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Brunello di Montalcino, il vino con la migliore reputazione sul web
Il Brunello di Montalcino vanta una delle migliori reputazione del mondo enoico sul web: se tra i “vini rossi da pasto” il sentiment migliore è per il Sangiovese (14,169%, associato spesso a “Toscana” e “Montalcino”), tra i “rossi pregiati”, Brunello e Barolo staccano tutti gli altri, con il rosso toscano che risulta il più citato, con 187 documenti al mese (legato a parole come “Sangiovese”, al territorio di “Montalcino” e ad un produttore come “Biondi Santi”). A decretare l’ottima reputazione di Mr Brunello di Montalcino sul web è il report della società specializzata nella business information Cribis D&B (www.cribis.com), che ha monitorato la reputazione del mondo enoico sul web, analizzando tutti i documenti relativi al mondo di bacco prodotti online negli ultimi 12 mesi, su siti d’informazione, portali istituzionali, blog e social network. Il tema vino è risultato tra i più popolari sul web, con 37.794 documenti che ne hanno parlano nell’ultimo anno, ed un sentiment (giudizio sintetico espresso in percentuale, e legato alla mappa contestuale dei concetti, persone, luoghi associati alla parola analizzata) al 9,361%, quindi positivo, specie per via di attributi come “buono”, “ottimo”, “sano”, “piacere”, “freschezza”, “profumo”. Altro argomento di cui si parla molto sul web, è Vinitaly, l’evento considerato più “elegante”, “prestigioso” e “importante”, cui si riferiscono 2.807 documenti, ed un sentiment molto positivo (20,391%). Sentiment positivo anche per la keyword “vigneti”, al 22,809%, con 134 documenti al mese. Ma la “mappatura” dei vini arriva guardando in profondità i dati del report: tra i “vini rossi da pasto”, quelli di cui si parla di più sono Lambrusco (32 documenti al mese, e legato a tutti quegli argomenti che hanno a che fare con Modena e con la gastronomia emiliana, dal “parmigiano” ai “salumi”), Sangiovese, Merlot e Cabernet, ma il sentiment migliore è per il Sangiovese (14,169%, e associato spesso a “Toscana” e “Montalcino”), mentre tra i “bianchi da pasto”, i più citati sono di gran lunga il Pinot e lo Chardonnay, che staccano nettamente Verdicchio, Vermentino, Falanghina e Greco di Tufo, ed il Pinot, associato molte volte al “Friuli”, è anche il bianco di cui si parla meglio sul web, con un sentiment del 18,668%, davanti a Chardonnay, Verdicchio e Greco di Tufo. Nella categoria dei “rossi pregiati”, Brunello e Barolo staccano tutti gli altri, con il rosso toscano che risulta il più citato, con 187 documenti al mese (legato a parole come “Sangiovese”, al territorio di “Montalcino” e ad un produttore come “Biondi Santi”), ed il piemontese quello che gode del maggior favore del pubblico (associato territorialmente al “Piemonte”, e a figure di aziende come “Pio Cesare” e “Gagliardo”), con un sentiment del 20,449%, seguiti da Barbaresco ed Amarone. Tra i vini dolci si parla soprattutto di Moscato (133 documenti al mese, in cui ricorre spesso il riferimento al “Piemonte”, ad “Asti” ed al concetto di “dolce”), e se ne parla bene (sentiment al 17,817%), seguito da Passito, Recioto e Albana, mentre, a sorpresa, il web preferisce lo Spumante (sentiment al 17,273%) allo Champagne (15,599%), considerato troppo “caro” dai più.

