiano chi sia stato Moglio e io stessa ho potuto conoscerne la grandezza grazie ai racconti di mio babbo. Obbiettivo di tutto il progetto è quello di restituire memoria a un grande Montalcinese dimenticato e coinvolgere anche le scuole iniziando dalle nuove generazioni a far capire quanto importante sia conoscere la storia del proprio territorio e approfondirne la conoscenza. Sarà una mostra-evento ricca quindi di tanti spunti storico-artistici che speriamo possano coinvolgere tutti i montalcinesi e non solo aprendo uno spunto di riflessione anche sui temi importanti e attuali quali la libertà d’opinione e la tolleranza religiosa”.

Parisi à Paris con le opere di Carlotta e Annibale

Carlotta e Annibale Parisi artwork Parigi 2018Un periodo d’oro per Carlotta Parisi. Pochi giorni fa il nuovo servizio Rai sulle sue creazioni, su Unomattina in Famiglia (decima trasmissione Rai che parla del suo lavoro di scultrice di carta!), adesso la notizia di una mostra all’estero, precisamente in quel di Parigi. Nella capitale francese Carlotta presenterà le sue sculture di carta esposte insieme ai disegni su carta del padre Annibale. Lavori che l’artista di Montalcino ha cominciato a produrre nel 2011, lo stesso anno in cui il celebre trasformista Arturo Brachetti, grazie al suo tour, le ha fatte conoscere in tutta Italia. Le sculture di Carlotta adesso approdano a Parigi per rendere omaggio ai personaggi dei libri dei suoi autori preferiti, tra i quali primeggia Erri De Luca. Carlotta e Annibale Parisi esporranno nella Petite Galerie / Librairie Italienne Tour de Babel, nel cuore del Marais. In questa nuova mostra padre e figlia dialogano con rinnovato entusiasmo e poesia.

Carlotta Parisi porta le sue opere a ParigiLa redazione della Montalcinonews ha contattato Carlotta per sapere il suo stato d’animo a poche settimane dall’inizio dell’avventura in terra francese. “Un sogno che si avvera, Parisi à Paris! Le mie sculture di carta e i disegni di babbo Annibale insieme, proprio come iniziammo a Bagno Vignoni nel 2011. Un’opportunità per far conoscere il nostro lavoro fuori dal territorio in cui viviamo ma anche di confrontarsi in un nuovo progetto. Ho scelto di lavorare sul tema libro visto che esponiamo nella piccola galleria di una libreria italiana nel centralissimo Marais. Lavorare sui testi che più ho amato, tra i quali i primi romanzi di Erri De Luca, mi ha regalato stimoli ed emozioni che ho tradotto in nuove linee e nuove sfumature di cui sono particolarmente soddisfatta e con le quali i ritratti scelti dalla collezione dei disegni di babbo Annibale dialogano perfettamente. Un nuovo piccolo grande traguardo di cui sono riconoscente alla vita”. La mostra sarà visitabile dall’8 giugno al 7 luglio, dal martedì al sabato (ore 10-13 e 14-19). Il 7 giugno, a partire dalle ore 19.30, il vernissage alla presenza degli artisti. Se siete in zona...fateci un salto! C’è un piccolo cuore di Montalcino che batte nella grande città dell’arte mondiale.

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