L’avventura di Podere Brizio continua nel segno di Roberto Bellini
Agli inizi degli anni ’70, Montalcino non era quel territorio così produttivo e celebre nel mondo che è oggi. C’erano le famiglie storiche, come Biondi Santi, Cinelli Colombini, Franceschi (Il Poggione), Lovatelli d’Aragona, Mastropaolo (Poggio alle Mura) … e così via, e Castello Banfi era agli inizi della sua avventura, che ha fatto poi da apripista alla crescita di un territorio che, oggi, conta oltre 250 realtà produttive tra cantine e imbottigliatori. In quell’epoca, tra i primi “forestieri” ad arrivare a Montalcino è stato il bresciano Roberto Bellini, attuale proprietario (con la moglie Franca) di Podere Brizio (a metà, in società con Patrizia Mazzi), che, di recente, ha venduto (per un valore, stando ai prezzi di mercato, 2-2,5 milioni di euro) 31 ettari di terra (12,40 ettari di vigneto, di cui 3 a Brunello) di proprietà personale (e, quindi, non della società agricola Podere Brizio) a Saiagricola di UnipolSai, già affittuaria dei terreni, che così si sono aggiunti ai 26 ettari de “La Poderina”, la tenuta del gruppo a Montalcino. L’avventura produttiva nella terra del Brunello di Roberto Bellini, con Podere Brizio, che oggi è anche un ottimo agriturismo, continua (www.poderebrizio.it). Focus - La storia di Roberto Bellini e di Podere Brizio L’azienda, fin dagli anni ’70, faceva parte della gestione Azienda Agricola Chiesa di Santa Restituta di Roberto Bellini, che aveva comprato nel 1972 dalla Curia Vescovile di Montalcino, stando a quanto riportato dallo stesso Bellini, ndr); dallo scorporo avvenuto nel 1996 (quando Santa Restituta è stata comprata da Angelo Gaja, ndr) è nata la nuova azienda Podere Brizio, in cui Roberto Bellini subentrò, quale socio paritario, con le storiche proprietarie Cannoni-Mazzi. Nacque, così, nel 1996, l’azienda agraria Podere Brizio. Nel 2002 sono stati portati a termine i lavori della nuova moderna cantina, con ampie superfici dedicate alla vinificazione, invecchiamento imbottigliamento e stoccaggio. La superficie totale dell’Azienda Agraria Podere Brizio attuale è di 30 ettari, di cui 7 a Brunello di Montalcino Docg, 1 ettaro a Rosso di Montalcino Doc e 1,25 ettaro a Sant’Antimo Doc.

La “tracciabilità del Brunello” in diretta streaming
Primo vino a garantire in modo scientifico l’origine e la tipicità: è il Brunello che, con il convegno “Tracciabilità del Sangiovese a Montalcino” (venerdì 24 maggio), trasmesso in diretta streaming dalla Montalcinonews, su brunello.tv, aprirà le porte a diversi metodi di analisi e di ricerca, come quello del profilo antocianico. “La notorietà e l’autorevolezza raggiunte dal Brunello ci hanno spinti ad essere all’avanguardia a livello internazionale anche in tema di tracciabilità - spiega Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio - oltre a vendere un sogno lo dobbiamo anche certificare, e vogliamo essere i primi a farlo in modo scientifico. Proporremo il nostro, ma siamo aperti anche ad atri metodi, ricordando, però, che tutti sono importanti purché dimostrabili scientificamente”. E per “aprire” il dibattito ai diversi metodi scientifici interverranno esperti di fama internazionale come Fulvio Mattivi,

“Archery World Cup”: Mauro c’è !
Mauro Bovini, con il suo arco e le sue frecce, rappresenta l’eccellenza sportiva di Montalcino nel mondo. Maggio 2013, Shangai (Cina), prima tappa dell’“Archery World Cup”. A rappresentare l’Italia c’è anche Mauro Bovini che, oltre a difendere il tricolore, è partito anche per rappresentare Montalcino e la sua tradizione arcieristica. E Mauro ha dimostrato tutto il suo

Torna “il Vignolo”
La fine di maggio, come ogni anno, porta con se un evento che è ormai divenuto una tradizione culturale di Montalcino: il concorso di poesia “Il Vignolo”, promosso dal Quartiere Travaglio e dedicato ai giovani studenti della Toscana. Dopo il dettagliato e attento lavoro svolto da “scrittori” e giurati, è di scena la premiazione dei “poeti” che si sono distinti per originalità, raffinatezza ed eleganza dei loro componimenti: l’appuntamento è per il 25 maggio (ore 17, Teatro degli Astrusi), per lettura e premiazione delle migliori poesie (a seguire, l’aperitivo nei giardini di WineNews).



























